Mercoledì 17 ottobre 2007
Darfur vs. Ogaden, Mugabe vs. Meles
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Se la sinistra neutrale è veramente neutrale, perché continua a venire giù dura sui nemici ufficiali dell'occidente mentre ignora i suoi scagnozzi? Molti attivisti di sinistra e progressisti affermano di essere ugualmente contrari all'oppressione, sia che venga esercitata dagli amici delle potenze imperialiste che dai loro nemici, ma sono praticamente silenziosi sulle bene documentate oppressioni di simili stati satelliti degli USA come l'Arabia Saudita, l'Egitto e l'Etiopia, mentre esibiscono un ardore privo di senso critico nel denunciare i nemici dell'imperialismo anglo-americano, spesso per dei crimini che sono stati esagerati o inventati per essere utilizzati come pretesti per l'intervento occidentale e la realizzazione degli obiettivi imperialisti. Non vi è miglior esempio di questa tendenza a professare neutralità di principio mentre si esibisce regolarmente una inclinazione pro-imperialista della attuale ossessione con il presunto genocidio nel Darfur e le pretese di ingiustificata oppressione politica in Zimbabwe, mentre una serie praticamente inosservata di crimini ed oppressioni attuati da parte del governo satellite di USA e Gran Bretagna di Meles Zenawi in Etiopia. In una guerra di contro-guerriglia condotta nella regione dell'Ogaden "le truppe etiopiche bruciano i villaggi, stuprano le donne ed uccidono i civili come parte di una campagna sistematica per scacciarli dalle loro case". I rifugiati dicono che sono stati distrutti dozzine di villaggi e hanno "accusato il governo etiopico di affamare a forza il suo popolo impedendo ai convogli alimentari di raggiungere i villaggi e distruggendo i rapporti ed il bestiame".* "Un ex soldato etiopico che ha disertato dall'esercito ha detto come gli fosse stato ordinato di bruciare villaggi ed uccidere tutti i loro abitanti. Ha detto che l'aviazione etiopica bombardava un villaggio prima che seguisse una unità di truppe di terra, sparando indiscriminatamente contro i civili. 'Uomini, donne, bambini - li abbiamo uccisi tutti', ha dichiarato". Il poco noto conflitto in Ogaden eguaglia la più ampiamente nota guerra in Darfur. Il conflitto iniziò quando i ribelli uccisero una quantità di guardie etiopiche e dipendenti cinesi ad un campo petrolifero diretto dai cinesi. Il governo replicò con una dura repressione. "I ricercatori per i diritti umani stanno raccogliendo le prove di un generale utilizzo dello stupro, con le donne che riferiscono di stupri di gruppo da parte di fino a dozzine di soldati. In alcuni villaggi, gli uomini sono stati rapiti di notte ed i loro corpi scaricati nel villaggio la mattina successiva. "Mentre nel Darfur le organizzazioni di assistenza sono state in grado di istituire campi e fornire sostegno umanitario, sono stati bloccati dall'istituire operazioni nell'Ogaden. Il Comitato Internazionale della Croce Rossa è stato buttato fuori e pure a Medici Senza Frontiere è stato impedito di operare. Anche i giornalisti che cercano di entrare sono stati banditi – coloro che hanno tentato sono stati prontamente arrestati". Ma mentre i neutrali di sinistra sono andati in uno stato di alta indignazione morale sulla controinsurrezione del Sudan in Darfur, che "da parte degli USA è stata descritta come 'genocidio' e da parte dell'ONU come 'crimini contro l'umanità'", sono stati praticamente zitti sull'Etiopia, un destinatario degli aiuti militari ed umanitari USA e britannici. "Un alto funzionario americano per gli affari africani, assistente segretario di stato, Jendayi Frazer, ha visitato lo scorso mese una città nell'Ogaden. "Al suo ritorno dalla capitale dell'Etiopia, Addis Abeba, ha criticato i ribelli e ha detto che i rapporti sugli abusi dei militari erano semplicemente asserzioni. 