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I terroristi del Daesh: uno strumento multifunzione nelle mani di Ankara, Riyadh e NATO

© AP Photo/ Militant Website, File

15:29 20.02.2016

Ekaterina Blinova

 

L'occidente ed i suoi partner mediorientali giocano in Siria degli ingannevoli giochi machiavellici. ha raccontato F. William Engdahl a Sputnik, aggiungendo che la Russia è in una situazione veramente rischiosa se crede che gli altri attori coinvolti nel conflitto, come Recep Erdogan o re Salman ed il suo impulsivo figlio  Mohammed siano ragionevoli, poiché l'odio non conosce affatto la ragione.

Mentre stanno ribollendo le tensioni sulla prospettiva di un'invasione turco-saudita della Siria, sei membri del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, compresi USA, Regno Unito e Francia, hanno espresso le loro obiezioni su una bozza di risoluzione russa rivolta a ristabilire la sovranità degli stati mediorientali, esacerbando le cose.

La bozza di risoluzione, che denuncia ogni azione che indebolisca la sovranità e l'integrità territoriale della Siria e che condanna ogni piano di un'invasione militare straniera, è stato respinto dagli ambasciatori  USA e francese come "non avente nessun futuro".

E' piuttosto sorprendente che la risoluzione proposta, che mirava alla pace in Siria ed alla protezione dei valori fondamentali della carta dell'ONU, sia giunta immediatamente sotto il fuoco di Washington e delle principali potenze europee. Tuttavia, vi è un'ovvia spiegazione: le potenze occidentali hanno violato ripetutamente il diritto internazionale, avendo agito militarmente in Siria senza il permesso ufficiale del governo legittimo del presidente Bashar al-Assad.

Alla luce di questo, stanno diventando più chiari i contorni della strategia degli occidentali in Siria. La domanda che quindi sorge è se l'Esercito Arabo Siriano, appoggiato dall'aeronautica militare russa, aiuterà Damasco a ristabilire la sovranità ed a riunire la Siria.

"Ciò che sento al momento è che attualmente in Siria, spiacevolmente, l'energia è quella di morte e distruzione, dovunque. Questo non può essere facilmente sanato in modo che la Siria diventi un prospero paese sovrano come era forse un secolo fa, prima della della I Guerra Mondiale. E' questa la capacità distruttiva della guerra. Non è una questione di riconquista militare della terra perduta nei cinque anni di guerra trascorsi. Se fosse così facile il mondo avrebbe sanato secoli fa le cicatrici di tutte le guerre. Nessuna  parte 'vince' in una guerra, soltanto in pace", ha raccontato in un'intervista esclusiva a Sputnik il ricercatore, storico e consulente del rischio strategico americano-tedesco F. William Engdahl.

Intervenendo in Siria, la Russia è in realtà entrata in un torneo di scacchi geopolitico con astuti giocatori occidentali. Vladimir Putin e Bashar Assad batteranno al loro gioco i grandi maestri geopolitici di Washington?

"Questa è una domanda alla quale rispondere è molto difficile. La mia vera sensazione è che i patriarchi americani, come preferisco chiamarli, non grandi maestri, abbiano un esteso piano con le loro molte guerre in Medio Oriente. Il piano è semplice spargere odio, distruzione d uccidere l'energia, non soltanto nei paesi petroliferi del Medio Oriente ma anche nella UE come pure all'interno degli Stati Uniti, in Cina, dovunque, con le loro guerre alla fine sul petrolio", ha rilevato Engdahl.

Se il mondo è impegnato in questa distruzione, quei patriarchi che hanno opinioni fuorviate prevarranno, ha sottolineato il consulente del rischio strategico, aggiungendo che siamo già in una specie di guerra mondiale.

"Nel febbraio 2014 hanno acceso il colpo di stato di Piazza Maidan per distruggere le crescenti, positive relazioni economiche e politiche, specialmente tra la Germania e la Russia, ad un limite tra la UE e la Russia. Hanno demonizzato la Russia ed il suo presidente sui loro media:. Il prossima  dei loro obiettivi sarà la Cina", ha sottolinea Engdahl.

