Il colpo di stato nell'elite occidentale
7
maggio
2015
Mikhail Khazin
Tradotto da Kristina Rus
Sui problemi dell'elite del progetto globale "occidentale"
Una breve descrizione del principale problema del progetto globale dell'elite
"occidentale"
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E' divenuto ovvio che le divisioni all'interno delle elite mondiali si sono intensificate. Negli Stati Uniti e nell'Unione Europea è già visibile ad occhio nudo, ma in Cina ed in altre regioni la situazione non è affatto migliore. All'interno della nostra Fondazione abbiamo persino cominciato a preparare dei compendi analitici per descrivere gli eventi in svolgimento, che sono molto piacevoli da osservare. Non parlerò nemmeno della Russia - qui le cose vanno così male che già odora di una nuove guerra civile (che è già cominciata in Ucraina). Ed in questo testo cercherò di descrivere non in quali gruppi delle elite globali si sono divise ma i loro interessi ed il meccanismo di questa frattura. In generale, l'elite non è qualcosa di "specialmente buono", ma un gruppo di persone che possono prendere decisioni sul destino della società. Le ragioni di queste opportunità (possesso della proprietà, potere amministrativo, potere militare e così via) al primo stadio possono essere differenti, poi si intrecciano, ma il criterio principale - è il processo decisionale. Se non vi è nessun consenso all'adozione delle più importanti decisioni strategiche, la società è condannata ad un destino non invidiabile, inclusa la possibilità di una guerra civile.
Vi sono molti esempi. Questi sono le rivoluzioni
borghesi dei secoli
XVII-XIX,
gli anni 1930 nell'URSS, gli scontri nelle repubbliche sovietiche alla
svolta degli anni 1990 del secolo scorso e via di seguito. Dato che nel
modo migliore questi scenari sono evitati, le elite creano sempre
diversi meccanismi fondamentalmente importanti. Il primo - è un sistema del consenso. In particolare, nel progetto globale "occidentale" vi sono molte di queste istituzioni: sono il famigerato club Bilderberg, la Commissione Trilaterale ed il FMI (dove vengono discusse questioni puramente economiche) e molti altri club ed organizzazioni. Un'altra cosa è che sono stati creati in primo luogo per coordinare le forze contro l'Unione Sovietica ed oggi operano miseramente ma, come esempio, è piuttosto appropriato. La cosa principale è che per le loro normali operazioni è necessario che le contraddizioni tra settori dell'elite non siano troppo forti. Parlando grossolanamente, se la scelta è su come dividersi la torta - la discussione è possibile. Ma se la questione è su chi otterrà l'ultima fetta della torta, assumendo che il resto morirà di fame, vi può essere un grave problema. Sostanzialmente, tutto scende a questo, ma di più su ciò di sotto. Il secondo istituto - è la propaganda. Essa trasmette le politiche del consenso alla società, per contrastare e compensare il dissenso. Effettivamente, l'anti-elite (cioè la parte della società che fondamentalmente non è soddisfatta dell'ordine esistente) esiste già, lo scopo è di tenerla in una cassa e di non permettere sostegno serio dall'esterno.
Il terzo istituto è la "sicurezza". Questo è un
sistema di repressione di potenziali gruppi e movimenti anti-elite. Essa
opera in molti modi - dalla repressione "morbida" del dissenso (per
esempio, negli USA alle voci potenzialmente dissenzienti non è permesso
di fare carriera) ad un rigido giro di vite. In quasi tutti i paesi
attorno al mondo questo è un sistema di "uccisioni politiche" incaricate
dell'eliminazione fisica dei dissidenti più dannosi. L'istituzione di
tale sistema in Ucraina lo stiamo osservando con i nostri occhi,
negli USA opera già dalla fine del 19° secolo (per esempio, uno
strumento importante ne era la famigerata l'Agenzia
Pinkerton)
e la portata di questo paese [gli USA] è mondiale. Notate che il secondo ed il terzo strumento operano soltanto in presenza di consenso nelle elite sul sentiero dello sviluppo del paese. Se non vi è tale consenso, il sistema va fuori dei binari. Lo abbiamo visto alla fine degli anni '80 - inizio dei '90 e possiamo vederlo ora. Nei 2000 la nostra elite si è resa conto che la "sicurezza" soltanto è insufficiente, vi è bisogno di un'ideologia più positiva; tuttavia, tutti i sistemi per crearla senza toccare il corrotto sistema oligarchico non hanno portato al successo - tentativi di ripetere gli elementi individuali del sistema ideologico dell'URSS sotto il capitalismo "selvaggio" non hanno causato nient'altro che irritazione tra la popolazione. Ma ciò che unisce la popolazione (un ritorno agli elementi imperial-patriottici) minaccia l'esistenza dell'elite russa attuale a causa dello scontro con l'elite del progetto "occidentale".
Osservate che se nel nostro paese la crisi viene
associata con una crepa lungo la linea della
"società delle elite", nei paesi al centro del progetto "occidentale" la
società è così ammaestrata che finché riceve un "pacchetto" minimo di
beni e servizi, le elite non hanno nessun problema. Naturalmente, mentre
la crisi si intensifica la società si ricorderà dei suoi diritti, così
il processo si disferà, ma qui stiamo discutendo della situazione di
oggi, non di domani. E oggi il problema è diverso. Nel corso di decenni di esistenza pacifica dell'elite del progetto "occidentale" sotto la pompa di emissione che opera costantemente (che ha permesso all'elite di ridistribuire a suo favore tutte le risorse create dalla società), essa si è grandemente espansa e specializzata. Sistemi di ricerca unici creati negli anni '30-'80 sono stati praticamente distrutti (per esempio, la "sovietologia" è praticamente scomparsa), trasformati in molti modi in uffici meramente scolastici, che non hanno il diritto (e l'opportunità) di discutere problemi sociali reali. In economia si osserva ad occhio nudo: "l'unico modello approvato" domina completamente, nonostante il fatto che non possa categoricamente spiegare cosa stia accadendo nel mondo.
