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Fomentare la guerra civile in Egitto

11 luglio 2013

 

L'l'uccisione di più di 50 persone lunedì al Cairo ad una manifestazione a sostegno dello spodestato presidente egiziano Morsi ha legittimamente inorridito molti in Egitto ed internazionalmente. Gli elementi pro-Morsi hanno posto la colpa sulle forze militari, mentre i militari sostengono di essere stati attaccati con proiettili veri. Mentre vengono scagliate accuse avanti e indietro, sta emergendo un nuovo aspetto di questa storia la presenza di una terza forza, cioè franchi tiratori appostati sui tetti che sparavano su entrambe le parti di questo conflitto. Questa rivelazione solleva gravi domande sulla vera natura del conflitto in Egitto e somiglianze allarmanti tra questo incidente ed incidenti simili in Sira, Tailandia ed altrove.

Il massacro del Cairo

Mentre migliaia si concentravano vicino al quartier generale della Guardia Repubblicana dove molti credono che i militari egiziani stiano detenendo l'ex presidente Morsi, è esplosa la violenza, uccidendo almeno 51 persone e ferendone centinaia. Il sanguinoso incidente ha segnato una chiara transizione da un conflitto meramente politico ad una potenziale guerra civile.

Secondo dei funzionari dei militari, i "terroristi" pro-Morsi hanno tentato di assaltare l'edificio, provocando quindi una risposta violenta delle forze militari che si difendevano. Il colonnello Ahmad Mohammad Ali, portavoce dei militari egiziani, ha affermato che il personale della polizia è stato attaccato mentre tentava di mettere al sicuro l'area. Ha osservato che "Erano in cima di edifici...hanno sparato o gettato giù delle cose...stavano sparando proiettili veri ed i militari dovevano difendersi". I commenti del colonnello Ali sono stati echeggiati dalla maggior parte delle grandi organizzazioni di media in Egitto che sono in gran parte controllate da forze in pieno accordo con i militari e con il precedente regime Mubarak. Tuttavia, la Fratellanza Musulmana e le altre forze pro-Morsi dipingono un quadro nettamente diverso.

Una dichiarazione del sito web del Partito Libertà e Giustizia della Fratellanza Musulmana naturalmente incolpa le forze militari egiziane di avere ucciso sfrenatamente quelli che descrive come "dimostranti pacifici che respingono il colpo di stato militare e domandano la reintegrazione del loro presidente eletto Mohamed Morsi". Dalla prospettiva degli islamisti, il massacro, come pure lo stesso colpo di stato, è stato un assalto diretto non soltanto alla Fratellanza Musulmana ma alla democrazia stessa. Inoltre, sembra che le uccisioni abbiano stabilito il precedente che gli elementi islamisti non hanno in Egitto nessuna risorsa che la violenza.

Nonostante le differenze tra queste opposte fazioni, tra loro vi è un argomento comune entrambe incolpano l'altra per avere spinto alla violenza che potrebbe portare alla totale destabilizzazione del paese. Tuttavia, qui è critico osservare che la maggior parte delle uccisioni di lunedì ha avuto luogo per mano di sconosciuti franchi tiratori appostati sui tetti, come mostrato in questo video.

Snipers on buildings shoot into crowd at Cairo Republican Guard

Sebbene sembri che i cecchini indossino uniformi militari, la loro vera identità resta non chiara. Poiché è impossibile verificare esattamente chi fossero i cecchini e per chi stessero operando, è invece critico esaminare i possibili motivi o la mancanza di questi.

I militari hanno affermato ripetutamente di essere stati attaccati e che la risposta è stata puramente difensiva. Tuttavia, questo non può assolutamente spiegare la presenza di franchi tiratori sui tetti, nessun atteggiamento solo difensivo. Per contro, la pretesa della Fratellanza Musulmana e dei sostenitori alleati che i cecchini fossero ovviamente dei militari egiziani non sembra coerente con le circostanze politiche, né con i fatti sul terreno.

Prima di tutto, dovrebbe notarsi che i militari non hanno nulla da guadagnare e tutto da perdere dall'utilizzare queste tattiche. Avendo preso il potere in quello che può essere considerato soltanto uno dei più "popolari colpi di stato" (non un mio termine) della storia moderna, avevano già dalla loro parte la maggioranza dell'opinione pubblica del paese e mondiale. Non vi è stata nessuna condanna mondiale delle loro azioni, piuttosto, i governi sembravano essere molto desiderosi di "guardare avanti" e di "domandare stabilità", entrambe semplicemente linguaggio in codice per tacito sostegno. Così, con il mondo che osserva l'Egitto, che scruta attentamente ogni mossa che compiono i militari e l'opposizione secolare, in quale modo possibile stanno a beneficiare dal seminare un caos simile? Naturalmente, non stanno a guadagnare nulla. Inoltre, la nozione che dei cecchini dei militari egiziani sparerebbero ai loro commilitoni è per dire il minimo inverosimile.

In secondo luogo, la Fratellanza Musulmana ed i suoi sostenitori hanno indubbiamente compreso l'impossibilità di combattere i militari nelle strade. Qualsiasi arma le fonti affermano che avessero (bottiglie, pietre, piccole armi) non sono certamente sufficienti per influenzare significativamente i militari. La nozione che questi dimostranti abbiano tentato di "assaltare" il quartier generale della Guardia Repubblicana sembra ridicola. Sebbene la folla fosse composta in prevalenza di ferventi sostenitori del deposto presidente Morsi, erano ancora egiziani regolari, non militanti salafiti o qualche formazione simile.

