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La crisi economica dell'Europa viene trasformata ogni giorno in
una profonda crisi politica. Italia e Grecia hanno entrambe nuovi
governi
–
governi di "unità nazionale", impegnati a risolvere la crisi
economica e finanziaria che ha scosso con violenza alle
fondamenta l'Europa. Cosa sono e cosa rappresentano questi
cosiddetti governi tecnocratici?
"Democrazia pura" è la frase menzognera di un liberale che
vuole ingannare i lavoratori. La storia conosce della democrazia
borghese che prende il posto del feudalesimo e della democrazia
proletaria che prende il posto della democrazia borghese...
"Prendete il parlamento borghese. Può essere che il dotto
Kautsky
abbia mai sentito che più altamente è sviluppata
la democrazia, più i parlamenti borghesi sono soggetti alla
borsa ed ai banchieri? Ciò non significa che non dobbiamo fare uso
del parlamento borghese.... Ma significa che soltanto un liberale
può dimenticare che le limitazioni storiche e la natura
convenzionale del sistema parlamentare borghese come fa
Kautsky.
Persino nel più democratico stato borghese
il popolo oppresso ad ogni passo si imbatte nell'evidente
contraddizione tra l'uguaglianza formale proclamata dalla
'democrazia' dei capitalisti e le migliaia di limitazioni reali e di
sotterfugi che trasformano i proletari in schiavi salariati. E'
precisamente questa contraddizione che sta aprendo gli occhi del
popolo al marciume, alla mendacia ed all'ipocrisia del capitalismo.
E' questa contraddizione che gli agitatori ed i propagandisti del
socialismo espongono costantemente al popolo, allo scopo di
prepararlo per la rivoluzione!"
(V.I. Lenin, La
rivoluzione proletaria ed il rinnegato
Kautsky 1918)
Il governo dei banchieri
La crisi economica dell'Europa viene trasformata ogni giorno in
una profonda crisi politica. Italia e Grecia hanno entrambe nuovi
governi
–
governi di "unità nazionale", impegnati a risolvere la crisi
economica e finanziaria che ha scosso con violenza alle
fondamenta l'Europa. Cosa sono e cosa rappresentano questi
cosiddetti governi tecnocratici?
The
Independent (domenica 20 novembre)
scrive:
"In Europa il potere politico è passato ad una minuscola elite
di tecnocrati. Due giorni dopo che l'economista
Lucas Papademos si
è insediato come primo ministro della Grecia, ad un altro
tecnocrate,
Mario Monti,
è stato chiesto di guidare un nuovo governo di unità in
Italia".
Non è perfettamente chiaro? In Italia e Grecia, il potere
politico non risiede più nei governi ed ancora meno nell'elettorato.
E' nelle mani di una minuscola elite di tecnocrati non eletti. Non
sono i governi democraticamente eletti ma degli anonimi tecnocrati
al ministero delle finanze tedesco, alla Banca Centrale Europea, al
FMI ed alla Commissione Europea che decideranno le future condizioni
di vita dei popoli della Grecia, dell'Italia e dell'intera Europa.
Ma nell'interesse di chi agiscono questi "tecnocrati"? Spiega lo
stesso articolo:
"Qui tecnocrate è un eufemismo per qualcuno che abbia lavorato
a oppure con la banca d'affari
Goldman Sachs, soprannominata il "calamaro vampiro" nei
circoli finanziari. Monti è stato un membro dei consiglio dei
consulenti internazionali di
Goldman Sachs.
Mario Draghi, il
nuovo presidente della Banca Centrale Europea che controlla la
politica monetaria dell'eurozona, è un uomo Goldman. Così
è
Antonio Borges,
che, fino a mercoledì, dirigeva la divisione europea del Fondo
Monetario Internazionale. Papademos è un ex vicepresidente di quella
stessa Banca Centrale Europea; è anche l'uomo che
dirigeva la Banca Centrale di Grecia all'epoca in cui quel paese,
come l'Italia, ha utilizzato complessi derivati per smagrire la
dimensione apparente del suo debito pubblico allo scopo di
qualificarsi per entrare a far parte dell'euro. Le regole dell'euro
prescrivevano che tale debito non dovrebbe essere sopra il 60% della
grandezza dell'economia. Chi c'era dietro questa bella idea? Gli
stregoni finanziari di
Goldman Sachs".
