
Babbei ed imbroglioni a Londra,
in America e nel mondo
di Jerry Mazza
6 agosto 2005
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Ora che la polizia ed i servizi segreti britannici hanno nuovi dubbi sul fatto che i quattro attentatori fossero attentatori suicidi, è emersa l'idea che forse sono stati imbrogliati perché morissero. La questione è chi sono gli imbroglioni? Dopo tutto, ciascuno dei quattro giovani che morirono (o svanirono) il 7 luglio aveva acquistato un biglietto ferroviario di andata e ritorno da Luton a Londra. Suppongo non lo fareste a meno che non aveste progettato di ritornare. L'auto noleggiata da Germaine Lindsay venne lasciata a Luton con un biglietto del parcheggio da sette giorni sul cruscotto. Inoltre, venne lasciato nel bagagliaio dell'auto un grande quantitativo di esplosivi, forse per un secondo giro di attentati. Uno degli altri presunti attentatori, inoltre, fece riparare l'auto, probabilmente per assicurarsi la fuga. Più importante, tutti gli uomini portavano con loro fino alla morte le patenti di guida ed altre carte di identità, insolito per degli attentatori suicidi, a meno che non siate Mohammed Atta ed in qualche modo la vostra carta di identità non riesca a spuntare integra dai rottami dell'11/9. E' così, dopo che l'aereo che avete guidato nella torre è esploso in fiamme ed ' venuto giù in un cumulo con l'edificio. Ma questo potrebbe essere il modo di dire di qualcun altro, indizio, indizio, è stato lui che lo ha fatto, che potrebbe indicare che qualcuno stava cercando di imbrogliarci. Chi potrebbe essere stato? Bene, riflettiamo. Forse i ragazzi di Londra che portarono le bombe sui treni erano dei "muli" che avevano in testa soltanto di lasciarle per fare un po' di soldi. Forse erano dei giovani arrabbiati che facevano una dichiarazione politica, forse entrambe le cose. Il loro manipolatore potrebbe aver promesso che fosse un lavoro rapido e che potevano uscire prima dello scoppio. Le esplosioni potrebbero averli sorpresi almeno quanto gli inorriditi spettatori e le vittime. Infine, i morti non parlano, cosa che forse non hanno mai considerato. Ma, 57 minuti più tardi, il quarto attentatore, il quale ritengo non si è mai infastidito a controllare con i suoi primi tre amici, finì in fumo allo stesso modo. Viene detto che i testimoni effettivamente lo videro mettere la mano nel suo zaino, per far detonare la bomba o per cercare i suoi occhiali da sole e fuggire? Non lo sapremo mai. Quindi abbiamo gli attentatori del 21 luglio, esattamente due settimane più tardi, per i quali ovviamente la pratica non rende perfetti. Le bombe non riuscirono ad esplodere. L'attentatore sull'autobus scese mentre il detonatore andava in fumo. Lui e gli altri ritennero istantaneamente che potevano essere sulla strada per il paradiso? Se è così, forse non erano pronti ad incontrare le vergini che lì aspettano. Forse erano delle persone poco serie. E chiamarli attentatori suicidi, richiamare a tutta forza la paura degli inglesi e dell'Europa era dannatamente superfluo e non un segnale per un nuovo livello di minaccia. Dopo tutto, è più facile reclutare dei "muli" che dei burattini ostinati, tipo i ragazzi dell'11/9 (se realmente c'erano) o dei Lee Harvey Oswald (uno dei due di loro), l'originale(i) o persino dei Jack Ruby, che muoiono di cancro in prigione, le labbra sigillate nell'omertà. Dunque, di che ci occupiamo qui, e di chi? In aggiunta, gli esplosivi passarono dall'essere materiale militare ad alto potenziale a botti fatti in casa per prosperi giovanotti. Presumibilmente, vi è qualche vivace dibattito in corso sul livello di affidamento e gli indici di paura nei circoli dell'intelligence. O forse i servizi segreti, il MI-5, il MI-6 o la CIA, vanno intorno di proposito in cerchi per offuscare. Perché