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Più grandi che mai, le grandi banche sono pronte a fallire di nuovo:

Il danno non sarà contenuto

 

Mac Slavo

11 maggio 2015

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I bankster, che hanno quasi frantumato il mercato globale nel loro sforzo collettivo di depredare i popoli del globo, stanno operando da grandi banche "più grandi che mai".

Esse non sono soltanto "troppo grandi per fallire", ma anche troppo grandi da contenere. I derivati non sono stati impediti o controllati, i tassi di acquisto titoli a prestito sono ancora fuori controllo e la corsa agli sportelli potrebbe accadere in ogni momento, sottoponendo le grandi banche a richieste disperate di contante che non sarebbero in grado di soddisfare; evidentemente tutto ciò che hanno è prestato fuori e talvolta richiesto indietro "ogni singolo giorno".

L'intera cosa è un pericoloso funambolismo che incombe sulla nostra vita altrimenti ordinaria con grande pericolo.

La Corporate Reform Coalition (CRC) ha fatto uno studio intitolato Still Too Big to Fail (PDF) che sottolinea che sottolinea i pericoli degli attuali schemi del denaro facile ed il fatto che nemmeno i requisiti smidollati della Dodd-Frank “Wall Street Reform Act” siano stati soddisfatti.

Grossa sorpresa:

"Le più importanti sei finanziarie bancarie sono considerevolmente più grandi di prima e viene loro ancora permesso di prendere in prestito eccessivamente in relazione alle attività che detengono", afferma il rapporto. "Sono pericolosamente collegate e restano vulnerabili ad improvvise corse agli sportelli, perché prendono in prestito miliardi di dollari da prestatori all'ingrosso che possono spesso richiedere indietro il loro contante ogni singolo giorno".

Esso continua: "Le banche possono ancora utilizzare depositi assicurati garantiti dai contribuenti per impegnarsi in transazioni con derivati ad alto rischio qui ed all'estero. Gli incentivi alla compensazione non riescono a scoraggiare la cattiva amministrazione e l'illegalità, dato che quando diritti legali, definizioni ed ammende montano, sono solitamente gli azionisti, non i dirigenti aziendali, che pagano".

Ed il rapporto avverte, "se una di queste gigantesche imprese bancarie dovesse di nuovo fallire, sembra che il danno non sarà contenuto".

"Evitare un altro crollo dipende dalla volontà dei legislatori federali di usare i nuovi poteri che sono stati loro concessi dalla Dodd-Frank Wall Street Reform and Consumer Protection Act,” ha dichiarato Jennifer Taub, autrice del rapporto e docente di diritto alla Vermont Law School. "Se si comportano come se fossero grati alle banche, probabilmente in futuro avranno di fronte più grave".

Così, dichiaratamente siamo completamente vulnerabili ad un altro devastante crollo economico... e praticamente nulla può fermare il contagio completamente pandemico e di proporzioni globali. Fatevi coraggio e respirate.

Tra i molti altri dettagli che preparano la scena per un altro isterismo del mercato ed un altro giro di bankster che si comportano scorrettamente vi è  la Federal Reserve, che non soltanto è decisa a sganciare una bomba se annuncia un incremento del tasso d'interesse, ma sta lottando per mantenere il suo potere incontrollato e non vigilato dal settore pubblico.

Degli avvocati di Washington presenteranno una legislazione che tenta di limitare la capacità della Fed di liberare le chiuse e di utilizzare "prestiti di emergenza" come mezzo di liquidità consegnata per condotta alle 'Troppo grandi per fallire' - giustamente criticato come un "salvataggio dalla porta di servizio".

Questo denaro facile continua oggi sotto il QE3 ed ha spinto i tassi di interesse per gli investitori a sotto lo 0%, fregando risparmiatori, pensionati, assicurazioni e la classe media americana in generale.

Questa “emergenza in corso per manipolare la massa monetaria sta raggiungendo proporzioni catastrofiche. Mentre non un singolo atto del Congresso andrà a capovolgere le dimensioni di questi eventi economici, il potere senza precedenti della Federal Reserve merita senza dubbio un esame accurato:

La capacità della Federal Reserve di offrire in una crisi prestiti di emergenza ad istituzioni bisognose sarebbe limitata secondo la normativa che viene preparata dai legislatori che vogliono impedire "salvataggi dalla porta di servizio".

Durante la crisi la Fed ha contenuto il panico offrendo prestiti di emergenza alle istituzioni che affrontavano strette di liquidità. Ma, dopo il crollo, il Congresso ha introdotto delle restrizioni per impedire il salvataggio di singole entità in difficoltà, mentre ha preservato i poteri della Fed di fornire liquidità a gruppi di imprese.

E delle voci della Federal Reserve sono pronte ad urlare sul cielo che cade se il loro potere viene minacciato:

Jerome Powell, un governatore della Fed, in febbraio ha affermato che "sarebbe un errore andare oltre [degli emendamenti Dodd-Frank] ed imporre delle limitazioni aggiuntive".

Ha aggiunto: "Poiché non possiamo anticipare cosa potrebbe essere necessario in futuro, il Congresso dovrebbe preservare la capacità della Fed di rispondere flessibilmente ed agilmente a future emergenze".

Così, tutto è a rischio. Non è cambiato nulla. Le nostre vite sono a rischio. E dopo diranno che nessuno lo ha visto arrivare, anche se tutti stanno indicando quanto minacciose e di presagio già sembrino le cose.