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Un nuovo studio conferma l'ovvio: negli Stati Uniti la volontà del
popolo non ha nessun peso. Entro i confini del paese la democrazia viene
proclamata dovunque ma non si trova da nessuna parte. Sosteniamo che
queste verità siano evidenti: "i cittadini comuni non hanno praticamente
nessuna influenza su quello che fa il loro governo negli Stati Uniti".
Dead
La democrazia è morta
della redattrice e notista
anziana di BAR Margaret Kimberley
Troppi americani amano vantarsi che gli Stati Uniti sono una
democrazia. Questa idea viene accettata acriticamente e celebrata come
prova della superiorità di questo paese. Ogni attività ed evento
pubblico è un'opportunità perché la falsa narrativa sia ripetuta ed
appagata. Eventi tanto disparati come elezioni, celebrazioni festive,
annunci pubblicitari, inizio della scuola e funzioni religiose sono
tutti utilizzati per propagandare e creare false opinioni sul grado di
potere che il cittadino medio ha rispetto al suo governo.
Naturalmente tutte le prove dimostrano che questa narrativa è ed è
sempre stata una menzogna. I dizionari definiscono la democrazia come lo
stato che rappresenta i cittadini attraverso dei rappresentanti eletti,
o come il governo della maggioranza, oppure una società che fornisce
uguali diritti per tutti. La storia di questo paese raramente è stata
all'altezza di ognuna di queste descrizioni ma nel passato recente la
nozione che questo paese sia una democrazia è diventata
apertamente farsesca. Non abbiamo nulla che degli ornamenti
insignificanti e qualsiasi potere esercitato dal popolo è tristemente
insufficiente.
Questo stato di cose è evidente a chiunque che presti stretta
attenzione. Gli americani non soltanto non ottengono ciò che vogliono
dal sistema politico, ma in realtà ottengono l'opposto di ciò che
vogliono. Ultimamente il passo dello stato oligarchico è accelerato ma
la dinamica da qualche tempo è del tutto evidente.
Persino l'accademia dell'elite ha prestato attenzione e ha dato
l'approvazione ufficiale ad una discussione che è stata ignorata. I
docenti
Martin Gilens
della
Princeton University
e
Benjamin Page
della
Northwestern University sono gli autori dello
studio
“Testing Theories of American Politics: Elites, Interest Groups, and
Average Citizens”. Mentre il loro lavoro non usa come
suggeriscono le notizie il termine oligarchia, gli autori sono
completamente chiari sulle loro conclusioni. Il professor Gilens ha
offerto questo
breve sommario
delle loro conclusioni:
"Affermerei che, contrariamente a ciò che
decenni di ricerca di scienze politiche potrebbero portarvi a credere,
i comuni cittadini non hanno
praticamente nessuna influenza su ciò che fa il loro governo negli Stati
Uniti [il corsivo è mio]. E le elite
economiche ed i gruppi d'interesse, specialmente quelli che
rappresentano le imprese, possiedono un consistente grado di influenza.
Le decisioni politiche del governo nel corso degli ultimi decenni
riflettono le preferenze di quei gruppi
–
di elite economiche e di interessi organizzati".
Mentre questo studio ha tuttavia cambiato
brevemente la discussione pubblica, è importante notare che il disprezzo
della volontà popolare è evidente a tutti noi. Se ciò non fosse vero, il
salario minimo sarebbe maggiore, non ci sarebbe nessun taglio ai
programmi sui diritti acquisiti e gli americani avrebbero un sistema di
assistenza sanitaria universale. Non ci sarebbe nessun accordo di libero
scambio NFTA o TPP che costringono i lavoratori ad un corsa al ribasso,
distruggono interi ecosistemi e violano la sovranità nazionale e
popolare. Se questo paese fosse veramente democratico, la città di
Detroit non avrebbe richiesto il fallimento per il semplice motivo che a
Detroit
e nello stato del
Michigan gli elettori hanno votato per
abrogare la legge sul dirigente d'emergenza che ha causato il
fallimento.
Gli americani non vogliono gli interventi sempre più frequenti
all'estero loro imposti da un presidente dopo l'altro, tuttavia è questo
ciò che ottengono. Noi vogliamo affrontare i problemi creati dal
cambiamento climatico prodotto dagli esseri umani. Non vogliamo la
fratturazione idraulica o l'inquinamento o i terremoti che con essa
arrivano, ma è questo quello che abbiamo. Non vogliamo che i ricchi
controllino il processo politico ma la Corte Suprema ha dichiarato
ripetutamente che il denaro è uguale al diritto di espressione e quelle
decisioni provano il punto dello studio. Espresso semplicemente, il
denaro parla e quelli senza denaro non hanno nessuna voce.
Se non fosse questo il caso, i lavoratori americani non sarebbero
più poveri delle loro controparti nel resto del mondo. I lavoratori
della cosiddetta
classe media
in questo paese avevano la caratteristica di stare molto meglio dei loro
pari per il mondo. Questo non è più il caso con salari stagnanti e
perdita di posti di lavoro ed un paese che non pratica la distribuzione
del reddito che terrebbe la gente fuori dalla povertà. In un paese
democratico, Walmarte con i suoi bassi salari non sarebbe il più grande
datore di lavoro. Il manifatturiero che una volta dominava il paesaggio
economico impiegherebbe ancora la maggior parte della forza lavoro con i
suoi maggiori salari e gli altri benefici che forniscono sicurezza
economica.
In una democrazia, l'industria dei servizi
finanziari che ha creato il crollo economico mondiale non sarebbe stata
salvata. Sarebbero stati salvati i lavoratori. Le corporation non
otterrebbero tagli fiscali ed altre sovvenzioni statali. Li otterrebbero
i lavoratori. E se la persona media avesse qualche voce nella materia, i
bankster
di alto livello ora sarebbero dietro le sbarre.
Il mito della democrazia americana è soltanto uno dei molti che si
conservano per ignoranza e sospensione dell'incredulità ma non è una
ragione per continuare la confusione e l'auto-illusione. L'unica volta
che riceviamo qualche assaggio di democrazia è quando proclamiamo di non
averla ma sosteniamo chiaramente e fragorosamente che intendiamo
ottenerla.
La falsa narrativa si esaurisce come diminuisce la qualità della
vita. Gli Stati Uniti d'America non sono un paese democratico se l'unico
diritto che hanno i cittadini è di andare ogni pochi anni ad una sezione
elettorale. E' tempo di smetterla di usare come un feticcio ciò che
chiaramente non funziona per la maggioranza del popolo e cominciare a
parlare di qualcosa di nuovo. Dopo tutto, la definizione di demenza è di
compiere ripetutamente la stessa cosa ma aspettando un risultato
diverso. L'unico risultato che abbiamo da mostrare è il dominio da parte
delle elite e che se questo è accettabile allora il popolo sia diventato
veramente demente.
La rubrica
Freedom Rider
di
Margaret Kimberley
compare settimanalmente su
BAR
ed viene ampiamente
ripubblicata
altrove.
Lei mantiene anche un blog aggiornato frequentemente
a
http://freedomrider.blogspot.com.
Ms. Kimberley
vive a
New York City
e può contrattarsi tramite e-mail a
Margaret.Kimberley(at)BlackAgendaReport.com
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