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Quando è entrato in carica in gennaio,
Donald Trump ha dichiarato
che stava "trasferendo il potere da
Washington, DC e restituirlo a
voi, il popolo". Mentre cadeva la pioggia su un
National Mall mezzo vuoto, il
nuovo presidente prediceva: "20 gennaio 2017, sarà ricordato come il
giorno in cui il popolo è diventato nuovamente il governante di questo
paese".
Era una strana pretesa da fare, dato che "il popolo" era appena
stato sfidato: il 75% della popolazione americana in età per votare non
aveva votato per Trump o aveva votato contro di lui. Infatti, il 20
gennaio 2017 è stata l'inaugurazione della persona più odiata di sempre
della storia moderna a correre per presidente, secondo tutti i dati
delle votazioni disponibili.
E' stato soltanto l'insulto più recente alla democrazia perpetrato
nel nome del processo democratico stesso. Il trionfo antidemocratico di
Trump è arrivato sei mesi dopo che la macchina del Partito Democratico
aveva sistematicamente smantellato la campagna di
Bernie Sanders;
due anni dopo che
il popolo greco aveva votato con maggioranza schiacciante di
rifiutare l'austerità ad un referendum e quindi ha avuto l'austerità più
sadica impostagli come punizione; cinque anni dopo che la polizia aveva
spinto dalle strade
Occupy Wall
Street, terminando la
sua campagna per una "vera democrazia" e 13 anni dopo l'atrocità che ha
definito un'epoca, l'invasione USA dell'Iraq, è stata inflitta su un
mondo che vi si opponeva in modo schiacciante. Nel frattempo, i sondaggi
che mostrano
un sostegno schiacciante per imposte più elevate sui ricchi e
finanziamenti crescenti per i servizi sociali sono ignorati anno dopo
anno.
C'è poco da meravigliarsi quindi che molti abbiano poco interesse
in quello che passa per "democrazia" capitalista. Per molti di noi,
questa mancanza di interesse si manifesta come disimpegno, apatia e
cinismo.
Altri
–
inclusi
molti dei ricchi e potenti
–
sono
più interessati alla dittatura vera e propria. Secondo ricerche
pubblicate nel
Journal
of Democracy,
circa un terzo
dei giovani cittadini ricchi degli USA pensa che una dittatura militare
possa essere utile e che sia più importante avere un "uomo forte" che
delle elezioni.
Quando il sistema è sotto tensione, il "deficit democratico" del
capitalismo diventa ovvio. Non importa quante elezioni si svolgano, le
cose che vogliamo non avvengono, le cose che non vogliamo accadono e la
gente che disprezziamo è al comando.
Ma le radici del problema sono più profonde del processo politico:
la mancanza di democrazia è costruita nelle strutture fondamentali di
un'economia capitalista.
Democrazia significa "il governo del popolo". Capitalismo significa
il governo del mercato. Tra questi due concetti si trova un golfo che
non può essere superato da nessun numero di canzoni patriottiche e di
spettacoli di fuochi d'artificio.
Un'economia capitalista, basata sulla proprietà privata, divide la
società in coloro che possiedono e coloro che non possiedono: coloro che
decidono e coloro che obbediscono. Le principali, più fondamentali
decisioni che possono essere prese nella società
– cosa fare
della straordinaria ricchezza e tecnologia che esistono al mondo
–
non sono prese affatto con nessuna supervisione democratica.
Le fabbriche saranno utilizzate per montare attrezzatura medica o
mitragliatrici? Le gru saranno messe all'opera per costruire scuole ed
ospedali o appartamenti di lusso per i ricchi? Le presse da stampa
produrranno libri di testo o giornali pieni di politica del terrore
razzista?
Le decisioni chiave, che determinano la forma della società in cui
viviamo, sono prese ogni giorno in segreto, senza nessuna supervisione
democratica, da parte di una minuscola minoranza della popolazione che
possiede la ricchezza produttiva della società. Non vengono prese in
parlamento, ma nei consigli di amministrazione. E vengono prese
nell'interesse della classe capitalista, per aumentare i profitti e
rafforzare il suo dominio sulla società.