Nell'Europa delle banche e dei grandi monopoli, la democrazia è
una comoda finzione. Nella UE né il Consiglio dei Ministri né la
Commissione sono eletti direttamente, mentre il Parlamento Europeo è
una semplice bottega delle chiacchiere senza nessuna autorità reale
nelle grandi decisioni.
Governano i mercati, il che vale a dire che i consigli di
amministrazione di una manciata di grandi banche e di monopoli
decidono tutto. Essi decidono ciò che accade a risparmi,
investimenti, polizze d'assicurazione e pensioni di milioni di
persone. Hanno le dita in ogni torta. Comprano pubblici funzionari
tanto facilmente quanto si potrebbe comprare una libbra di patate al
mercato
–
soltanto che il prezzo è alquanto più alto.
Il colpo di stato dei banchieri
Già nelle pagine del Manifesto del Partito Comunista,
Karl Marx ha spiegato che l'esecutivo dello stato
moderno "non è che un comitato per gestire gli affari comuni
dell'intera borghesia".
In una società capitalista la regola della legge, i diritti
umani, la libertà di stampa ed ogni altra cosa sono soggetti agli
imperativi economici del mercato. In una democrazia borghese ognuno
può dire (più o meno) ciò che vuole, a condizione che i
banchieri ed i capitalisti decidano ciò che avviene realmente.
Nell'epoca dell'imperialismo e del capitalismo monopolistico,
ciò è ancora più vero che in passato. La borghesia ha
definitivamente messo da parte la foglia di fico della democrazia
che fino ad ora è servita a celare la realtà della dittatura occulta
delle banche e dei monopoli. Le banche ed i grandi monopoli sono
completamente immischiati nello stato. I politici sono comprati e
venduti come ogni altra merce. I governi sono i servi ubbidienti
dell'alta finanza.
Venerdì 11 novembre la rivista Time ha pubblicato un
articolo di
Stephan Faris dal
titolo:
Cambio di regime in Europa: Grecia e Italia significano un
colpo di stato dei banchieri? Afferma il seguente:
"La voce del popolo non è qualcosa che i mercati in
questi giorni sembrano volere ascoltare. Prima vi è stata
la Grecia, la culla della democrazia stessa, dove, all'inizio di
questo mese, la più piccola menzione di un referendum che offra ai
suoi cittadini il diritto di decidere su severe misure d'austerità è
stata sufficiente per mandare in depressione i mercati. Il risultato
finale: la caduta della coalizione di governo del primo ministro
George Papandreou, il
rifiuto di qualsiasi
idea di portare la proposta davanti al popolo e l'installazione
di un governo provvisorio sotto la
leadership
di
Lucas Papademos,
ex vicepresidente della Banca Centrale Europea e, fino
all'inizio di questa settimana, professore a Harvard.
"Quindi è venuta l'Italia. Mentre Atene minacciava di
affondare, Roma si è trovata sotto pressione non tanto per il suo
livello di debito
— che
sebbene alto viene generalmente considerato entro i limiti della
sostenibilità
—
quanto per il comportamento
eccentrico del suo colorito primo ministro,
Silvio Berlusconi.
Lunedì [7 nov], gli investitori sembravano prendere la decisione
collettiva che non se ne potevano più fidare
al timone della terza maggiore economia della zona euro e hanno
mandato su il costo dei prestiti per l'Italia verso livelli di
crisi. Per la fine della settimana, non soltanto Berlusconi era
finito, lo era proprio anche l'idea di tenere delle elezioni per
sostituirlo. I mercati avevano parlato e non piaceva loro l'idea di
rivolgersi all'elettorato. 'Il paese ha bisogno di riforme, non di
elezioni', ha dichiarato
Herman Van Rompuy,
presidente del Consiglio Europeo in una visita a Roma venerdì".
La voce che viene sussurrata negli angoli del parlamento di
Roma è che la rimozione di Berlusconi equivale ad un colpo di stato
dei banchieri. Time ha citato un parlamentare del governo
Berlusconi, che ha chiesto di rimanere anonimo facendo riferimento
alla suscettibilità politica: "Ieri, nella camera dei deputati
scherzavamo amaramente che stavamo andando a prendere un governo
Goldman Sachs".
