In Defence of
Marxism

La dittatura dei banchieri

Scritto da Alan Woods Lunedì, 5 dicembre 2011

 

La crisi economica dell'Europa viene trasformata ogni giorno in una profonda crisi politica. Italia e Grecia hanno entrambe nuovi governi governi di "unità nazionale", impegnati a risolvere la crisi economica e finanziaria che ha scosso con violenza  alle fondamenta l'Europa. Cosa sono e cosa rappresentano questi cosiddetti governi tecnocratici?

"Democrazia pura" è la frase menzognera di un liberale che vuole ingannare i lavoratori. La storia conosce della democrazia borghese che prende il posto del feudalesimo e della democrazia proletaria che prende il posto della democrazia borghese...

"Prendete il parlamento borghese. Può essere che il dotto Kautsky abbia mai sentito che più altamente è sviluppata la democrazia, più i parlamenti borghesi sono soggetti alla borsa ed ai banchieri? Ciò non significa che non dobbiamo fare uso del parlamento borghese.... Ma significa che soltanto un liberale può dimenticare che le limitazioni storiche e la natura convenzionale del sistema parlamentare borghese come fa Kautsky. Persino nel più democratico stato borghese il popolo oppresso ad ogni passo si imbatte nell'evidente contraddizione tra l'uguaglianza formale proclamata dalla 'democrazia' dei capitalisti e le migliaia di limitazioni reali e di sotterfugi che trasformano i proletari in schiavi salariati. E' precisamente questa contraddizione che sta aprendo gli occhi del popolo al marciume, alla mendacia ed all'ipocrisia del capitalismo. E' questa contraddizione che gli agitatori ed i propagandisti del socialismo espongono costantemente al popolo, allo scopo di prepararlo per la rivoluzione!"

(V.I. Lenin, La rivoluzione proletaria ed il rinnegato Kautsky 1918)

Il governo dei banchieri

La crisi economica dell'Europa viene trasformata ogni giorno in una profonda crisi politica. Italia e Grecia hanno entrambe nuovi governi governi di "unità nazionale", impegnati a risolvere la crisi economica e finanziaria che ha scosso con violenza  alle fondamenta l'Europa. Cosa sono e cosa rappresentano questi cosiddetti governi tecnocratici?

The Independent (domenica 20 novembre) scrive:

"In Europa il potere politico è passato ad una minuscola elite di tecnocrati. Due giorni dopo che l'economista Lucas Papademos si è insediato come primo ministro della Grecia, ad un altro tecnocrate, Mario Monti, è stato chiesto di guidare un nuovo governo di unità in Italia".

Non è perfettamente chiaro? In Italia e Grecia, il potere politico non risiede più nei governi ed ancora meno nell'elettorato. E' nelle mani di una minuscola elite di tecnocrati non eletti. Non sono i governi democraticamente eletti ma degli anonimi tecnocrati al ministero delle finanze tedesco, alla Banca Centrale Europea, al FMI ed alla Commissione Europea che decideranno le future condizioni di vita dei popoli della Grecia, dell'Italia e dell'intera Europa. Ma nell'interesse di chi agiscono questi "tecnocrati"? Spiega lo stesso articolo:

"Qui tecnocrate è un eufemismo per qualcuno che abbia lavorato a oppure con la banca d'affari Goldman Sachs, soprannominata il "calamaro vampiro" nei circoli finanziari. Monti è stato un membro dei consiglio dei consulenti internazionali di Goldman Sachs. Mario Draghi, il nuovo presidente della Banca Centrale Europea che controlla la politica monetaria dell'eurozona, è un uomo Goldman. Così è Antonio Borges, che, fino a mercoledì, dirigeva la divisione europea del Fondo Monetario Internazionale. Papademos è un ex vicepresidente di quella stessa Banca Centrale Europea; è anche l'uomo che dirigeva la Banca Centrale di Grecia all'epoca in cui quel paese, come l'Italia, ha utilizzato complessi derivati per smagrire la dimensione apparente del suo debito pubblico allo scopo di qualificarsi per entrare a far parte dell'euro. Le regole dell'euro prescrivevano che tale debito non dovrebbe essere sopra il 60% della grandezza dell'economia. Chi c'era dietro questa bella idea? Gli stregoni finanziari di Goldman Sachs".

