|
La scorsa settimana, il nuovo governo britannico ha
dichiarato che avrebbe abbandonato il programma di stimolo del
precedente governo ed introdotto le misure di austerità richieste
per pagare un acconto dei suoi stimati $1 trilione di debiti. Ciò
significa tagliare la spesa pubblica, ridurre i consumi ed aumentare
la disoccupazione ed i fallimenti. Significa anche contrarre la
massa monetaria, dal momento che oggi praticamente tutto il "denaro"
ha origine come prestiti o debiti. Ridurre l'eccezionale debito
ridurrà l'ammontare di denaro disponibile per pagare i lavoratori e
comprare le merci, facendo precipitare depressione ed ulteriore
sofferenza economica.
Talvolta il settore finanziario è stato accusato di contrarre
la massa monetaria a livello internazionale, allo scopo di
incrementare la domanda per i propri prodotti. I banchieri sono
nell'affare del debito e se ai governi viene permesso di creare
sufficiente denaro per mantenere se stessi ed i loro elettori fuori
dai debiti, i prestatori saranno fuori dall'affare. Le banche
centrali incaricate di mantenere l'impresa bancaria insistono dunque
su una "moneta stabile" a tutti i costi, anche se significa tagliare
i servizi, licenziare i lavoratori ed aumentare vertiginosamente il
debito e gli oneri degli interessi. Perché l'impresa finanziaria
continui ad espandersi fortemente, ai governi non deve essere
permesso di creare loro stessi moneta, o stampandolo del tutto
oppure prendendolo a prestito dalle loro banche statali.
Oggi questo obiettivo finanziario è stato in gran parte
raggiunto. Nella maggior parte dei paesi, il
95% o
più
della massa monetaria viene creata dalle banche come prestiti (o
"credito"). La piccola porzione emessa dal governo solitamente viene
creata soltanto per rimpiazzare banconote o monete perdute o
consunte, non per finanziare nuovi programmi governativi. Agli inizi
del ventesimo secolo, circa il 30% della moneta britannica era
emessa dal governo come sterline o monete, contro solamente il 3% di
oggi. Negli USA, soltanto monete vengono ora emesse dal governo. Le
banconote (Federal
Reserve Notes)
sono emesse dalla
Federal Reserve,
che è
posseduta
privatamente
da un consorzio di banche.
Le banche anticipano il capitale ma non gli interessi necessari
per saldare i loro prestiti e, dal momento che i prestiti bancari
sono ora praticamente l'unica fonte di nuovo denaro nell'economia,
gli interessi possono venire soltanto da debiti aggiuntivi. Per le
banche, ciò significa che gli affari continuano ad espandersi,
mentre per il resto dell'economia significa tagli, stringere la
cinghia ed austerità. Comunque, dal momento che deve sempre
essere rimborsato
di più
di ciò che è stato anticipato come credito, il sistema è
intrinsecamente instabile. Quando la bolla del debito diventa troppo
grande per essere sostenuta, viene precipitata una recessione o una
depressione, che cancella la maggior parte dei debiti e permette di
ricominciare all'intero processo. Questo viene chiamato il "ciclo
economico" e provoca che i mercati vacillino in modo incontrollabile,
permettendo agli interessi finanziari che hanno dato l'avvio al
ciclo di afferrare beni immobili ed altri beni molto a buon prezzo
nella fase di flessione.
Il settore finanziario, che controlla la massa monetaria e che
può facilmente impadronirsi dei media, persuade la popolazione alla
condiscendenza vendendo la propria agenda come "bilancio in
pareggio", "responsabilità fiscale" e salvare le generazioni future
da un massiccio carico di debiti patendo ora delle misure di
austerità.
Bill Mitchell,
docente di Economia all'Università di
New Castle in Australia,
chiama questo
“terrorismo
del deficit”.
Il
debito creato dal sistema bancario diventa più importante delle
scuole, delle cure mediche o delle infrastrutture. Piuttosto che
"provvedere al benessere generale", lo scopo del governo diventa
mantenere il valore degli investimenti dei creditori del governo.
La Gran Bretagna indossa il
cilicio
Il nuovo governo di coalizione in Gran Bretagna ha appena
accettato questo programma, imponendo a se stesso il genere di
austerità fiscale che il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha a
lungo imposto ai paesi del terzo mondo e ha più recentemente imposto
a paesi europei, compresi Lettonia, Islanda, Irlanda e Grecia.
