I TERRORISTI DEL DEFICIT COLPISCONO NEL REGNO UNITO - i prossimi gli USA?

Ellen Hodgson Brown, 17 giugno 2010

THE WEB OF DEBT

 

La scorsa settimana, il nuovo governo britannico ha dichiarato che avrebbe abbandonato il programma di stimolo del precedente governo ed introdotto le misure di austerità richieste per pagare un acconto dei suoi stimati $1 trilione di debiti. Ciò significa tagliare la spesa pubblica, ridurre i consumi ed aumentare la disoccupazione ed i fallimenti. Significa anche contrarre la massa monetaria, dal momento che oggi praticamente tutto il "denaro" ha origine come prestiti o debiti. Ridurre l'eccezionale debito ridurrà l'ammontare di denaro disponibile per pagare i lavoratori e comprare le merci, facendo precipitare depressione ed ulteriore sofferenza economica.

Talvolta il settore finanziario è stato accusato di contrarre la massa monetaria a livello internazionale, allo scopo di incrementare la domanda per i propri prodotti. I banchieri sono nell'affare del debito e se ai governi viene permesso di creare sufficiente denaro per mantenere se stessi ed i loro elettori fuori dai debiti, i prestatori saranno fuori dall'affare. Le banche centrali incaricate di mantenere l'impresa bancaria insistono dunque su una "moneta stabile" a tutti i costi, anche se significa tagliare i servizi, licenziare i lavoratori ed aumentare vertiginosamente il debito e gli oneri degli interessi. Perché l'impresa finanziaria continui ad espandersi fortemente, ai governi non deve essere permesso di creare loro stessi moneta, o stampandolo del tutto oppure prendendolo a prestito dalle loro banche statali.

Oggi questo obiettivo finanziario è stato in gran parte raggiunto. Nella maggior parte dei paesi, il 95% o più della massa monetaria viene creata dalle banche come prestiti (o "credito"). La piccola porzione emessa dal governo solitamente viene creata soltanto per rimpiazzare banconote o monete perdute o consunte, non per finanziare nuovi programmi governativi. Agli inizi del ventesimo secolo, circa il 30% della moneta britannica era emessa dal governo come sterline o monete, contro solamente il 3% di oggi. Negli USA, soltanto monete vengono ora emesse dal governo. Le banconote (Federal Reserve Notes) sono emesse dalla Federal Reserve, che è posseduta privatamente da un consorzio di banche.

Le banche anticipano il capitale ma non gli interessi necessari per saldare i loro prestiti e, dal momento che i prestiti bancari sono ora praticamente l'unica fonte di nuovo denaro nell'economia, gli interessi possono venire soltanto da debiti aggiuntivi. Per le banche, ciò significa che gli affari continuano ad espandersi, mentre per il resto dell'economia significa tagli, stringere la cinghia ed austerità. Comunque, dal momento che deve sempre essere rimborsato di più di ciò che è stato anticipato come credito, il sistema è intrinsecamente instabile. Quando la bolla del debito diventa troppo grande per essere sostenuta, viene precipitata una recessione o una depressione, che cancella la maggior parte dei debiti e permette di ricominciare all'intero processo. Questo viene chiamato il "ciclo economico" e provoca che i mercati vacillino in modo incontrollabile, permettendo agli interessi finanziari che hanno dato l'avvio al ciclo di afferrare beni immobili ed altri beni molto a buon prezzo nella fase di flessione.

Il settore finanziario, che controlla la massa monetaria e che può facilmente impadronirsi dei media, persuade la popolazione alla condiscendenza vendendo la propria agenda come "bilancio in pareggio", "responsabilità fiscale" e salvare le generazioni future da un massiccio carico di debiti patendo ora delle misure di austerità. Bill Mitchell, docente di Economia all'Università di New Castle in Australia, chiama questo terrorismo del deficit.  Il debito creato dal sistema bancario diventa più importante delle scuole, delle cure mediche o delle infrastrutture. Piuttosto che "provvedere al benessere generale", lo scopo del governo diventa mantenere il valore degli investimenti dei creditori del governo.