Nella "democrazia" capitalista, "il popolo" non ha assolutamente
nessuna voce sulle decisioni più importanti al mondo: l'economia è un
affare privato dei padroni e noi dobbiamo vivere con le loro decisioni.
E lo stato
– presumibilmente
l'influenza democratica sulla società, nella quale tutti i cittadini,
ricchi e poveri allo stesso modo hanno
pari voce
– riflette e
rinforza semplicemente
questa tirannia.
La vasta quantità delle istituzioni dello stato sono totalmente non
elette: "Il popolo" non ha nessuna influenza sulla polizia,
sull'esercito, sui tribunali,sulle spie o sulle gigantesche ed in gran
parte invisibili burocrazie statali che amministrano la società
capitalista. Mentre presidenti e parlamenti vengono messi in mostra in
televisione, sono soltanto la punta dell'iceberg.
In ogni "democrazia" capitalista ci è permesso soltanto votare su
chi occupa una minuscola parte dello stato, ogni qualche anno, da un
elenco di candidati in gran parte scelti, educati e presentati dalla
classe capitalista e dalle sue macchine politiche. I candidati
raccolgono i loro finanziamenti dalla classe capitalista, presentano la
loro causa sui media posseduti dai capitalisti ed una volta eletti
scompaiono in un mondo di riunioni con "leader imprenditoriali" non
eletti e funzionari superiori dello stato. Le parti elette dello stato
formano soltanto la minuscola parte di un'elite dominante vasta, in gran
parte anonima e non responsabile.
E se un politico dovesse diventare incontrollabile può essere
disciplinato facilmente
–
tra l'impressionante potere dei capitalisti sull'economia ed il
fatto che ogni stato capitalista ha dei "pesi e contrappesi" incorporati
per assicurare che dei servi indisciplinati possano essere domati o
licenziati. Questo lo abbiamo visto in Australia, quando nel 1975 il
governo laburista
Whitlam ha perso il
favore della classe dominante e si è trovato destituito da un decreto di
un governatore generale non eletto.
In altri paesi ed in altri periodi, quando i rischi sono stati
maggiori, la classe dominante ha utilizzato tutte le sue leve di potere
non eletto, grottesche campagne di diffamazione sui media, ricatto e
sabotaggio economico e, come ultima risorsa, il colpo di stato militare.
Finché le strutture della proprietà privata e della burocrazia statale
restano intatte possono essere utilizzate per contenere e reprimere ogni
minaccia alle priorità della classe dominante in ordine allo
sfruttamento ed alla produzione di profitti.
E' per questo motivo che Marx ha rilevato che "la classe
lavoratrice non può semplicemente afferrare la macchina statale
confezionata ed adoperarla per i propri scopi". La "democrazia"
capitalista fornisce delle istituzioni che sono progettate per creare
l'illusione dell'imparzialità, mentre garantiscono il governo di una
minoranza. La democrazia della classe lavoratrice
– socialismo
– richiederà la
distruzione di quelle istituzioni e la loro sostituzione con qualcosa di
nuovo.
Nelle elezioni USA del 2016, sono stati esercitati in pieno tutti i
peggiori vizi della democrazia capitalista. Raccolta fondi, attenzione
dei media e forti pressioni burocratiche hanno significato che, alla
fine, la lotta è stata tra i due più detestabili milionari di destra
della storia moderna. Veniva offerta una "scelta" tra uno status quo
inaccettabile ed uno dei peggiori mostri prodotti dal sistema. Dopo che
il vittorioso Trump ha promesso di ritornare il potere a "il popolo" ha
immediatamente cominciato a nominare a posizioni chiave del gabinetto
una serie di plutocrati miliardari, ai quali è stato dato il compito di
consegnare ancora più potere e ricchezza alla classe dominante USA.
