Il Caracazo è stato il "precursore" delle proteste contro il neoliberismo
di Ewan Robertson -
Venezuelanalysis.com
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Mérida, 6 ottobre 2011 (Venezuelanalysis.com) - L'insurrezione popolare in Venezuela del febbraio 1989, nota come ‘el Caracazo’, "è stata un precursore di ciò che oggi vediamo in Europa ed in Nord America, con enormi proteste" contro il neoliberismo ed il "Consenso di Washington", ha dichiarato ieri il presidente venezuelano Hugo Chávez. Nel Caracazo, "il popolo venezuelano ha tirato colpi contro il neoliberismo, contro il Consenso di Washington e qui è scoppiata una rivoluzione. Fortunatamente, siamo riusciti a darvi una traiettoria", ha continuato Chávez. Il presidente ha fatto i commenti nel programma di attualità venezuelano “Dando y Dando” la scorsa notte, come i resti dell'ex presidente e capo di stato venezuelano durante il Caracazo, Carlos Andrés Pérez (CAP), sono rientrati martedì in Venezuela per la sepoltura. Pérez è morto lo scorso 25 dicembre in esilio volontario in Florida. La rivolta del "Caracazo" avvenne il "venerdì Nero", 27 febbraio 1989, in risposta ad un pacchetto di politica neoliberista implementato da Perez, che comprendeva la privatizzazione delle imprese statali e la rimozione dei sussidi su carburanti e trasporti. Come risposta alle risultanti proteste ed ai tumulti, il governo Pérez sospese formalmente le libertà civili costituzionali ed iniziò un'ondata di repressione di stato, con stime del numero di civili uccisi che variano tra 300 e più di 3.000. Durante il programma, Chávez ha continuato nel dichiarare che Pérez ha rappresentato in Venezuela un'era di politiche neoliberiste che avevano cercato di privatizzare la sanità e l'istruzione e di consegnare il paese alle società transnazionali. "A che livello sono arrivate la miseria, la povertà, l'esclusione e, ancora di più, dolorosamente, la repressione selvaggia", ha dichiarato Chávez, in riferimento al Venezuela sotto Pérez. Opportunismo dell'opposizione
Ieri i risultati del sondaggio dell'organizzazione di sondaggi GIS XXI ha dichiarato che in caso di elezioni soltanto il 25% di quelli che hanno risposto voterebbe per l'opposizione mentre il 58% voterebbe per l'attuale presidente Chávez. "Loro (l'opposizione), nella loro disperazione, stanno cercando di tornare loro stessi (ai giorni di governo di Pérez)". Chávez ha respinto che questo "tentativo disperato" di guadagnare popolarità, continuando che "non hanno nemmeno la metà (del mio sostegno), non hanno il 50% di sostegno consolidato e noi abbiamo bisogno di consolidare questo sostegno, di mantenerlo e di incrementarlo". Nel frattempo, ad una veglia a bara chiusa per Pérez ieri a Caracas, dei personaggi dell'opposizione hanno reso omaggio all'eredità dell'ex presidente. Antonio Ledezma, sindaco di Caracas metropolitana e fiducioso come candidato presidenziale dell'opposizione, ha dichiarato che Pérez "non ha mai abbandonato i suoi principi ed è stato impegnato dall'inizio nella causa della democrazia".
Carlos Andrés Pérez è stato presidente venezuelano in due occasioni, dal 1974 – 1979 e poi dal 1989 – 1993. Nel 2002 si diede alla fuga a Miami, Florida, su accuse di appropriazione indebita di fondi pubblici. Sebbene il procuratore dello stato venezuelano avesse emesso un mandato d'arresto per indagare il ruolo di Pérez nella repressione della popolazione durante il Caracazo, noto come "Piano Avila", non è mai ritornato in Venezuela per affrontare le accuse. L'ex presidente è morto il giorno di Natale del 2010, tuttavia i suoi resti sono stati ritornati al Venezuela soltanto lo scorso martedì 4 ottobre dopo una lunga battaglia legale tra i parenti sul fatto se dovesse essere sepolto in Venezuela o negli Stati Uniti. Pubblicato il 6 ottobre 2011
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