Così sembrerebbe che nessuna parte si trovasse a beneficiare o avesse la capacità di fare ciò che l'altra parte propone. Questo quindi solleverebbe la domanda più critica di tutte...se i cecchini non erano di nessuna delle due parti, allora chi erano esattamente? Sembrerebbe che l'unica conclusione logica sia che i cecchini erano di qualche finora sconosciuta terza parte il cui interesse non era nello schierarsi ma nell'assicurare che avrebbero avuto luogo scontri violenti ed uccisioni in modo da alimentare le tensioni e fomentare la guerra civile. Gli osservatori acuti noteranno che abbiamo già visto prima questo scenario, più recentemente in Siria.

I precedenti siriano e thailandese

Allo scoppio della violenza in Siria nel 2011, molti si sono meravigliati di come la situazione sul terreno si sia aggravata così velocemente. Secondo i rapporti dei media mainstream occidentali, sembrerebbe che le forze di sicurezza siriane siano semplicemente impazzite e abbiano cominciato ad uccidere a caso dei dimostranti pacifici. Tuttavia, ciò che è divenuto chiaro entro giorni è stato il fatto che dei franchi tiratori sconosciuti appostati sui tetti in città come Deraa e Hama erano in realtà i principali colpevoli. Come visto in questi video come pure in innumerevoli articoli, la presenza di cecchini sui tetti per tutta la Siria è innegabile. Naturalmente, è stata fatta immediatamente l'affermazione che i cecchini erano semplicemente forze militari di Assad. Abbastanza convenientemente, non è mai stata prodotta nessuna prova che ha dimostrato che gli iniziali cecchini fossero effettivamente soldati governativi.

In modo interessante, la Missione degli osservatori della Lega Araba, essa stessa apertamente ostile al regime Assad, nel proprio rapporto degli inizi del 2012 ha osservato che molte delle atrocità, inclusi i tiri dei cecchini, potevano essere correttamente attribuite a una terza forza, sconosciuta all'interno del paese. Come ha fatto rilevare il rapporto:

La Missione ha determinato che vi è un'entità armata che nel protocollo non è menzionata. Questo sviluppo sul terreno può essere indubbiamente attribuito all'eccessivo uso della violenza delle forze del governo siriano in risposta alle proteste che sono avvenute prima dello spiegamento della Missione domandando la caduta del regime. In alcune zone, questa entità armata ha reagito attaccando forze di sicurezza e cittadini siriani, causando che il governo rispondesse con ulteriore violenza.

Il rapporto conferma ciò che hanno dichiarato molti testimoni oculari, cioè che parte delle violenze che sono scoppiate all'inizio del conflitto in Siria erano attribuibili a questa "terza forza" fornita di franchi tiratori e di addestramento ed equipaggiamento militare. In modo prevedibile, il rapporto tenta di raccontare le violenze della "terza forza" come essere puramente in risposta ai militari siriani, ma non fornisce nessuna prova altro che la generica affermazione che "indubbiamente [la violenza] deve essere attribuito all'eccessivo uso della violenza delle forze governative". Quindi, essenzialmente, dovrebbe essere chiaro che all'interno della Siria durante gli stadi iniziali del conflitto vi erano alcuni elementi che utilizzavano franchi tiratori ed altre forme di violenza e di terrorismo per spingere l'opposizione ed il governo alla guerra su vasta scala. Sembra che abbia funzionato davvero in modo pienamente riuscito.

La Siria non è certamente l'unico paese che ha sperimentato questo genere di fenomeno. Nel 2010 sono scoppiate delle violenze tra il governo della Thailandia ed i sostenitori dalla camicia rossa dell'ex primo ministro appoggiato dagli USA Thaksin Shinawatra. Proprio come in Siria, dei  misteriosi tiratori armati con fucili da cecchino, mitragliatrici e granate sono apparsi dalle fila delle camicie rosse e hanno cominciato ad attaccare le truppe thai, uccidendo un importante colonnello ed altri sei soldati. Il tentativo di "assaltare" un'installazione militare con dimostranti era chiaramente una copertura cinicamente orchestrata per fomentare il caos e la possibile destabilizzazione del paese con l'intenzione di installare il prediletto di Washington, Shinawatra. Di nuovo qui vediamo che erano al centro dell'incidente dei franchi tiratori ed altri armati, sconosciuti combattenti. 

Quello che è successo in Thailandia non è stato un semplice incidente. Ha richiesto coordinamento e pianificazione, appoggio finanziario e materiale. Questo indica che, contrario alla narrativa fantastica dei media mainstream, questa non era una semplice protesta politica e che non dovrebbe essere trattata come tale. Piuttosto, come in Siria, vediamo un chiaro esempio della distanza alla quale certi elementi andranno per raggiungere i loro scopi politici.

I dettagli del massacro in Egitto stanno ancora uscendo, così è impossibile affermare con certezza quello che è successo esattamente. Tuttavia, giudicando da esperienze precedenti in Siria e Thailandia, si dovrebbero avere delle riserve sulla narrativa che viene venduta al pubblico. Chi erano esattamente quei franchi tiratori al Cairo? Chi ha dato l'ordine di sparare su entrambe i dimostranti pro-Morsi e sulle forze militari? Le risposte a queste e ad altre domande devono emergere con il tempo. Con la speranza che quando lo faranno vi sia ancora un Egitto unito e pacifico.