
Tutte dita di una sola mano
30 giugno 2008
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La democrazia capitalista è il migliore involucro per nascondere la classe capitalista. Essa permette al popolo di avere la sensazione di avere voce in capitolo quando in realtà sono i capitalisti e gli imperialisti che tirano le fila. - Lenin |
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Le minacce e le sfide globali di fronte alle quali si trova il capitalismo, negli USA principalmente ma anche negli altri paesi, derivanti dalla messa in discussione dalla globalizzazione, i cui nefasti effetti dopo aver colpito i paesi del Terzo Mondo, si stanno manifestando violentemente anche in Europa e negli Stati Uniti, sono state affrontate dalla ruling elite transatlantica con l'utilizzo della menzogna della "guerra al terrorismo". E' ormai più che evidente che si tratta invece di guerra al dissenso, che viene portata avanti per mezzo di legislazioni che limitano fortemente i diritti civili e la libertà di espressione, legislazioni nelle quali Stati Uniti e Gran Bretagna sono la punta di diamante ma con i paesi europei che seguono a ruota, anche con una sempre più intensa opera di spionaggio nella vita dei privati da parte di polizie e servizi di sicurezza ed ultimamente anche accordi per la consegna dei dati personali dei cittadini della UE alle agenzie statunitensi. La UE è infatti una costruzione concepita in base al cosiddetto "Washington Consensus", cioè una serie di dieci prescrizioni di politica economica relativamente specifiche che gli USA considerano un pacchetto standard di "riforme" per i paesi rovinati dalla crisi, promosse dall'FMI, dalla Banca Mondiale e dal Dipartimento del Tesoro USA. E' in base a queste regole che è nato il Trattato di Maastricht e che le elite dominanti hanno cercato di imporre l'infame ed aberrante "Costituzione Europea", divenuta poi Trattato di Lisbona. Per un attento osservatore, la UE non può essere quindi considerata altro che uno di quei piani di aggiustamento strutturale che hanno portato al disastro numerosi paesi del secondo e terzo mondo applicato all'Europa. Infatti, i leader europei hanno adottato una politica contro i lavoratori così estrema che sono felici di impoverire il loro mercato interno, anche al prezzo di dare via il loro surplus economico agli USA. I leader europei hanno subito il completo lavaggio del cervello del neoliberismo e dei principi dei Chicago Boys di Milton Friedman e, assieme ad uno stuolo di cosiddetti esperti ed opinionisti, sono così pesantemente finanziati dalle varie fondazioni americane che sostanzialmente hanno deciso di svendere il loro paese. Essenziale per il disegno di egemonia USA e dei capitalisti nostrani la collaborazione della mafia, o meglio delle mafie, installata nel nostro paese dagli anglo-americani durante la guerra per essere utilizzata come strumento di controllo politico ed economico del meridione e di riflesso anche del nord per impedire uno sviluppo veramente democratico, è una entità completamente amalgamata con gli altri elementi del sistema, particolarmente con le strutture e gli apparati dello Stato, i politici, la grande industria, le banche e la finanza. Se lo Stato davvero volesse, verrebbe debellata in poche settimane. Risulta chiaro che l'Italia, dato che l'attività di ricerca ed innovazione le è preclusa, è destinata ad essere confinata nei settori meno trainanti dell'economia e quindi al declino, e questo per precise direttrici di sviluppo che provengono da oltreoceano ed alle quali il sistema capitalistico italiano subdominante rispetto a quello USA si è adeguato. Infatti, la grande industria assistita e la finanza sono dei poteri parassitari che investono solamente dove è possibile ottenere profitti a breve termine e sovvenzioni statali, spesso in opere inutili e dannose che lasciano di conseguenza dei buchi enormi nei bilanci statali. Questo logicamente, seguendo alla lettera la dottrina economica neoliberista, a scapito dei lavoratori dipendenti e dei piccoli lavoratori autonomi che sono quelli che sopporteranno sempre più il peso della crisi capitalistica che entro breve termine raggiungerà dei livelli mai visti in passato. E' la politica attuata, con diverse sfumature, dai due schieramenti politici complementari protagonisti della cosiddetta II Repubblica: un gioco delle parti, che è tuttora in corso, un'alternanza al governo per eseguire la stessa politica