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L'l'uccisione di più di 50 persone lunedì al Cairo ad una manifestazione a sostegno dello spodestato presidente
egiziano Morsi ha legittimamente inorridito molti in Egitto ed
internazionalmente. Gli elementi pro-Morsi hanno posto la colpa
sulle forze militari, mentre i militari sostengono di essere stati
attaccati con proiettili veri. Mentre vengono scagliate accuse
avanti e indietro, sta emergendo un nuovo aspetto di questa storia
– la presenza di una terza forza, cioè franchi tiratori appostati sui tetti
che sparavano su entrambe le parti di questo conflitto. Questa
rivelazione solleva gravi domande sulla vera natura del conflitto in
Egitto e somiglianze allarmanti tra questo incidente ed incidenti
simili in Sira, Tailandia ed altrove.
Il massacro del Cairo
Mentre migliaia si concentravano vicino al quartier generale
della Guardia Repubblicana dove molti credono che i militari
egiziani stiano detenendo l'ex presidente Morsi, è esplosa la
violenza, uccidendo almeno 51 persone e ferendone centinaia. Il
sanguinoso incidente ha segnato una chiara transizione da un
conflitto meramente politico ad una potenziale guerra civile.
Secondo dei funzionari dei militari, i "terroristi" pro-Morsi
hanno tentato di assaltare l'edificio, provocando quindi una
risposta violenta delle forze militari che si difendevano. Il
colonnello
Ahmad Mohammad Ali,
portavoce dei
militari egiziani, ha affermato che il personale della polizia è
stato attaccato mentre tentava di
mettere al sicuro l'area. Ha
osservato
che "Erano in cima
di edifici...hanno sparato o gettato giù delle cose...stavano
sparando proiettili veri ed i militari dovevano difendersi". I
commenti del colonnello Ali sono stati echeggiati dalla maggior
parte delle grandi organizzazioni di media in Egitto che sono in
gran parte controllate da forze in pieno accordo con i militari e
con il precedente regime Mubarak. Tuttavia, la Fratellanza Musulmana
e le altre forze pro-Morsi dipingono un quadro nettamente diverso.
Una dichiarazione
del sito web del
Partito Libertà e Giustizia della
Fratellanza
Musulmana naturalmente incolpa le forze militari egiziane di avere
ucciso sfrenatamente quelli che descrive come "dimostranti pacifici
che respingono il colpo di stato militare e domandano la
reintegrazione del loro presidente eletto Mohamed Morsi". Dalla
prospettiva degli islamisti, il massacro, come pure lo stesso colpo
di stato, è stato un assalto diretto non soltanto alla Fratellanza
Musulmana ma alla democrazia stessa. Inoltre, sembra che le
uccisioni abbiano stabilito il precedente che gli elementi islamisti
non hanno in Egitto nessuna risorsa che la violenza.
Nonostante le differenze tra queste opposte fazioni, tra loro
vi è un argomento comune
– entrambe incolpano
l'altra per avere spinto alla violenza che potrebbe portare alla
totale destabilizzazione del paese. Tuttavia, qui è critico
osservare che la maggior parte delle uccisioni di lunedì ha avuto
luogo per mano di sconosciuti franchi tiratori appostati sui tetti,
come mostrato in questo video.
Snipers on buildings shoot into crowd at Cairo
Republican Guard
Sebbene sembri che i cecchini indossino uniformi militari, la
loro vera identità resta non chiara. Poiché è impossibile verificare
esattamente chi fossero i cecchini e per chi stessero operando, è
invece critico esaminare i possibili motivi o la mancanza di questi.
I militari hanno affermato ripetutamente di essere stati
attaccati e che la risposta è stata puramente difensiva. Tuttavia,
questo non può assolutamente spiegare la presenza di franchi
tiratori sui tetti, nessun atteggiamento solo difensivo. Per contro,
la pretesa della Fratellanza Musulmana e dei sostenitori alleati che
i cecchini fossero ovviamente dei militari egiziani non sembra
coerente con le circostanze politiche, né con i fatti sul terreno.
Prima di tutto, dovrebbe notarsi che i militari non hanno
nulla da guadagnare e tutto da perdere dall'utilizzare
queste tattiche. Avendo preso il potere in quello che può essere
considerato soltanto uno dei più "popolari colpi di stato" (non un
mio termine) della storia moderna, avevano già dalla loro parte la
maggioranza dell'opinione pubblica del paese e mondiale. Non vi è
stata nessuna condanna mondiale delle loro azioni, piuttosto, i
governi sembravano essere molto desiderosi di "guardare avanti" e di
"domandare stabilità", entrambe semplicemente linguaggio in codice
per tacito sostegno. Così, con il mondo che osserva l'Egitto, che
scruta attentamente ogni mossa che compiono i militari e
l'opposizione secolare, in quale modo possibile stanno a beneficiare
dal seminare un caos simile? Naturalmente, non stanno a guadagnare
nulla. Inoltre, la nozione che dei cecchini dei militari egiziani
sparerebbero ai loro commilitoni è per dire il minimo inverosimile.
In secondo luogo, la Fratellanza Musulmana ed i suoi
sostenitori hanno indubbiamente compreso l'impossibilità di
combattere i militari nelle strade. Qualsiasi arma le fonti
affermano che avessero (bottiglie, pietre, piccole armi) non sono
certamente sufficienti per influenzare significativamente i
militari. La nozione che questi dimostranti abbiano tentato di
"assaltare" il quartier generale della Guardia Repubblicana sembra
ridicola. Sebbene la folla fosse composta in prevalenza di ferventi
sostenitori del deposto presidente Morsi, erano ancora egiziani
regolari, non militanti salafiti o qualche formazione simile.
