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Il 12 gennaio,
è stato riportato
che 50.000 ucraini "filo-occidentali" sono
discesi su Piazza Indipendenza a Kiev per protestare contro il governo
del presidente Viktor Yanukovych. Attizzata
in parte da
un attacco al
leader dell'opposizione Yuriy Lutsenko,
la protesta ha segnato l'inizio della fine del governo durato quattro anni
di Yanukovych.
Quello stesso giorno, il
Financial Times ha reso noto un affare
considerevole per il titano USA dell''industria agricola Cargill.
Nonostante il trambusto all'interno della politica ucraina dopo che
Yanukovych aveva
respinto
soltanto sette
settimane prima un
importante accordo commerciale con l'Unione Europea,
Cargill
era abbastanza
fiduciosa del futuro da tirare fuori più di $200 milioni
per acquistare una quota nella
UkrLandFarming dell'Ucraina.
Secondo il Financial Times,
la UkrLandFarming è l'ottavo
maggiore coltivatore di terra al mondo e secondo maggiore produttore di uova.
E queste non sono le sole uova nel sempre più
ampio paniere della Cargill.
Il 13 dicembre,
Cargill ha
annunciato l'acquisto di una
quota di un porto del Mar Nero.
Il porto
della Cargill a
Novorossiysk —ad est
della importante storicamente e strategicamente rilevante base navale in
Crimea della Russia — le assegna
un importante punto d'ingresso ai mercati russi e la aggiunge alla lista
delle società Big Ag
che hanno
investito nei porti attorno al Mar Nero,
sia in
Russia che in Ucraina.
Cargill
è in Ucraina da
più di due decenni,
ha investito in silos per il grano e nel 2011 ha acquistato
una grande
impresa ucraina di alimentazione animale.
E, sulla base del suo investimento nella
UkrLandFarming, Cargill
è stata decisamente fiduciosa
in mezzo al
caos post accordo
UE.
E' una dura
giustapposizione ai campanelli d'allarme che suonano dai media USA, da
politici bellicosi a Capitol Hill e da
responsabili della politica perplessi alla Casa Bianca.
E' ancora più dura se paragonata all'ansia espressa da
Morgan
Williams, presidente
e a.d. del
Consiglio Commerciale USA-Ucraina — che secondo il suo sito web
"Promuove le relazioni commerciali USA-Ucraina dal 1995".
Il 13 marzo Williams è stato intervistato dall'International
Business Times e, nonostante la
propensione a spendere della Cargill, ha dichiarato che "L'instabilità
ha costretto le imprese a prendersi cura dei loro affari ed a non
decidere futuri piani di investimento, di espansione
e di assunzione di altri dipendenti".
Infatti,
Williams,
che ha la
doppia mansione di direttore degli affari governativi alla
società finanziaria
SigmaBleyzer,
ha
affermato che "I piani finanziari sono stati congelati".
Evidentemente, non era informato
dell'investimento della Cargill, che è strano dato il fatto che poteva
semplicemente avere chiamato
Van A. Yeutter,
vice presidente degli affari societari della Cargill e chiedergli del
piano finanziario piuttosto attivo della sua società.
Non c'è dubbio che
Williams
abbia il numero di telefono, perché
Yuetter
serve nel
Comitato
Esecutivo del
Consiglio Commerciale USA-Ucraina. E' anche un alquanto comodo circolo
d'investimenti.
Secondo il suo
profilo SigmaBleyzer,
Williams "ha iniziato il suo
lavoro in relazione all'Ucraina nel 1992" e da allora ha consigliato
industrie agricole americane "ad investire nella ex Unione Sovietica".
Come sperimentato intrallazzatore per le
Big Ag, deve essere abbastanza amichevole
con la gente del Comitato Esecutivo.
I luminari delle Big Ag
E quello che è questo comitato
—
il chi è chi di
Big Ag è
verificabile. Tra i luminari che lavorano instancabilmente e senza
dubbio altruisticamente per un'Ucraina migliore e più libera sono:
–Melissa
Agustin,
direttore affari governatici e commercio internazionali di Monsanto
–Brigitte
Dias Ferreira,
consigliere
affari internazionali di John Deere
–Steven
Nadherny,
direttore
relazioni internazionali per il fabbricante di attrezzature agricole
CNH Industrial
–Jeff Rowe,
direttore
regionale di DuPont Pioneer
–John F.
Steele,
direttore
affari internazionali di Eli Lilly & Company
E, naturalmente, Van A. Yeutter di Cargill. Ma la Cargill non è
sola nei suoi calorosi sentimenti verso l'Ucraina. Come
ha riportato Reuters nel maggio 2013,
Monsanto
— la
maggiore azienda di semi al mondo
— progetta
di costruire "in Ucraina uno stabilimento di semi di granturco non OGM
(geneticamente modificati) da $140 milioni".
