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Gli interessi delle corporation dietro al putsch ucraino

16 marzo 2014

Dietro al colpo di stato appoggiato dagli USA che ha spodestato il presidente democraticamente eletto dell'Ucraina ci sono gli interessi economici di corporation gigantesche da Cargill a Chevron – che vedono il paese come una potenziale "miniera d'oro" di profitti, dallo sfruttamento agricolo a quello dell'energia, riporta JP Sottile.

di JP Sottile

 

Il 12 gennaio, è stato riportato che 50.000 ucraini "filo-occidentali" sono discesi su Piazza Indipendenza a Kiev per protestare contro il governo del presidente Viktor Yanukovych. Attizzata in parte da un attacco al leader dell'opposizione Yuriy Lutsenko, la protesta ha segnato l'inizio della fine del governo durato quattro anni di Yanukovych.

Quello stesso giorno, il Financial Times ha reso noto un affare considerevole per il titano USA dell''industria agricola Cargill.

Nonostante il trambusto all'interno della politica ucraina dopo che Yanukovych aveva respinto soltanto sette settimane prima un importante accordo commerciale con l'Unione Europea, Cargill era abbastanza fiduciosa del futuro da tirare fuori più di $200 milioni per acquistare una quota nella UkrLandFarming dell'Ucraina. Secondo il Financial Times, la UkrLandFarming è l'ottavo maggiore coltivatore di terra al mondo e secondo maggiore produttore di uova. E queste non sono le sole uova nel sempre più ampio paniere della Cargill.

Il 13 dicembre, Cargill ha annunciato l'acquisto di una quota di un porto del Mar Nero. Il porto della Cargill a Novorossiysk —ad est della importante storicamente e strategicamente rilevante base navale in Crimea della Russia le assegna un importante punto d'ingresso ai mercati russi e la aggiunge alla lista delle società Big Ag che hanno investito nei porti attorno al Mar Nero, sia in Russia che in Ucraina.

Cargill è in Ucraina da  più di due decenni, ha investito in silos per il grano e nel 2011 ha acquistato una grande impresa ucraina di alimentazione animale. E, sulla base del suo investimento nella UkrLandFarming, Cargill è stata decisamente fiduciosa in mezzo al caos post accordo UE. E' una dura giustapposizione ai campanelli d'allarme che suonano dai media USA, da politici bellicosi a Capitol Hill e da responsabili della politica perplessi alla Casa Bianca.

E' ancora più dura se paragonata all'ansia espressa da Morgan Williams, presidente e a.d. del Consiglio Commerciale USA-Ucraina che secondo il suo sito web "Promuove le relazioni commerciali USA-Ucraina dal 1995". Il 13 marzo Williams è stato intervistato dall'International Business Times e, nonostante la propensione a spendere della Cargill, ha dichiarato che "L'instabilità ha costretto le imprese a prendersi cura dei loro affari ed a non decidere futuri piani di investimento, di espansione e di assunzione di altri dipendenti".

Infatti, Williams, che ha la doppia mansione di direttore degli affari governativi alla società finanziaria SigmaBleyzer, ha affermato che "I piani finanziari sono stati congelati".

Evidentemente, non era informato dell'investimento della Cargill, che è strano dato il fatto che poteva semplicemente avere chiamato Van A. Yeutter, vice presidente degli affari societari della Cargill e chiedergli del piano finanziario piuttosto attivo della sua società. Non c'è dubbio che Williams abbia il numero di telefono, perché Yuetter serve nel  Comitato Esecutivo del Consiglio Commerciale USA-Ucraina. E' anche un alquanto comodo circolo d'investimenti.

Secondo il suo profilo SigmaBleyzer, Williams "ha iniziato il suo lavoro in relazione all'Ucraina nel 1992" e da allora ha consigliato industrie agricole americane "ad investire nella ex Unione Sovietica". Come sperimentato intrallazzatore per le Big Ag, deve essere abbastanza amichevole con la gente del Comitato Esecutivo.