Alla fine il governo di
Silvio
Berlusconi è
sprofondato sotto il peso della sua stessa decomposizione,
impantanato nello scandalo e trasudando corruzione da tutti i pori.
Berlusconi si
è impegnato nella più scandalosa manipolazione del processo
legislativo per promuovere gli interessi del suo personale impero
commerciale. Sebbene
Berlusconi sia
stato formalmente eletto con milioni di voti, non rappresentava la
gente che lo ha eletto. Per la verità, non rappresentava proprio la
borghesia italiana, ovvero, piuttosto, non la rappresentava
adeguatamente. Rappresentava principalmente se stesso ed il suo più
ardente desiderio di restare fuori dalla galera.
per due decenni la corrotta e degenerata classe politica
italiana ha permesso che questa farsa continuasse, mentre ha
consentito all'Italia di affondare ancora più profondamente nel
debito. Ora la storia li ha raggiunti. Ma cosa ha ricevuto al suo
posto il popolo italiano? L'imposizione di Mario Monti come primo
ministro d'Italia è equivalso ad un "colpo di stato di mercato", che
ha sospeso il normale funzionamento della democrazia parlamentare in
Grecia ed Italia. Dei burocrati non eletti a Bruxelles decidono chi
è al comando di un grande paese occidentale. Ora l'Italia è
governata da un uomo che non è mai stato eletto ad alcuna carica
pubblica, un autorevole consulente di
Goldman Sachs ed
ex commissario europeo.
Monti è uno dei più eminenti economisti italiani, ma non è mai
stato eletto da nessuno. Il presidente italiano
Napolitano lo
ha chiamato alla carica e
lo ha fatto senatore
–
a vita. Gli ha quindi chiesto di formare un nuovo governo per
guidare l'Italia. Nessuno ha pensato che valesse la pena di
prendersi il disturbo di
chiedere al popolo italiano la sua opinione su tutto questo.
Ciò che è interessante è stata la facilità con la quale i mercati
sono stati capaci di espellere Berlusconi dalla carica. Ancora più
significativo è stato con chi l'hanno rimpiazzato.
"La democrazia ha molte serie limitazioni" afferma
Roberto D'Alimonte,
docente di scienze politiche all'Università LUISS di Roma. "Ha la
capacità di uccidere se stessa, di autodistruggersi. [Introdurre
un governo tecnocratico] non è buono o cattivo. E' necessario".
In queste parole ambigue è contenuta l'essenza distillata di
tutto il tradimento, l'ipocrisia e la codardia dell'intelligentsia
"liberale" borghese. E' la mentalità servile, da lustrascarpe dei
professori che hanno fatto un profondo inchino davanti a
Hitler
e
Mussolini, Napoleone
e Cavignac.
La cosa più notevole di tutte è che una simile mostruosa viene
presa come qualcosa di perfettamente normale ed accettabile.
Infatti, è davvero perfettamente normale, ma la gente non lo vede.
La crisi del referendum greco
La zona euro ha messo tremenda pressione su
Papandreou per
costringerlo ad attuare un programma selvaggio di tagli
di fronte ad una massiccia opposizione. Ma quando
George Papandreou ha
annunciato che avrebbe tenuto un referendum per consentire al popolo
di appoggiare o respingere l'ultimo salvataggio della zona euro,
vi è stata una reazione atterrita nelle capitali europee. Cos'è
questo? Sarà chiesta ai greci la loro opinione? Che proposta
mostruosa! A caval donato non si guarda in bocca! Che paghino per
intero e chiudano la bocca!" E se i greci avessero effettivamente
votato no?
La proposta di referendum di
Papandreou non
era compilata da qualsiasi
fervido impegno ai principi della democrazia ma come un cinico
gioco d'azzardo politico. Comunque, non è necessario appoggiare le
politiche o le tattiche di
Papandreou per
comprendere per il popolo della Grecia aveva tutto il diritto di
esprimere un'opinione su un piano che significava una drastica
riduzione dei suoi livelli di vita. Ma i banchieri ed i capitalisti
credono nella democrazia soltanto fino al limite al quale non è in
conflitto con i loro interessi o danneggi i bilanci delle loro
banche.
