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Anniversario del D-Day: commemorare la seconda guerra mondiale

e preparare la terza

7 giugno 2014

 

Venerdì pochi resteranno imperturbati all'apparizione sulle spiagge della Normandia di veterani novantenni che marcherannoin molti casi per l'ultima voltail massacro del D-Day nel quale quasi 20.000 uominisia alleati che tedeschihanno perduto la vita. Quelli presenti per la commemorazione del 70° anniversario sono stati tra i fortunati che quel giorno del 1944 sopravvissero, ma certamente sono rimasti tormentati dalla memoria di coloro che non lo furono e segnati per l'intera vita da questa terribile esperienza della loro giovinezza.

La presenza di questo gruppo declinante di sopravvissuti della seconda guerra mondialeil maggiore esercizio di uccisione di massa nella storia del pianetaha sottolineato soltanto la sconfinata ipocrisia delle cerimonie ufficiali nelle quali il presidente Barack Obama ha giocato il ruolo principale.

Nel 70° anniversario della Normandia abbondano le ironie storiche. Nella rincorsa ad una cerimonia che apparentemente segna una sconfitta decisiva del fascismo, il presidente USA ha girato l'Europa per raccogliere sostegno per un regime ucraino che è arrivato al potere con un colpo di stato appoggiato dagli USA condotto dai neonazisti. Queste stesse forze di ultra-destra vengono ora impiegate con il sostegno di Washington per attuare crimini di guerra contro il popolo dell'Ucraina orientale.

I principali nemici degli USA e dei loro alleati nella II GMGermania e Giapponevengono ora incitati da Washington a re-militarizzarsi allo scopo di assistere l'imperialismo USA nell'accerchiamento di Russia e Cina. In entrambe Germania e Giappone, gli storici stanno modificando la descrizione della II GM per giustificare i crimini eseguiti da entrambe l'imperialismo tedesco e giapponese.

Il discorso di Obama sulla spiaggia di Omaha è stato tipico del presidente USA, riempito con vuota retorica, riferimenti storici rimossi da ogni contenuto reale ed aneddoti personali che sono capaci di essere sia profittatori che insinceri.

Obama non ha avuto quasi nulla da dire sulla causa per la quale furono compiuti i sacrifici di 70 anni fa, al di fuori di un breve riferimento alle "armi naziste" ed al "muro di Hitler". Dalla sua storia in vaso ha escluso in modo evidente qualsiasi riferimento all'Unione Sovietica, che all'epoca dell'invasione della Normandia aveva già inflitto alla Wehrmacht una sconfitta strategica a Stalingrado. L'Armata Rossa è stata responsabile dell'80% delle perdite inflitte alle forze tedesche ed il popolo sovietico ha sofferto nella guerra 26 milioni di morti.

Forse la parte più bizzarra del discorso di Obama è stato il suo tentativo di equiparare la guerra combattuta dagli anziani veterani riuniti in Normandia con le forze armate USA “post-11/9 e le loro guerre in Afghanistan ed Iraq. Ha predetto che un giorno o l'altro "le generazioni future... si raccoglieranno in luoghi come questo per onorarlie per affermare che queste sono state generazioni di uomini e di donne che hanno provato ancora una volta che gli Stati Uniti d'America sono e resteranno la più grande forza per la libertà che il mondo abbia mai conosciuto".

Quale "libertà" hanno portato gli USA in guerre che hanno ucciso più di un milione di iracheni e di afgani? Ed in quali luoghi le generazioni futura si raccoglieranno per marcare queste guerre—Fallujah, Abu Ghraib, Haditha, la prigione di Bagram o sulla scena degli infiniti attacchi di droni, dei bombardamenti e degli assalti notturni contro popolazioni civili?

Persino mentre Obama parlava, il suo giro europeo veniva stato eclissato dal furore di destra nei media USA sulla liberazione del sergente Bowe Bergdahl, che apparentemente si è distanziato dalla guerra in Afghanistan dopo avere scritto che era "spiacente per ogni cosa qui" ed avere descritto le forze armate USA come "un esercito di bugiardi, traditori, sciocchi e prepotenti".

Nella II GM, la classe dominante americana è stata in gran parte in grado di nascondere il suo militarismo ed i suoi appetiti globali dietro un più ampio appello democratico, grazie all'intensa ostilità al fascismo hitleriano della classe lavoratrice negli USA ed a livello internazionale. Oggi non può fare credibilmente nessun simile appello. L'establishment americano è di fronte ad una popolazione che è largamente in sintonia con i sentimenti del sergente Bergdahl  ed ostile agli interventi militari all'estero.

