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L'occidente ed i suoi partner mediorientali giocano in
Siria degli ingannevoli giochi machiavellici. ha raccontato
F. William Engdahl a
Sputnik,
aggiungendo che la Russia è in una situazione veramente rischiosa
se crede che gli altri attori coinvolti nel conflitto, come
Recep Erdogan o re Salman ed il suo
impulsivo figlio
Mohammed siano ragionevoli, poiché
l'odio non conosce affatto la ragione.
Mentre stanno ribollendo le tensioni sulla prospettiva di un'invasione
turco-saudita della Siria, sei membri del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, compresi USA, Regno Unito
e Francia, hanno espresso le loro obiezioni su una bozza di risoluzione
russa rivolta a ristabilire la sovranità degli stati mediorientali,
esacerbando le cose.
La bozza di risoluzione, che denuncia ogni azione che indebolisca
la sovranità e l'integrità territoriale della Siria e che condanna ogni
piano di un'invasione militare straniera, è stato
respinto
dagli ambasciatori USA e francese come "non avente nessun futuro".
E' piuttosto sorprendente che la risoluzione proposta, che mirava
alla pace in Siria ed alla protezione dei valori fondamentali della
carta dell'ONU, sia giunta immediatamente sotto il fuoco di
Washington e delle principali potenze europee.
Tuttavia, vi è un'ovvia spiegazione: le potenze occidentali hanno
violato ripetutamente il diritto internazionale, avendo agito
militarmente in Siria senza il permesso ufficiale del governo legittimo
del presidente
Bashar
al-Assad.
Alla luce di questo, stanno diventando più chiari i contorni della
strategia degli occidentali in Siria. La domanda che quindi sorge è se
l'Esercito
Arabo Siriano, appoggiato
dall'aeronautica militare russa, aiuterà Damasco a ristabilire la
sovranità ed a riunire la Siria.
"Ciò che sento al momento è che attualmente in
Siria, spiacevolmente, l'energia è quella di morte e distruzione,
dovunque. Questo non può essere facilmente sanato in modo che la
Siria diventi un prospero paese sovrano come era forse un secolo fa,
prima della della I Guerra Mondiale. E' questa la capacità
distruttiva della guerra. Non è una questione di riconquista
militare della terra perduta nei cinque anni di guerra trascorsi. Se
fosse così facile il mondo avrebbe sanato secoli fa le cicatrici di
tutte le guerre. Nessuna parte 'vince' in una guerra, soltanto
in pace",
ha raccontato in un'intervista esclusiva a Sputnik
il ricercatore, storico e consulente del rischio strategico
americano-tedesco
F. William Engdahl.
Intervenendo in Siria, la Russia è in realtà entrata in un torneo
di scacchi geopolitico con astuti giocatori occidentali.
Vladimir Putin e Bashar
Assad batteranno al loro gioco i grandi maestri geopolitici
di
Washington?
"Questa è una domanda alla quale rispondere è
molto difficile. La mia vera sensazione è che i patriarchi
americani, come preferisco chiamarli, non grandi maestri, abbiano un
esteso piano con le loro molte guerre in Medio Oriente. Il piano è
semplice
—
spargere odio, distruzione d uccidere l'energia, non soltanto nei
paesi petroliferi del Medio Oriente ma anche nella UE come pure
all'interno degli Stati Uniti, in Cina, dovunque, con le loro guerre
alla fine sul petrolio", ha rilevato
Engdahl.
Se il mondo è impegnato in questa distruzione, quei patriarchi che
hanno opinioni fuorviate prevarranno, ha sottolineato il consulente del
rischio strategico, aggiungendo che siamo già in una specie di guerra
mondiale.
"Nel febbraio 2014 hanno acceso il colpo di stato
di Piazza Maidan per distruggere le crescenti, positive relazioni
economiche e politiche, specialmente tra la Germania e la Russia, ad
un limite tra la UE e la Russia. Hanno demonizzato la Russia ed il
suo presidente sui loro media:. Il prossima dei loro obiettivi
sarà la Cina", ha sottolinea
Engdahl.
Effettivamente, si è stesa una cintura di instabilità dal Nord
Africa e dai Balcani all'Asia Centrale ed oltre. Sono passati cinque
anni dalla
"Giornata
della Collera"
in Libia che era rivolta contro il governo di Muammar Gheddafi. La rivolta,
sostenuta entusiasticamente dall'occidente, ha trascinato il paese in un
costante disordine. Nel frattempo, in un'altra parte del mondo, lo stato
fallito afgano sta ancora combattendo disperatamente contro gli
estremisti islamici.