Il premier francese
Sarkozy ha
rivelato molto bene l'atteggiamento della borghesia verso la
democrazia quando ha dichiarato: "Dare una voce al popolo è sempre
legittimo ma la solidarietà di tutti i paesi dell'eurozona non è
possibile finché ciascuno non concordi su misure ritenute
necessarie". In altre parole, gli interessi dell'eurozona (vale a
dire, dei banchieri e dei capitalisti dell'eurozona) devono avere la
precedenza sulla democrazia.
Da allora in poi gli eventi sono andati avanti velocemente.
Berlino e Parigi si sono mosse per rovesciare il premier greco. La
Merkel
e
Sarkozy
hanno richiesto a Atene di provare il suo impegno verso
l'unione monetaria. Ciò è stato un rozzo ricatto ed una lampante
interferenza negli affari interni di uno stato presumibilmente
sovrano. Agli occhi di
Angela Merkel
e di
Nicolas Sarkozy
il crimine di entrambe
Papandreou
e
Berlusconi è stato di non avere fatto abbastanza per
sostenere gli interessi dei banchieri europei
– in
particolare dei banchieri francesi e tedeschi. Lo scontento dei
leader di Francia e Germania è stato sufficiente per essere la causa
della caduta di entrambe gli uomini
– con
un piccolo suggerimento dai mercati obbligazionari.
Papademos, un
economista come Monti, è ex vicepresidente della Banca Centrale
Europea. Di conseguenza
gode
della fiducia dei mercati come uomo che è probabile costringa
ad approvare il programma di austerità. Per ora i due principali
partiti politici sono stati d'accordo nel sostenerlo. Ma quando le
cose iniziano a guadagnare calore, possono rinunciare alla
responsabilità.
La borghesia calcola che un cosiddetto governo tecnocratico
sarà in grado di manovrare tra i partiti per passare una
legislazione impopolare. Pretende di stare al di sopra della
politica, al di sopra delle classi ed al di sopra degli interessi di
partito e delle fazioni. Né Monti in Italia né Papademos sono
responsabili di fronte al pubblico nei loro rispettivi paesi. Questo
non è un problema. In realtà, è proprio la ragione per la quale sono
stati nominati. I loro padroni nella UE richiedono tagli profondi
alla spesa pubblica, marcati incrementi delle tasse ed altre
dolorose misure. Nessun politico con la mente lucida vorrebbe
affrontare l'elettorato dopo avere fatto tutto questo. Così il
calice avvelenato è stato passato ad un governo di tecnocrati non
eletti.
Chi detiene realmente il potere?
Proprio lo stesso giorno che la rivista Time scriveva
del "cambio di regime in Europa,
The Independent
aveva questo da dire sul caso italiano e la crisi in Europa: "La
Banca Centrale Europea è sotto amministrazione
ex-Goldman ed
i
diplomati della banca d'affari esistono nei corridoi del potere di
quasi tutti i paesi europei".
Vale la pena riflettere su queste righe e su ciò che
significano. Continua l'articolo:
"Anche prima del sovvertimento in Italia, non vi è stato nessun
segno che
Goldman Sachs
dimenticasse il suo soprannome di 'Calamaro vampiro" ed
ora che i suoi tentacoli arrivano proprio al vertice dell'eurozona,
le voci scettiche sollevano domande sulla sua influenza. Le
decisioni prese nelle prossime settimane determineranno se
l'eurozona può e pagherà i suoi debiti
– e
gli interessi di Goldman sono
in relazione in modo complesso con la risposta".
Simon Johnson, ex
economista del Fondo Monetario Internazionale, nel suo libro 13
banchieri, scrivendo dell'influenza politica di
Goldman Sachs,
afferma: "Ciò che avete in Europa
è
una visione del mondo condivisa tra l'elite della politica ed i
banchieri, una serie condivisa di obiettivi ed il rafforzamento
reciproco delle illusioni".
Questo è un modo di esprimersi molto garbato. Sarebbe più
corretto affermare:
Goldman Sachs ha
i suoi tentacoli dovunque ed ha i governi in tasca. In teoria,
Goldman
è lì
per "fornire consulenza" e finanziamento ai governi, ma, in pratica,
emana ordini.