Comunque, mentre questi paesi sono stati costretti ad arrendersi dai
loro creditori, la
Gran Bretagna ha serrato le viti volontariamente, avendo ceduto
all'argomento che deve pagare un acconto dei suoi debiti per
sostenere il mercato dei propri titoli.
I falchi del deficit puntano minacciosamente alla Grecia, che è
stata praticamente rimossa dal mercato delle obbligazioni privato
perché nessuno vuole i suoi titoli. La Grecia è stata obbligata a
prendere a prestito dal FMI e dall'Unione Monetaria Europea (UME),
che hanno imposto draconiane misure di austerità come condizione per
i prestiti. Come un paese del Terzo Mondo che deve denaro in una
valuta straniera, la Grecia non può stampare euro o prenderli in
prestito dalla propria banca centrale, dal momento che in base alle
regole dell'UME quelle alternative sono proibite. Nel disperato
tentativo di salvare l'euro, la Banca Centrale Europea ha di recente
fatto uno strappo alla regola acquistando titoli di stato greci sul
mercato secondario piuttosto che prestare direttamente al governo
greco, ma la BCE ha dichiarato che "sterilizzerebbe" questi acquisti
ritirando un ammontare equivalente di liquidità dal mercato,
rendendo l'accordo una coloritura. (Altro su questo di sotto).
La Grecia è bloccata nella trappola del debito, ma il Regno
Unito non è un membro dell'UME. Sebbene appartenga all'Unione
Europea, commercia ancora nella propria valuta nazionale, che ha il
potere di emettere direttamente o di prendere a prestito dalla
propria banca centrale. Come tutte le banche centrali, la Banca
d'Inghilterra è "prestatore di ultimo ricorso", che significa che
può creare moneta sui suoi libri senza prima prendere a prestito. Il
governo possiede la
Banca d'Inghilterra, così i prestiti della banca al governo
sarebbero completamente liberi da interesse e, finché la Banca
d'Inghilterra è disponibile per acquistare i titoli di stato che non
vengono venduti sul mercato privato, non vi è bisogno di avere
nessun timore di un crollo del valore dei titoli del Regno Unito.
Comunque, i "terroristi del deficit" non vogliono sentir
parlare di nessuna di queste ovvie soluzioni, apparentemente a causa
del timore di "iperinflazione". Il messaggio del 9 giugno del
visitatore
“Cameroni”
nel sito web finanziario di
Rick Ackerman
assume questa posizione. Intitolato
“La
Gran Bretagna diventa la prima a scegliere la deflazione”,
così inizia:
"Martedì il nuovo governo di
David Cameron
in
Gran Bretagna ha annunciato che introdurrà delle misure di
austerità per cominciare a pagare acconti dello stimato debito di un
trilione (valore USA) tenuto dal governo britannico. . . . Detto
questo, abbiamo soltanto ricevuto l'avviso della fine delle misure
di stimolo globale -- che mette il chiodo nella bara del dibattito
sulla questione se la Gran Bretagna 'stamperebbe' oppure no la sua
via d'uscita dalla crisi del debito. . . . Questo è davvero un
momento celebrativo sebbene non sarà sentito così dalla maggior
parte. . . . I debiti dovranno essere pagati. . . . I livelli di
vita declineranno. . . . ma è un futuro migliore di quello che
l'iperinflazione procurerebbe a noi tutti".
Iperinflazione o deflazione?
La temuta minaccia di iperinflazione viene invariabilmente
tirata fuori per frustrare le proposte per risolvere le crisi di
bilancio dei governi semplicemente emettendo i fondi necessari, sia
come debito (titoli di stato) che come valuta. Ciò che generalmente
i terroristi del deficit tralasciano di menzionare è che prima che
un'economia possa essere minacciata dall'iperinflazione, deve
passare attraverso la semplice inflazione ed i governi dovunque, sebbene
cercando energicamente,
non sono oggi riusciti ad andare a quello stadio. Osserva
Cameroni:
"I governi di tutto il globo hanno già cercato con scarso
profitto di stimolare la loro via d'uscita dalla recente crisi
creditizia e dalla recessione. Hanno tentato senza risultati di
generare anche una moderata inflazione nonostante enormi sforzi di
stimolo e spese inutili".
Infatti, la massa monetaria si contrae ad un tasso allarmante.
