Gli attacchi al dominio pubblico, particolarmente alla
pubblica istruzione, ai servizi sociali ed ai sindacati del
settore pubblico che sono collegati a questi servizi, stanno
arrivando in rapida successione, talvolta in uno sbarramento
opprimente nel quale vittime hanno poco tempo per comprendere
ciò che sta accadendo e rispondere efficacemente.
Questo dovrebbe avvenire poco come una sorpresa. Gli
attacchi sono parte di una campagna ben orchestrata, lunga
decenni iniziata dal settore imprenditoriale, che deciso ad
assicurare che la politica governativa sia creata nei propri
ristretti interessi, che identifica maliziosamente con il bene
pubblico. Promuove il capitalismo puro, di libero mercato, che
comprende la privatizzazione dei sevizi statali, inclusa
l'istruzione, l'eliminazione delle disposizioni governative
sulle imprese, ogniqualvolta possibile, la riduzione delle tasse
sulle società ed i ricchi, lo sventramento dei diritti dei
lavoratori e dei loro salari e sussidi e così via.
Per contrasto, le vittime di queste campagne hanno
comprensibilmente poca capacità di comprensione del perché
questi attacchi siano stati lanciati e dove siano indirizzati.
Per promuovere la loro agenda, lem grandi imprese hanno
donato generosamente alle campagne elettorali dei politici e
hanno creato le loro istituzioni di ricerca allo scopo di
produrre rapporti che possano influenzare i mass media e
rivolgere a loro favore l'opinione pubblica.
Come risultato, il finanziamento governativo
dell'istruzione pubblica è calato precipitosamente per tutto il
paese risultando in massicci licenziamenti di insegnanti, il
costo dell'istruzione superiore pubblica è stato scaricato sugli
studenti e sulle loro famiglie aumentando astronomicamente le
tasse scolastiche; i sindacati del settore pubblico hanno
perduto i diritti di contrattazione; i salari ed i sussidi della
gente che lavora sono declinati; i servizi statali sono stati
ridotti drasticamente, ma le tasse delle grandi imprese e degli
individui ricchi sono precipitate. Tutte queste tendenze hanno
contribuito ad una storicamente alta crescita della
disuguaglianza dei redditi.
Come possono rispondere
efficacemente i lavoratori
Una delle armi più potenti che hanno a loro disposizione i
lavoratori è l'opinione pubblica. La classe lavoratrice
comprende di gran lunga la maggioranza della popolazione ed in
una società democratica presumibilmente prevale la volontà della
maggioranza. Sfortunatamente, i ristretti interessi particolari
sono stati in grado di bilanciare questo principio investendo il
loro denaro in politici e cronaca dei mass media. Ma i
lavoratori ed i loro sindacati possono contrattaccare.
Per esempio, mentre i piccoli raduni solitamente sono
ignorati dai mass media, le vaste adunate attirano la cronaca e
possono fornire pubblicità gratuita per la causa. Il messaggio a
questi raduni deve essere chiaro: Gli oratori devono restare
sull'argomento; dovrebbero essere distribuiti dei volantini che
forniscono un'analisi degli attacchi ed argomenti convincenti
che difendono il ruolo del settore pubblico; il bisogno di forti
sindacati, per l'istruzione pubblica di qualità ed accessibile e
per servizi sociali vitali ed umani. E devono essere sollevati
degli argomenti potenti che sottolineino l'impatto di tutte
queste cause sul bene della società nel complesso. La lotta non
deve essere plasmata come un altro interesse particolare
preparato a combattere solamente per se stesso.
Tra coloro sotto attacco vi è la tendenza a volere
personaggi pubblici importanti che si associno ai loro eventi e
parlino nel loro interesse. L'inclusione di queste persone
aiuterà sempre, ma non potrà mai sostituirsi all'organizzare le
fila di quelli sotto attacco. Se le vittime stanno assieme in
una massiccia forza unita, questo avrà un impatto positivo
sull'opinione pubblica e la probabilità di attirare personalità
importanti sarà accresciuta. Se le vittime sono divise, alcune
accettando gli attacchi come appropriati ed alcuni no,
conquistare l'opinione pubblica diventa praticamente
impossibile. Perciò, se esistono delle differenze tra le
vittime, è meglio affrontarle direttamente attraverso il dialogo
in modo che se tutto va bene le differenze possano essere
risolte o almeno ridotte al minimo.