di attacco allo stato sociale, ai diritti ed alle conquiste dei lavoratori. Naturalmente con l'aiuto dei sindacati corporativi delle tre confederazioni, che rappresentano solamente se stessi ed i cui esponenti e funzionari hanno come unico scopo quello di poi sistemarsi a vari livelli nelle diverse strutture dello stato e dei partiti. Vi sono coloro che temono un ritorno del fascismo delle camicie nere e del manganello, ignorando che il regime in cui viviamo è già fascismo, almeno nelle sue caratteristiche fondamentali. Al cuore del fascismo infatti vi sono i profitti delle grandi società in funzione dei quali vi è l'organizzazione dello Stato moloch corporativo. Il nostro sistema non è una democrazia, che aspettiamo ormai da sessanta anni, ma si può definire un "sistema di governo a base rappresentantiva" che serve a contenere le spinte popolari. In questo sistema oggi il manganello viene sostituito dai mass media che permettono una manipolazione continua ed ossessionante dell'opinione pubblica, mentre le misure più propriamente repressive vengono utilizzate per delle minoranze che non possono essere addomesticate. La maschera "democratica" è caduta da tempo, in particolare nei paesi anglosassoni, ma ora nel nostro paese si è giunti ad una evidente accelerazione del processo di trasformazione da una dittatura camuffata ad una evidente. Non ci si è arrivati con le bombe come negli USA ed in Gran Bretagna, da addebitare a "al Qaeda", "anarcoinsurrezionalisti", "BR" ed altre fantasticherie, forse perché è ancora viva la memoria degli anni della Strategia della tensione. Gli apparati esecutivi delle classi dominanti del nostro paese per arrivare allo Stato di polizia hanno deciso di seguire la strada del seminare la paura e l'odio per il diverso, della gestione della percezione della sicurezza e dello sfruttamento delle cosiddette emergenze in funzione politica oltre che di assistenzialismo alla grande industria decotta. I capitalisti sanno che allo tsunami in arrivo seguiranno inevitabili proteste e rivolte e cercano di anticiparne le cause e gli effetti. Infatti, l'intolleranza non deriva dalla natura umana; essa è fomentata dalle elite che la utilizzano come un mezzo di controllo sociale. Il fattore chiave che rende possibile comprendere la campagna per la "sicurezza", la paura e l'odio razziale è che la propaganda è stata progettata per rimuovere via l'epicentro della rabbia popolare dai capitalisti, come è sempre avvenuto nella storia. Per la classe dirigente fabbricare un nemico immaginario che distragga dal vero nemico non è certo un problema con gli attuali mezzi tecnologici a disposizione, in primo luogo la televisione, seguita a poca distanza dalla cosiddetta "libera informazione". Infatti, qualsiasi sciocchezza venga detta in TV dal più grande degli imbecilli diventa automaticamente verità e la nozione di giornalismo "professionale" è stata sviluppata proprio per oscurare il fatto che il potere imprenditoriale ha ottenuto il monopolio dei mass media. La regola nel giornalismo "professionale" è che deve essere permesso agli interessi forti, gli alleati politici ed economici dei media imprenditoriali, di stabilire l'agenda delle notizie. Come si può facilmente rilevare, l'agenda delle notizie è la stessa, le campagne per fomentare paura e odio sono le stesse, le emergenze inventate sono le stesse, indipendentemente dal "colore" del vari governi, proprio come avviene per le loro politica economica antipopolare e le loro guerre imperialiste. Siamo così ora arrivati alla militarizzazione del territorio, non soltanto in funzione del contrasto alle popolazioni in rivolta contro lo scempio dello stesso, i pericoli per la salute e lo spreco di risorse pubbliche, ma anche per il prevedibile e previsto impiego futuro delle forze armate in funzione repressiva delle proteste sociali, una decisione del resto presa da lungo tempo in ambito NATO. L'intolleranza ed il fanatismo sono provocati dalle elite e non vi è nessun limite agli eventuali orrori che la classe dominante imporrà per rimanere al potere, finché il popolo non la rovescerà e creerà una vera democrazia. E lo Stato con i suoi apparati, i politicanti, i sindacalisti corporativi, le mafie (tra le quali non è esagerato inserire anche il Vaticano) ed mezzi di disinformazione sono tutte dita di una sola mano, quella dell'elite dominante capitalista.
Freebooter 2008 |
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