Tuttavia, quello che è accaduto dopo è stato straordinario. Dal giorno
dell'elezione di Trump, sono sbocciate proteste da una parte all'altra
degli USA e del mondo. Si sono svolte alcune delle più grandi
manifestazioni della storia moderna contro Trump ed il suo programma;
scioperi improvvisi, raduni di protesta e disobbedienza civile hanno
fatto un ritorno improvviso e sbalorditivo nella vita pubblica USA. Dal
primo giorno, i piani di Trump hanno incontrato un'esplosiva resistenza.
E' questo dove dobbiamo guardare se vogliamo trovare il potenziale
per una democrazia autentica. Per la classe lavoratrice, "democrazia"
significa il potere di sfidare i nostri governanti, di capovolgere le
loro decisioni, di scompigliare i loro piani e di minare le loro
istituzioni. La democrazia della classe lavoratrice è nata nella lotta
contro i potenti. Il pacifico ed indisturbato dominio del padrone al
lavoro, la polizia in strada ed i generali in zona di guerra, sono
incompatibili con la reale democrazia.
Poiché il nostro mondo è diviso in classi, con la maggioranza
sfruttata ed oppressa, per "il popolo" esercitare il vero potere, affari
come al solito deve giungere al termine. Significa la protesta, la
resistenza ed il coraggio degli oppressi per farsi valere
collettivamente contro gli ordini dei loro governanti.
Vi è una lunga e gloriosa contro-storia della democrazia: la
democrazia degli oppressi, incorporata nella lotta contro il sistema. E'
una storia che comprende l'ammutinamento dei soldati della prima guerra
mondiale, che rifiutarono gli ordini di massacrare i loro compagni
lavoratori; i lavoratori dell'Ungheria che nel 1956 colpirono il
monolite stalinista e lo scossero dalle fondamenta; gli studenti di
Parigi, che nel 1968 presero il controllo delle loro università e le
trasformarono in centri organizzativi di un movimento sociale radicale
ed il popolo dell'Egitto, che nel 2011 occupò le strade delle sue città
e le rese un festival rivoluzionario, rovesciando uno stato di polizia
attraverso la protesta ed il coraggio collettivi.
Tutti questi movimenti e le migliaia di altri come
loro, sono emersi dalle lotte della classe lavoratrice per asserire i
suoi diritti ed interessi in un sistema basato sulla sua oppressione.
Tutti loro sono stati infinitamente più democratici della politica
capitalista di ogni giorno: sono stati i modi del popolo per influenzare
collettivamente il corso della storia. Tutti loro erano illegali: nessun
sistema di divisione di classe può permettere alla massa della
popolazione di determinare liberamente il proprio destino..
tutti loro hanno incontrato alla fine la repressione. I nostri
leader amano celebrare la democrazia, finché il popolo inizia a crederci
veramente; quindi lo affronta con manganelli, proiettili e bombe. La
dittatura in Egitto e la devastazione in Siria testimonia come la classe
dominante tratta gli scoppi democratici. La permanente, autentica
democrazia della classe lavoratrice richiederà la distruzione della
capacità della classe dominante di rispondere con l'inganno e la
violenza.
I capitalisti hanno i loro consigli di amministrazione, i
parlamenti, i tribunali ed i poliziotti per coordinare i loro attacchi
ai lavoratori. Perché fiorisca la democrazia socialista dobbiamo
sviluppare i nostri centri organizzativi rivoluzionari, dove i
lavoratori in sciopero ed i soldati che si ammutinano possano coordinare
la loro protesta, privando i nostri sfruttatori della capacità di
adoperare contro di noi la forza economica e politica.
Lo sviluppo di tali istituzioni segna la transizione dalla protesta
alla rivoluzione. Frantumare la falsa democrazia del capitalismo e
rimpiazzarla con la democrazia della classe lavoratrice apre la
possibilità di un mondo nel quale la democrazia comprenda tutta la
società, nella quale la
classe lavoratrice possa decidere collettivamente il nostro
destino, con nessuna limitazione o coercizione. E' questo il punto di
partenza per il socialismo.
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