Una fallacia tra le vittime è l'opinione che dei politici
"amici" arriveranno a risolvere il problema. Sfortunatamente,
molti di questi politici "progressisti" hanno lealtà
distribuite. Per esempio, sebbene i politici del Partito
Democratico ricevano somme di denaro considerevoli dai
sindacati, ottengono molto di più dalle corporation e quindi
durante i tre decenni passati hanno fatto poco per opporre
resistenza al declino verso il basso dei sindacati e dei
lavoratori.
Nondimeno i politici hanno bisogno dei voti dei lavoratori
e dei loro alleati allo scopo di vincere le elezioni e,
di conseguenza, sono sensibili all'opinione pubblica, il che
rende a maggior ragione decisivo che quelli in lotta entrino in
contatto con il pubblico per ottenerne il sostegno.
L'aiuto dei politici, se non vi sono fissate condizioni,
dovrebbe essere accettato, ma sui politici non si può contare.
Un movimento indipendente di lavoratori avrà molto più successo
nell'ottenere l'appoggio dei politici che delle suppliche
da vittime che sono impotenti.
Le vaste adunate sono una componente indispensabile della
lotta, sebbene da sole siano insufficienti. Dovrebbe essere
costituita un'agenzia degli oratori con la quale coloro sotto
attacco diretto inviino dei rappresentanti ad altri sindacati,
gruppi della comunità e stazioni radio per presentare i fatti,
di nuovo, spiegando attentamente come la società nell'insieme
sarà influenzata da una vittoria. Se è disponibile abbastanza
denaro,
possono essere piazzati nei giornali locali degli annunci
di una pagina che impostano gli argomenti.
Tutti questi sforzi dovrebbero essere rivolti a creare un
movimento nel quale la gente che lavora possa unirsi sui
problemi che si collocano più in alto per loro: istruzione
pubblica di qualità e pieni servizi sociali, pieno impiego con
salari minimi e sussidi completi, protezione dell'ambiente,
assistenza sanitaria per tutti ecc. Incorniciando la lotta nei
termini più ampi di difendere il bene pubblico e gli interessi
della maggioranza, può essere creata una forte coalizione che ha
il potere di influenzare la politica sociale.
Tassare i ricchi per pagare questi servizi dovrebbe essere
una richiesta centrale. Non soltanto delle tasse più alte sui
ricchi contribuirebbero a limitare le crescenti disuguaglianze
nella ricchezza che minano il tessuto sociale della società, ad
unire i lavoratori
— poiché tutti beneficiano a spese dei ricchi
— piuttosto che dividerli, come fanno le imposte
regressive sulle vendite e sulla proprietà che
colpiscono tutti. Quando il pubblico avverte che coloro che
stanno lottando sono disposti a promuovere la loro causa a spese
di altri lavoratori il sostegno viene meno.
I sindacati devono giocare un ruolo centrale in questa
coalizione. In primo luogo, hanno una gamma di risorse che
possono contribuire alla causa, incluso denaro, organizzatori
professionali che possono essere assegnati alla lotta ed accesso
ad enormi
mailing list. In secondo luogo, perché coloro che dirigono i
sindacati sono eletti, generalmente hanno il largo appoggio dei
loro iscritti e possono influenzare pesantemente sul se e come i
loro membri partecipino alla lotta.
Tutto ciò è per dire che coloro che sono sotto attacco
devono arrivare al riconoscimento che stanno affrontando degli
antagonisti bene organizzati che comprendono esattamente quello
che stanno facendo. Come ha rilevato
Warren Buffet, "D'accordo, c'è la guerra di classe, ma è la mia
classe, la classe dei ricchi, che sta facendo la guerra e stiamo
vincendo". Questo significa che i lavoratori devono prima
decidere se vogliono semplicemente esprimere una piccola
protesta allo scopo di sfogare le loro frustrazioni e quindi
accettare con grazia la sconfitta oppure camminare sul campo di
battaglia disposti a fare la guerra intraprendendo una massiccia
campagna organizzativa allo scopo di fare la storia e vincere.
La posta è alta.