tutti sappiamo, o dovremmo sapere, che questo è un lavoro interno, un sovralimentatore per Tony Bliar, scusate, per la Guerra al terrore di Tony Blair. Alcune persone pensano persino che dire, come ha fatto il New York Times, "che l'ipotesi iniziale che gli attentati del 7 luglio siano stati eseguiti da fanatici determinati disposti a morire in nome di una interpretazione radicale dell'Islam potrebbe essere stata troppo semplicistica". Bene, è bello vedere che il capo investigativo dei resoconti stampa che mettono in discussione il governo è ancora vivo nella stampa dei quartieri alti. Il Times continuava dicendo che forse questi non erano "dedicati ma stupidi ragazzi guidati da uno scaltro gruppo di persone che tiravano i fili". Adesso c'è un passo memorabile, una specie di linea uno per tutti i terroristi. E forse persino Hanni Hanjor (il supposto idiota, secondo il suo istruttore di volo) che presumibilmente pilotava il Volo 77, non sapeva che stava andando giù con l'aereo, se affatto lui ed i suoi compari erano sui quattro voli. Non erano elencati nelle liste passeggeri ed in realtà nessuno ha neppure provato che fossero sugli aerei. Ma successivamente i cosiddetti 19 terroristi dell'11/9, ebbero i loro nomi e le loro foto esibiti solamente 19 ore dopo le tragedie fuori del cappello dello stesso disfunzionale FBI che per primo non riuscì a fermarli. Vi è qui un esempio di disinformazione assieme alla disfunzione? E potrebbe essere tutto allo scopo dell'offuscamento, parte di un procedimento che Webster Tarpley chiama "terrorismo sintetico" nel suo nuovo libro '911 Terrorismo sintetico made in USA' e, nel caso di Londra, made in Gran Bretagna? Il concetto di 'Terrorismo sintetico' E' opinione di Tarpley che il 'terrorismo sintetico' sia patrocinato dallo stato, utilizzando componenti, impostori o simpatizzanti fabbricati, oppure nazioni che vogliamo ci attacchino, per ottenere che il nostro popolo voglia punire quelle nazioni, in questo caso il mondo islamico. E questo includerebbe il nostro arcinemico, Osama bin Laden, del quale Donald Rumsfeld ci ha detto che lo vorrebbe avere morto piuttosto che vivo. "Potete scommetterci la vita su questo", ha detto ai giornalisti. Perché i morti non parlano? Ed il vecchio Osama, che dal 1978 è nel libro paga della CIA, è stato assunto dall'agenzia e dall'intelligence saudita e pakistano per guidare un esercito di mujihadeen. Questi a loro volta furono addestrati, armati e pagati anche dalla CIA per combattere i sovietici, che il nostro Zbigniew Brzezinski, capo della Sicurezza Nazionale di Jimmy Carter, provocò nell'attaccare l'Afghanistan nel '78. Dunque, Osama, chi è il tuo papà? Il libro di Tarpley a pagina 149 ci racconta di un articolo di Alexandra Richard su Le Figaro dell'ottobre 2001 che riferiva: "La CIA incontrò bin Laden a Dubai in luglio" [del 2001], due mesi prima dell'11/9. Figuratevi. Un dispaccio dell'American France Presse citato nel libro di Tarpley dice: In luglio Osama bin Laden fu sottoposto a una cura all'American Hospital di Dubai dove incontrò un funzionario della Central Intelligence Agency (CIA) . . . Citando un "testimone", un partner professionale della direzione amministrativa dell'ospedale, dissero che l'uomo sospettato dagli Stati Uniti di essere dietro gli attentati terroristici dell'11 settembre era arrivato a Dubai il 4 luglio in aereo da Quetta, in Pakistan. Fu immediatamente portato all'ospedale per delle cure renali. Lasciò l'istituto il 14 luglio. Il dispaccio riferisce anche che l'uomo della CIA era chiamato Larry Mitchell, il gestore di Osama ed agente sotto copertura. Fu visto entrare nella stanza di bin Laden e più tardi "vantarsi dell'incontro con i suoi amici". Le Figaro riferisce pure che bin Laden portò il suo medico personale e stretto