Nell'Europa delle banche e dei grandi monopoli, la democrazia è una comoda finzione. Nella UE né il Consiglio dei Ministri né la Commissione sono eletti direttamente, mentre il Parlamento Europeo è una semplice bottega delle chiacchiere senza nessuna autorità reale nelle grandi decisioni. Governano i mercati, il che vale a dire che i consigli di amministrazione di una manciata di grandi banche e di monopoli decidono tutto. Essi decidono ciò che accade a risparmi, investimenti, polizze d'assicurazione e pensioni di milioni di persone. Hanno le dita in ogni torta. Comprano pubblici funzionari tanto facilmente quanto si potrebbe comprare una libbra di patate al mercato soltanto che il prezzo è alquanto più alto.

Il colpo di stato dei banchieri

Già nelle pagine del Manifesto del Partito Comunista, Karl Marx ha spiegato che l'esecutivo dello stato moderno "non è che un comitato per gestire gli affari comuni dell'intera borghesia".

In una società capitalista la regola della legge, i diritti umani, la libertà di stampa ed ogni altra cosa sono soggetti agli imperativi economici del mercato. In una democrazia borghese ognuno può dire (più o meno) ciò che vuole, a condizione che i  banchieri ed i capitalisti decidano ciò che avviene realmente.

Nell'epoca dell'imperialismo e del capitalismo monopolistico, ciò è ancora più vero che in passato. La borghesia ha definitivamente messo da parte la foglia di fico della democrazia che fino ad ora è servita a celare la realtà della dittatura occulta delle banche e dei monopoli. Le banche ed i grandi monopoli sono completamente immischiati nello stato. I politici sono comprati e venduti come ogni altra merce. I governi sono i servi ubbidienti dell'alta finanza.

Venerdì 11 novembre la rivista Time ha pubblicato un articolo di Stephan Faris dal titolo: Cambio di regime in Europa: Grecia e Italia significano un colpo di stato dei banchieri? Afferma il seguente:

"La voce del popolo non è qualcosa che i mercati in questi giorni sembrano volere ascoltare. Prima vi è stata la Grecia, la culla della democrazia stessa, dove, all'inizio di questo mese, la più piccola menzione di un referendum che offra ai suoi cittadini il diritto di decidere su severe misure d'austerità è stata sufficiente per mandare in depressione i mercati. Il risultato finale: la caduta della coalizione di governo del primo ministro George Papandreou, il rifiuto di qualsiasi idea di portare la proposta davanti al popolo e l'installazione di un governo provvisorio sotto la leadership di Lucas Papademos, ex vicepresidente della Banca Centrale Europea e, fino all'inizio di questa settimana, professore a Harvard.

"Quindi è venuta l'Italia. Mentre Atene minacciava di affondare, Roma si è trovata sotto pressione non tanto per il suo livello di debito che sebbene alto viene generalmente considerato entro i limiti della sostenibilità quanto per il comportamento eccentrico del suo colorito primo ministro, Silvio Berlusconi. Lunedì [7 nov], gli investitori sembravano prendere la decisione collettiva che non se ne potevano più fidare al timone della terza maggiore economia della zona euro e hanno mandato su il costo dei prestiti per l'Italia verso livelli di crisi. Per la fine della settimana, non soltanto Berlusconi era finito, lo era proprio anche l'idea di tenere delle elezioni per sostituirlo. I mercati avevano parlato e non piaceva loro l'idea di rivolgersi all'elettorato. 'Il paese ha bisogno di riforme, non di elezioni', ha dichiarato Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio Europeo in una visita a Roma venerdì".