La Gran Bretagna indossa il cilicio

Il nuovo governo di coalizione in Gran Bretagna ha appena accettato questo programma, imponendo a se stesso il genere di austerità fiscale che il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha a lungo imposto ai paesi del terzo mondo e ha più recentemente imposto a paesi europei, compresi Lettonia, Islanda, Irlanda e Grecia. Comunque, mentre questi paesi sono stati costretti ad arrendersi dai loro creditori, la Gran Bretagna ha serrato le viti volontariamente, avendo ceduto all'argomento che deve pagare un acconto dei suoi debiti per sostenere il mercato dei propri titoli.

I falchi del deficit puntano minacciosamente alla Grecia, che è stata praticamente rimossa dal mercato delle obbligazioni privato perché nessuno vuole i suoi titoli. La Grecia è stata obbligata a prendere a prestito dal FMI e dall'Unione Monetaria Europea (UME), che hanno imposto draconiane misure di austerità come condizione per i prestiti. Come un paese del Terzo Mondo che deve denaro in una valuta straniera, la Grecia non può stampare euro o prenderli in prestito dalla propria banca centrale, dal momento che in base alle regole dell'UME quelle alternative sono proibite. Nel disperato tentativo di salvare l'euro, la Banca Centrale Europea ha di recente fatto uno strappo alla regola acquistando titoli di stato greci sul mercato secondario piuttosto che prestare direttamente al governo greco, ma la BCE ha dichiarato che "sterilizzerebbe" questi acquisti ritirando un ammontare equivalente di liquidità dal mercato, rendendo l'accordo una coloritura. (Altro su questo di sotto).

La Grecia è bloccata nella trappola del debito, ma il Regno Unito non è un membro dell'UME. Sebbene appartenga all'Unione Europea, commercia ancora nella propria valuta nazionale, che ha il potere di emettere direttamente o di prendere a prestito dalla propria banca centrale. Come tutte le banche centrali, la Banca d'Inghilterra è "prestatore di ultimo ricorso", che significa che può creare moneta sui suoi libri senza prima prendere a prestito. Il governo possiede la Banca d'Inghilterra, così i prestiti della banca al governo sarebbero completamente liberi da interesse e, finché la Banca d'Inghilterra è disponibile per acquistare i titoli di stato che non vengono venduti sul mercato privato, non vi è bisogno di avere nessun timore di un crollo del valore dei titoli del Regno Unito.

Comunque, i "terroristi del deficit" non vogliono sentir parlare di nessuna di queste ovvie soluzioni, apparentemente a causa del timore di "iperinflazione". Il messaggio del 9 giugno del visitatore “Cameroni” nel sito web finanziario di Rick Ackerman assume questa posizione. Intitolato La Gran Bretagna diventa la prima a scegliere la deflazione, così inizia:

"Martedì il nuovo governo di David Cameron in Gran Bretagna ha annunciato che introdurrà delle misure di austerità per cominciare a pagare acconti dello stimato debito di un trilione (valore USA) tenuto dal governo britannico. . . . Detto questo, abbiamo soltanto ricevuto l'avviso della fine delle misure di stimolo globale -- che mette il chiodo nella bara del dibattito sulla questione se la Gran Bretagna 'stamperebbe' oppure no la sua via d'uscita dalla crisi del debito. . . . Questo è davvero un momento celebrativo sebbene non sarà sentito così dalla maggior parte. . . . I debiti dovranno essere pagati. . . . I livelli di vita declineranno. . . . ma è un futuro migliore di quello che l'iperinflazione procurerebbe a noi tutti".

Iperinflazione o deflazione?

La temuta minaccia di iperinflazione viene invariabilmente tirata fuori per frustrare le proposte per risolvere le crisi di bilancio dei governi semplicemente emettendo i fondi necessari, sia come debito (titoli di stato) che come valuta. Ciò che generalmente i terroristi del deficit tralasciano di menzionare è che prima che un'economia possa essere minacciata dall'iperinflazione, deve passare attraverso la semplice inflazione ed i governi dovunque, sebbene cercando energicamente, non sono oggi riusciti ad andare a quello stadio. Osserva Cameroni:

"I governi di tutto il globo hanno già cercato con scarso profitto di stimolare la loro via d'uscita dalla recente crisi creditizia e dalla recessione. Hanno tentato senza risultati di generare anche una moderata inflazione nonostante enormi sforzi di stimolo e spese inutili".