collaboratore, che sarebbe l'egiziano Ayman al-Zawahiri, assieme a guardie del corpo e ad una infermiera personale. Il Dr. Terry Callaway era l'urologo di bin Laden e curava le sue gravi condizioni renali. Bin Laden aveva pure una macchina per dialisi mobile mandata nel suo rifugio di Kandahar, in Afghanistan, nella prima metà del 2000 . . ." Naturalmente, la CIA negò tutto questo, nonostante la riconferma degli ostinati giornalisti investigativi francesi. Dunque, eravamo in contatto con l'esperto terrorista numero uno al mondo diversi mesi prima che presumibilmente conducesse l'11/9. Su che cosa poteva essere la conversazione, imprese passate o progetti futuri? Bin Laden sapeva in cosa stesse realmente incappando? Infatti, nel suo primo discorso dopo l'11/9 espresse sorpresa su quanto fossero estesi i danni e che le torri effettivamente caddero. Forse è stato come l'incontro degli attentatori britannici con i loro manipolatori, i loro spioni che imbrogliano i babbei a Londra. Se il concetto funziona per supermassimi, perché non dovrebbe funzionare per i pesi leggeri? Dopo tutto, questo serve la causa del governo spietato della grande oligarchia dei pochi e non la causa della democrazia di essere al servizio del 'bene comune'. Inoltre, considerate chi sono i giocatori da entrambe le parti dello stagno: la regina britannica, con i suoi 100 miliardi di dollari messi da parte nella sua privata banca Coutt a Londra, i suoi palazzi, le sue terre, i suoi investimenti e simili, ed i suoi buoni amici e 13° cugino, Georgie Bush 43 ed il suo 12°, il 41, che tengono là anche loro un po' di dollari (miliardi), una specie di affare tutto in famiglia. Per quanto riguarda Londra come terreno di reclutamento, Tarpley scrive: Il ruolo di Londra come centro di comando del radicalismo islamico è da anni un segreto pubblico, ma non è mai stato riferito dai media controllati USA . . . Nel mondo post colonialista, i britannici si sono accorti che era per loro conveniente incoraggiare i movimenti violenti che potevano essere utilizzati per destabilizzazioni ed assassini nelle ex colonie, che gli ex padroni non volevano vedere diventare stati moderni forti ed efficienti. Tra il 1995 ed il 1999 molti paesi presentarono reclami riguardo la disposizione del governo britannico a permettere ai gruppi terroristici di operare dal territorio britannico. Fra i paesi che protestarono vi erano: Israele, Algeria, Turchia, Libia, Yemen, India, Egitto, Francia, Perù, Germania, Nigeria e Russia. Questa è una lista che, se ampiamente nota, potrebbe costringere certi commentatori radio USA a cambiare la loro immagine del mondo su chi è indulgente con il terrorismo. 'Vi devono essere state delle forze dietro di loro' Ritornando ai nostri quattro attentatori del 7/7, in un articolo sul New York Times del 27 luglio, intitolato "La polizia dibatte se i congiurati di Londra fossero attentatori suicidi o burattini" . . . era riferito che "Bashir Ahmed, 65 anni, lo zio di Shehzad Tanweer, ha detto che la sua famiglia non aveva nessuna idea che il ventiduenne di Leeds che amava il cricket ed il calcio stesse progettando un attentato suicida. 'Vi devono essere state delle forze dietro di lui'" Anche i familiari di Germaine Lindsay, 19 anni, hanno detto di essere sbalorditi. La moglie, Samantha Lewthwaite, 22 anni, ha detto che il defunto marito era 'un marito e padre affettuoso' che assolutamente non aveva mostrato nessun segno di voler compiere questo efferato crimine'". Ah bene, cara, non possiamo chiederglielo, vero? Lui ed i suoi compari congiurati se ne sono vistosamente andati. Ma, come ci dice il Times, "Mark Baillie, esperto di terrorismo e della difesa al Centro Studi Difesa e Sicurezza Internazionale, ha detto che il dibattito sul fatto se gli attentatori del 7 