10.09.2008
Pyotr ISKENDEROV
Il destino dei serbo-croati attendeva gli osseti
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Quando negli anni '90 gli USA e la NATO uccidevano metodicamente i serbi, qualunque tentativo di prevedere simili sviluppi in Russia sulla base della comprensione dello scenario che si era materializzato in Jugoslavia fu bloccato dalla leadership russa. La versione ufficiale era che i guai dei popoli dei Balcani erano problemi loro, mentre le relazioni della Russia con Washington e Bruxelles erano un esempio di cooperazione interdipendente. La visione sopravvisse persino agli attacchi aerei NATO del 1999. Ci è voluta l'aggressione della Georgia contro cittadini e peacekeepers russi in Ossetia del Sud per svegliare finalmente la Russia dopo 20 anni di sonno e farle capire che le forze dell'occidente stanno giocando contro di essa una partita geopolitica globale. Una recente pubblicazione sul Financial Times aiuta a comprendere le analogie tra la politica degli USA nei Balcani e quella nel Caucaso. I materiali ottenuti dal giornale mostrano chi e come ha addestrato l'esercito georgiano per l'assalto in Ossetia del Sud. Secondo il Financial Times, ufficiali militari USA di alto grado e due contractor militari stabiliti in Virginia ed assunti dal Pentagono – MPRI ed American Systems - hanno procurato addestramento al combattimento ai commando delle forze speciali georgiane. Una squadra di 15 uomini di ex soldati delle forze speciali USA hanno addestrato 80 commando georgiani nella base delle forze speciali di Vashlijvari alla periferia di Tbilisi. Il programma di addestramento è stato sviluppato dall'Organizzazione Gestione Addestramento Assistenza alla Sicurezza dell'esercito USA (SATMO) di base a Fort Bragg. La SATMO invia istruttori ad operare con forze impegnate in controinsurrezioni, antiterrorismo e guerre civili (!). Ha reclutato istruttori che lavoravano con le forze governative in Yemen, Colombia e nelle Filippine. Diversamente dai programmi attuati dalla SATMO in questi paesi e da altri programmi di addestramento militare USA in Georgia, il programma a Vashlijvari "era circondato da una generale mancanza di trasparenza". Le abilità basilari delle forze speciali sono state insegnate nella prima fase in gennaio-aprile 2008. E' noto che gli ex soldati delle forze speciali USA hanno ricevuto $2.000 la settimana più le spese come istruttori alla base di Vashlijvari. Il Financial Times ammette che la circostanza chiave nella confusa storia è la natura di uno di questi contractor – il MPRI – che ha fornito addestramento ai commando georgiani. Nel 1995, era stato assunto dal Pentagono per addestrare le forze armate croate prima della loro invasione della Krajina popolata dai serbi. L'Operazione Tuono prese soltanto diversi giorni ma risultò nella strage di migliaia di persone e nell'esodo di 200.000 serbi dalla Croazia. Persino il per nulla pro-serbo Financial Times descrive la campagna come "uno dei peggiori eventi di pulizia etnica delle guerre dei Balcani".1. Il comando USA in Europa ha confermato l'esistenza del programma di addestrare i commando georgiani solamente dopo che si è trovato di fronte alle prove ottenute dal Financial Times. In seguito alla recente guerra in Ossetia del Sud, molti osservatori, inclusi quelli nei Balcani, hanno notato che la repubblica e l'Abkhazia stavano per cadere vittime di uno scenario simile a quello che si era materializzato nei Balcani. Il Segretario Generale del Partito Radicale Serbo A. Vucic sostiene che la NATO aveva per Tskhinvali e Sukhumi lo stesso piano che per i serbi in Croazia in passato2. Egli afferma: "In entrambe i casi nell'attacco sono state utilizzate armi della NATO e lo stesso attacco è stato lanciato in estate. Questa volta vi era anche il fattore di distrazione delle Olimpiadi. Ma la Russia non è la Serbia. Diversamente dall'attuale leadership serba che ha tralasciato di proteggere la sovranità serba sul Kosovo, la Russia non ha abbandonato i suoi cittadini. Ha riaffermato se stessa come una seria potenza capace di proteggere il suo popolo ed i suoi interessi".3 I diplomatici ed i peacekeepers russi in passato impegnati nella storia dei Balcani mi hanno raccontato privatamente che hanno sempre saputo che lo scenario anti-serbo si sarebbe un giorno ripetuto con la Russia come bersaglio. Comunque, ogni volta che hanno tentato di assumere una posizione attiva quando si trattava di proteggere i serbi in Bosnia, Croazia e Kosovo, si sono confrontati con la posizione ufficiale - come garante della pace la Russia doveva essere ugualmente distanziata da tutte le parti nei conflitti dei Balcani, sebbene Washington e Bruxelles seguissero chiaramente un tipo differente di logica. In uno degli episodi durante la crisi dei Balcani, i peacekeepers russi dovettero utilizzare la forza per far riflettere il capo dei guerriglieri dell'Esercito di Liberazione del Kosovo Ramush Haradinaj. Poco dopo l'incidente, Mosca decise di ritirare i suoi peacekeepers dal Kosovo, non importa se la locale comunità serba voleva che restassero. Ufficiosamente, la decisione venne giustificata dalla pressione di USA e NATO su Mosca. Quando gli aeroplani della NATO bombardavano la Jugoslavia ed i commando addestrati dagli USA lanciavano le campagne di pulizia etnica anti-serba, la gente a Belgrado, Pale, Knin, Gracanica ed in altri centri della Serbia e della cristianità ortodossa chiedeva aiuto alla Russia, ma inutilmente. Nell'agosto del 2008 la tragedia balcanica è arrivata alle case di cittadini russi. L'incubo di Tskhinvali è stato il prezzo che dovevamo pagare per gli anni di tradimento dei nostri interessi nazionali. Per fortuna, non è stato troppo tardi per imparare la lezione. ______________________ 1. The Financial Times, 5 settembre 2008 2. Vremya Novostey, 22.08.2008 3. Vremya Novostey, 22.08.2008 |
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