La voce che viene sussurrata negli angoli del parlamento di Roma è che la rimozione di Berlusconi equivale ad un colpo di stato dei banchieri. Time ha citato un parlamentare del governo Berlusconi, che ha chiesto di rimanere anonimo facendo riferimento alla suscettibilità politica: "Ieri, nella camera dei deputati scherzavamo amaramente che stavamo andando a prendere un governo Goldman Sachs". Alla fine il governo di Silvio Berlusconi è sprofondato sotto il peso della sua stessa decomposizione, impantanato nello scandalo e trasudando corruzione da tutti i pori. Berlusconi si è impegnato nella più scandalosa manipolazione del processo legislativo per promuovere gli interessi del suo personale impero commerciale. Sebbene Berlusconi sia stato formalmente eletto con milioni di voti, non rappresentava la gente che lo ha eletto. Per la verità, non rappresentava proprio la borghesia italiana, ovvero, piuttosto, non la rappresentava adeguatamente. Rappresentava principalmente se stesso ed il suo più ardente desiderio di restare fuori dalla galera.

per due decenni la corrotta e degenerata classe politica italiana ha permesso che questa farsa continuasse, mentre ha consentito all'Italia di affondare ancora più profondamente nel debito. Ora la storia li ha raggiunti. Ma cosa ha ricevuto al suo posto il popolo italiano? L'imposizione di Mario Monti come primo ministro d'Italia è equivalso ad un "colpo di stato di mercato", che ha sospeso il normale funzionamento della democrazia parlamentare in Grecia ed Italia. Dei burocrati non eletti a Bruxelles decidono chi è al comando di un grande paese occidentale. Ora l'Italia è governata da un uomo che non è mai stato eletto ad alcuna carica pubblica, un autorevole consulente di Goldman Sachs ed ex commissario europeo.

Monti è uno dei più eminenti economisti italiani, ma non è mai stato eletto da nessuno. Il presidente italiano Napolitano lo ha chiamato alla carica e lo ha fatto senatore a vita. Gli ha quindi chiesto di formare un nuovo governo per guidare l'Italia. Nessuno ha pensato che valesse la pena di prendersi il disturbo di chiedere al popolo italiano la sua opinione su tutto questo. Ciò che è interessante è stata la facilità con la quale i mercati sono stati capaci di espellere Berlusconi dalla carica. Ancora più significativo è stato con chi l'hanno rimpiazzato.

"La democrazia ha molte serie limitazioni" afferma Roberto D'Alimonte, docente di scienze politiche all'Università LUISS di Roma. "Ha la capacità di uccidere se stessa, di autodistruggersi. [Introdurre un governo tecnocratico] non è buono o cattivo. E' necessario".

In queste parole ambigue è contenuta l'essenza distillata di tutto il tradimento, l'ipocrisia e la codardia dell'intelligentsia "liberale" borghese. E' la mentalità servile, da lustrascarpe dei professori che hanno fatto un profondo inchino davanti a Hitler e Mussolini, Napoleone e Cavignac.

La cosa più notevole di tutte è che una simile mostruosa viene presa come qualcosa di perfettamente normale ed accettabile. Infatti, è davvero perfettamente normale, ma la gente non lo vede.

La crisi del referendum greco

La zona euro ha messo tremenda pressione su Papandreou per costringerlo ad attuare un programma selvaggio di tagli di fronte ad una massiccia opposizione. Ma quando George Papandreou ha annunciato che avrebbe tenuto un referendum per consentire al popolo di appoggiare o respingere l'ultimo salvataggio della zona euro, vi è stata una reazione atterrita nelle capitali europee. Cos'è questo? Sarà chiesta ai greci la loro opinione? Che proposta mostruosa! A caval donato non si guarda in bocca! Che paghino per intero e chiudano la bocca!" E se i greci avessero effettivamente votato no?

La proposta di referendum di Papandreou non era compilata da qualsiasi fervido impegno ai principi della democrazia ma come un cinico gioco d'azzardo politico. Comunque, non è necessario appoggiare le politiche o le tattiche di Papandreou per comprendere per il popolo della Grecia aveva tutto il diritto di esprimere un'opinione su un piano che significava una drastica riduzione dei suoi livelli di vita. Ma i banchieri ed i capitalisti credono nella democrazia soltanto fino al limite al quale non è in conflitto con i loro interessi o danneggi i bilanci delle loro banche.

