La domanda può non sembrare così inverosimile, poiché
gli eventi recenti hanno dimostrato che ora il vecchio
continente è di fronte (da quando la crisi finanziaria ha
colpito per la prima volta nel 2008) con le più gravi fratture
sociali di sempre che hanno portato a instabilità politica in
ampliamento.
Per tutta la UE, paesi come Italia, Portogallo, Grecia,
Irlanda, Spagna e l'ultimo stato minacciato da una crisi
bancaria o da un "tracollo finanziario", che è Cipro, barcollano
tutti sull'orlo di un abisso economico. Cosa affligge tutti
questi stati della zona euro? E' la draconiana politica di
austerità. Questi rimedi a bassa o nessuna crescita imposti da
funzionari non eletti hanno portato alla caduta di governi nei
cosiddetti "paesi del nucleo" della UE compresa ora l'Italia.
Sono emersi dei nuovi attori per dare un colpo alla logora
elite. Il fenomeno politico
Beppe Grillo ha mandato un
alto assordante messaggio all'establishment.
L'austerità, con aggiunti profondi tagli sociali, strette
salariali e infinite "riforme strutturali", nella cabina
elettorale è stata respinta in maniera massiccia. Il satirico
diventato politico, non soltanto ha fornito un poco del tanto
necessario diversivo comico a una popolazione profondamente
scontenta, ma ha anche dato sfogo alla rabbia o alla inveterata
frustrazione verso il governo tecnocratico uscente di
Mario Monti. Come conseguenza delle elezioni
nazionali, l'Italia sembra destinata a tornare indietro all'era
di coalizioni di breve durata e di instabilità cronica
che hanno caratterizzato la vita politica del paese negli anni
del dopoguerra. Ma molto più preoccupante per i "commissari" di
Bruxelles è ciò che sta avvenendo nei Balcani. Di là potremmo
stare vedendo l'inizio di una rivoluzione guidata realmente
dalla "società civile", tuttavia non così pacifica.
Primavera dei Balcani?
Gli eventi in Bulgaria riflettono quelli della primavera
araba? La violenza in Nord Africa ha attraversato il
Mediterraneo tramite la Grecia alla Bulgaria? Si, effettivamente
lo ha fatto. Gli scontri tra polizia e dimostranti in posti come
Varna e Sofia (scatenati da costi dell'energia crescenti, salari
stagnanti ecc.) hanno scosso la regione allo stesso grado di
quelli in Egitto e Tunisia. E, come in Nord Africa, il governo
di Sofia è caduto velocemente come conseguenza dell'agitazione
popolare.
La morte
in Bulgaria
questa settimana di
Plamen Goranov a causa dell'autoimmolazione
non è diversa dalle azioni di protesta di
Mohamed Bonazizi,
il venditore ambulante tunisino il cui
atto disperato ha avviato massicce manifestazioni nel suo paese,
che si sono più tardi sparse per tutto il
Maghreb. Qualsiasi somiglianza vi possa essere
tra questi eventi drammatici nella storia, l'atto suicida
tuttavia simbolico di un uomo a Varna ha incendiato un'altra
polveriera in un'altra parte altamente volatile del mondo che
sono i Balcani; un'area che, come sappiamo tutti, è stata il
punto di esplosione di un conflitto che ha acceso lo scoppio
della prima guerra mondiale e che è stato anche la scena della
guerra nella ex Jugoslavia. Entrambe le guerre hanno modificato
per sempre il volto geopolitico dell'Europa.
Ossimoro: il premio per la pace della UE in tempi
di grande tensione sociale, economica e politica sul continente
Dove porterà questa crescente agitazione popolare è
difficile dire. Ma una cosa sembra certa: la UE è minacciata da
instabilità in espansione non soltanto negli stati del nucleo,
ma anche in quelli alla sua periferia. Vale a dire che
l'instabilità si è sparsa oltre l'eurozona anche agli stati che
non fanno parte dell'eurozona; ovvero alla Bulgaria, uno degli
stati più nuovi ma anche uno dei suoi più poveri. Vi è là un
cocktail esplosivo di
terribile povertà, molto estesa corruzione e criminalità
noto come "mafianomics", che caratterizza entrambe il paese e la
regione. Questo non è utile. Ma allora nemmeno le politiche
della troika: UE, FMI e Banca Centrale Europea. Queste
politiche, concepite a Bruxelles,
Washington e Francoforte, stanno destabilizzando
non più soltanto il Mediterraneo, ma anche l'Europa e i Balcani.
Il ventre molle dell'Europa è in fiamme. Quanto tempo ci
vorrà prima che la conflagrazione raggiunga il nucleo interno
della UE: vale a dire Francia e quindi Germania?
Le proteste sociali in allargamento contro l'austerità
porteranno a una rivoluzione in tutto il continente come fecero
nel 1848? Forse no, ma la UE è minacciata di frammentazione
permanente in blocchi composti di stati "che hanno e che non
hanno" che è reminiscente dell'Europa prebellica e
prerivoluzionaria. Una prospettiva davvero sgradevole per
un'istituzione che ha vinto il premio Nobel per la pace nel
2012.