Ed i processi che avvengono nell'economia
(piuttosto obiettivi) rendono assolutamente impossibile l'esistenza
dell'attuale elite nello stesso aspetto e forma! Ma per lungo tempo non
è riuscita nemmeno a comprendere che, a causa della stretta
specializzazione (ricordate, l'elite sono coloro che possono prendere le
decisioni. In questo contesto la specializzazione è la sfera del
processo decisionale per un particolare gruppo) ha reso impossibile
smontare il quadro complesso del mondo.
I veri problemi sono emersi all'inizio degli anni
'90, la situazione è diventata irreversibile alla metà del mandato
presidenziale di 8 anni di
Bill Clinton.
Verso il termine del suo mandato i problemi hanno raggiunto la scala
degli inizi degli anni '30 del secolo scorso (ricordate, abbiamo fatto
le nostre conclusioni sull'inevitabilità della crisi sulla base
dell'analisi dell'equilibrio intersettoriale negli USA nel 1998!), più
avanti la situazione è soltanto peggiorata. Ed oggi non vi è nulla a cui
paragonare la crisi imminente - non ha nessuna analogia. L'Europa
Occidentale del 1945 non si adatta - era sotto controllo esterno.
Una chiara comprensione che nelle elite post-crisi
non vi sarà spazio sufficiente per tutti i membri dell'elite attuale è arrivata
dal "caso di
Strauss-Kahn",
che è diventato un'analogia con l'Ottobre 1917. Di per se stesso il
colpo di stato del 25 ottobre 1917 non causò nessuna particolare
conseguenza, tuttavia, l'insoddisfazione delle precedenti elite
dominanti portò alla guerra civile - che trasformò il colpo di stato
nella Grande Rivoluzione Socialista d'Ottobre. Dunque, oggi siamo in una
situazione, relativamente parlando, della fine del 1917, quando il colpo
di stato è già avvenuto, ma la guerra "calda" non è ancora cominciata. Naturalmente, non si può spiegare questo ai cittadini della Siria e dello Yemen, ma i cittadini dei paesi della linea di fondo del progetto "occidentale" non si sono mai preoccupati dei "selvaggi". La cosa più importante è che sulla base del "caso di Strauss-Kahn", i principali beneficiari dell'elite globale degli ultimi decenni, i finanzieri, sono stati spinti lontano dall'"alimentatore" principale. Ed inevitabilmente si prepareranno per la guerra, perché altrimenti tutte le loro pretese per un posto nelle elite si infrangeranno su fattori oggettivi - l'incapacità di continuare l'emissione sostenuta. Sulle caratteristiche specifiche di questo processo (particolarmente negli USA) ho scritto molte volte, dunque non mi ripeterò. Il punto principale è qualcosa d'altro. Come possono i meccanismi di difesa dell'ideologia e del sistema operare più o meno distintamente, se non vi è nessun consenso entro le elite? Se alcuni di questi elementi separati entrassero in una battaglia brutale?
In una simile situazione il sistema della
propaganda retrocede rapidamente alla condizione di "amico o nemico" ed
invece di analisi più o meno complesse, sebbene di parte, produce
qualcosa che vediamo come parte della propaganda americana sull'Ucraina.
La
Psaki ne
è un esempio - ha ripetutamente espresso una posizione semplice e
chiara:
Poroshenko
"è nostro" e quindi "ha sempre ragione". Fine. La situazione è similare
intorno al mondo.
Tuttavia, qui abbiamo un problema. Nelle elite
americane l'odio per la Russia è profondamente stratificato, così qui è
chiaro chi sia "amico" oppure "nemico" (chiunque attacchi la Russia). E
che fare con il Medio Oriente? E qui la crepa nelle elite americane è
già visibile ad occhio nudo.
Nell'Unione Europea le cose sono ancora più
divertenti. Quelli che si sono già resi conto che nei piani a lungo
termine degli Stati Uniti semplicemente non vi è nessuna UE indipendente
stanno cercando di saltare fuori dall'"abbraccio" della macchina della
propaganda degli USA, ma sono spinti ostinatamente alla posizione di
"amore per la Russia". E'm stata una mossa forte da parte della macchina
della propaganda degli USA (combinare posizioni "contro gli USA" e "per
la Russia") ed oggi funziona ancora - ma domani entrerà in negativo.
Un'altra cosa è che non vi sarà nessuno a rispondere.
Ma questo è soltanto nella sfera dell'ideologia. E
che dire della "sicurezza"? Come sappiamo dagli esempi dell'URSS/Russia,
le elite della "sicurezza" sono costrette a rivolgersi agli affari. E
sarà difficile che riprenda le sue funzioni, se affatto possibile nella
situazione attuale. Perché allo scopo che la "sicurezza" operi
appropriatamente, vi è il bisogno di un'ideologia unica, chiara e
coerente e con alcuni scenari costruttivi. E cosa può essere costruttivo
oggi? In conclusione, si può osservare che il problema principale dell'elite moderna del progetto "occidentale" è che la divisione interna a questa elite distrugge i due principali meccanismi di ogni stato: un'ideologia fondante di sistema ed un sistema di sicurezza politico. E ciò significa che i paesi di questo progetto affronteranno inevitabilmente uno scenario paragonabile a quello della Russia del 1917-20 o degli anni '90 del secolo scorso.
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