I luminari delle Big Ag

E quello che è questo comitato il chi è chi di Big Ag è verificabile. Tra i luminari che lavorano instancabilmente e senza dubbio altruisticamente per un'Ucraina migliore e più libera sono:

–Melissa Agustin, direttore affari governatici e commercio internazionali di Monsanto

–Brigitte Dias Ferreira, consigliere affari internazionali di John Deere

–Steven Nadherny, direttore relazioni internazionali per il fabbricante di attrezzature agricole CNH Industrial

–Jeff Rowe, direttore regionale di DuPont Pioneer

–John F. Steele, direttore affari internazionali di Eli Lilly & Company

E, naturalmente, Van A. Yeutter di Cargill. Ma la Cargill non è sola nei suoi calorosi sentimenti verso l'Ucraina. Come ha riportato Reuters nel maggio 2013, Monsanto la maggiore azienda di semi al mondo progetta di costruire "in Ucraina uno stabilimento di semi di granturco non OGM (geneticamente modificati) da $140 milioni".

E subito dopo la decisione sull'accordo commerciale UE, Jesus Madrazo,  vice presidente impegni societari di Monsanto, ha riaffermato "l'impegno in Ucraina" della sua società e "l'importanza di creare un ambiente favorevole che incoraggi l'innovazione e favorisca lo sviluppo continuo dell'agricoltura".

La strategia della Monsanto comprende anche un poco di relazioni pubbliche "cuori e menti". Subito dopo la riaffermazione di Madrazo, Monsanto ha annunciato “un programma di sviluppo sociale intitolato "Cesto del grano del futuro" per aiutare gli abitanti dei villaggi rurali del paese a migliorare la loro qualità della vita". L'iniziativa distribuirà assegnazioni fino a $25.000 per programmi di sviluppo che forniscono "opportunità educative, emancipazione della comunità e sviluppo della piccola impresa".

Il nomignolo ben creato "Cesto del grano del futuro" è significativo, perché, una volta, l'Ucraina era conosciuta come il "cestino del pane" dell'Unione Sovietica. La CIA classifica l'Ucraina dell'era sovietica seconda soltanto alla Madre Russia come "la componente economicamente più importante dell'ex Unione Sovietica".

In molti modi, il terreno coltivato dell'Ucraina era la spina dorsale dell'URSS. La sua "fertile terra nera" produceva più di un quarto dell'agricoltura dell'URSS. Esportava "quantità sostanziose" di cibo nelle altre repubbliche e le sue fattorie producevano quattro volte il prodotto della "repubblica successiva in classifica".

Sebbene nel primo decennio dopo lo smembramento dell'Unione Sovietica il prodotto agricolo dell'Ucraina sia crollato, negli ultimi anni il settore dell'agricoltura sta crescendo in modo spettacolare. Mentre l'Europa si affannava a scrollare via la Grande Recessione, il settore agricolo dell'Ucraina nel 2013 è cresciuto del 13,7%.

L'economia agricola dell'Ucraina è intensa. Quella della Russia non lo è. Ostacolata dagli effetti del cambiamento climatico e da 25 milioni di ettari di terra agricola incolta, la Russia resta indietro rispetto al suo ex "cestino del pane".

Secondo il Centro Studi orientali, le esportazioni agricole dell'Ucraina sono salite da $4,3 miliardi del 2005 a $17,9 miliardi nel 2012 e, evocando il fulgore dell'URSS, l'agricoltura attualmente conta per il 25% delle sue esportazioni totali. L'Ucraina è anche il terzo maggiore esportatore al mondo di grano e granturco. Ed il granturco non è soltanto cibo. E' anche etanolo.

Nutrire l'Europa

Ma la gente deve mangiare particolarmente in Europa. Come ha valutato nel 2011 Frank Holmes di Global Investors USA, l'Ucraina è pronta a diventare il macellatore d'Europa. La carne è difficile da spedire, ma l'Ucraina è localizzata perfettamente per saziare la fame dell'Europa.

Soltanto due giorni dopo che Cargill ha comprato azioni di UkrLandFarming, Global Meat News (si, “Global Meat News” è una cosaha comunicato di un enorme previsto aumento improvviso in "tutti i generi" di esportazioni di carne ucraina, con un incremento dell'8,1% complessivamente e di un incredibile aumento del 71,4% delle esportazioni di carne suina. C'è poco da meravigliarsi che la Eli Lilly sia rappresentata nel comitato esecutivo del Consiglio Commerciale USA-Ucraina. La sua unità produttiva Elanco Animal Health è un grande produttore di integratori alimentari.