Infatti, la massa monetaria si contrae ad un tasso allarmante. In un articolo del 26 maggio sul The Financial Times intitolato "La massa monetaria degli USA affonda ad un ritmo da anni '30 mentre Obama guarda ad un nuovo stimolo", Ambrose Evans-Pritchard scrive:

"La provvista di moneta è caduta da $14,2 trilioni a $13,9 trilioni nei tre mesi fino ad aprile, ammontando ad un tasso annuale di contrazione di 9,6pc. Le risorse dei fondi del mercato del denaro istituzionale sono cadute ad un tasso di 37pc, la caduta più netta di tutti i tempi.

"'E' spaventoso', ha dichiarato il professor Tim Congdon delle Ricerche Monetarie Internazionali. 'Il tuffo dell'M3 non ha nessun precedente dalla Grande Depressione. Il motivo principale di questo è che i regolatori da una parte all'altra del mondo stanno premendo sulle banche perché alzino i rapporti capitale attività e riducano le loro attività di rischio. E' per questo che gli USA non si riprendono propriamente', ha affermato".

Difficilmente può esser stato pompato troppo denaro dentro un'economia nella quale la massa monetaria si contrae. Ma Cameroni conclude che da quando i tentativi di stimolo non sono riusciti a rimettere la moneta necessari nella provvista di denaro, il programma di stimolo dovrebbe essere abbandonato a favore del suo opposto diametralmente -- l'austerità da stringere la cinghia. Ammette che il risultato sarà devastante:

"Significherà una lunga, lenta e deliberata diminuzione finché la solvibilità sia a portata di mano. Significa che città, stati e contee andranno in bancarotta e non saranno salvati. E sarà doloroso. La spesa pubblica verrà tagliata. Il consumo potrebbe declinare precipitosamente. Le cifre della disoccupazione potrebbe salire alle stelle ed i fallimenti stordiranno i lettori dei blog quotidiani come questo. Metterà i freni alla crescita intorno al mondo. . . . Il Dow si schianterà e vi sarà un effetto a catena da una parte all'altra dell'Unione Europea ed infine del globo. . . . I programmi di aiuti al Terzo Mondo saranno sventrati e non riesco ancora ad immaginare le conseguenze che porterà alla gente più povera sulla terra".

Ma "ne varrà la pena", dice Cameroni, perché previene l'inevitabile alternativa iperinflazionistica, che "è semplicemente troppo penosa da considerare".

Comunque, l'iperinflazione è una minaccia fasulla e prima che respingiamo l'idea di stimolo, possiamo chiederci perché questi programmi siano falliti. Forse perché stimolano il settore sbagliato dell'economia, gli intermediari finanziari non produttori che in primo luogo hanno fatto precipitare la crisi. I governi hanno cercato di "reflazionare" le loro deboli economie gettando somme che azzoppano il bilancio nelle banche, ma le banche non si sono degnate di passare questi fondi alle imprese ed ai consumatori come prestiti. Invece, li hanno utilizzati come fondi a buon mercato per speculare, acquistare banche più piccole o acquistare titoli di stato sicuri, raccogliendo interessi considerevoli proprio dai contribuenti che hanno loro fornito questo denaro del salvataggio a buon prezzo. Effettivamente, le banche sono obbligate dai loro modelli imprenditoriali di perseguire quei profitti sui prestiti rischiosi. Come tutte le aziende private, non sono lì per servire l'interesse pubblico ma per fare denaro per i loro azionisti.

Cercare soluzioni

L'alternativa a gettare massicce somme di denaro nelle banche non è di affamare e punire ulteriormente le imprese ed i singoli ma di rifornire loro direttamente di qualche stimolo, con progetti pubblici che forniscano servizi necessari mentre creano posti di lavoro. Vi sono molti precedenti riusciti per questo approccio, compresi i programmi di lavori pubblici in Gran Bretagna, Canada, Australia e Nuova Zelanda negli anni '30, '40 e '50, che sono stati finanziati con denaro emesso dai governi preso in prestito dalla loro banche centrali oppure stampato direttamente. La Banca d'Inghilterra è stata nazionalizzata nel 1946 da un governo laburista forte che ha finanziato il Servizio Sanitario Nazionale, il servizio ferroviario nazionale e molti altri programmi pubblici efficienti che hanno servito bene l'economia per decenni dopo.