luglio avessero intenzione di morire 'è qualcosa di cui tutti stanno iniziando a parlare. Sarebbe molto interessante se fossero stati ingannati'". Veramente, sir. E sapere appunto chi dei vostri imbroglioni che si muovono nell'ombra, uomini ombra loro stessi, lo ha fatto. Così, come suggerisce il grande poeta inglese William Blake, usate questo episodio, "Vedere l'universo in un granello di sabbia", in questo caso il fatto di microterrorismo che funziona come il macro. Pensate ad Osama nella sua grotta, con la sua macchina per la dialisi renale, il suo computer portatile in mano, pochi duri associati in azione con lui e pensate alla accurata precisione dei colossali attentati della mattina dell'11/9 ed all'enorme apparato che ci volle per coordinare le molte parallele "esercitazioni di dirottamento terroristico" che erano in corso assieme alla reale operazione. Richard Clarke decide che è stata al Qaeda E così il principio del terrorismo sintetico rimane, a Londra o New York, in Africa o nel Medio Oriente. Il terrore fisico ha provocato profondo terrore psicologico, che ha generato sentimenti di odio verso i presunti esecutori, che più tardi ci è stato detto erano terroristi islamici, e tutti al Qaeda, il nome domestico della CIA, in realtà il nome di un file nel computer portatile di bin Laden, che conteneva i nomi dei combattenti che aveva incontrato nei suoi 10 anni di guerra in Afghanistan. E come ha preso forma la rivelazione di al Qaeda? In parte forse come ci racconta Tarpley a pagina 20 del suo libro. . . . Nelle sue memorie [Richard] Clarke ci racconta che tentò di mettere insieme i suoi pensieri sui fatti in svolgimento attorno a lui [l'11/9] mentre camminava dal Centro riservato di videoconferenze della Casa Bianca appena fuori dalla Camera di situazione attraverso la Casa Bianca al Centro operazioni di emergenza presidenziale, che era il bunker sotterraneo di Cheney: "Camminando tranquillamente, per la prima volta quel giorno ripresi fiato: Questo era il 'Grande attacco di al Qaeda' che avevamo avvertito stava arrivando ed era più grande di quasi tutto ciò che avevamo immaginato, esclusa l'arma nucleare". (Clarke 17) Tarpley stesso dichiara: Questo è già uno dei più fatidici giudizi improvvisi nella storia mondiale. Aveva Clarke totalmente dimenticato le lezioni di Oklahoma City, quando i capi avevano ispirato il rapporto che l'esplosione era opera di musulmani? Clarke allora non aveva nessuna prova e da allora non ne ha presentata alcuna. Precipitandosi per superare Clarke come principale strumento nella improvvisata diagnosi strategica fu il Direttore della CIA Tenet [famoso per i preconcetti]. Mentre Bush si rannicchiava nel suo buco di ragno alla base aerea di Offutt nel Nebraska, conduceva una riunione del Consiglio di Sicurezza Nazionale in teteconferenza. Bush chiese a Tenet: "Chi pensate ci abbia fatto questo"? Tenet fu enfatico: "Signore, credo sia al Qaeda". (Bamford 2004 91) In altre parole, pure Tenet non aveva nessuna prova, nessun caso, solamente il suo grezzo senso di sicurezza lockeano, vero o simulato. Più tardi, dopo che il World Trade Center 7 aveva attraversato il suo inspiegabile ed imbarazzante crollo alle 17,50 circa, Clarke fece un discorso ad una riunione ad alto livello delle diverse agenzie dalla Camera di situazione. Presenti al collegamento video erano Armitage del governo, il generale Myers dei Capi di S-M- riuniti ed altri importanti funzionari. Clarke dichiarò: "OK, sappiamo tutti che è stata al Qaeda. FBI ed altri, partiamo con il presupposto che sia al Qaeda. Cosa c'è dopo"? (Clarke 23) Prima di andare a letto alla Casa Bianca, Bush si annotò un appunto: "Oggi ha avuto luogo la Pearl Harbor del 21° secolo. Pensiamo che sia Osama bin Laden" (Bamford 2004 92). Non vi è nulla come