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Cipro è di fronte a tagli selvaggi e alla dittatura economica

di Jordan Shilton e Chris Marsden
23
marzo 2013

 

 

La sorte di Cipro illustra come l'Unione Europea impone la dittatura degli speculatori globali, delle banche e delle multinazionali sulla classe lavoratrice. Ieri la UE ha continuato a esigere un'austerità massiccia a Cipro per raccogliere €6 miliardi ($7,8 miliardi) in compenso di un salvataggio bancario di €10 miliardi.

Il paese isolano è stato al centro di una crisi finanziaria che si è intensificata, con il parlamento che mercoledì ha votato per respingere le proposte di raccogliere i fondi necessari prendendo il denaro da chiunque con depositi nelle banche cipriote.

Un nuovo voto su se imporre un "taglio di capelli" ai depositanti è stato ritardato fino a oggi. La UE e la Banca Centrale Europea (BCE) hanno rigettato le proposte dei politici cipriotitotalmente reazionari loro stessidi creare un "fondo di solidarietà" per raccogliere i sei miliardi richiesti.

Lo scopo di Cipro era di preservare i suoi rapporti finanziari con la Russia e di costringere i lavoratori a pagare il prezzo nazionalizzando i fondi pensione per pagare i debiti dei super-ricchi. Altre proposte includevano cercare contributi dalla chiesa e vendere le riserve d'orotutte allo scopo di evitare di riscuotere un'imposizione esemplare significativa sui depositanti maggiori.

Tuttavia, la UE ha respinto recisamente queste misure come insufficienti. Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha dichiarato esplicitamente dopo una riunione parlamentare dell'Unione Cristiano-Democratica (CDU) che "Vogliamo che Cipro resti nella zona euro", ma ha insistito che il suo "modello economico attuale è morto".

La BCE ha insistito che il prelievo sugli investitori dovrebbe essere reimpostoquesta volta con una penalità ampiamente anticipata del 15% sui depositanti con saldi di più di €100.000, come respinta inizialmente da Nicosia. Se no, è stato chiarito che erano state discusse delle proposte per prepararsi e limitare l'impatto di un'uscita cipriota dalla zona euro.

Con Cipro incapace di offrire a Mosca qualsiasi garanzia in compenso per un ricorso a fondi aggiuntivi verso l'inadeguatezza del salvataggio, l'elite dominante dell'isola è stata rigettata alle tenere grazie della UE. Dopo essere andato martedì a Mosca, il ministro delle finanze Michalis Sarris giovedì è partito senza nessun ulteriore finanziamento e soltanto un accordo per estendere i termini del prestito di €2,5 miliardi prima concordato nel 2011 e dovuto per il rimborso nel 2016.

Il primo ministro russo Dmitri Medvedev ha dichiarato che "la porta non era stata chiusa" per un possibile futuro appoggio, dopo che la UE e Cipro avevano concluso un accordo. Ma la UE ha fatto tutto ciò che poteva per sbattere la porta alla Russia. Nel processo intende sigillare il destino del gonfiato settore bancario di Cipro a vantaggio delle principali banche d'Europa.

La troikaUE, BCE e Fondo Monetario Internazionalesono determinati a mettere Cipro a razioni, richiedendo tagli selvaggi. Giovedì, avevano già iniziato ad emergere dei rapporti sull'impatto paralizzante dell'arresto del settore finanziario del paese. Negli ospedali le medicine cominciavano a scarseggiare e molte imprese esigevano pagamenti in contanti per timore che le carte di credito non sarebbero mai state caricate se le banche non avrebbero riaperto.

Per far rispettare ciò che equivale alla guerra sociale contro gli abitanti dell'isola, il governo cipriota imporrà poteri draconiani sulla gestione dell'economia.

In primo luogo, alla Banca Centrale di Cipro saranno concessi poteri per determinare se i trasferimenti fuori da Cipro saranno permessi oppure no. Questa misura è necessaria dal punto di vista della classe dominante d'Europa per proteggersi dal contagio della crisi a Cipro, che potrebbe dare l'avvio a perdite massicce sui mercati a livello globale e l'uscita di capitali da altri paesi tormentati dalla crisi della zona euro.

Mentre il potere sul flusso di denaro che entra e che esce dall'isola è formalmente detenuto da Cipro, Handelsblatt, la più importante pubblicazione finanziaria della Germania, ha osservato che, in realtà, la BCE eserciterà il controllo. Questo includerà controllare i pagamenti delle pensioni e di altri sussidi statali. Handelsblatt ha notato freddamente che i cittadini ciprioti "riceverebbero i fondi necessari per vivere".

Altre proposte per le banche di Cipro sono mirate contro i cittadini del paese. Esse comprendono limitazioni ai prelevamenti giornalieri, un bando al termine prematuro e u rinnovo obbligatorio dei depositi a risparmio di tutto il tempo sulla scadenza, la conversione dei conti correnti in depositi a tempo e limitazioni all'utilizzo di debito, credito o  di carte di debito prepagate e sull'incasso in assegni.

In aggiunta, la legislazione provvede per l'attuazione di ogni altra misura che il ministro delle finanze o il governatore della Banca Centrale di Cipro veda necessaria "per ragioni di ordine pubblico e di sicurezza".

Questa è la ricetta per una dittatura finanziaria di fatto. E questa deve trovare il suo corollario in misure di polizia repressive per soffocare l'opposizione politica e sociale della classe lavoratrice.

Ora l'epicentro può essere Cipro, ma in tutta Europa i lavoratori affrontano prospettive simili: un sempre in intensificazione e devastante declino nei livelli di vita, attacchi ai servizi essenziali e la creazione di povertà di massa. Nel minacciare l'opzione nucleare di provocare la bancarotta statale e di venire buttati fuori dalla zona euro, la UE e la BCE stanno mettendo Grecia, Spagna, Portogallo, Italia ed Irlanda sull'avviso che anche le loro economie rischiano la distruzione se vi sia qualche rallentamento nell'imposizione dell'austerità.

Giovedì, il ministro delle finanze olandese Jeroen Dijsselbloem ha avvertito il Parlamento Europeo che la crisi del debito di Cipro poneva un "rischio sistemico" alla zona euro. Anche l'economia più forte, la Germania, non è immune. Un sondaggio pubblicato venerdì da Der Spiegel ha mostrato che un tedesco su due temeva per i suoi risparmi in banca ed una indagine sulla fiducia delle imprese ha mostrato una caduta inattesa dopo quattro mesi di crescita, con gli ordinativi industriali per le imprese tedesche declinanti in gennaio dell'1,9%, dovuta principalmente ad una caduta degli ordini dalla periferia dell'Europa colpita dalla crisi.

Lo stimolo per la caduta di Cipro è venuta inizialmente dal crollo della Grecia. Il sud cipriota controllato dai greci ha perduto più di €4 miliardi quando il presidente Demetris Christofias ha concordato il "taglio di capelli" degli obbligazionisti sovrani greci senza esentare Ciproaumentando in un attimo i debiti del 25%.

Non è possibile nessun compromesso con i dettati della UE o dei governi dei suoi stati membri che agiscono come nulla più che assistenti glorificati delle richieste rapaci dei super-ricchi. Qualunque promessa venga fatta che l'austerità risanerà l'economia è una menzogna.

La classe lavoratrice deve invece battere una strada indipendente. Deve contrastare l'offensiva della borghesia nazionale ed europea con la propria offensiva, basata su una lotta di ampiezza continentale per un governo dei lavoratori e per gli Stati Uniti Socialisti d'Europa.