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Dietro alla debacle dei Democratici

4 novembre 2010

 

Soltanto un giorno dopo le elezioni di medio termine, i mass media USA si sono rapidamente uniti attorno alla narrativa, accettata da tutti nell'establishment politico, che la vittoria del Partito Repubblicano è stata una sconfessione popolare delle politiche presumibilmente di sinistra dell'amministrazione Obama. Mercoledì, nella sua conferenza stampa, lo stesso Obama ha adottato questa analisi, impegnandosi a lavorare strettamente con il Partito Repubblicano, a trovare qualche compromesso sui tagli fiscali per i ricchi e a migliorare i suoi rapporti con l'America delle corporation.

Sottostanti a questa pretesa vi sono due premesse, entrambe le quali sono false: !) che Obama abbia attuato un programma anti-corporation durante i suoi primi due anni e 2) che la popolazione nel complesso abbia utilizzato le elezioni per esprimere una travolgente affermazione del capitalismo e della grande impresa. Queste premesse sono non soltanto assurde, ma si scontrano con i fatti fondamentali.

Nel diluvio di commenti politici, nessuno nei media mainstream ha suggerito una spiegazione molto più plausibile: dopo essere giunto al potere atteggiandosi a tribuno della "speranza" e del "cambiamento nel quale puoi credere", Obama, attraverso le sue politiche pro-corporation e pro-belliche, è riuscito a alienare e demoralizzare politicamente grandi settori della popolazione che aveva votato per lui.

L'avvenimento che ha assicurato l'elezione di Obama è stato il crollo spettacolare di Wall Street nel settembre 2008, che ha frantumato qualunque cosa fosse rimasta della credibilità dell'amministrazione Bush e screditato profondamente lo stesso sistema capitalista. Obama è entrato in carica con un mandato schiacciante per una riforma radicale.

La risposta dell'amministrazione è stata di precipitarsi in difesa delle banche. Anche prima di venire al potere, Obama ha espresso il suo pieno appoggio ai salvataggi, che ha successivamente ampliato. Ha assemblato un'amministrazione dominata dagli interessi del capitale finanziario, simboleggiata dal consigliere economico Lawrence Summers e dal segretario al tesoro Timothy Geithner.

L'amministrazione si è opposta a qualsiasi limitazione alle indennità degli alti dirigenti e ha respinto sanzioni incontrollabili contro o il procedimento giudiziario contro quelli responsabili della catastrofe economica. Nei due anni trascorsi, gli individui più ricchi hanno ingrandito immensamente la loro quota del reddito nazionale e ci si aspetta che le banche maggiori distribuiscano pacchetti di indennità record.

La crisi economica ha portato a una crisi dei posti di lavoro differente da qualunque vista dalla Grande Depressione. L'amministrazione ha respinto qualsiasi programma di assunzione governativa. Attraverso la crisi, Obama ha ripetuto incessantemente la pretesa che i livelli d'occupazione sono un "indicatore indicatore".

Dopo avere salvato Wall Street, Obama ha soprinteso alla bancarotta forzata di General Motors e Chrysler, richiedendo che i lavoratori accettino ampi tagli ai posti di lavoro, ai salari e ai benefici. Come risultato, i profitti per i giganti dell'automobile sono aumentati vertiginosamente mentre l'assalto ai salari dei lavoratori del settore automobilistico è diventato il modello per tagli salariali in tutti i settori economici e in ogni parte del paese.

Le conseguenze si possono notare nel crollo del sostegno per il Partito Democratico nel Midwest industriale, l'area di metà dei seggi perduti dai democratici alla Camera dei Rappresentanti. In Michigan, un centro dell'industria automobilistica, i repubblicani hanno vinto le cariche statali e locali, tra un'affluenza di soltanto il 45%. A Detroit, che nel 2008 aveva votato in maniera schiacciante per Obama, si è mostrato alle votazioni appena un elettore su cinque.

Il principale programma domestico al quale Obama viene associato è la revisione del sistema di assistenza sanitaria. La legge è stata confezionata interamente secondo gli interessi delle compagnie di assicurazione e delle gigantesche corporation. Nell'interesse del "bipartitismo", Obama ha abbandonato qualunque cosa lasciasse intendere di una riforma progressista, compresa la "opzione pubblica". In particolare, gli elettori anziani, alquanto correttamente hanno visto l'intera misura come un passo verso il taglio dell'assistenza Medicare e le cure razionate, risultante in una significativa oscillazione elettorale verso il Partito Repubblicano, che ha registrato un vantaggio del 18% tra gli elettori sopra 60 anni.

