Workers Action

a revolutionary socialist organization

 

11 gennaio 2013

Come difendere il settore pubblico

Ann Robertson e Bill Leumer

 

Gli attacchi al dominio pubblico, particolarmente alla pubblica istruzione, ai servizi sociali ed ai sindacati del settore pubblico che sono collegati a questi servizi, stanno arrivando in rapida successione, talvolta in uno sbarramento opprimente nel quale vittime hanno poco tempo per comprendere ciò che sta accadendo e rispondere efficacemente.

Questo dovrebbe avvenire poco come una sorpresa. Gli attacchi sono parte di una campagna ben orchestrata, lunga decenni iniziata dal settore imprenditoriale, che deciso ad assicurare che la politica governativa sia creata nei propri ristretti interessi, che identifica maliziosamente con il bene pubblico. Promuove il capitalismo puro, di libero mercato, che comprende la privatizzazione dei sevizi statali, inclusa l'istruzione, l'eliminazione delle disposizioni governative sulle imprese, ogniqualvolta possibile, la riduzione delle tasse sulle società ed i ricchi, lo sventramento dei diritti dei lavoratori e dei loro salari e sussidi e così via.

Per contrasto, le vittime di queste campagne hanno comprensibilmente poca capacità di comprensione del perché questi attacchi siano stati lanciati e dove siano indirizzati.

Per promuovere la loro agenda, lem grandi imprese hanno donato generosamente alle campagne elettorali dei politici e hanno creato le loro istituzioni di ricerca allo scopo di produrre rapporti che possano influenzare i mass media e rivolgere a loro favore l'opinione pubblica.

Come risultato, il finanziamento governativo dell'istruzione pubblica è calato precipitosamente per tutto il paese risultando in massicci licenziamenti di insegnanti, il costo dell'istruzione superiore pubblica è stato scaricato sugli studenti e sulle loro famiglie aumentando astronomicamente le tasse scolastiche; i sindacati del settore pubblico hanno perduto i diritti di contrattazione; i salari ed i sussidi della gente che lavora sono declinati; i servizi statali sono stati ridotti drasticamente, ma le tasse delle grandi imprese e degli individui ricchi sono precipitate. Tutte queste tendenze hanno contribuito ad una storicamente alta crescita della disuguaglianza dei redditi.

Come possono rispondere efficacemente i lavoratori

Una delle armi più potenti che hanno a loro disposizione i lavoratori è l'opinione pubblica. La classe lavoratrice comprende di gran lunga la maggioranza della popolazione ed in una società democratica presumibilmente prevale la volontà della maggioranza. Sfortunatamente, i ristretti interessi particolari sono stati in grado di bilanciare questo principio investendo il loro denaro in politici e cronaca dei mass media. Ma i lavoratori ed i loro sindacati possono contrattaccare.

Per esempio, mentre i piccoli raduni solitamente sono ignorati dai mass media, le vaste adunate attirano la cronaca e possono fornire pubblicità gratuita per la causa. Il messaggio a questi raduni deve essere chiaro: Gli oratori devono restare sull'argomento; dovrebbero essere distribuiti dei volantini che forniscono un'analisi degli attacchi ed argomenti convincenti che difendono il ruolo del settore pubblico; il bisogno di forti sindacati, per l'istruzione pubblica di qualità ed accessibile e per servizi sociali vitali ed umani. E devono essere sollevati degli argomenti potenti che sottolineino l'impatto di tutte queste cause sul bene della società nel complesso. La lotta non deve essere plasmata come un altro interesse particolare preparato a combattere solamente per se stesso.

Tra coloro sotto attacco vi è la tendenza a volere personaggi pubblici importanti che si associno ai loro eventi e parlino nel loro interesse. L'inclusione di queste persone aiuterà sempre, ma non potrà mai sostituirsi all'organizzare le fila di quelli sotto attacco. Se le vittime stanno assieme in una massiccia forza unita, questo avrà un impatto positivo sull'opinione pubblica e la probabilità di attirare personalità importanti sarà accresciuta. Se le vittime sono divise, alcune accettando gli attacchi come appropriati ed alcuni no, conquistare l'opinione pubblica diventa praticamente impossibile. Perciò, se esistono delle differenze tra le vittime, è meglio affrontarle direttamente attraverso il dialogo in modo che se tutto va bene le differenze possano essere risolte o almeno ridotte al minimo.

