REDFLAG | A VOICE OF RESISTANCE

 

 

 

 

Perché democrazia e capitalismo non si combinano

Daniel Taylor

24 febbraio 2017

 

Quando è entrato in carica in gennaio, Donald Trump ha dichiarato che stava "trasferendo il potere da Washington, DC e restituirlo a voi, il popolo". Mentre cadeva la pioggia su un National Mall mezzo vuoto, il nuovo presidente prediceva: "20 gennaio 2017, sarà ricordato come il giorno in cui il popolo è diventato nuovamente il governante di questo paese".

Era una strana pretesa da fare, dato che "il popolo" era appena stato sfidato: il 75% della popolazione americana in età per votare non aveva votato per Trump o aveva votato contro di lui. Infatti, il 20 gennaio 2017 è stata l'inaugurazione della persona più odiata di sempre della storia moderna a correre per presidente, secondo tutti i dati delle votazioni disponibili.

E' stato soltanto l'insulto più recente alla democrazia perpetrato nel nome del processo democratico stesso. Il trionfo antidemocratico di Trump è arrivato sei mesi dopo che la macchina del Partito Democratico aveva sistematicamente smantellato la campagna di Bernie Sanders; due anni dopo che il popolo greco aveva votato con maggioranza schiacciante di rifiutare l'austerità ad un referendum e quindi ha avuto l'austerità più sadica impostagli come punizione; cinque anni dopo che la polizia aveva spinto dalle strade Occupy Wall Street, terminando la sua campagna per una "vera democrazia" e 13 anni dopo l'atrocità che ha definito un'epoca, l'invasione USA dell'Iraq, è stata inflitta su un mondo che vi si opponeva in modo schiacciante. Nel frattempo, i sondaggi che mostrano un sostegno schiacciante per imposte più elevate sui ricchi e finanziamenti crescenti per i servizi sociali sono ignorati anno dopo anno.

C'è poco da meravigliarsi quindi che molti abbiano poco interesse in quello che passa per "democrazia" capitalista. Per molti di noi, questa mancanza di interesse si manifesta come disimpegno, apatia e cinismo.

Altri  inclusi molti dei ricchi e potenti  sono più interessati alla dittatura vera e propria. Secondo ricerche pubblicate nel Journal of Democracy, circa un terzo dei giovani cittadini ricchi degli USA pensa che una dittatura militare possa essere utile e che sia più importante avere un "uomo forte" che delle elezioni.

Quando il sistema è sotto tensione, il "deficit democratico" del capitalismo diventa ovvio. Non importa quante elezioni si svolgano, le cose che vogliamo non avvengono, le cose che non vogliamo accadono e la gente che disprezziamo è al comando.

Ma le radici del problema sono più profonde del processo politico: la mancanza di democrazia è costruita nelle strutture fondamentali di un'economia capitalista.

Democrazia significa "il governo del popolo". Capitalismo significa il governo del mercato. Tra questi due concetti si trova un golfo che non può essere superato da nessun numero di canzoni patriottiche e di spettacoli di fuochi d'artificio.

Un'economia capitalista, basata sulla proprietà privata, divide la società in coloro che possiedono e coloro che non possiedono: coloro che decidono e coloro che obbediscono. Le principali, più fondamentali decisioni che possono essere prese nella società cosa fare della straordinaria ricchezza e tecnologia che esistono al mondo non sono prese affatto con nessuna supervisione democratica.

Le fabbriche saranno utilizzate per montare attrezzatura medica o mitragliatrici? Le gru saranno messe all'opera per costruire scuole ed ospedali o appartamenti di lusso per i ricchi? Le presse da stampa produrranno libri di testo o giornali pieni di politica del terrore razzista?