Il premier francese Sarkozy ha rivelato molto bene l'atteggiamento della borghesia verso la democrazia quando ha dichiarato: "Dare una voce al popolo è sempre legittimo ma la solidarietà di tutti i paesi dell'eurozona non è possibile finché ciascuno non concordi su misure ritenute necessarie". In altre parole, gli interessi dell'eurozona (vale a dire, dei banchieri e dei capitalisti dell'eurozona) devono avere la precedenza sulla democrazia.

Da allora in poi gli eventi sono andati avanti velocemente. Berlino e Parigi si sono mosse per rovesciare il premier greco. La Merkel e Sarkozy hanno richiesto a Atene di provare il suo impegno verso l'unione monetaria. Ciò è stato un rozzo ricatto ed una lampante interferenza negli affari interni di uno stato presumibilmente sovrano. Agli occhi di Angela Merkel e di Nicolas Sarkozy il crimine di entrambe Papandreou e Berlusconi è stato di non avere fatto abbastanza per sostenere gli interessi dei banchieri europei in particolare dei banchieri francesi e tedeschi. Lo scontento dei leader di Francia e Germania è stato sufficiente per essere la causa della caduta di entrambe gli uomini con un piccolo suggerimento dai mercati obbligazionari.

Papademos, un economista come Monti, è ex vicepresidente della Banca Centrale Europea. Di conseguenza gode della fiducia dei mercati come uomo che è probabile costringa ad approvare il programma di austerità. Per ora i due principali partiti politici sono stati d'accordo nel sostenerlo. Ma quando le cose iniziano a guadagnare calore, possono rinunciare alla responsabilità.

La borghesia calcola che un cosiddetto governo tecnocratico sarà in grado di manovrare tra i partiti per passare una legislazione impopolare. Pretende di stare al di sopra della politica, al di sopra delle classi ed al di sopra degli interessi di partito e delle fazioni. Né Monti in Italia né Papademos  sono responsabili di fronte al pubblico nei loro rispettivi paesi. Questo non è un problema. In realtà, è proprio la ragione per la quale sono stati nominati. I loro padroni nella UE richiedono tagli profondi alla spesa pubblica, marcati incrementi delle tasse ed altre dolorose misure. Nessun politico con la mente lucida vorrebbe affrontare l'elettorato dopo avere fatto tutto questo. Così il calice avvelenato è stato passato ad un governo di tecnocrati non eletti.

Chi detiene realmente il potere?

Proprio lo stesso giorno che la rivista Time scriveva del "cambio di regime in Europa, The Independent aveva questo da dire sul caso italiano e la crisi in Europa: "La Banca Centrale Europea è sotto amministrazione ex-Goldman ed i diplomati della banca d'affari esistono nei corridoi del potere di quasi tutti i paesi europei".

Vale la pena riflettere su queste righe e su ciò che significano. Continua l'articolo:

"Anche prima del sovvertimento in Italia, non vi è stato nessun segno che Goldman Sachs dimenticasse il suo soprannome di 'Calamaro vampiro" ed ora che i suoi tentacoli arrivano proprio al vertice dell'eurozona, le voci scettiche sollevano domande sulla sua influenza. Le decisioni prese nelle prossime settimane determineranno se l'eurozona può e pagherà i suoi debiti e gli interessi di Goldman sono in relazione in modo complesso con la risposta".

Simon Johnson, ex economista del Fondo Monetario Internazionale, nel suo libro 13 banchieri, scrivendo dell'influenza politica di  Goldman Sachs, afferma: "Ciò che avete in Europa è una visione del mondo condivisa tra l'elite della politica ed i banchieri, una serie condivisa di obiettivi ed il rafforzamento reciproco delle illusioni".