'Noi esortiamo qualsiasi e tutti i governi a rispettare i diritti umani ed a cercare di evitare vittime civili ma ciò è difficile quando si tratta con una ribellione', ha detto". Ai nemici ufficiali dell'occidente non è mai concessa la stessa libertà nel trattare con le loro ribellioni (spesso finanziate ed istigate da USA e britannici) – un doppio standard appoggiato dai neutrali di sinistra attraverso le loro prolisse condanne degli sforzi di controinsurrezione di nemici ufficiali ed il relativo silenzio su quelli degli stati satelliti occidentali. "Gli USA forniscono circa 283 milioni di dollari (140 milioni di sterline) in aiuti militari ed umanitari all'Etiopia e hanno addestrato le sue forze armate – tra le maggiori e le più forti in Africa". Confrontate Robert Mugabe dello Zimbabwe con il primo ministro dell'Etiopia Meles Zenawi. Per cercare di conferire l'indipendenza dello Zimbabwe di contenuto reale (riforma agraria ed indigenizzazione dell'economia), Mugabe è stato calunniato dai funzionari britannici e USA e dai media occidentali come un uomo forte che farà qualsiasi cosa per rimanere al potere, dal furto delle elezioni alla repressione dell'opposizione. Le elezioni che si dice Mugabe abbia rubato sono state approvate dalla Comunità di Sviluppo Sud Africana, un'organizzazione di stati vicini, e l'opposizione opera liberamente, nonostante essere apertamente sostenuta e finanziata dalle potenze occidentali all'inseguimento di un cambio di regime, una agenda anti-indipendenza. Per eseguire gli ordini dell'occidente nel Corno d'Africa, l'etiopico Meles è coperto di aiuti USA e britannici ed è stato selezionato attentamente da Tony Blair per sedere alla Commissione britannica per l'Africa, per guidare al "Rinascimento Africano". I neutrali di sinistra dicono poco del "leader africano preferito dal governo britannico – e dall'occidente", dirigendo invece le loro energie nel chiedere agli USA di intervenire militarmente in Darfur e nel gareggiare a vedere chi può esercitare il maggiore stridore nel denunciare il governo di Mugabe (contribuendo al programma di fare uscire di scena Mugabe e le sue politiche pro-indipendenza e di preparare la scena per l'MDC e le sue politiche di dipendenza pro-occidentale). In un modo o nell'altro, il risultato finale di tutto ciò è di porre l'occidente più fermamente al controllo dell'Africa. E nondimeno le repressioni politiche delle quali viene accusato Mugabe sono appassionatamente praticate da Meles. In realtà, anche se tutte le accuse lanciate contro Mugabe fossero vere (e la maggior parte non lo sono) sarebbe ancora un angelo rispetto a Meles. Dopo le elezioni generali del maggio 2005 in Etiopia, che l'opposizione ha affermato essere state truccate, "le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco sui dimostranti, uccidendo 193 persone". Migliaia di sostenitori e leader dell'opposizione sono stati rastrellati e gettati in prigione. "Più di 100 leader dell'opposizione sono stati messi sotto processo per tradimento mentre si intensificava la repressione della polizia. I messaggi di testo, che erano stati utilizzati per organizzare le dimostrazioni del 2005, sono stati banditi". Lo stato ha chiesto l'applicazione della pena di morte per 38 leader dell'opposizione, compresi il fondatore del Consiglio Etiopico dei Diritti Umani, un ex procuratore dell'ONU per crimini di guerra ed il sindaco eletto di Addis Abeba. Il tribunale ha respinto la raccomandazione del pubblico ministero, ma ha condannato i leader dell'opposizione all'ergastolo. Sono stati più tardi liberati, ma solamente dopo che gli USA sono intervenuti. "La Gran Bretagna dà ancora all'Etiopia 130 milioni di sterline ogni anno in aiuti umanitari – più che a qualsiasi altro paese africano", mentre esegue una incessante campagna di demonizzazione contro Robert Mugabe e bloccando l'accesso dello Zimbabwe al credito internazionale. Come è che Meles, che ha effettuato crimini molto più gravi di qualsiasi crimine del quale sia stato accusato Mugabe, è riempito di onori e di aiuti umanitari, mentre Mugabe viene trattato come la versione africana di Hitler ed il suo paese è oggetto di una campagna di guerra economica? La risposta si trova nella realtà che Meles