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Uno studio di
Democratic Audit sullo stato
della democrazia in Gran Bretagna
condotto nel 2012 che ha guardato ai dieci anni precedenti ha
avvertito che la democrazia era in "declino terminale a lungo termine"
mentre il potere delle corporation continua ad espandersi, i politici
diventano meno rappresentativi del loro elettorato ed i cittadini
disillusi smettono di votare e persino di discutere degli affari
correnti.
Il processo di decisione politica e come il sistema rifletta
equamente la popolazione che rappresenta è un principio impresso il più
potentemente nel concetto di una persona un voto. Ma non sembra stia
funzionando in Gran Bretagna.
La
Gran Bretagna è l'unico paese rimasto in Europa a continuare
l'utilizzo dell'antiquato sistema elettorale
‘uninominale secco‘.
La
Gran Bretagna è tra gli unici due paesi (l'altro è il Canada) dei
34 dell'OCSE con una camera parlamentare non eletta ed è di molto la
maggiore di ogni democrazia
al mondo. La maggioranza della Camera dei Lords sono dei pari a vita che
vengono nominati dal monarca su consiglio del primo ministro e
valutazione del consiglio della Commissione di nomina della
Camera dei Lords. Nessuno viene eletto democraticamente dai cittadini.
Nel suo
studio, Democratic Audit
ha rivelato che vi erano state 74 aree di miglioramenti democratici
ma che questi miglioramenti erano molto modesti nella portata. Questo è
stato eclissato da 92 preoccupazioni e 62 preoccupazioni emergenti che
in
Gran Bretagna la democrazia stava effettivamente andando nella direzione
sbagliata. E, ricordate, questo è stato nel 2012.
Quest'anno, quasi immediatamente dopo la vittoria elettorale, i
conservatori hanno annunciato l'imminente distruzione della
Human Rights Act e lo
smantellamento della
Freedom of Information Act assieme a
minacce di crescente sorveglianza e di soglie inferiori di sicurezza per
i cittadini con una nuova spinta governativa verso il bando della
crittazione.
Il
rapporto afferma
inoltre
che la fiducia del pubblico nelle istituzioni democratiche è
"decadente"; vi è un varco che si allarga nei tassi di partecipazione
delle diverse classi sociali di elettori ed una crescita "senza
precedenti" del potere imprenditoriale, che gli autori dello studio
avvertono "minaccia di indebolire alcuni dei più basilari principi del
processo decisionale democratico",.
Dal rapporto del 2012, abbiamo ora visto l'emergere dell'accordo
veramente allarmante e segreto TTIP. Milioni di cittadini europei sono
molto preoccupati su quello che considerano essere una "cucitura"
corporativa e non è affatto una sorpresa che la fede nei principi
democratici si stia decomponendo. Nel maggiore studio mai intrapreso
dalla commissione UE il
97% dei residenti
dichiara di non sostenere il TTIP con il risultato finale che è che i governi procedono comunque. Non è
difficile capire perché il sentimento verso il processo politico si stia
vaporizzando.
Se si presume che in
Gran Bretagna la democrazia sia
rappresentativa dei suoi cittadini allora il principio centrale è
certamente sull'impegno nel processo politico, nei partiti politici ed
avere fiducia e fede in entrambe. Dal 1950, quando
l'affluenza elettorale era l'84% dell'elettorato, la
partecipazione degli elettori è crollata di quasi il 20%. Neanche le
rabbiosamente contestate elezioni di quest'anno hanno prodotto una
risposta anemica appena migliore delle precedenti peggiori tre affluenze
elettorali in più di 100 anni.
Meno democratica diventa o persino si avverte
la
Gran Bretagna, meno la gente va a
votare. Ciò è evidente con le ultime elezioni europee. Il voto con
affluenza inferiore di sempre in un'elezione europea è stato nel 1999
con il 24%. Il primo voto europeo di sempre del 32% nel Regno Unito è
stato nel 1979. L'affluenza elettorale media alle elezioni europee per i
Regno Unito è soltanto del 33,5%.
E chi può biasimare una simile bassa affluenza elettorale. In
seguito alla nomina lo scorso anno a capo della Commissione Europea del
non eletto Jean-Claude Juncker, sono stati
nominati ulteriori 27 commissari non eletti, per i seguenti cinque anni,
ai loro potenti posti nella Commissione Europea.
Il maggiore
declino dell'affluenza elettorale
in
Gran Bretagna è cominciato nel 1979 sotto la
Thatcher, è
continuato sotto Blair, la coalizione ed ora Cameron.
Ora soltanto l'1% dell'elettorato è composto da
membri dei partiti politici,
questo è un minimo storico ed i livelli complessivi
degli iscritti continuano a calare.
Democratic Audit ha utilizzato più di 40 paragonabili
collezioni di dati internazionali,
inclusi i 34 paesi dell'OCSE, i paesi della UE, i paesi nordici
(Danimarca, Islanda, Finlandia, Norvegia, Svezia), i sei paesi a
democrazia consensuale (Austria, Belgio, Germania, Lussemburgo, Olanda,
Svizzera) e cinque paesi democrazie di Westminster (Australia,
Canada, Irlanda, Nuova Zelanda e Regno Unito). Praticamente in tutti i
casi, il Regno Unito si classifica sotto la media UE-15. I contrasti tra
il Regno Unito ed i paesi nordici erano
particolarmente forti.