Questo è un modo di esprimersi molto garbato. Sarebbe più corretto affermare: Goldman Sachs ha i suoi tentacoli dovunque ed ha i governi in tasca. In teoria, Goldman è lì per "fornire consulenza" e finanziamento ai governi, ma, in pratica, emana ordini.

Con una combinazione di abile attività di pressione, di corruzione, infiltrando la sua gente nel servizio pubblico ed incorporando ex politici in posti di lavoro lucrosi, intrappola i governi in una ragnatela, dove la linea divisoria tra l'interesse pubblico e privato viene abolita.

Da questo fatto possiamo vedere chi detiene realmente il potere politico. I governi non guidano il mondo: Goldman Sachs governa il mondo. Un manipolo di individui superricchi, il consiglio d'amministrazione di una banca di investimenti che si poteva pensare fosse politicamente tossica detiene nelle proprie mani più potere di 60,6 milioni di cittadini italiani.

Prendiamo Monti, per esempio. E' stato nominato alla Commissione Europea nel 1995 da Berlusconi. Come commissario alla concorrenza, era tenuto ad esercitare il controllo sugli affari di scalata e fusione il tipo di affari nei quali la Goldman Sachs era impegnata. Più tardi ha presieduto il comitato del Tesoro italiano sul sistema bancario e finanziario.

Naturalmente Goldman lo ha invitato ad entrare nel suo consiglio di "consulenti internazionali",  che agiscono come lobbisti ufficiosi per gli interessi di Goldman con governi e politici. Questo include Otmar Issing, membro del consiglio della Bundesbank tedesca e poi della Banca Centrale Europea ed uno degli architetti dell'euro.

Il Progetto Goldman Sachs è specializzato nel reclutare ex politici bene ammanigliati. Tra gli ex politici importanti dentro la banca vi è Peter Sutherland, ministro della giustizia dell'Irlanda negli anni '80 ed altro commissario alla concorrenza della UE. Ora è presidente non esecutivo del braccio d'intermediazione del Regno Unito di Goldman, Goldman Sachs International.

Questa è una metà dell'equazione. L'altra metà consiste nell'inviare agenti di Goldman nel governo stesso. Come Mario Monti, Mario Draghi, che ha assunto la direzione della BCE come presidente il 1° novembre, che ha alternato turni nel governo ed in Goldman. Economista per educazione, è stato membro della Banca Mondiale e direttore generale del Tesoro italiano prima di passare tre anni a lavorare come direttore generale di Goldman Sachs International tra il 2002 ed il 2005. Era ritornato poi al governo come presidente della Banca Centrale Italiana.

Capitalismo monopolistico e democrazia

Quando nel 1967 i colonnelli greci presero il potere, Phillips Talbot, l'ambasciatore USA ad Atene, lo deplorò come "uno stupro della democrazia". Il suo cinico capo stazione della CIA replicò: "Come si può stuprare una prostituta"? La giunta rimosse tutti i diritti democratici e condannò migliaia di persone alla prigione ed alla tortura. Questo dimostra il vero atteggiamento della classe capitalista verso la democrazia.

I banchieri ed i capitalisti d'Europa appoggiano la democrazia perché è il modo più economico per difendere i loro interessi. Ma quando smette di essere così, possono passare dalla democrazia alla dittatura con la stessa facilità con la quale si passa da una carrozza ferroviaria ad un'altra.

Gli stessi politici che pronunciano sempre discorsi magniloquenti sulla democrazia in Iraq, Afghanistan, Libia, Siria e Birmania si lasciano sfuggire senza difficoltà l'erosione di quei diritti democratici che sono stati conquistati attraverso la lotta dalla classe lavoratrice d'Europa e degli Stati Uniti.

I loro interessi sono sorretti da politici e burocrati che agiscono strettamente secondo le regole dell'"economia di libero mercato", che oggigiorno è libero soltanto fino al grado in cui è libero saccheggiare le casse degli stati nazionali. La sovranità nazionale diventa così una frase vuota, tanto senza senso quanto "impresa privata" e "democrazia" nell'epoca del capitalismo monopolistico e dell'imperialismo.