In Australia durante l'attuale crisi, un pacchetto di stimolo con il quale è stata data direttamente una sovvenzione in contanti alla gente ha funzionato temporaneamente, con nessuna crescita negativa (recessione) per due trimestri e la disoccupazione tenuta attorno al 5%. Comunque, il governo ha preso in prestito privatamente il denaro supplementare piuttosto che emetterlo pubblicamente, per un maldestro timore di iperinflazione. Sarebbe stato meglio dare credito senza interessi attraverso la propria banca centrale statale a singoli ed imprese che concordavano di investire il denaro produttivamente.

I cinesi hanno ottenuto migliori risultati, espandendo la loro economia a più del 9% per tutta la crisi creando moneta supplementare che è stata investita principalmente in infrastrutture pubbliche.

I paesi dell'UME sono intrappolati in un mortale schema piramidale, perché hanno abbandonato le loro valute sovrane per un euro controllato dalla BCE. I loro deficit possono essere finanziati soltanto con altri debiti, che sono fruttiferi di interesse, così deve essere rimborsato sempre di più di quanto era stato preso in prestito. La BCE fornirebbe qualche sollievo impegnandosi nell'"alleggerimento quantitativo" (creando nuovi euro), ma ha insistito che lo farebbe soltanto con "sterilizzazione" portare fuori del sistema tanta moneta quanta ne rimette dentro. Il modello dell'UME è matematicamente insostenibile e destinato a fallire a meno che venga in qualche modo modificato, ritornando la sovranità economica ai suoi paesi membri oppure consolidandoli in un paese con un governo.

Una terza possibilità suggerita dai professori Randall Wray e Jan Kregel, sarebbe di assegnare alla BCE il ruolo di principale di ultimo ricorso, utilizzando l'"alleggerimento quantitativo" per assumere i disoccupati ad un salario base.

Una quarta possibilità per i paesi membri sarebbe istituire "banche di sviluppo" di proprietà pubblica sul modello cinese. Queste banche potrebbero emettere crediti in euro per progetti pubblici, creando posti di lavoro ed espandendo la massa monetaria nello stesso modo in cui le banche private fanno tutti i giorni quando concedono prestiti. Oggi le banche private sono limitate nel loro potenziale di produzione del prestito dai fabbisogni di capitale, dalle attività tossiche che ingombrano i loro libri contabili, dalla mancanza di mutuatari degni di credito e da un modello imprenditoriale che mette il profitto degli azionisti sopra l'interesse pubblico. Le banche pubbliche avrebbero i beni dello stato per ricorrere al capitale, una serie di libri limpida, un mandato per servire il pubblico ed un mutuatario degno di credito nella forma del paese stesso, sostenuto dal potere di imposizione.

A differenza dei paesi dell'UME, il governo britannico, gli Stati Unti ed altri paesi sovrani possono ancora prendere a prestito dalle loro banche centrali, finanziando programmi indispensabili essenzialmente senza interessi. Possono ma probabilmente non lo faranno, perché sono stati raggirati nel cedere questo potere sovrano ad un potere finanziario che oltrepassa ogni limite propenso a controllare i sistemi della moneta del mondo privatamente ed in maniera autocratica. Il professor Carroll Quigley, un addetto ai lavori istruito dai banchieri internazionali, rivelò questo progetto nel 1966, scrivendo in Tragedy and Hope:

"I potenti del capitalismo finanziario avevano un altro scopo di vasta portata, niente di meno che creare un sistema mondiale di controllo finanziario in mani private in grado di dominare il sistema politico di ogni paese e l'economia mondiale nel complesso. Questo sistema doveva essere controllato in maniera feudale dalle banche centrali del mondo agendo di concerto, per mezzo di accordi segreti raggiunti in frequenti riunioni e conferenze privati".

Comunque, proprio mentre l'UME pareva essere sul punto di raggiungere quell'obiettivo ha iniziato a sfaldarsi. Possa ancora prevalere la sovranità.

Ellen Brown ha sviluppato le sue capacità di ricerca come avvocato che si occupa di cause civili a Los Angeles. In Web of Debt, l'ultimo dei suoi undici libri, rivolge queste capacità all'analisi della Federal Reserve e della "amministrazione fiduciaria della moneta". Dimostra come questo cartello privato abbia usurpato al popolo stesso il potere di creare denaro e come noi il popolo possiamo riprenderlo. I suoi siti web sono www.webofdebt.com, www.ellenbrown.com e www.public-banking.com.