Con una combinazione di abile attività di pressione, di
corruzione, infiltrando la sua gente nel servizio pubblico ed
incorporando ex politici in posti di lavoro lucrosi, intrappola i
governi in una ragnatela, dove la linea divisoria tra l'interesse
pubblico e privato viene abolita.
Da questo fatto possiamo vedere chi detiene realmente il potere
politico. I governi non guidano il mondo:
Goldman Sachs
governa il mondo. Un manipolo di individui superricchi, il
consiglio d'amministrazione di una banca di investimenti che si
poteva pensare fosse politicamente tossica detiene nelle
proprie mani più potere di 60,6 milioni di cittadini italiani.
Prendiamo Monti, per esempio. E' stato nominato alla
Commissione Europea nel 1995 da Berlusconi. Come commissario alla
concorrenza, era tenuto ad esercitare il controllo sugli affari di
scalata e fusione
–
il tipo di affari nei quali la
Goldman Sachs era
impegnata. Più tardi ha presieduto il comitato del Tesoro italiano
sul sistema bancario e finanziario.
Naturalmente
Goldman
lo
ha invitato ad entrare nel suo consiglio di "consulenti
internazionali", che agiscono come lobbisti ufficiosi per gli
interessi di
Goldman
con
governi e politici. Questo include
Otmar Issing,
membro del consiglio della Bundesbank tedesca e poi della Banca
Centrale Europea ed uno degli architetti dell'euro.
Il Progetto
Goldman Sachs è
specializzato nel reclutare ex politici bene ammanigliati. Tra gli
ex politici importanti dentro la banca vi è
Peter Sutherland,
ministro della giustizia dell'Irlanda negli anni '80 ed altro
commissario alla concorrenza della UE.
Ora è presidente non esecutivo del braccio d'intermediazione
del Regno Unito di Goldman,
Goldman Sachs International.
Questa è una metà dell'equazione. L'altra metà consiste
nell'inviare agenti di Goldman nel governo stesso. Come
Mario Monti, Mario
Draghi, che
ha assunto la direzione della BCE come presidente il 1° novembre,
che ha alternato turni nel governo ed in Goldman. Economista
per educazione, è stato membro della Banca Mondiale e direttore
generale del Tesoro italiano prima di passare tre anni a lavorare
come direttore generale di
Goldman Sachs International
tra
il
2002
ed
il
2005. Era ritornato poi al governo come presidente della
Banca Centrale Italiana.
Capitalismo monopolistico e democrazia
Quando nel 1967 i colonnelli greci presero il potere,
Phillips Talbot,
l'ambasciatore USA ad Atene, lo deplorò come "uno stupro della
democrazia". Il suo cinico capo stazione della CIA replicò: "Come si
può stuprare una prostituta"? La giunta rimosse tutti i diritti
democratici e condannò migliaia di persone alla prigione ed alla
tortura. Questo dimostra il vero atteggiamento della classe
capitalista verso la democrazia.
I banchieri ed i capitalisti d'Europa appoggiano la democrazia
perché è il modo più economico per difendere i loro interessi. Ma
quando smette di essere così, possono passare dalla democrazia alla
dittatura con la stessa facilità con la quale si passa da una
carrozza ferroviaria ad un'altra.
Gli stessi politici che pronunciano sempre discorsi
magniloquenti sulla democrazia
in
Iraq, Afghanistan, Libia, Siria
e Birmania si lasciano sfuggire senza difficoltà l'erosione di quei
diritti democratici che sono stati conquistati attraverso la lotta
dalla classe lavoratrice d'Europa e degli Stati Uniti.
I loro interessi sono sorretti da politici e burocrati che
agiscono strettamente secondo le regole dell'"economia di libero
mercato", che oggigiorno è libero soltanto fino al grado in cui è
libero saccheggiare le casse degli stati nazionali. La sovranità
nazionale diventa così una frase vuota, tanto senza senso quanto
"impresa privata" e "democrazia" nell'epoca del capitalismo
monopolistico e dell'imperialismo.