In politica estera, Obama è arrivato al potere su un'ondata di opposizione alla guerra. Nelle primarie dei democratici del 2008, il suo principale argomento contro la rivale Hillary Clinton era che lui non aveva votato per appoggiare la guerra in Iraq. Nell'assumere la carica, Obama si è mosso rapidamente per rinominare quelli responsabili della guerra sotto Bush, incluso il segretario alla difesa Robert Gates e il generale David Petraeus. La sua amministrazione ha continuato l'occupazione dell'Iraq, estendendo ampiamente la guerra contro l'Afghanistan e il Pakistan, ha minacciato nuove guerre contro Yemen e Iran e spiegato i droni della CIA per uccidere gente in tutto il mondo.

In tutte le elezioni dal 2002, la questione della guerra ha giocato un ruolo dominante. Comunque, attraverso le azioni dell'amministrazione Obama sta diventando chiaro a milioni di persone che è impossibile porre fine alla guerra votando per il Partito Democratico. Tra i giovani, dove l'opposizione alla guerra è particolarmente forte, martedì l'affluenza è diminuita precipitosamente. Mentre gli elettori di età tra 18 e 29 anni nel 2008 costituivano il 18% dell'elettorato, in queste elezioni hanno compreso soltanto il 10%.

Alla lista delle politiche di destra nei primi due anni di Obama devono essere aggiunti: ampliare l'attacco ai diritti democratici e opporsi a qualsiasi procedimento giudiziario di quelli responsabili della tortura e dello spionaggio domestico; difendere i profitti del gigante dell'energia BP, responsabile del maggiore disastro ambientale nella storia degli USA e rifiutare qualsiasi moratoria dei sequestri di case, nonostante le prove di frode massiccia attuata proprio dalle banche che stanno gettando milioni di persone fuori dalle loro case.

Sotto le peculiari condizioni della politica americana, che esclude qualsiasi opposizione ai due partiti della grande impresa, la disaffezione di massa per il Partito Democratico ha trovato espressione nella vittoria dei repubblicani. In aggiunta al capitalizzare sul crollo dell'affluenza degli elettori per i democratici, i repubblicani sono stati in grado di sfruttare il fatto che tutti i tradimenti di Obama e la sua mancanza di principio hanno rivelato la falsità e la duplicità che pervade il Partito Democratico e i suoi sostenitori liberal. La retorica dei repubblicani è risonata in settori della popolazione che sentivano di essere stati imbrogliati.

Il fallimento dell'amministrazione Obama non è semplicemente il fallimento di un singolo. E' un'espressione del fallimento di un intero sistema politico ed economico. Sotto condizioni di declino economico a lungo termine, il capitalismo americano non ha nessuna risposta alla crisi capitalista al di fuori dell'attacco sempre in espansione alla classe lavoratrice.

I sindacati e l'insieme di organizzazioni liberal e della classe media che hanno promosso Obama punteranno alla vittoria dei repubblicani per insistere ancora una volta che i democratici devono essere appoggiati. Questo è assolutamente fallimentare. La pretesa che la crescita di forze di estrema destra possa essere fermata dall'elezione di democratici è l'opposto della verità. La promozione del Partito Democratico facilita le sue politiche contro la classe lavoratrice mentre crea le condizioni perché vengano alla ribalta delle forze ancora più di destra.

Le elezioni devono essere viste come un avvertimento. Il sistema politico, comprendente entrambe i partiti, si sposta sempre più a destra. I risultati delle elezioni porteranno un'intensificazione degli attacchi ai posti di lavoro e ai salari, una ulteriore erosione dei diritti democratici e un ampliamento della guerra, incluse le preparazioni per un conflitto globale dalle conseguenze inimmaginabili.

Nel mezzo di questa crisi, la politica americana assume un carattere malato. Come un dente nella parte interiore dell'alveolo che porta all'infezione, alla rabbia e allo scontento sentiti da milioni di persone vengono negati qualsiasi espressione genuina. Finché la classe lavoratrice rimane intrappolata all'interno della struttura del Partito Democratico e del sistema capitalista a due partiti, è la destra che sfrutterà la situazione a proprio vantaggio.

I lavoratori e i giovani devono riflettere a fondo seriamente sulle implicazioni. Non vi è nessuna via progressista attraverso il Partito Democratico e la politica capitalista. Ciò che è necessario è la formazione di un movimento rivoluzionario indipendente della classe lavoratrice nella lotta per il socialismo. Questa è la prospettiva per la quale il Socialist Equality Party sta lottando per persuadere i settori più vasti di lavoratori e di giovani.

Joseph Kishore