In un articolo del 26 maggio sul
The Financial Times
intitolato "La massa monetaria degli USA affonda ad un ritmo da anni
'30 mentre Obama guarda ad un nuovo stimolo",
Ambrose Evans-Pritchard
scrive:
"La provvista di moneta è caduta da $14,2 trilioni a $13,9
trilioni nei tre mesi fino ad aprile, ammontando ad un tasso annuale
di contrazione di 9,6pc. Le risorse dei fondi del mercato del denaro
istituzionale sono cadute ad un tasso di 37pc, la caduta più netta
di tutti i tempi.
"'E' spaventoso', ha dichiarato il professor
Tim Congdon
delle Ricerche Monetarie Internazionali. 'Il tuffo dell'M3 non ha
nessun precedente dalla Grande Depressione. Il motivo principale di
questo è che i regolatori da una parte all'altra del mondo stanno
premendo sulle banche perché alzino i rapporti capitale
attività e riducano le loro attività di rischio. E' per questo che
gli USA non si riprendono propriamente', ha affermato".
Difficilmente può esser stato pompato troppo denaro dentro
un'economia nella quale la massa monetaria si contrae. Ma Cameroni
conclude che da quando i tentativi di stimolo non sono riusciti a
rimettere la moneta necessari nella provvista di denaro, il
programma di stimolo dovrebbe essere abbandonato a favore del suo
opposto diametralmente -- l'austerità da stringere la cinghia.
Ammette che il risultato sarà devastante:
"Significherà una lunga, lenta e deliberata diminuzione finché
la solvibilità sia a portata di mano. Significa che città, stati e
contee andranno in bancarotta e non saranno salvati. E sarà
doloroso. La spesa pubblica verrà tagliata. Il consumo potrebbe
declinare precipitosamente. Le cifre della disoccupazione potrebbe
salire alle stelle ed i fallimenti stordiranno i lettori dei blog
quotidiani come questo. Metterà i freni alla crescita intorno al
mondo. . . . Il Dow si schianterà e vi sarà un effetto a catena da
una parte all'altra dell'Unione Europea ed infine del globo. . . . I
programmi di aiuti al Terzo Mondo saranno sventrati e non riesco
ancora ad immaginare le conseguenze che porterà alla gente più
povera sulla terra".
Ma "ne varrà la pena", dice Cameroni, perché previene
l'inevitabile alternativa iperinflazionistica, che "è semplicemente
troppo penosa da considerare".
Comunque, l'iperinflazione è una minaccia fasulla e prima che
respingiamo l'idea di stimolo, possiamo chiederci perché
questi programmi siano falliti. Forse perché stimolano il settore
sbagliato dell'economia, gli intermediari finanziari non produttori
che in primo luogo hanno fatto precipitare la crisi. I governi hanno
cercato di "reflazionare" le loro deboli economie gettando somme che
azzoppano il bilancio nelle banche, ma le banche non si sono degnate
di passare questi fondi alle imprese ed ai consumatori come
prestiti. Invece, li hanno utilizzati come fondi a buon mercato per
speculare, acquistare banche più piccole o acquistare titoli di
stato sicuri, raccogliendo interessi considerevoli proprio dai
contribuenti che hanno loro fornito questo denaro del salvataggio a
buon prezzo. Effettivamente, le banche sono obbligate dai loro
modelli imprenditoriali di perseguire quei profitti sui prestiti
rischiosi. Come tutte le aziende private, non sono lì per servire
l'interesse pubblico ma per fare denaro per i loro azionisti.
Cercare soluzioni
L'alternativa a gettare massicce somme di denaro nelle banche
non è di affamare e punire ulteriormente le imprese ed i singoli ma
di rifornire loro direttamente di qualche stimolo, con progetti
pubblici che forniscano servizi necessari mentre creano posti di
lavoro. Vi sono molti
precedenti
riusciti per questo approccio, compresi i programmi di lavori
pubblici in Gran Bretagna,
Canada, Australia
e Nuova Zelanda negli anni '30, '40 e '50, che sono stati finanziati
con denaro emesso dai governi preso in prestito dalla loro banche
centrali oppure stampato direttamente. La Banca d'Inghilterra è
stata nazionalizzata nel 1946 da un governo laburista forte che ha
finanziato il Servizio Sanitario Nazionale, il servizio ferroviario
nazionale e molti altri programmi pubblici efficienti che hanno
servito bene l'economia per decenni dopo.
