Metro Gael

 

MARTEDì, 23 AGOSTO 2011

Dagli autori di "Gheddafi uccide la sua gente", lo studio di Doha presenta "La rivoluzione libica"

 

Superando precedenti fabbricazioni dei mass media, sia in scala che in sfacciataggine, la messa in scena di ieri mattina di Al Jazeera entrerà certamente nella storia come uno degli imbrogli più cinici commessi dai media corporativi dalle fotografie manipolate di iracheni che rovesciavano la statua di Saddam Hussein dopo l'invasione USA del 2003.

La mattina del 22 agosto 2011, Al Jazeera ha trasmesso un rapporto 'in diretta' dalla Piazza Verde di Tripoli, che pretendeva di mostrare la cattura della capitale libica da parte delle forze ribelli. Scene di giubilo e di euforia avvolgevano la reporter di Al Jazeera Zeina Khodr mentre dichiarava: "La Libia è nelle mani dell'opposizione".


Le immagini sono state riprodotte immediatamente per tutto il complesso dei media globali, con titoli che strombettavano la 'fine del regime di Gheddafi' e gli editoriali per tutto il mondo dei media corporativi che facevano congetture sul futuro della Libia post Gheddafi.

Si è sostenuto che i figli di Gheddafi erano stati arrestati e sono state annunciate altre defezioni. La capitale libica ora era, ci è stato raccontato, nelle mani delle forze ribelli. Per molti, sembrava un fatto compiuto.

Di fatto, le fotografie di Al Jazeera dalla Piazza Verde erano un inganno elaborato e criminale. Il rapporto era stato prefabbricato in uno studio di Doha, Qatar. Questa informazione era stata data all'intelligence libica ed il popolo libico era stato già avvisato della psyop del Qatar un paio di giorni prima alla televisione di stato Rayysse.

L'imbroglio di Al Jazeera era inteso a creare l'impressione che Tripoli fosse caduta in modo da:
(1) spezzare la resistenza libica creando il panico ed il caos nella capitale libica.
(2) fornire la copertura per i massacri di civili che sarebbero avvenuti i giorni seguenti la dichiarazione della vittoria dei ribelli.


In altre parole, i media avrebbero fornito la copertura per i crimini di guerra ed i crimini contro l'umanità che erano necessari allo scopo di sottomettere la Jamhahirya libica agli interessi corporativi occidentali.

Subito dopo che sono state pubblicate le fotografie di Al Jazeera, questo autore ha contattato a Tripoli la reporter indipendente Lizzie Phelan. Miss Phelan è stata in grado di confermare da ciò che ha descritto come fonti affidabili che le immagini di Al Jazeera erano false.

Per la fine della giornata, è emerso che tutte le menzogne su twitter che sono emanate dai criminali del Consiglio Nazionale di Transizione erano, in modo non sorprendente, false. I figli di Gheddafi non erano stati arrestati ed i ribelli non erano in controllo della città.

Nel frattempo, Lizzie Phelan, Mahdi Darius Nemenroaya e Thierry Meyssan hanno ricevuto minacce di morte dai produttori della CNN che sono alloggiati all'hotel Rixos a Tripoli. Dopo l'arrivo di migliaia di terroristi NATO/Al Qaeda è seguito nella città un breve periodo di caos.

Quando molti dei reporter mainstream hanno abbandonato l'hotel Rixos, le autorità libiche hanno scoperto che la maggior parte di loro erano degli agenti della CIA e del MI6 che lavoravano sotto la copertura di giornalisti.

Al momento, Mahdi Darius Nezemroaya, Thierry Meyssan ed altri giornalisti veri rimangono intrappolati nell'hotel Rixos. Contro Nezemroaya è stato sparato da un cecchino NATO/ribelle mentre tentava di mettere una targa della stampa in cima all'hotel Rixos per proteggere l'edificio dai bombardamenti della NATO.

Ieri la reporter Lizzie Phelan ha contattato un amico per dichiarare di essere stata minacciata dal personale della CNN e che le era stato impedito di utilizzare facebook e email.

Sotto potete vedere l'avviso dato al popolo libico dai media statali della prossima psyop di Al Jazeera. Il presentatore racconta agli spettatori che Al Jazeera ha prodotto una simulazione della Piazza Verde di Tripoli e che la userà per fabbricare una gigantesca finzione della Libia liberata.

La fotografia sopra prova che i produttori dell'imbroglio di Al Jazeera non sono affatto dei maestri fiamminghi, poiché le vistose discrepanze tra la vera Piazza Verde di Tripoli e la versione di Al Jazeera sono palesemente ovvie. Le differenze tra l'architettura della Piazza Verde di Tripoli e le fotografie mostrate su Al Jazeera sono ben documentate nel video sotto.

Mentre la messa in scena di Al Jazeera è divertente, è improbabile che l'attrice protagonista Zeina Khodr riceva dei premi per la sua prestazione piuttosto indolente. Ha recitato le sue righe piuttosto meccanicamente, come una che non era particolarmente innamorata del copione o forse era l'aspetto esagerato dell'intera sceneggiatura che la infastidiva.

Questo inganno dei media è un altro penetrante esempio della disperazione della NATO, che ha bombardato spietatamente una nazione sovrana per 6 mesi e finora non è riuscita a realizzare un cambiamento di regime. Dimostra ancora una volta il ruolo dei media corporativi nella disinformazione e come guerrafondai.

Postato da metrogael