l'accanito lavoro investigativo per raggiungere una conclusione. Soltanto che erano a rischio il futuro della nazione e forse quello del mondo. Ma forse era tutto così facile da credere per Bush & Company perché queste idee erano state nell'aria per diverso tempo per agire su di esse oppure ignorarle, nella forma di copiosi rapporti dell'FBI e della CIA, soppressi oppure esaminati tranquillamente. E dal punto di Clarke in poi, si è trattato solamente di ripetizione e di indicazione ufficiale di Osama, da Colin Powell, Paul Wolfowitz, Dick Cheney, Condoleezza Rice etc. E, nonostante gli avvertimenti del Professor Paul Rogers, come ci ricorda Tarpley, avvertimenti contro il ritenere che degli estremisti mediorientali fossero dietro la tragedia, l'isteria, l'orchestrata isteria, si è diffusa come un incendio, per una guerra in Afghanistan per trovare bin Laden senza successo, ad una guerra in Iraq sui falsi presupposti che Saddam avesse armi di distruzione di massa. e Dio sa cosa altro e dove accadrà. Cosa accadde realmente in Oklahoma? Inoltre, proprio nel caso siate curiosi sul punto decisivo dell'attentato in Oklahoma, lasciatemi fornire alcuni fatti che anticipano i suddetti scenari . . . Video e rapporti originali immediatamente successivi all'attentato in Oklahoma dimostrano che i giornalisti della TV locale dichiararono ripetutamente che sulla scena furono trovati dagli investigatori due congegni esplosivi supplementari, sofisticati, non detonati. I giornalisti della TV contestarono la versione ufficiale governativa che un "estremista" ed il suo amico agirono da soli (come Lee Harvey Oswald ed il suo sosia?), questa volta utilizzando un camion Ryder a noleggio ed una bomba di 1.200 libbre di nitrato d'ammonio ed olio combustibile (ANFO) per distruggere la facciata dell'edificio. I resoconti iniziali di KWTV-9, KFORTV-5 e Channel 4, confermati da funzionari statali, locali e federali, raccontavano che dentro palazzo Murrah erano state piazzate in totale tre bombe. Ovviamente, una esplose dentro l'edificio, facendolo crollare. Due non esplosero e potrebbero essere state programmate per i primi ad intervenire e per ulteriori soccorritori. I reporter confermarono che le due altre bombe "erano più grandi della prima" che esplose dentro, non fuori, l'edificio. Le altre due bombe furono trovate dentro i settori ed ovest dell'edificio. L'esplosione del camion Ryder avvenne davanti, nella parte nord della costruzione. TV-9 riferì anche che "il Dipartimento della Giustizia USA ha confermato" che nella struttura sono state trovate altre bombe. In rapporti successivi, entro poche ore dallo scoppio, le troupe di news riferirono che le autorità federali e locali avevano confermato che altri due ordigni esplosivi erano stati "disinnescati" e "portati fuori dal sito". Ciò non era dissimile dai primi resoconti su JFK esser stato colpito da quattro proiettili, due dal di fronte, due dal retro, che dovevano essere stati inflitti da diversi tiratori. Più tardi la storia cambiò in tre proiettili, tutti dal retro e da un tiratore. Così è passata. McVeigh, il braccio destro della non così solitaria squadra assassini, disse di averlo fatto come reazione alla distruzione dei Davidiani a Waco, dando ai federali "occhio occhio". I telegiornali riferirono che il Presidente Clinton disse che tre squadre antiterrorismo erano in marcia da Washington D.C. per investigare. E che la Casa Bianca ed il Dipartimento della Giustizia . . . hanno detto che la bomba era opera di un gruppo sofisticato e doveva essere stato eseguito da un esperto di esplosivi. I critici reclamarono che McVeigh e Nichols non erano esperti riconosciuti. Più tardi quel giorno fino al seguente, i dettagli dei testimoni, delle autorità, degli sforzi dei soccorritori cominciarono a