I cosiddetti fondi di salvataggio del FMI e del Fondo di Stabilità Finanziario Europeo sono progettati non per il salvataggio della Grecia o dell'Irlanda, ma per salvare le banche. Chi sono questi creditori che pretendono di essere pagati? Sono le grandi banche europee ed è la loro salute ad essere la preoccupazione principale dei politici. Le brutali misure d'austerità che verranno imposte ad Atene e Roma da governi "tecnocratici" non eletti sono stati dettati dalle banche.

L'argomento che "in questo siamo tutti assieme", che si suppone essere la giustificazione teorica per governi di "unità nazionale" è falso fino al midollo. Mentre milioni di persone comuni subiscono tagli brutali dei loro livelli di vita, gli stessi banchieri che hanno provocato il crollo finanziario nel 2008 si assegnano generose indennità. Scambisti scaltri con informazioni riservate guadagnano enormi fortune se i mercati vanno su o giù. Milioni perdono il loro lavoro, la loro casa, il loro futuro, ma i banchieri vincono sempre.

Viene spesso dichiarato che i profitti dei banchieri sono giustificati a causa dei rischi che assumono quando prestano denaro. Ma in realtà non vi è affatto nessun rischio. L'elite finanziaria è molto sicura che le banche saranno salvate con denaro pubblico ed alcune di loro stanno anche ora piazzando scommesse giusto su questo risultato. "Dei miei ex colleghi al FMI corrono in giro cercando di giustificare salvataggi da €1,5trn-€4trn, ma questo cosa significa"? dichiara Simon Johnson. “Significa salvare i creditori al 100%. E' un altro salvataggio bancario, come nel 2008". Ciò espone le questioni molto accuratamente.

I governi europei devono trovare miliardi di euro, non per salvare il popolo della Grecia o di qualsiasi altro paese, ma in realtà per disporre ancora altri salvataggi delle banche. E per pagare questo ci si aspetta che le masse si accollino il pesante carico di austerità, di tagli al livello di vita e di disoccupazione. Tutto ciò è per proteggere gli interessi di Goldman Sachs e delle altre parassitiche entità finanziarie che si sono attaccate al corpo vivente della società e la stanno scolando della sua linfa vitale.

L'intera società viene tenuta a riscatto da una manciata di ricchi banchieri. Loro sostengono: "o ci date il denaro che pretendiamo, o altrimenti getteremo il mondo nell'abisso di un'altra crisi finanziaria, un terribile crollo economico che sarà peggiore dell'ultimo". Questi metodi sono sostanzialmente gli stessi di quelli della mafia che richiede denaro con le minacce. L'unica differenza è che la mafia emette minacce agli individui o a singole imprese, mentre i banchieri minacciano interi paesi ed i loro governi.

Lotta di classe

I governi di Italia e Grecia sono completamente nelle mani delle banche. E questo non è il caso soltanto in Italia ed in Grecia ma in ogni singolo paese "democratico". In Gran Bretagna, Germania, Francia e Stati Uniti è la stessa storia: democrazia è diventata un'espressione priva di senso. E' stata svuotata di ogni contenuto reale che poteva avere una volta e tutto ciò che è rimasto è un guscio vuoto. Le forme di democrazia parlamentare rimangono, ma il contenuto è: governo dei banchieri, dai banchieri e per i banchieri.

Nel breve termine è stata fornita una scusa dalla minaccia di un tracollo di mercato e di un successivo crollo economico. La nomina di Mario Monti era intesa ad esercitare un effetto calmante sui mercati. Pare che sia riuscito per ora. Osservò una volta ottimamente il Dr. Johnson: "Stia certo, signore, quando un uomo sa che sarà impiccato tra due settimane, concentra la propria mente magnificamente". In Italia la classe politica ha guardato nell'abisso e ha concentrato immediatamente la propria mente. Mario Monti è stato accolto con l'applauso mentre prendeva il suo nuovo seggio al Senato l'11 novembre. Lo stesso giorno la borsa del paese ha guadagnato il 3,68% mentre sembrava essere a portata di mano il nuovo Salvatore del capitalismo.