Le decisioni chiave, che determinano la forma della società in cui viviamo, sono prese ogni giorno in segreto, senza nessuna supervisione democratica, da parte di una minuscola minoranza della popolazione che possiede la ricchezza produttiva della società. Non vengono prese in parlamento, ma nei consigli di amministrazione. E vengono prese nell'interesse della classe capitalista, per aumentare i profitti e rafforzare il suo dominio sulla società.

Nella "democrazia" capitalista, "il popolo" non ha assolutamente nessuna voce sulle decisioni più importanti al mondo: l'economia è un affare privato dei padroni e noi dobbiamo vivere con le loro decisioni. E lo stato presumibilmente l'influenza democratica sulla società, nella quale tutti i cittadini, ricchi e poveri allo stesso modo hanno pari voce riflette e rinforza semplicemente questa tirannia.

La vasta quantità delle istituzioni dello stato sono totalmente non elette: "Il popolo" non ha nessuna influenza sulla polizia, sull'esercito, sui tribunali,sulle spie o sulle gigantesche ed in gran parte invisibili burocrazie statali che amministrano la società capitalista. Mentre presidenti e parlamenti vengono messi in mostra in televisione, sono soltanto la punta dell'iceberg.

In ogni "democrazia" capitalista ci è permesso soltanto votare su chi occupa una minuscola parte dello stato, ogni qualche anno, da un elenco di candidati in gran parte scelti, educati e presentati dalla classe capitalista e dalle sue macchine politiche. I candidati raccolgono i loro finanziamenti dalla classe capitalista, presentano la loro causa sui media posseduti dai capitalisti ed una volta eletti scompaiono in un mondo di riunioni con "leader imprenditoriali" non eletti e funzionari superiori dello stato. Le parti elette dello stato formano soltanto la minuscola parte di un'elite dominante vasta, in gran parte anonima e non responsabile.

E se un politico dovesse diventare incontrollabile può essere disciplinato facilmente tra l'impressionante potere dei capitalisti sull'economia ed il fatto che ogni stato capitalista ha dei "pesi e contrappesi" incorporati per assicurare che dei servi indisciplinati possano essere domati o licenziati. Questo lo abbiamo visto in Australia, quando nel 1975 il governo laburista Whitlam ha perso il favore della classe dominante e si è trovato destituito da un decreto di un governatore generale non eletto.

In altri paesi ed in altri periodi, quando i rischi sono stati maggiori, la classe dominante ha utilizzato tutte le sue leve di potere non eletto, grottesche campagne di diffamazione sui media, ricatto e sabotaggio economico e, come ultima risorsa, il colpo di stato militare. Finché le strutture della proprietà privata e della burocrazia statale restano intatte possono essere utilizzate per contenere e reprimere ogni minaccia alle priorità della classe dominante in ordine allo sfruttamento ed alla produzione di profitti.

E' per questo motivo che Marx ha rilevato che "la classe lavoratrice non può semplicemente afferrare la macchina statale confezionata ed adoperarla per i propri scopi". La "democrazia" capitalista fornisce delle istituzioni che sono progettate per creare l'illusione dell'imparzialità, mentre garantiscono il governo di una minoranza. La democrazia della classe lavoratrice socialismo richiederà la distruzione di quelle istituzioni e la loro sostituzione con qualcosa di nuovo.

Nelle elezioni USA del 2016, sono stati esercitati in pieno tutti i peggiori vizi della democrazia capitalista. Raccolta fondi, attenzione dei media e forti pressioni burocratiche hanno significato che, alla fine, la lotta è stata tra i due più detestabili milionari di destra della storia moderna. Veniva offerta una "scelta" tra uno status quo inaccettabile ed uno dei peggiori mostri prodotti dal sistema. Dopo che il vittorioso Trump ha promesso di ritornare il potere a "il popolo" ha immediatamente cominciato a nominare a posizioni chiave del gabinetto una serie di plutocrati miliardari, ai quali è stato dato il compito di consegnare ancora più potere e ricchezza alla classe dominante USA.