I numeri sono significativi. I paesi nordici hanno in modo
consistente più alti risultati democratici in quasi ogni metrica.
L'affluenza elettorale è quasi del 20% più alta, la partecipazione nei
partiti politici è del 400% più alta e la proporzione di politici donne
è quasi doppia al 41%.
La collocazione nell''Assenza di corruzione globale' della
Gran Bretagna è al 20° posto, la media per i paesi
nordici è al 4°. Nella classifica globale della libertà di stampa il
Regno Unito è 26°, per i paesi nordici è 2°. Nella
Regola della Legge la
Gran Bretagna si classifica al 12° e resta molto
indietro ai paesi nordici che occupano 4 dei primi 5 posti. Minore
corruzione, maggiore libertà di stampa ed uso consistente della regola
della legge nei paesi nordici – rendono conto di una migliore democrazia funzionante.
Come continua ad evidenziare il rapporto
–
"La fede del pubblico nelle istituzioni democratiche si sta
decomponendo e le riforme rivolte a ristabilire la fiducia del pubblico
nei dispositivi democratici hanno teso a dimostrarsi, nella migliore
delle ipotesi, vane e, in diversi casi, controproducenti".
Tutto questo è accaduto a causa della mancanza di fiducia. Ora il
pubblico considera le istituzioni democratiche come il parlamento sempre
più irrilevanti e ha crescenti preoccupazioni sui livelli di corruzione
nella politica e nel governo. Ha meno fede e confidenza nei
rappresentanti eletti, particolarmente perché vede quei rappresentanti
dimostrare che non esercitano efficacemente il potere politico e
prendono decisioni che tendono a non essere approvate.
Prima delle ultime elezioni il
tasso di
partecipazione nella
politica britannica era classificato sotto tutte le grandi
potenze in Europa ed una serie di paesi che non erano nemmeno
considerati avere delle democrazie pienamente funzionanti. Questi
includono Libano, Palestina, Tunisia e Namibia.
L'invasione dell'Iraq ed il continuo coinvolgimento in conflitti
impopolari in Medio Oriente ed in Ucraina sta trasformando il paese in
una nazione stanca di guerre i cui maggiori conflitti personali nella
vita sono mantenere la famiglia sopra la linea di galleggiamento in
quella che per milioni che sembra essere una nave che affonda.
Di gran lunga l'affluenza peggiore per un voto è sta quella per i
Commissari di Polizia nel novembre 2012. Il risultato finale è stato
soltanto del 15% degli aventi diritto che ha votato in queste elezioni.
Per dare a questo qualche prospettiva, 15,5 milioni o un equivalente al
23,2% ha votato durante l'edizione di X-Factor del 2010.
Un candidato ha dichiarato che la "strategia di comunicazione del
governo è stata un disastro completo", mentre un altro ha descritto la
campagna pubblicitaria ufficiale della televisione come "spaventosamente
prevenuta e stereotipata".
Il
rifiuto del
Ministero dell'Interno di finanziare a tutti gli
elettori la spedizione diretta delle dichiarazioni dei candidati e di
contare invece ad indirizzare la gente ad un sito web è stato
apertamente condannato, con il 98% dei candidati che affermano che
avrebbero preferito che le informazioni fossero inviate per posta.
Più estesamente, negli ultimi anni la polizia è stata coinvolta in
molti
scandali di alto
profilo,
come lo sono stati i politici con la rivelazione di spese ridicole
che da allora sono in realtà soltanto peggiorate negli ultimi anni. In
entrambe l'odore della
corruzione ora è
generale.
Il potere delle aziende sta crescendo, in parte come risultato
dell'accresciuta globalizzazione e di una inevitabile deregolamentazione
delle politiche introdotte per proteggere i cittadini. Questo ora
minaccia di per se stesso i principi democratici del processo
decisionale politico. Combinato alla costante illegalità aziendale così
amplificata dalla recente
trasgressione della VW e dalle ininterrotte azioni penali
contro le banche, la fiducia del pubblico nella ‘leadership’ politica ed imprenditoriale
si sta rapidamente prosciugando.
Sta diventando evidente che se i politici come quelli al potere nel
corso degli ultimi 20 anni erodono continuamente i diritti, le libertà e
la riservatezza dei cittadini mentre agiscono con l'immunità per il loro
comportamento criminale, emerge un ciclo di
deterioramento democratico.
La bassa affluenza elettorale incoraggia i politici ad
intraprendere azioni ancora più deplorevoli contro i cittadini, come
applicare accordi segreti di retrobottega come il TTIP a favore degli
interessi delle corporation che forniscono enormi finanziamenti a quei
partiti perché restino al potere. La partecipazione del pubblico ed i
tassi di iscrizione calano quindi con la crescente sfiducia assieme alla
calante responsabilità ed il ciclo continua.
Ora i politici vengono visti come una classe o un'elite politica e
sembrano essersi trasformati in un gruppo che sente di governare per
qualche sorta di diritto divino.
Da una prospettiva democratica la
Gran Bretagna è catastroficamente in declino. Se
soltanto il 37% dell'elettorato ha votato l'attuale primo ministro,
quanto bassa deve essere l'affluenza prima che ci chiediamo se sia
affatto realmente rappresentativo della democrazia?
Graham
Vanbergen – TruePublica
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