agisce come cane da attacco di Washington nel Corno d'Africa, invadendo la Somalia per deporre un governo pro-indipendenza, mentre Mugabe persegue una politica estera indipendente ed attua riforme per dare agli abitanti del suo paese un contenuto significativo all'indipendenza. Come è che molti attivisti di sinistra e progressisti, attraverso il professare la neutralità, incanalano molte delle loro energie in campagne che deplorano i nemici ufficiali dell'imperialismo anglo-americano, mentre rimangono praticamente in silenzio sulle oppressioni realizzate dagli stati satelliti USA e britannici? La risposta ha molto a che fare con i media e come gli attivisti di sinistra ed i progressisti ad essi reagiscono. I notiziari sono strutturati per riportare su quello che i funzionari di stato dicono e fanno. Per guadagnare appoggio per le loro politiche, i funzionari di stato rendono dichiarazioni pubbliche su argomenti sui quali vogliono attirare l'attenzione del pubblico, mentre si tengono alla larga dai fatti che preferiscono restino inosservati. Perché i funzionari statali occidentali fanno frequenti riferimenti allo Zimbabwe e pochi, se ne fanno alcuno, all'Etiopia, dozzine di storie dei notiziari appaiono sullo Zimbabwe per ognuno che compare sull'Etiopia. In questo modo, i funzionari statali, operando attraverso i media, sono in grado di stabilire una agenda dell'opinione pubblica, da far seguire non soltanto ai media ma alla sinistra neutrale – una che pone Mugabe decine di scalini davanti a Meles ed il Darfur molto più in alto dell'Ogaden. Gli attivisti di sinistra ed i progressisti parlano di Mugabe e del Darfur perché i media lo fanno ed i media lo fanno perché lo fanno i funzionari statali occidentali. Ma raramente i neutrali di sinistra parlano di Meles e dell'Ogaden perché raramente i media lo fanno ed i media lo fanno raramente perché i funzionari statali occidentali non lo fanno quasi mai (e non vogliono farlo). Il risultato è che, mentre professano neutralità, molti attivisti di sinistra e progressisti sono stati involontariamente reclutati per l'agenda stabilita a Washington e Londra. Queste sono condizioni che, in parte, portano la sinistra neutrale a convogliare considerevole energia nel denunciare i nemici ufficiali dei governi occidentali, mentre passano poco tempo a parlare o a fare campagne contro regimi oppressivi che ricevono aiuti e sostegno occidentale. I neutrali di sinistra sono rapidi nel denunciare il governo militare del Myanmar (un nemico ufficiale) per la sua repressione contro un gruppo religioso, mentre non dicono praticamente nulla del governo militare del Pakistan (uno stato satellite) per una ugualmente sanguinosa repressione contro un gruppo religioso. I neutrali di sinistra sono acutamente sensibili alla crisi umanitaria in Darfur (condannata ufficialmente), mentre non dicono praticamente nulla della molto maggiore crisi umanitaria in Iraq (ignorata ufficialmente) o della crisi umanitaria nell'Ogaden (anche essa ufficialmente ignorata). I neutrali di sinistra non dicono praticamente nulla di Meles Zenawi, un uomo forte accusato di truccare le elezioni che minaccia gli oppositori politici con la pena di morte, ha invaso un altro paese ed attua crimini contro l'umanità entro i suoi confini (ed è sostenuto dall'occidente) mentre sputano disprezzo per Robert Mugabe, che non ha commesso nessuna di queste cose (ma non è sostenuto dall'occidente). In tutto ciò che fa, nonostante professioni di neutralità, la sinistra neutrale è pro-imperialista, non neutrale. Il momento che i suoi membri dedicheranno metà dell'energia per scagliarsi contro i governi di Egitto, Etiopia, Pakistan, Arabia Saudita e Turchia di quanta ne dedichino contro Zimbabwe, talibani, Corea del Nord, Bielorussia ed Iran, sarà il momento che le loro pretese di non appoggiare né l'imperialismo né i suoi nemici ufficiali incondizionatamente diventerà qualcosa di più fondato che ingannevole retorica.
posted by Stephen Gowans
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