Nondimeno la II GM non è stata di più una guerra per la democrazia o una crociata contro il fascismo di quanto la I GM fosse la "guerra per porre fine a tutte le guerre", oppure, peraltro, l'invasione dell'Iraq sia stata una lotta contro il terrorismo. Nel periodo precedente alla guerra, i grandi interessi capitalisti in Europa Occidentale e negli USA lodavano entrambe Hitler e Mussolini, considerando le loro dittature fasciste come bastioni contro la rivoluzione socialista.

Alla fine, è stata una guerra imperialista intrapresa da grandi potenze capitaliste rivali per la re-divisione dei mercati e delle risorse mondiali nell'interesse del profitto di conglomerate finanziarie ed industriali.

Nel 1934, analizzando le contraddizioni emergenti che, senza la diffusione della rivoluzione socialista, avrebbero provocato inevitabilmente un'altra guerra mondiale, Leon Trotsky scrisse: "Il capitalismo USA è alle prese con gli stessi problemi che nel 1914 spinsero la Germania sulla strada della guerra. Il mondo è diviso? Deve essere re-diviso. Per la Germania era questione di 'organizzare l'Europa'. Gli Stati Uniti devono 'organizzare' il mondo. La storia sta portando l'umanità faccia a faccia con la vulcanica eruzione dell'imperialismo americano".

La preveggenze di queste parole sta diventando più chiara ogni giorno che passa. Mentre l'imperialismo USA è riuscito ad organizzare il mondo capitalista in seguito alla II GM sulla base della sua forza economica, oggi viene spinto dalla sua crisi a ricorrere a mezzi militari nel tentativo di superare la sua perdita di potere economico.

Nel suo discorso, Obama ha elogiato i veterani radunati per avere "fatto la guerra in modo che noi potessimo conoscere la pace" e ha richiesto la benedizione divina sui militari degli USA di oggi "che oggi servono per la pace e la sicurezza del nostro mondo".

Malgrado tutta la chiacchiera sulla "pace" a questa commemorazione della II GM, è evidente che l'imperialismo USA e l'amministrazione Obama ne stanno furiosamente preparando una terza.

Con la sua "perno" Asia-Pacifico, sta deliberatamente provocando la Cina, mentre incita il Giappone, le Filippine ed altri paesi della regione a creare le condizioni per un confronto militare.

Nella sua campagna per il cambio di regime in Ucraina, sta affrontando la Russia con la minaccia esistenziale della NATO che avanza proprio alla sua frontiera.

In definitiva, il suo scopo è di infrangere la potenza della Russia e della Cina e di verificare l'egemonia degli USA sia a livello regionale che internazionale e di ridurre entrambe i paesi allo stato di semi-colonie. Nel perseguire sprezzantemente questo disegno strategico, rischia di accendere una terza guerra mondiale nucleare.

Tuttavia, il giro di quattro giorni in Europa di Obama in qualcosa simile ad una debacle, rivelando la sempre più aperta riluttanza delle potenze europeeparticolarmente di Francia e Germaniaa toccare la linea di Washington nell'intensificare il confronto con la Russia.

Questa ha trovato espressione esplicita venerdì in una colonna pubblicata sull'influente quotidiano tedesco Die Zeit intitolata "L'Europa ha bisogno di riordinare le sue relazioni con gli USA". L'articolo ha avvertito che "né la politica degli USA verso l'Ucraina e la Russia né la grande strategia dell'America come tale sono nell'interesse dell'Europa".

Continua per sostenere che l'aggressione di Washington sta gettando le fondamenta per un asse cinese-russo-iraniano che "costringerebbe l'occidente a perseguire una politica estera più aggressiva [cioè, guerra] per assicurare il suo accesso a materie prime importanti ma in diminuzione come il petrolio". In opposizione a questo, il commentario insiste che gli interessi indipendenti della Germania si trovano "nel preservare ed approfondire le relazioni dell'Europa con la Russia", mentre persegue legami simili con l'Iran.

La minaccia di una nuova guerra mondiale si trova non soltanto nei confronti che vengono alimentati dall'imperialismo USA con la Russia e la Cina, ma anche nei contrastanti interessi imperialisti di Europa ed America che, sotto la sferzata delle continue crisi economiche e finanziarie, minacciano di essere trasformate in un feroce conflitto di tutti contro tutti.

Ancora una volta, per la terza volta in 100 anni, l'umanità sta di fronte alla minaccia di un conflitto imperialista globaleuno molto più terribile di quelli che iniziarono nel 1914 e nel 1939—ed alla scelta di socialismo o barbarie.

Non vi è nessun mezzo di fermare una nuova guerra imperialista al di fuori della rivoluzione internazionale socialista. La questione decisiva è quella di costituire una nuova leadership rivoluzionaria nella classe lavoratrice attraverso la formazione del Comitato Internazionale della Quarta Internazionale.

Bill Van Auken