Black Agenda Report

The journal of African American political thought and action

 

 

La democrazia è morta

Martedì, 22/04/2014 - 23:26 — Margaret Kimberley

della redattrice e notista anziana di BAR Margaret Kimberley

 

Un nuovo studio conferma l'ovvio: negli Stati Uniti la volontà del popolo non ha nessun peso. Entro i confini del paese la democrazia viene proclamata dovunque ma non si trova da nessuna parte. Sosteniamo che queste verità siano evidenti: "i cittadini comuni non hanno praticamente nessuna influenza su quello che fa il loro governo negli Stati Uniti".

 

Dead La democrazia è morta

della redattrice e notista anziana di BAR Margaret Kimberley

Troppi americani amano vantarsi che gli Stati Uniti sono una democrazia. Questa idea viene accettata acriticamente e celebrata come prova della superiorità di questo paese. Ogni attività ed evento pubblico è un'opportunità perché la falsa narrativa sia ripetuta ed appagata. Eventi tanto disparati come elezioni, celebrazioni festive, annunci pubblicitari, inizio della scuola e funzioni religiose sono tutti utilizzati per propagandare e creare false opinioni sul grado di potere che il cittadino medio ha rispetto al suo governo.

Naturalmente tutte le prove dimostrano che questa narrativa è ed è sempre stata una menzogna. I dizionari definiscono la democrazia come lo stato che rappresenta i cittadini attraverso dei rappresentanti eletti, o come il governo della maggioranza, oppure una società che fornisce uguali diritti per tutti. La storia di questo paese raramente è stata all'altezza di ognuna di queste descrizioni ma nel passato recente la nozione che questo paese sia una democrazia è  diventata apertamente farsesca. Non abbiamo nulla che degli ornamenti insignificanti e qualsiasi potere esercitato dal popolo è tristemente insufficiente.

Questo stato di cose è evidente a chiunque che presti stretta attenzione. Gli americani non soltanto non ottengono ciò che vogliono dal sistema politico, ma in realtà ottengono l'opposto di ciò che vogliono. Ultimamente il passo dello stato oligarchico è accelerato ma la dinamica da qualche tempo è del tutto evidente.

Persino l'accademia dell'elite ha prestato attenzione e ha dato l'approvazione ufficiale ad una discussione che è stata ignorata. I docenti Martin Gilens della Princeton University e Benjamin Page della Northwestern University sono gli autori dello studio “Testing Theories of American Politics: Elites, Interest Groups, and Average Citizens”. Mentre il loro lavoro non usa come suggeriscono le notizie il termine oligarchia, gli autori sono completamente chiari sulle loro conclusioni. Il professor Gilens ha offerto questo breve sommario delle loro conclusioni:

"Affermerei che, contrariamente a ciò che decenni di ricerca di scienze politiche potrebbero portarvi a credere, i comuni cittadini non hanno praticamente nessuna influenza su ciò che fa il loro governo negli Stati Uniti [il corsivo è mio]. E le elite economiche ed i gruppi d'interesse, specialmente quelli che rappresentano le imprese, possiedono un consistente grado di influenza. Le decisioni politiche del governo nel corso degli ultimi decenni riflettono le preferenze di quei gruppi di elite economiche e di interessi organizzati".

Mentre questo studio ha tuttavia cambiato brevemente la discussione pubblica, è importante notare che il disprezzo della volontà popolare è evidente a tutti noi. Se ciò non fosse vero, il salario minimo sarebbe maggiore, non ci sarebbe nessun taglio ai programmi sui diritti acquisiti e gli americani avrebbero un sistema di assistenza sanitaria universale. Non ci sarebbe nessun accordo di libero scambio NFTA o TPP che costringono i lavoratori ad un corsa al ribasso, distruggono interi ecosistemi e violano la sovranità nazionale e popolare. Se questo paese fosse veramente democratico, la città di Detroit non avrebbe richiesto il fallimento per il semplice motivo che a Detroit e nello stato del Michigan gli elettori hanno votato per abrogare la legge sul dirigente d'emergenza che ha causato il fallimento.

Gli americani non vogliono gli interventi sempre più frequenti all'estero loro imposti da un presidente dopo l'altro, tuttavia è questo ciò che ottengono. Noi vogliamo affrontare i problemi creati dal cambiamento climatico prodotto dagli esseri umani. Non vogliamo la fratturazione idraulica o l'inquinamento o i terremoti che con essa arrivano, ma è questo quello che abbiamo. Non vogliamo che i ricchi controllino il processo politico ma la Corte Suprema ha dichiarato ripetutamente che il denaro è uguale al diritto di espressione e quelle decisioni provano il punto dello studio. Espresso semplicemente, il denaro parla e quelli senza denaro non hanno nessuna voce.

Se non fosse questo il caso, i lavoratori americani non sarebbero più poveri delle loro controparti nel resto del mondo. I lavoratori della cosiddetta classe media in questo paese avevano la caratteristica di stare molto meglio dei loro pari per il mondo. Questo non è più il caso con salari stagnanti e perdita di posti di lavoro ed un paese che non pratica la distribuzione del reddito che terrebbe la gente fuori dalla povertà. In un paese democratico, Walmarte con i suoi bassi salari non sarebbe il più grande datore di lavoro. Il manifatturiero che una volta dominava il paesaggio economico impiegherebbe ancora la maggior parte della forza lavoro con i suoi maggiori salari e gli altri benefici che forniscono sicurezza economica.

In una democrazia, l'industria dei servizi finanziari che ha creato il crollo economico mondiale non sarebbe stata salvata. Sarebbero stati salvati i lavoratori. Le corporation non otterrebbero tagli fiscali ed altre sovvenzioni statali. Li otterrebbero i lavoratori. E se la persona media avesse qualche voce nella materia, i bankster di alto livello ora sarebbero dietro le sbarre.

Il mito della democrazia americana è soltanto uno dei molti che si conservano per ignoranza e sospensione dell'incredulità ma non è una ragione per continuare la confusione e l'auto-illusione. L'unica volta che riceviamo qualche assaggio di democrazia è quando proclamiamo di non averla ma sosteniamo chiaramente e fragorosamente che intendiamo ottenerla.

La falsa narrativa si esaurisce come diminuisce la qualità della vita. Gli Stati Uniti d'America non sono un paese democratico se l'unico diritto che hanno i cittadini è di andare ogni pochi anni ad una sezione elettorale. E' tempo di smetterla di usare come un feticcio ciò che chiaramente non funziona per la maggioranza del popolo e cominciare a parlare di qualcosa di nuovo. Dopo tutto, la definizione di demenza è di compiere ripetutamente la stessa cosa ma aspettando un risultato diverso. L'unico risultato che abbiamo da mostrare è il dominio da parte delle elite e che se questo è accettabile allora il popolo sia diventato veramente demente.

La rubrica Freedom Rider di Margaret Kimberley compare settimanalmente su BAR ed viene ampiamente ripubblicata altrove. Lei mantiene anche un blog aggiornato frequentemente a http://freedomrider.blogspot.com. Ms. Kimberley vive a New York City e può contrattarsi tramite e-mail a Margaret.Kimberley(at)BlackAgendaReport.com