
La maschera dell'imperialismo
1° febbraio 2005
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Se vi trovate nella scomoda situazione di dover mascherare la vostra guerra imperialista affermando che in realtà state portando la 'libertà' agli oppressi, o almeno a quelli tra gli oppressi che vivono in cima ad un giacimento di petrolio, ma scoprite che alcuni degli oppressi sono abbastanza sgarbati da richiedere che la loro libertà sia accompagnata da elezioni, vi è un modo facile per avere il vostro imperialismo ed essere anche visti concedere la vostra falsa libertà. Come per fare le salsicce, il procedimento per creare la libertà è piuttosto semplice ma non molto carino e non dovete necessariamente essere a conoscenza di tutti gli ingredienti. Cominciate con un bombardamento 'shock and awe', seguito da una violenta occupazione militare. Installate il vostro governo fantoccio di opportunisti pronti a fare ciò che gli viene detto, compreso preparare qualcosa che, in una buia notte del deserto, potrebbe passare per elezioni. Quindi portate alcuni maghi elettorali ONU, tecnici così esperti che potrebbero mettere in scena qualcosa che somigli a delle elezioni corrette in un obitorio (un'abilità utile in Iraq).
Prendete foto di qualche sezione elettorale in aree relativamente tranquille e circondatele da soldati USA sufficienti a renderle abbastanza sicure perché un iracheno possa pensare di votarvi e, molto più importante, abbastanza sicure perché i 'giornalisti' americani e le squadre di cameraman si avventurino coraggiosamente fuori dai loro letti nelle camere degli alberghi di Baghdad per riprendere le scene. Aggiungete qualche elettore fotogenico, passeggiatori locali che sanno fiutare il potere, dei destinatari di bustarelle, quelli minacciati della perdita della loro unica fonte di cibo se non votassero e qualche persona che voglia soltanto essere ripresa dalla TV, ed un 'giornalista' completamente credulone che resti di fronte alla telecamera, tutto per creare l'illusione di una sezione elettorale rappresentativa. Allungate qualche dollaro ad un 'elettore rappresentativo', un seguace del vostro governo fantoccio oppure un opportunista/esibizionista locale, che lacrimevolmente ringrazi l'America di avergli restituito la libertà, procuratevi qualche notabile da allineare perché fornisca colore locale eseguendo qualche danza popolare, malamente, ed avrete tutto l'occorrente per la copertura giornalistica di un Emmy Award. Ripetete in pochi posti diversi ed avrete ricreato le intere elezioni per la televisione americana. Il dito sporco d'inchiostro diventa ora il logo richiesto perché gli americani siano in grado di processare ogni nuova informazione.
Ora fate certificare dal vostro governo fantoccio qualche enorme, e completamente fittizio, tasso di partecipazione elettorale. I veri controllori internazionali si nascondono sotto i loro letti negli alberghi in Giordania, avendo correttamente concluso che le sezioni elettorali irachene sono troppo pericolose per andarci vicino, cosicché nessuno saprà mai veramente quale fosse la partecipazione reale o persino se i risultati siano in qualche modo corretti.
Infine, fate descrivere ai commentatori dei disgustosi, per un essere umano, media americani questa sciarada come la storia di piccoli uomini dell'Iraq che si battono contro i terroristi cattivi, oh si!, per farsi coraggiosamente strada verso le sezioni elettorali per reclamare la libertà e la dignità loro garantite dall'America, personificata dal pio George Bush. Questo si adatta bene con la consueta mitologia secondo la quale l'America fa solamente del bene e fornisce una copertura per quella parte della popolazione ancora capace di sentirsi colpevole per l'aggressione illegale ad un paese sovrano basata su motivazioni consistenti in una serie di menzogne, per il bombardamento di civili (feste nuziali!), per le bombe a grappolo, per l'uranio impoverito, per la tortura, per i bambini spruzzati con il sangue dei loro genitori e così via. Ogni americano appartenente ai media che sollevasse obiezioni sulla celebrazione della bontà americana, e, non temete, non ce ne sono, si troverebbe immediatamente di fronte alla domanda su egli chi odi di più, se il coraggioso popolo iracheno o la libertà oppure l'America.
La vera tragedia in tutto questo è che mette Bush in posizione per continuare ad utilizzare la sua fasulla uguaglianza tra guerra di conquista e libertà. In altre parole, procedendo con la farsa di queste elezioni significa che state implicitamente condannando la prossima vittima dell'Impero Americano, che riceverà esattamente lo stesso trattamento nella foggia della stessa libertà fasulla. La prossima aggressione sarà più semplice, dal momento che Bush può affidarsi all'esempio della libertà che egli ha personalmente garantito al popolo iracheno e che senza dubbio prometterà ai popoli di Iran, o Siria, o Cuba, o Venezuela od a qualsiasi altro. Vedremo la tecnica di questa fasulla farsa della libertà ripetuta ancora ed ancora, con finte elezioni utilizzate per giustificare retroattivamente i risultati della violenza colonialista americana.
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