Tuttavia, quello che è accaduto dopo è stato straordinario. Dal giorno dell'elezione di Trump, sono sbocciate proteste da una parte all'altra degli USA e del mondo. Si sono svolte alcune delle più grandi manifestazioni della storia moderna contro Trump ed il suo programma; scioperi improvvisi, raduni di protesta e disobbedienza civile hanno fatto un ritorno improvviso e sbalorditivo nella vita pubblica USA. Dal primo giorno, i piani di Trump hanno incontrato un'esplosiva resistenza.

E' questo dove dobbiamo guardare se vogliamo trovare il potenziale per una democrazia autentica. Per la classe lavoratrice, "democrazia" significa il potere di sfidare i nostri governanti, di capovolgere le loro decisioni, di scompigliare i loro piani e di minare le loro istituzioni. La democrazia della classe lavoratrice è nata nella lotta contro i potenti. Il pacifico ed indisturbato dominio del padrone al lavoro, la polizia in strada ed i generali in zona di guerra, sono incompatibili con la reale democrazia.

Poiché il nostro mondo è diviso in classi, con la maggioranza sfruttata ed oppressa, per "il popolo" esercitare il vero potere, affari come al solito deve giungere al termine. Significa la protesta, la resistenza ed il coraggio degli oppressi per farsi valere collettivamente contro gli ordini dei loro governanti.

Vi è una lunga e gloriosa contro-storia della democrazia: la democrazia degli oppressi, incorporata nella lotta contro il sistema. E' una storia che comprende l'ammutinamento dei soldati della prima guerra mondiale, che rifiutarono gli ordini di massacrare i loro compagni lavoratori; i lavoratori dell'Ungheria che nel 1956 colpirono il monolite stalinista e lo scossero dalle fondamenta; gli studenti di Parigi, che nel 1968 presero il controllo delle loro università e le trasformarono in centri organizzativi di un movimento sociale radicale ed il popolo dell'Egitto, che nel 2011 occupò le strade delle sue città e le rese un festival rivoluzionario, rovesciando uno stato di polizia attraverso la protesta ed il coraggio collettivi.

Tutti questi movimenti e le migliaia di altri come loro, sono emersi dalle lotte della classe lavoratrice per asserire i suoi diritti ed interessi in un sistema basato sulla sua oppressione. Tutti loro sono stati infinitamente più democratici della politica capitalista di ogni giorno: sono stati i modi del popolo per influenzare collettivamente il corso della storia. Tutti loro erano illegali: nessun sistema di divisione di classe può permettere alla massa della popolazione di determinare liberamente il proprio destino..

tutti loro hanno incontrato alla fine la repressione. I nostri leader amano celebrare la democrazia, finché il popolo inizia a crederci veramente; quindi lo affronta con manganelli, proiettili e bombe. La dittatura in Egitto e la devastazione in Siria testimonia come la classe dominante tratta gli scoppi democratici. La permanente, autentica democrazia della classe lavoratrice richiederà la distruzione della capacità della classe dominante di rispondere con l'inganno e la violenza.

I capitalisti hanno i loro consigli di amministrazione, i parlamenti, i tribunali ed i poliziotti per coordinare i loro attacchi ai lavoratori. Perché fiorisca la democrazia socialista dobbiamo sviluppare i nostri centri organizzativi rivoluzionari, dove i lavoratori in sciopero ed i soldati che si ammutinano possano coordinare la loro protesta, privando i nostri sfruttatori della capacità di adoperare contro di noi la forza economica e politica.

Lo sviluppo di tali istituzioni segna la transizione dalla protesta alla rivoluzione. Frantumare la falsa democrazia del capitalismo e rimpiazzarla con la democrazia della classe lavoratrice apre la possibilità di un mondo nel quale la democrazia comprenda tutta la società, nella quale la classe lavoratrice possa decidere collettivamente il nostro destino, con nessuna limitazione o coercizione. E' questo il punto di partenza per il socialismo.