E subito dopo la decisione sull'accordo commerciale UE,
Jesus Madrazo, vice presidente
impegni societari di Monsanto,
ha riaffermato "l'impegno in Ucraina" della sua
società e "l'importanza di creare un ambiente favorevole che incoraggi
l'innovazione e favorisca lo sviluppo continuo dell'agricoltura".
La strategia della Monsanto comprende anche un poco di relazioni
pubbliche "cuori e menti". Subito dopo la riaffermazione di
Madrazo,
Monsanto
ha annunciato “un programma di
sviluppo sociale intitolato "Cesto del grano del futuro" per aiutare gli
abitanti dei villaggi rurali del paese a migliorare la loro qualità
della vita". L'iniziativa distribuirà assegnazioni fino a $25.000 per
programmi di sviluppo che forniscono "opportunità educative,
emancipazione della comunità e sviluppo della piccola impresa".
Il nomignolo ben creato
"Cesto del grano
del futuro" è significativo, perché, una volta, l'Ucraina era conosciuta
come il "cestino del pane" dell'Unione Sovietica.
La
CIA classifica l'Ucraina dell'era sovietica seconda soltanto
alla Madre Russia come "la componente economicamente più importante
dell'ex Unione Sovietica".
In molti modi, il terreno coltivato dell'Ucraina era la spina
dorsale dell'URSS. La sua "fertile terra nera" produceva più di un
quarto dell'agricoltura dell'URSS. Esportava "quantità sostanziose" di
cibo nelle altre repubbliche e le sue fattorie producevano quattro volte
il prodotto della "repubblica successiva in classifica".
Sebbene nel primo decennio dopo lo smembramento dell'Unione
Sovietica il prodotto agricolo dell'Ucraina sia crollato, negli ultimi
anni il settore dell'agricoltura sta crescendo in modo spettacolare.
Mentre l'Europa si affannava a scrollare via la Grande Recessione, il
settore agricolo dell'Ucraina nel 2013 è cresciuto del 13,7%.
L'economia agricola dell'Ucraina è intensa. Quella della Russia non
lo è. Ostacolata dagli effetti del
cambiamento
climatico e da 25 milioni di
ettari di
terra agricola incolta, la Russia resta indietro rispetto al suo ex "cestino del
pane".
Secondo il Centro
Studi orientali, le
esportazioni agricole dell'Ucraina sono salite da $4,3 miliardi del 2005
a $17,9 miliardi nel 2012 e, evocando il fulgore dell'URSS,
l'agricoltura attualmente conta per il 25% delle sue esportazioni
totali. L'Ucraina è anche il terzo maggiore esportatore al mondo di
grano e granturco. Ed il granturco non è soltanto cibo. E' anche
etanolo.
Nutrire l'Europa
Ma la gente deve mangiare
—
particolarmente in Europa.
Come
ha valutato nel 2011
Frank
Holmes
di Global
Investors USA, l'Ucraina è pronta a diventare il
macellatore d'Europa. La carne è difficile da spedire, ma l'Ucraina è
localizzata perfettamente per saziare la fame dell'Europa.
Soltanto due giorni dopo che Cargill ha comprato azioni di
UkrLandFarming,
Global Meat
News (si, “Global
Meat News” è una cosa) ha comunicato di
un enorme previsto aumento improvviso in "tutti i
generi" di esportazioni di carne ucraina, con un incremento dell'8,1%
complessivamente e di un incredibile aumento del 71,4% delle
esportazioni di carne suina. C'è poco da meravigliarsi che la Eli Lilly sia
rappresentata nel comitato esecutivo del Consiglio Commerciale
USA-Ucraina. La sua
unità produttiva Elanco
Animal Health è un grande
produttore di integratori alimentari.
Ed è pure rilevante che la progettata fabbrica di semi della
Monsanto sia non OGM, forse anticipando l'emergente mercato europeo
ostile agli OGM ed il
desiderio
crescente di alimenti organici dell'Europa. Quando si
tratta del futuro redditizio delle Big Ag in Europa, la posta in gioco
non potrebbe essere più alta.
Per la Russia e la sua impacciata economia agricola, è un'altra in
una lunga serie di perdite per l'invasione USA
—
dall'espansione della NATO in Europa orientale alla presenza militare
USA al suo sud e
su un grande accordo sullo sviluppo del gas da rocce scistose
recentemente firmato dalla Chevron in Ucraina.
Quindi, perché Big Ag era così rialzista sull'Ucraina, anche in
presenza di tanta incertezza e della prevedibile reazione della Russia?
La risposta è che i semi del cambiamento dell'Ucraina dalla Russia
sono stati sparsi nei due decenni passati dalla persistente alleanza
della Guerra Fredda tra corporation e politica estera. E' una
versione dello
“Stato
Parallelo”
che viene solitamente associata alle industrie
petrolifera e della difesa, ma esiste anche nell'altra industria
pesantemente sovvenzionata d'America — l'agricoltura.