cambiare. Proprio come i rapporti sull'assassinio di JFK. Specialmente dopo che Oswald venne ucciso da Ruby ed il corpo di Kennedy era stato portato via al Bethesda Naval Hospital. In 24 ore, i capi del BAFT (Bureau of Alcohol, Firearms and Tobacco) capovolsero le storie e dissero che l'esplosione non era avvenuta nell'edificio, ma che i danni erano stati provocati dalla "auto" parcheggiata davanti, riempita con la bomba all'ANFO. Presto l'"auto" fu un camion Ryder a noleggio e la bomba era aumentata di dimensione a 4.500 libbre. I sapienti cominciarono a sdegnare le storie sulla seconda e terza bomba, concentrandosi sulla singola esplosione alla facciata nord come la sola ed unica. Nondimeno, i testimoni dissero che sentirono palazzo Murrah "scuotersi e spostarsi" per diversi secondi dal di dentro, prima che "il vetro saltasse sopra di loro". Uno disse di aver visto il soffitto crollare "diversi secondi prima che il vetro esplodesse dentro". Gli esperti fuori Washington D.C. dissero che la bomba ANFO era intesa a mascherare l'esplosione interna e, di fatto, diede al governo una ragione plausibile per il suo proiettile singolo, scusatemi, per la sua versione della 'singola bomba esterna'. Negli anni successivi alla tragedia, investigatori di ogni sorta spigolarono tra le vecchie prove e ne trovarono di nuove a suggerire che probabilmente i primi rapporti erano i più accurati. Un sito web pubblicò documenti e dichiarazioni governativi ufficiali che comprovano i rapporti sulle tre bombe dapprima trasmessi dai telegiornali locali. Un memorandum del Defense Atlantic Command rilasciato un giorno dopo l'esplosione dice ". . . una seconda bomba venne disarmata; una terza bomba evacuata. . ." Un rapporto della Federal Emergency Management Agency datato 20 aprile 1995 conferma la realtà di tre bombe nell'edificio. Un rapporto del registro giornaliero del Comando Forze USA lo stesso giorno diceva che "altri due ordigni esplosivi situati nelle vicinanze del luogo dell'esplosione. Evidentemente intesi per i soccorritori". Anche ingegneri indipendenti, esperti di esplosivi e studi di analisti militari concludono che la spiegazione governativa del "singolo camion-singola bomba" è "tecnicamente impossibile". Curiosamente, l'edificio Murrah venne buttato giù due settimane dopo l'attentato. Il luogo venne ricoperto con terriccio e, come i frammenti delle Twin Towers, i materiali della costruzione furono portati in un deposito, sebbene questo custodito da guardie armate, e seppelliti. Cosa potrebbero nascondere? Potrebbe essere qualche esistente prova? Oppure il fatto che dei testimoni riferirono di tre uomini nel garage parcheggio del palazzo Murrah? Era alto nove piani ed aveva un garage parcheggio sotterraneo di quattro piani. Questi uomini stavano lavorando con attrezzatura elettrica e puntando a varie parti del garage nei giorni precedenti l'attentato. Molti sopravvissuti dissero che alcuni di questi uomini vestivano uniformi identificate dalle parole "Amministrazione servizi governativi". Compreso. Il testimone non li aveva mai visti prima o da allora! Erano agenti delle black ops governative, usciti per dare all'America il suo primo grosso colpo terroristico? E così via e avanti . . . Vi risparmierò la vera storia sul primo attentato alla torre del World Trade Center e vi chiedo di investigarla da soli nel libro di Tarpley. Ma pensate alla marcia del tempo e della memoria. E di come costringe a considerare chi è nostro amico ed a chi non lo è. E chi o che cosa è diventato il nostro governo, o è diventato un giorno, quando nessuno guardava perché la vita era così bella a New York, a Lonfra o a Timbuctù. Jerry Mazza è uno scrittore freelance che vive a New York. Scrivetegli a gvmaz@verizon.net.
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