"Credo che abbiano sentito che negli ultimi anni stavano perdendo
il controllo sulle nazioni [il che è così] che agivano indipendentemente
e sovrane, come la Russia, come la Germania, come la Cina, come l'Iran
ed altri stati incoraggiati ad asserire l'autonomia nazionale contro i
desideri della NATO. Naturalmente, alla fine perderanno soltanto, ma, se
non siamo consapevoli di chi siamo noi e di chi siano loro, come disse
Sun Tzu, riusciranno a creare enorme distruzione prima
di quel punto. Pensate semplicemente alle cicatrici profonde della
guerra 75 anni fa" ha raccontato a Sputnik il ricercatore.
Ciò significa che il famigerato
Daesh (ISIL/ISIS) è una specie di "agente di
distruzione"?
"Il Daesh, detto semplicemente, è la monarchia
dell'Arabia Saudita. Nel mio libro più recente,
The Lost Hegemon: Whom the gods would destroy, descrivo
in grande dettaglio la perversa "empia alleanza" negoziata dalla CIA
agli inizi degli anni '80 per accoppiare il
culto
della morte
egiziano noto come Fratellanza Musulma con il
primitivo ramo wahhabita saudita dell'Islam. La conseguenza di ciò
furono i mujahedeen, le
guerre cecene, la guerra dei mujahedeen in Bosnia contro i serbi ed
ora al Qaeda-al Nusra and Daesh. La famiglia di Erdogan,
sostenuta in una perversa alleanza da questa monarchia saudita,
abbraccia il Daesh come arma per distruggere i kurdi e creare un
qualche genere di nuovo sultanato ottomano e per consentire ai
sauditi il controllo del petrolio e del gas dell'Iraq, della Siria e
dello Yemen.", ha approfondito Engdahl .
"Ma falliranno", ha osservato il ricercatore.
Nonostante il fatto che la comunità internazionale abbia espresso
ripetutamente profonde preoccupazioni sugli
"straordinari
livelli di finanziamento" del Daesh e sul pericolo imminente che
questo pone alla civiltà occidentale, il 9 febbraio il sottosegretario
generale dell'ONU per gli Affari Politici Jeffrey Feltman ha ammesso che il gruppo
terrorista continua a vendere petrolio rubato sul mercato globale.
Alcuni esperti ritengono che sarebbe impossibile se non fosse stato
concluso un "tacito accordo" da parte dei decisori politici europei ed
americani. Già nel giugno 2014 l'intellettuale francese, fondatore e
presidente della Rete Voltaire
Thierry Meyssan richiamò l'attenzione sul fatto che il
Daesh ed il Fronte al Nusra vendevano sul mercato
internazionale petrolio greggio rubato, "quindi monitorato da
Washington", senza impedimento.
Questo può significare soltanto una cosa.
Meyssan ha suggerito che è autorizzato da
Washington
oppure collegato a compagnie petrolifere di facciata.
Quindi, perché
Washington ed i "baroni del petrolio" occidentali
permettono al Daesh di continuare a vendere petrolio rubato,
rifornendo le sue camere blindate di altro denaro per la guerra, il
terrore e la distruzione?
"La NATO utilizza il Daesh ed a quel fine
permette che il petrolio scorra, attirando Erdogan e Salman in una
trappola ben progettata. Naturalmente, la NATO è controllata da
Washington e quei patriarchi americani che governano il
complesso militare-industriale ed i suoi baroni del petrolio.
Dobbiamo soltanto guardare alle recenti dichiarazioni di Hakan Fidan,
direttore del servizio segreto turco MIT, che esorta l'occidente a
vedere il Daesh come musulmani legittimi con il diritto ad essere
rispettati e voi afferrate l'idea", ha enfatizzato Engdahl .
"In questa guerra tutti stanno ingannando, giocando giochi
machiavellici
— Erdogan, Salman e suo figlio il principe Salman,
il sottosegretario generale per gli Affari Politici
Jeffrey Feltman, John
Kerry, Obama, Cameron, Hollande. La Russia è in una situazione molto
rischiosa in Siria se essa e la sua gente di comando hanno
qualche illusione che gli altri attori siano ragionevoli. L'odio non
conosce affatto la ragione", ha avvertito il ricercatore.
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