Soltanto la completa vittoria della resistenza

può porre termine all'occupazione

 

di Carsten Kofoed

Portavoce del Comitato danese per l'Iraq libero

 

22 gennaio 2005

 

Oltre una dozzina di eminenti esuli iracheni, guidati da persone come Sami Ramadani, Haifa Zangana, Kamal Majid ed altri, tutti molto noti per la loro posizione contraria all'occupazione e per la loro attività nel movimento pacifista, hanno fatto una dichiarazione piuttosto sorprendente sulle imminenti cosiddette elezioni nazionali in Iraq, ed altrove, il 30 gennaio. La dichiarazione, intitolata "Le elezioni irachene non sono libere" è stata pubblicata il 21 gennaio sul quotidiano britannico The Guardian. (1)

Ho sentito il bisogno di fare qualche commento su quella particolare dichiarazione, perché, in tutta modestia, penso che esprima delle posizioni sull'Iraq che sono fondamentalmente sbagliate.

Sulle elezioni, che sono completamente illegali in quanto risultato di una illegale aggressione ed occupazione dell'Iraq, la dichiarazione, tra le altre cose, dice:

"Mentre boicottiamo questo esercizio antidemocratico, condanniamo fermamente tutte le forme di violenza contro gli iracheni che vi partecipano. Noi, come esuli, siamo fiduciosi che la grande maggioranza degli iracheni, sia in patria che all'estero, si unirà per porre fine all'occupazione guidata dagli USA ed instaurerà la democrazia, qualsiasi sia la loro posizione sulla partecipazione".

Ovviamente, boicottare la farsa di elezioni tenute sotto l'occupazione a guida USA e su una montagna di più di 100.000 morti iracheni  è veramente molto comprensibile; ma che cosa significa esattamente il resto di questa citazione?

In primo luogo, Allawi partecipa alla truffa elettorale, dal momento che è candidato a "presidente" ed è un iracheno. I firmatari realmente "condannano la violenza contro iracheni" come Allawi, il suo regime e tutti i partiti che ne fanno parte, contro tutti questi quisling che insieme agli occupanti portano la responsabilità di tutti i crimini dell'occupazione, le uccisioni, la tortura e la distruzione, contro i traditori che hanno appena acclamato al massacro di Fallujah? Secondo la mia opinione, essi sono tutti bersagli legittimi della resistenza irachena.

In secondo luogo, con riguardo ai comuni iracheni, la resistenza, essendo la carne ed il sangue del popolo iracheno, non vuole nuocere a nessun padre, madre o bambino iracheno, ed è esattamente per questo motivo che la resistenza sta avvertendo tutti gli iracheni di non partecipare in alcun modo alle illegali elezioni truffa.

 

Cercare di distruggere la farsa USA delle elezioni, che hanno lo scopo di legittimizzare l'occupazione "eleggendo" un nuovo regime fantoccio degli USA su basi religiose ed etniche e di portare ulteriormente l'Iraq verso la guerra civile è parte inerente della strategia della resistenza, proprio come è obiettivo della resistenza frantumare l'intero "processo politico" imposto dagli USA per ostacolare l'istituzione di uno stabile regime filo USA in Iraq, un obiettivo che fino ad ora è stato raggiunto.

 

La dichiarazione continua dicendo che la posizione sulle elezioni non conta veramente riguardo all'unirsi per far cessare l'occupazione. Seguendo questa logica, i collaborazionisti, che sono candidati nelle elezioni o che le organizzano, che traggono benefici dall'occupazione e dalla distruzione del loro paese, potrebbero venire considerati interessati alla fine dell'occupazione almeno tanto quanto lo sono la grande maggioranza del popolo iracheno e la sua resistenza.

 

Secondo la mia opinione, tali posizioni sono completamente sbagliate ed estremamente pericolose, poiché offuscano il confine tra patrioti e collaborazionisti in Iraq, tra coloro che sono dalla parte della resistenza ed i lacché dell'occupazione, tra i quali persone che affermano di essere "comunisti" e "sindacalisti", ma che non vogliono che la omicida, illegale occupazione del loro paese abbia fine immediatamente, perché ciò significherebbe anche la fine del loro futuro in Iraq.

 

Neppure è vantaggioso speculare in elezioni sotto occupazione mettendo avanti "richieste di precondizioni minime" come "confinare tutte le forze d'occupazione nelle caserme fino al loro totale ritiro", "istituendo una commissione elettorale indipendente" ed altre proposte completamente illusorie.

E' stupefacente che i firmatari non menzionino neppure il ritiro immediato di tutte le forze d'occupazione come precondizione assoluta per ogni sviluppo che giovi al popolo iracheno, una richiesta che è parte, per inciso, della piattaforma del movimento pacifista nel Regno Unito ed anche in Danimarca. E' ugualmente sorprendente che della gente che proclama la sua opposizione all'occupazione e che persino sostenga la resistenza trascuri di menzionare la resistenza stessa con una singola parola mentre fa una dichiarazione su queste elezioni.

 

Vediamo che in Iraq le truppe d'occupazione vengono attaccate ogni giorno in tutto il paese. I loro collaborazionisti iracheni sono isolati e puniti sempre più sistematicamente. E' pure un fatto inconfutabile che tutti i paesi, uno per uno, stanno lasciando l'Iraq. Tutto ciò a causa della resistenza armata.

 

E' chiaro per tutti che è la resistenza che è all'offensiva in Iraq. Il capo dei servizi segreti del regime fantoccio di Allawi, Mohamed Abdullah Shahwani, recentemente ha dichiarato che la resistenza è formata da più di 200.000 combattenti effettivi e simpatizzanti, una cifra che per ragioni propagandistiche è sicuramente inferiore a quella reale, ma è ancora più alta del numero delle forze d'occupazione e dell'esercito "iracheno" assieme. Ciò dimostra che nessuno, se vuole essere preso seriamente, può nascondere il fatto che in Iraq la resistenza cresce ed ha successo.

Perciò, e specialmente in questo momento, si dovrebbe essere molto cauti di tutti i tipi di illusioni sull'occupazione, su modi spettacolari per porvi fine magicamente senza continuare sulla riuscita strada della resistenza armata. Tutte queste proposte, che comprendono la cosiddetta comunità internazionale, che stava giusto guardando mentre gli iracheni soffrivano e venivano uccisi da 13 anni di sanzioni ONU da genocidio, o questa o quella istituzione, servono soltanto ad un singolo scopo: salvare l'occupazione a guida USA dalla sconfitta, impedire al popolo iracheno di ottenere la sua grande vittoria: la liberazione dell'Iraq.

 

Il movimento pacifista mondiale dovrebbe condannare la illegale farsa delle elezioni USA del 30 gennaio come anche ogni elezione in Iraq finché continua l'occupazione. Esso dovrebbe anche ripetere ad alta voce la richiesta di ritiro immediato ed incondizionato di tutte le truppe straniere dall'Iraq e dichiarare il suo aperto sostegno alla resistenza irachena che combatte una legittima guerra di liberazione.

Note:
1. Iraq elections are not free, The Guardian, http://www.guardian.co.uk/ , January 21, 2005, http://www.guardian.co.uk/Iraq/Story/0,2763,1395206,00.html 

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