Così sembrerebbe che nessuna parte si trovasse a beneficiare o
avesse la capacità di fare ciò che l'altra parte propone. Questo
quindi solleverebbe la domanda più critica di tutte...se i cecchini
non erano di nessuna delle due parti, allora chi erano esattamente?
Sembrerebbe che l'unica conclusione logica sia che i cecchini erano
di qualche finora sconosciuta terza parte il cui interesse non era
nello schierarsi ma nell'assicurare che avrebbero avuto luogo
scontri violenti ed uccisioni in modo da alimentare le tensioni e
fomentare la guerra civile. Gli osservatori acuti noteranno che
abbiamo già visto prima questo scenario, più recentemente in Siria.
I precedenti siriano e thailandese
Allo scoppio della violenza in Siria nel 2011, molti si sono
meravigliati di come la situazione sul terreno si sia aggravata così
velocemente. Secondo i rapporti dei media mainstream occidentali,
sembrerebbe che le forze di sicurezza siriane siano semplicemente
impazzite e abbiano cominciato ad uccidere a caso dei dimostranti
pacifici. Tuttavia, ciò che è divenuto chiaro entro giorni è stato
il fatto che dei franchi tiratori sconosciuti appostati sui tetti in
città come Deraa e Hama erano in realtà i principali colpevoli. Come
visto in
questi video
come pure in
innumerevoli articoli, la presenza di cecchini sui tetti per tutta
la Siria è innegabile. Naturalmente, è stata fatta immediatamente
l'affermazione che i cecchini erano semplicemente forze militari di
Assad. Abbastanza convenientemente, non è mai stata prodotta nessuna
prova che ha dimostrato che gli iniziali cecchini fossero
effettivamente soldati governativi.
In modo interessante, la Missione degli osservatori della Lega
Araba, essa stessa apertamente ostile al regime Assad, nel proprio
rapporto degli inizi del 2012 ha osservato che molte delle atrocità,
inclusi i tiri dei cecchini, potevano essere correttamente
attribuite a una terza forza, sconosciuta all'interno del paese.
Come ha fatto rilevare il
rapporto:
La Missione ha determinato che vi è un'entità armata che nel
protocollo non è menzionata. Questo sviluppo sul terreno può essere
indubbiamente attribuito all'eccessivo uso della violenza delle
forze del governo siriano in risposta alle proteste che sono
avvenute prima dello spiegamento della Missione domandando la caduta
del regime. In alcune zone, questa entità armata ha reagito
attaccando forze di sicurezza e cittadini siriani, causando che il
governo rispondesse con ulteriore violenza.
Il rapporto conferma ciò che hanno dichiarato molti testimoni
oculari, cioè che parte delle violenze che sono scoppiate all'inizio
del conflitto in Siria erano attribuibili a questa "terza forza"
fornita di franchi tiratori e di addestramento ed equipaggiamento
militare. In modo prevedibile, il rapporto tenta di raccontare le
violenze della "terza forza" come essere puramente in risposta ai
militari siriani, ma non fornisce nessuna prova altro che la
generica affermazione che "indubbiamente [la violenza] deve
essere attribuito all'eccessivo uso della violenza delle forze
governative". Quindi, essenzialmente, dovrebbe essere chiaro che
all'interno della Siria durante gli stadi iniziali del conflitto vi
erano alcuni elementi che utilizzavano franchi tiratori ed altre
forme di violenza e di terrorismo per spingere l'opposizione ed il
governo alla guerra su vasta scala. Sembra che abbia funzionato
davvero in modo pienamente riuscito.
La Siria non è certamente l'unico paese che ha sperimentato
questo genere di fenomeno. Nel 2010 sono scoppiate delle violenze
tra il governo della Thailandia ed i sostenitori dalla camicia rossa
dell'ex primo ministro appoggiato dagli USA
Thaksin
Shinawatra.
Proprio come in Siria, dei
misteriosi tiratori armati con fucili da cecchino, mitragliatrici e granate sono apparsi dalle
fila delle camicie rosse e hanno cominciato ad attaccare le truppe
thai, uccidendo un importante colonnello ed altri sei soldati. Il
tentativo di "assaltare" un'installazione militare con dimostranti
era chiaramente una copertura cinicamente orchestrata per fomentare
il caos e la possibile destabilizzazione del paese con l'intenzione
di installare il prediletto di Washington, Shinawatra. Di nuovo qui vediamo che erano al centro dell'incidente dei franchi
tiratori ed altri armati, sconosciuti combattenti.
Quello che è successo in Thailandia non è stato un semplice
incidente. Ha richiesto coordinamento e pianificazione, appoggio
finanziario e materiale. Questo indica che, contrario alla narrativa
fantastica dei media
mainstream, questa non era
una semplice protesta politica e che non dovrebbe essere trattata
come tale. Piuttosto, come in Siria, vediamo un chiaro esempio della
distanza alla quale certi elementi andranno per raggiungere i loro
scopi politici.
I dettagli del massacro in Egitto stanno ancora uscendo, così è
impossibile affermare con certezza quello che è successo
esattamente. Tuttavia, giudicando da esperienze precedenti in Siria
e Thailandia, si dovrebbero avere delle riserve sulla narrativa che
viene venduta al pubblico. Chi erano esattamente quei franchi
tiratori al Cairo? Chi ha dato l'ordine di sparare su entrambe i
dimostranti pro-Morsi e sulle forze militari? Le risposte a queste e
ad altre domande devono emergere con il tempo. Con la speranza che
quando lo faranno vi sia ancora un Egitto unito e pacifico.
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