Una fallacia tra le vittime è l'opinione che dei politici "amici" arriveranno a risolvere il problema. Sfortunatamente, molti di questi politici "progressisti" hanno lealtà distribuite. Per esempio, sebbene i politici del Partito Democratico ricevano somme di denaro considerevoli dai sindacati, ottengono molto di più dalle corporation e quindi durante i tre decenni passati hanno fatto poco per opporre resistenza al declino verso il basso dei sindacati e dei lavoratori.

Nondimeno i politici hanno bisogno dei voti dei lavoratori e dei loro alleati allo scopo di vincere le elezioni e, di conseguenza, sono sensibili all'opinione pubblica, il che rende a maggior ragione decisivo che quelli in lotta entrino in contatto con il pubblico per ottenerne il sostegno.

L'aiuto dei politici, se non vi sono fissate condizioni, dovrebbe essere accettato, ma sui politici non si può contare. Un movimento indipendente di lavoratori avrà molto più successo nell'ottenere l'appoggio dei politici  che delle suppliche da vittime che sono impotenti.

Le vaste adunate sono una componente indispensabile della lotta, sebbene da sole siano insufficienti. Dovrebbe essere costituita un'agenzia degli oratori con la quale coloro sotto attacco diretto inviino dei rappresentanti ad altri sindacati, gruppi della comunità e stazioni radio per presentare i fatti, di nuovo, spiegando attentamente come la società nell'insieme sarà influenzata da una vittoria. Se è disponibile abbastanza denaro, possono essere piazzati nei giornali locali degli annunci di una pagina che impostano gli argomenti.

Tutti questi sforzi dovrebbero essere rivolti a creare un movimento nel quale la gente che lavora possa unirsi sui problemi che si collocano più in alto per loro: istruzione pubblica di qualità e pieni servizi sociali, pieno impiego con salari minimi e sussidi completi, protezione dell'ambiente, assistenza sanitaria per tutti ecc. Incorniciando la lotta nei termini più ampi di difendere il bene pubblico e gli interessi della maggioranza, può essere creata una forte coalizione che ha il potere di influenzare la politica sociale.

Tassare i ricchi per pagare questi servizi dovrebbe essere una richiesta centrale. Non soltanto delle tasse più alte sui ricchi contribuirebbero a limitare le crescenti disuguaglianze nella ricchezza che minano il tessuto sociale della società, ad unire i lavoratori poiché tutti beneficiano a spese dei ricchi piuttosto che dividerli, come fanno le imposte regressive sulle vendite e sulla proprietà che colpiscono tutti. Quando il pubblico avverte che coloro che stanno lottando sono disposti a promuovere la loro causa a spese di altri lavoratori il sostegno viene meno.

I sindacati devono giocare un ruolo centrale in questa coalizione. In primo luogo, hanno una gamma di risorse che possono contribuire alla causa, incluso denaro, organizzatori professionali che possono essere assegnati alla lotta ed accesso ad enormi mailing list. In secondo luogo, perché coloro che dirigono i sindacati sono eletti, generalmente hanno il largo appoggio dei loro iscritti e possono influenzare pesantemente sul se e come i loro membri partecipino alla lotta.

Tutto ciò è per dire che coloro che sono sotto attacco devono arrivare al riconoscimento che stanno affrontando degli antagonisti bene organizzati che comprendono esattamente quello che stanno facendo. Come ha rilevato Warren Buffet, "D'accordo, c'è la guerra di classe, ma è la mia classe, la classe dei ricchi, che sta facendo la guerra e stiamo vincendo". Questo significa che i lavoratori devono prima decidere se vogliono semplicemente esprimere una piccola protesta allo scopo di sfogare le loro frustrazioni e quindi accettare con grazia la sconfitta oppure camminare sul campo di battaglia disposti a fare la guerra intraprendendo una massiccia campagna organizzativa allo scopo di fare la storia e vincere. La posta è alta.