In Australia
durante l'attuale crisi, un pacchetto di stimolo con il quale è
stata data direttamente una sovvenzione in contanti alla gente ha
funzionato temporaneamente, con nessuna crescita negativa
(recessione) per due trimestri e la disoccupazione tenuta attorno al
5%. Comunque, il governo ha preso in prestito privatamente il denaro
supplementare piuttosto che emetterlo pubblicamente, per un
maldestro timore di iperinflazione. Sarebbe stato meglio dare
credito senza interessi attraverso la propria banca centrale statale
a singoli ed imprese che concordavano di investire il denaro
produttivamente.
I cinesi hanno ottenuto migliori risultati, espandendo la loro
economia a più del 9% per tutta la crisi creando moneta
supplementare che è stata investita principalmente in infrastrutture
pubbliche.
I paesi dell'UME sono intrappolati in un mortale schema
piramidale, perché hanno abbandonato le loro valute sovrane per un
euro controllato dalla BCE. I loro deficit possono essere finanziati
soltanto con altri debiti, che sono fruttiferi di interesse, così
deve essere rimborsato sempre di più di quanto era stato preso in
prestito. La BCE fornirebbe qualche sollievo impegnandosi
nell'"alleggerimento quantitativo" (creando nuovi euro), ma ha
insistito che lo farebbe soltanto con "sterilizzazione"
–
portare fuori del sistema tanta moneta quanta ne rimette
dentro. Il modello dell'UME è matematicamente insostenibile e
destinato a fallire a meno che venga in qualche modo modificato,
ritornando la sovranità economica ai suoi paesi membri oppure
consolidandoli in un paese con un governo.
Una terza possibilità suggerita dai professori
Randall Wray
e
Jan Kregel, sarebbe di assegnare alla BCE il ruolo di
“principale
di ultimo ricorso”,
utilizzando l'"alleggerimento quantitativo" per assumere i
disoccupati ad un salario base.
Una quarta possibilità per i paesi membri sarebbe istituire
"banche di sviluppo" di proprietà pubblica sul
modello
cinese.
Queste banche potrebbero emettere crediti in euro per progetti
pubblici, creando posti di lavoro ed espandendo la massa monetaria
nello stesso modo in cui le banche private fanno tutti i giorni
quando concedono prestiti. Oggi le banche private sono limitate nel
loro potenziale di produzione del prestito dai fabbisogni di
capitale, dalle attività tossiche che ingombrano i loro libri
contabili, dalla mancanza di mutuatari degni di credito e da un
modello imprenditoriale che mette il profitto degli azionisti sopra
l'interesse pubblico. Le banche pubbliche avrebbero i beni dello
stato per ricorrere al capitale, una serie di libri limpida, un
mandato per servire il pubblico ed un mutuatario degno di credito
nella forma del paese stesso, sostenuto dal potere di imposizione.
A differenza dei paesi dell'UME, il governo britannico, gli
Stati Unti ed altri paesi sovrani possono ancora prendere a prestito
dalle loro banche centrali, finanziando programmi indispensabili
essenzialmente senza interessi. Possono ma probabilmente non lo
faranno, perché sono stati raggirati nel cedere questo potere
sovrano ad un potere finanziario che oltrepassa ogni limite propenso
a controllare i sistemi della moneta del mondo privatamente ed
in maniera autocratica. Il professor
Carroll Quigley,
un addetto ai lavori istruito dai banchieri
internazionali, rivelò questo progetto nel 1966, scrivendo in
Tragedy and Hope:
"I potenti del capitalismo finanziario avevano un altro scopo
di vasta portata, niente di meno che creare un sistema mondiale di
controllo finanziario in mani private in grado di dominare il
sistema politico di ogni paese e l'economia mondiale nel complesso.
Questo sistema doveva essere controllato in maniera feudale dalle
banche centrali del mondo agendo di concerto, per mezzo di accordi
segreti raggiunti in frequenti riunioni e conferenze privati".
Comunque, proprio mentre l'UME pareva essere sul punto di
raggiungere quell'obiettivo ha iniziato a sfaldarsi. Possa ancora
prevalere la sovranità.
Ellen Brown
ha sviluppato le sue capacità di ricerca come avvocato che si
occupa di cause civili a
Los Angeles. In
Web of Debt,
l'ultimo dei suoi undici libri, rivolge queste capacità
all'analisi della
Federal Reserve
e della "amministrazione fiduciaria della moneta". Dimostra come
questo cartello privato abbia usurpato al popolo stesso
il potere di creare denaro e come noi il popolo possiamo
riprenderlo. I suoi siti web sono
www.webofdebt.com,
www.ellenbrown.com
e
www.public-banking.com.
|