I cosiddetti fondi di salvataggio del FMI e del Fondo di
Stabilità Finanziario Europeo sono progettati non per il salvataggio
della Grecia o dell'Irlanda, ma per salvare le banche. Chi sono
questi creditori che pretendono di essere pagati? Sono le grandi
banche europee ed è la loro salute ad essere la preoccupazione
principale dei politici. Le brutali misure d'austerità che verranno
imposte ad Atene e Roma da governi "tecnocratici" non eletti sono
stati dettati dalle banche.
L'argomento che "in questo siamo tutti assieme", che si suppone
essere la giustificazione teorica per governi di "unità nazionale" è
falso fino al midollo. Mentre milioni di persone comuni subiscono
tagli brutali dei loro livelli di vita, gli stessi banchieri che
hanno provocato il crollo finanziario nel 2008 si assegnano generose
indennità. Scambisti scaltri con informazioni riservate guadagnano
enormi fortune se i mercati vanno su o giù. Milioni perdono il loro
lavoro, la loro casa, il loro futuro, ma i banchieri vincono sempre.
Viene spesso dichiarato che i profitti dei banchieri sono
giustificati a causa dei rischi che assumono quando prestano denaro.
Ma in realtà non vi è affatto nessun rischio. L'elite finanziaria è
molto sicura che le banche saranno salvate con denaro pubblico ed
alcune di loro stanno anche ora piazzando scommesse giusto su questo
risultato. "Dei miei ex colleghi al FMI corrono in giro cercando di
giustificare salvataggi da
€1,5trn-€4trn,
ma questo cosa significa"? dichiara
Simon Johnson. “Significa
salvare i creditori al 100%. E' un altro salvataggio bancario, come
nel 2008". Ciò espone le questioni molto accuratamente.
I governi europei devono trovare miliardi di euro, non per
salvare il popolo della Grecia o di qualsiasi altro paese, ma in
realtà per disporre ancora altri salvataggi delle banche. E per
pagare questo ci si aspetta che le masse si accollino il pesante
carico di austerità, di tagli al livello di vita e di
disoccupazione. Tutto ciò è per proteggere gli interessi di
Goldman Sachs e
delle altre parassitiche entità finanziarie che si sono attaccate al
corpo vivente della società e la stanno scolando della sua linfa
vitale.
L'intera società viene tenuta a riscatto da una manciata di
ricchi banchieri. Loro sostengono: "o ci date il denaro che
pretendiamo, o altrimenti getteremo il mondo nell'abisso di un'altra
crisi finanziaria, un terribile crollo economico che sarà peggiore
dell'ultimo". Questi metodi sono sostanzialmente gli stessi di
quelli della mafia che richiede denaro con le minacce. L'unica
differenza è che la mafia emette minacce agli individui o a singole
imprese, mentre i banchieri minacciano interi paesi ed i loro
governi.
Lotta di classe
I governi di Italia e Grecia sono completamente nelle mani
delle banche. E questo non è il caso soltanto in Italia ed in Grecia
ma in ogni singolo paese "democratico". In Gran Bretagna, Germania,
Francia e Stati Uniti è la stessa storia: democrazia è diventata
un'espressione priva di senso. E' stata svuotata di ogni contenuto
reale che poteva avere una volta e tutto ciò che è rimasto è un
guscio vuoto. Le forme di democrazia parlamentare rimangono, ma il
contenuto è: governo dei banchieri, dai banchieri e per i
banchieri.
Nel breve termine è stata fornita una scusa dalla minaccia di
un tracollo di mercato e di un successivo crollo economico. La
nomina di
Mario Monti
era
intesa ad esercitare un effetto calmante sui mercati. Pare che sia
riuscito
– per
ora. Osservò una volta ottimamente il Dr.
Johnson:
"Stia certo, signore,
quando un uomo sa che sarà impiccato tra due settimane,
concentra la propria mente
magnificamente". In Italia la classe politica ha guardato
nell'abisso e ha concentrato immediatamente la propria mente.
Mario Monti
è
stato accolto con l'applauso
mentre prendeva il suo nuovo seggio al Senato l'11 novembre. Lo
stesso giorno la borsa del paese ha guadagnato il 3,68% mentre
sembrava essere a portata di mano il nuovo Salvatore del
capitalismo.