Inizialmente, almeno in Italia, le proteste sono state attutite. La ragione non è difficile da comprendere. Dopo il governo Berlusconi, qualunque cosa sembrerebbe migliore. Ma questa tolleranza non durerà a lungo. Alla fine né Papademos né Monti saranno in grado costringere ad approvare niente se non vi è un solido consenso su ciò che deve farsi. E la mancanza di consenso sarà presto allo scoperto, portando ad una nuova esplosione di dissenso e di rabbia popolare. Vi sono già state delle dimostrazioni degli studenti. Questo è soltanto l'inizio.

Per un periodo è possibile che il pubblico possa essere disposto ad accettare le nuove imposizioni ed i pacchetti di austerità. Ma questa fragile composizione non durerà. Tutte le manipolazioni di Angela Merkel e Nicolas Sarkozy e tutti i banchieri del mondo non impediranno l'esplosione della lotta di classe. L'agitazione sociale nelle strade di Atene ritornerà e sarà replicata nelle strade d'Italia.

In Grecia, dopo quasi due anni di lotte continue, vi può essere un elemento di stanchezza e di confusione. Nessuno crede più nella classe politica. La vasta maggioranza della gente è contro le misure di austerità, ma non vede nessuna alternativa. Teme la prospettiva di un'uscita precipitosa dall'euro, con ulteriore caos ed agitazione. Ma quando il popolo vede che il governo di "unità nazionale" sta attuando un programma di austerità ancora peggiore di quello di Papandreou, sarà ancora una volta nelle strade.

L'idea di "unità nazionale" è il più vuoto di tutti i vuoti slogan politici. L'"unità" che hanno in mente è l'unità tra il cavallo ed il cavaliere che salta sul dorso del cavallo e gli pianta nel fianco i suoi speroni. Non vi può essere nessuna questione di unità tra ricco e povero, tra sfruttato e sfruttatore, tra lavoratori e capitalisti. Allo scopo di risolvere i problemi della società è necessario porre fine alla dittatura dei banchieri una volta per tutte.

Dovunque la borghesia sta tentando di portare via tutte le conquiste che la classe lavoratrice ha ottenuto nella lotta nel corso dei cinquanta anni passati. In Gran Bretagna i conservatori ed i lib-dem stanno minacciando di limitare il diritto di sciopero, che è già stato severamente circoscritto. Ma tali misure non fermeranno la lotta di classe. Ciò che è codificato nell'organizzazione della classe lavoratrice non può essere abolito con un colpo della penna di un avvocato.

Naturalmente, la classe lavoratrice deve lottare per difendere le sue conquiste. Lotteremo per i diritti democratici a tal punto che quei diritti mantengano anche il più esiguo contenuto progressista. Lo faremo, non perché siamo dei servili adoratori della democrazia formale, ma perché comprendiamo che la democrazia borghese fornisce ai lavoratori un terreno più favorevole sul quale sviluppare la lotta di classe.

L'imposizione di un governo non eletto di cosiddetti tecnocratici non arresterà la lotta di classe. La borghesia scoprirà presto che si appoggia su una canna rotta. Questi governi non saranno più forti di quelli basati su partiti politici e politici eletti ma infinitamente più deboli. Saranno presto spazzati da parte dal movimento delle masse.

Se la strada della democrazia parlamentare è bloccata, la classe lavoratrice troverà altri mezzi per esprimersi. Si esprimerà attraverso i meccanismi dell'azione diretta e della lotta di classe: scioperi, scioperi generali e dimostrazioni di massa. I lavoratori ed i giovani arriveranno ad apprendere che rappresentano un potere colossale che nessuno stato, esercito o polizia può fermare. Arriveranno presto a capire le parole dei grande leader  rivoluzionario francese Camille Desmoulins:

“Les grands ne sont grands que parce que nous sommes à genoux: Levons-nous.”

Sembrano così potenti ai nostri occhi
perché ci inginocchiamo davanti a loro: alziamoci!"

2 dicembre 2011