Morgan Williams
si trova
alla connessione dell'alleanza delle Big Ag con la politica estera degli
USA. Vale a dire,
SigmaBleyzer loda il lavoro
di
Williams con
"diverse agenzie del governo USA, membri del Congresso, commissioni
congressuali, l'ambasciata d'Ucraina negli USA, le istituzioni
finanziarie internazionali, istituti di ricerca ed altre organizzazioni
sulle questioni degli affari, del commercio, degli investimenti e dello
sviluppo economico USA-Ucraina".
Come presidente del
Consiglio
Commerciale USA-Ucraina,
Williams ha accesso
alla coorte del Consiglio
— David
Kramer,
presidente
di
Freedom House.
Ufficialmente un'organizzazione non governativa, è stata
collegata ad evidenti e clandestine
imprese di "democrazia" in
luoghi dove
la porta non era aperta agli interessi americani — noti anche
come corporation americane.
Freedom
House, il National Endowment for Democracy
ed il National Democratic Institute hanno
contribuito a finanziare e sostenere la "Rivoluzione Arancione" ucraina del 2004. Freedom House è finanziata
direttamente dal governo USA, dal National Endowment for Democracy e dal Dipartimento di Stato USA.
David Kramer
è un ex
vice assistente segretario di stato per gli affari europei ed
eurasiatici e, secondo la sua
pagina della biografia della Freedom House,
in passato un "Membro anziano del
Project for
the New American Century”.
Il ruolo
della
Nuland
Questo pone Kramer e, per un grado di separazione,
l'intrallazzatore di Big Ag
Morgan
Williams nella
comitiva del cofondatore del PNAC
Robert Kagan, che, come
guarda caso la coincidenza, è sposato con
Victoria
“F*ck the EU” Nuland,
l'attuale
assistente segretario di stato per gli affari europei ed eurasiatici.
Cosa piuttosto interessante, lo scorso 13 dicembre la Nuland ha
parlato alla Fondazione USA-Ucraina,
esaltando le
virtù del movimento Euromaidan come la personificazione "dei principi e dei
valori che sono le pietre angolari per tutte democrazie libere".
La Nuland ha pure raccontato al
gruppo che gli Stati Uniti avevano investito più di $5 miliardi per
sostenere le "aspirazioni europee" dell'Ucraina, che significa
trascinare l'Ucraina lontano dalla Russia. Ha compiuto le sue
osservazioni su una predella che ritraeva uno sfondo adornato con il
logo della Chevron.
Inoltre, il suo collega e compagno di telefonata
ambasciatore degli USA in Ucraina Geoffrey Pyatt
ha aiutato la Chevron ad alterare il suo accordo cinquantennale del gas da rocce scistose nella
cucina della Russia.
Although
Chevron sponsored that event, it is not listed as a supporter of the Foundation. But the Foundation does list
the Coca-Cola Company, ExxonMobil and Raytheon as major sponsors. And,
to close the circle of influence, the U.S.-Ukraine Business Council is
also listed as a supporter.
Il che riporta la storia all'intrallazzatore di
Big
Ag — Morgan Williams.
Sebbene fosse malinconico sullo stato attuale degli investimenti in
Ucraina, deve portare gli occhiali da sole quando guarda nel futuro. Ha
raccontato al
International
Business Times
che "Qui il potenziale per l'agricoltura/industria agricola è
sorprendente . . . qui la produzione potrebbe raddoppiare. Il mondo ha
bisogno del cibo che l'Ucraina potrà produrre in futuro. 'agricoltura
ucraina potrebbe essere una vera miniera d'oro".
Naturalmente, la sua priorità è di assicurare che il pane delle
imprese ben collegate venga abbondantemente imburrato nell'ex cestino
del pane della Russia. E non c'è nessun gruppo meglio collegato delle
corporation interessate all'Ucraina dell'industria
agricola americana.
Data l'estensione del coinvolgimento ufficiale degli USA nella
politica ucraina
—
incluso
l'interessante fatto che l'ambasciatore Pyatt
ha promesso l'assistenza USA al nuovo governo nell'indagare
ed estirpare la corruzione — dopo tutto, la
strategia d'investimento apparentemente rischiosa della Cargill
probabilmente non era così rischiosa.
JP Sottile
è un giornalista
freelance,
radio copresentatore, regista documentarista ed ex produttore di
notiziari radiofonici a
Washington,
D.C.
Il suo
programma settimanale,
Inside the
Headlines w/ The Newsvandal,
copresentato da
James
Moore,
viene
trasmesso ogni venerdì dalla
KRUU-FM
di Fairfield,
Iowa, ed è
disponibile
online.
Il suo blog è su Newsvandal.com e potete seguirlo su witter, http://twitter/newsvandal.
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