Inizialmente, almeno in Italia, le proteste sono state
attutite. La ragione non è difficile da comprendere. Dopo il governo
Berlusconi, qualunque cosa sembrerebbe migliore. Ma questa
tolleranza non durerà a lungo. Alla fine né
Papademos né
Monti
saranno in grado costringere ad approvare niente se non vi è un
solido consenso su ciò che deve farsi. E la mancanza di consenso
sarà presto allo scoperto, portando ad una nuova esplosione di
dissenso e di rabbia popolare. Vi sono già state delle dimostrazioni
degli studenti. Questo è soltanto l'inizio.
Per un periodo è possibile che il pubblico possa essere
disposto ad accettare le nuove imposizioni ed i pacchetti di
austerità. Ma questa fragile composizione non durerà. Tutte le
manipolazioni di
Angela Merkel
e
Nicolas Sarkozy e tutti i banchieri del mondo non
impediranno l'esplosione della lotta di classe. L'agitazione sociale
nelle strade di Atene ritornerà e sarà replicata nelle strade
d'Italia.
In Grecia, dopo quasi due anni di lotte continue, vi può essere
un elemento di stanchezza e di confusione. Nessuno crede più nella
classe politica. La vasta maggioranza della gente è contro le misure
di austerità, ma non vede nessuna alternativa. Teme la prospettiva
di un'uscita precipitosa dall'euro, con ulteriore caos ed
agitazione. Ma quando il popolo vede che il governo di "unità
nazionale" sta attuando un programma di austerità ancora peggiore di
quello di
Papandreou,
sarà ancora una volta nelle strade.
L'idea di "unità nazionale" è il più vuoto di tutti i vuoti
slogan politici. L'"unità" che hanno in mente è l'unità tra il
cavallo ed il cavaliere che salta sul dorso del cavallo e gli pianta
nel fianco i suoi speroni. Non vi può essere nessuna questione di
unità tra ricco e povero, tra sfruttato e sfruttatore, tra
lavoratori e capitalisti. Allo scopo di risolvere i problemi della
società è necessario porre fine alla dittatura dei banchieri una
volta per tutte.
Dovunque la borghesia sta tentando di portare via tutte le
conquiste che la classe lavoratrice ha ottenuto nella lotta nel
corso dei cinquanta anni passati. In Gran Bretagna i conservatori ed
i lib-dem stanno minacciando di limitare il diritto di sciopero, che
è già stato severamente circoscritto. Ma tali misure non fermeranno
la lotta di classe. Ciò che è codificato nell'organizzazione della
classe lavoratrice non può essere abolito con un colpo della penna
di un avvocato.
Naturalmente, la classe lavoratrice deve lottare per difendere
le sue conquiste. Lotteremo per i diritti democratici a tal punto
che quei diritti mantengano anche il più esiguo contenuto
progressista. Lo faremo, non perché siamo dei servili adoratori
della democrazia formale, ma perché comprendiamo che la democrazia
borghese fornisce ai lavoratori un terreno più favorevole sul quale
sviluppare la lotta di classe.
L'imposizione di un governo non eletto di cosiddetti
tecnocratici non arresterà la lotta di classe. La borghesia scoprirà
presto che si appoggia su una canna rotta. Questi governi non
saranno più forti di quelli basati su partiti politici e politici
eletti ma infinitamente più deboli. Saranno presto spazzati da parte
dal movimento delle masse.
Se la strada della democrazia parlamentare è bloccata, la
classe lavoratrice troverà altri mezzi per esprimersi. Si esprimerà
attraverso i meccanismi dell'azione diretta e della lotta di classe:
scioperi, scioperi generali e dimostrazioni di massa. I lavoratori
ed i giovani arriveranno ad apprendere che rappresentano un potere
colossale che nessuno stato, esercito o polizia può fermare.
Arriveranno presto a capire le parole dei grande leader
rivoluzionario francese
Camille Desmoulins:
“Les
grands ne sont grands que parce que nous sommes à genoux: Levons-nous.”
“Sembrano
così potenti ai nostri occhi
perché ci inginocchiamo davanti a loro: alziamoci!"
2
dicembre 2011
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