Effettivamente, si è stesa una cintura di instabilità dal Nord Africa e dai Balcani all'Asia Centrale ed oltre. Sono passati cinque anni dalla "Giornata della Collera" in Libia che era rivolta contro il governo di Muammar Gheddafi.  La rivolta, sostenuta entusiasticamente dall'occidente, ha trascinato il paese in un costante disordine. Nel frattempo, in un'altra parte del mondo, lo stato fallito afgano sta ancora combattendo disperatamente contro gli estremisti islamici.

"Credo che abbiano sentito che negli ultimi anni stavano perdendo il controllo sulle nazioni [il che è così] che agivano indipendentemente e sovrane, come la Russia, come la Germania, come la Cina, come l'Iran ed altri stati incoraggiati ad asserire l'autonomia nazionale contro i desideri della NATO. Naturalmente, alla fine perderanno soltanto, ma, se non siamo consapevoli di chi siamo noi e di chi siano loro, come disse Sun Tzu, riusciranno a creare enorme distruzione prima di quel punto. Pensate semplicemente alle cicatrici profonde della guerra 75 anni fa" ha raccontato a Sputnik il ricercatore.

Ciò significa che il famigerato Daesh (ISIL/ISIS) è una specie di "agente di distruzione"?

"Il Daesh, detto semplicemente, è la monarchia dell'Arabia Saudita. Nel mio libro più recente, The Lost Hegemon: Whom the gods would destroy, descrivo in grande dettaglio la perversa "empia alleanza" negoziata dalla CIA agli inizi degli anni '80 per accoppiare il culto  della morte egiziano noto come Fratellanza Musulma con il primitivo ramo wahhabita saudita dell'Islam. La conseguenza di ciò furono i mujahedeen, le guerre cecene, la guerra dei mujahedeen in Bosnia contro i serbi ed ora al Qaeda-al Nusra and Daesh.  La famiglia di Erdogan, sostenuta in una perversa alleanza da questa monarchia saudita, abbraccia il Daesh come arma per distruggere i kurdi e creare un qualche genere di nuovo sultanato ottomano e per consentire ai sauditi il controllo del petrolio e del gas dell'Iraq, della Siria e dello Yemen.", ha approfondito Engdahl .

"Ma falliranno", ha osservato il ricercatore.

Nonostante il fatto che la comunità internazionale abbia espresso ripetutamente profonde preoccupazioni sugli "straordinari livelli di finanziamento" del Daesh e sul pericolo imminente che questo pone alla civiltà occidentale, il 9 febbraio il sottosegretario generale dell'ONU per gli Affari Politici Jeffrey Feltman ha ammesso che il gruppo terrorista continua a vendere petrolio rubato sul mercato globale.

Alcuni esperti ritengono che sarebbe impossibile se non fosse stato concluso un "tacito accordo" da parte dei decisori politici europei ed americani. Già nel giugno 2014 l'intellettuale francese, fondatore e presidente della Rete Voltaire Thierry Meyssan richiamò l'attenzione sul fatto che il Daesh ed il Fronte al Nusra vendevano sul mercato internazionale petrolio greggio rubato, "quindi monitorato da Washington", senza impedimento. Questo può significare soltanto una cosa. Meyssan ha suggerito che è autorizzato da Washington oppure collegato a compagnie petrolifere di facciata.

Quindi, perché Washington ed i "baroni del petrolio" occidentali permettono al Daesh di continuare a vendere petrolio rubato, rifornendo le sue camere blindate di altro denaro per la guerra, il terrore e la distruzione?

"La NATO utilizza il Daesh ed a quel fine permette che il petrolio scorra, attirando Erdogan e Salman in una trappola ben progettata. Naturalmente, la NATO è controllata da Washington e quei patriarchi americani che governano il complesso militare-industriale ed i suoi baroni del petrolio. Dobbiamo soltanto guardare alle recenti dichiarazioni di Hakan Fidan, direttore del servizio segreto turco MIT, che esorta l'occidente a vedere il Daesh come musulmani legittimi con il diritto ad essere rispettati e voi afferrate l'idea", ha enfatizzato Engdahl .

"In questa guerra tutti stanno ingannando, giocando giochi machiavellici  — Erdogan, Salman e suo figlio il principe Salman, il sottosegretario generale per gli Affari Politici Jeffrey Feltman, John Kerry, Obama, Cameron, Hollande. La Russia è in una situazione molto rischiosa in Siria se essa e la sua gente di comando hanno qualche illusione che gli altri attori siano ragionevoli. L'odio non conosce affatto la ragione", ha avvertito il ricercatore.