Ed è pure rilevante che la progettata fabbrica di semi della Monsanto sia non OGM, forse anticipando l'emergente mercato europeo ostile agli OGM ed il desiderio crescente di alimenti organici dell'Europa. Quando si tratta del futuro redditizio delle Big Ag in Europa, la posta in gioco non potrebbe essere più alta.

Per la Russia e la sua impacciata economia agricola, è un'altra in una lunga serie di perdite per l'invasione USA dall'espansione della NATO in Europa orientale alla presenza militare USA al suo sud e su un grande accordo sullo sviluppo del gas da rocce scistose recentemente firmato dalla Chevron in Ucraina.

Quindi, perché Big Ag era così rialzista sull'Ucraina, anche in presenza di tanta incertezza e della prevedibile reazione della Russia?

La risposta è che i semi del cambiamento dell'Ucraina dalla Russia sono stati sparsi nei due decenni passati dalla persistente alleanza della  Guerra Fredda tra corporation e politica estera. E' una versione dello Stato Parallelo che viene solitamente associata alle industrie petrolifera e della difesa, ma esiste anche nell'altra industria pesantemente sovvenzionata d'America l'agricoltura.

Morgan Williams si trova alla connessione dell'alleanza delle Big Ag con la politica estera degli USA. Vale a dire, SigmaBleyzer loda il lavoro di Williams con "diverse agenzie del governo USA, membri del Congresso, commissioni congressuali, l'ambasciata d'Ucraina negli USA, le istituzioni finanziarie internazionali, istituti di ricerca ed altre organizzazioni sulle questioni degli affari, del commercio, degli investimenti e dello sviluppo economico USA-Ucraina".

Come presidente del Consiglio Commerciale USA-Ucraina, Williams ha accesso alla coorte del Consiglio — David Kramer, presidente di Freedom House. Ufficialmente un'organizzazione non governativa, è stata collegata ad evidenti e clandestine imprese di "democrazia" in luoghi dove la porta non era aperta agli interessi americani noti anche come corporation americane.

Freedom House, il National Endowment for Democracy ed il National Democratic Institute hanno contribuito a finanziare e sostenere la "Rivoluzione Arancione" ucraina del 2004. Freedom House è finanziata direttamente dal governo USA, dal National Endowment for Democracy e dal Dipartimento di Stato USA.

David Kramer è un ex vice assistente segretario di stato per gli affari europei ed eurasiatici e, secondo la sua pagina della biografia della Freedom House, in passato un "Membro anziano del Project for the New American Century.

Il ruolo della Nuland

Questo pone Kramer e, per un grado di separazione, l'intrallazzatore di Big Ag Morgan Williams nella comitiva del cofondatore del PNAC Robert Kagan, che, come guarda caso la coincidenza, è sposato con Victoria “F*ck the EU” Nuland, l'attuale assistente segretario di stato per gli affari europei ed eurasiatici.

Cosa piuttosto interessante, lo scorso 13 dicembre la Nuland ha parlato alla Fondazione USA-Ucraina, esaltando le virtù del movimento Euromaidan come la personificazione "dei principi e dei valori che sono le pietre angolari per tutte democrazie libere".

La Nuland ha pure raccontato al gruppo che gli Stati Uniti avevano investito più di $5 miliardi per sostenere le "aspirazioni europee" dell'Ucraina, che significa trascinare l'Ucraina lontano dalla Russia. Ha compiuto le sue osservazioni su una predella che ritraeva uno sfondo adornato con il logo della Chevron.

Inoltre, il suo collega e compagno di telefonata ambasciatore degli USA in Ucraina Geoffrey Pyatt ha aiutato la Chevron ad alterare il suo accordo cinquantennale del gas da rocce scistose nella cucina della Russia.

Although Chevron sponsored that event, it is not listed as a supporter of the Foundation. But the Foundation does list the Coca-Cola Company, ExxonMobil and Raytheon as major sponsors. And, to close the circle of influence, the U.S.-Ukraine Business Council is also listed as a supporter.

Il che riporta la storia all'intrallazzatore di Big Ag — Morgan Williams.

Sebbene fosse malinconico sullo stato attuale degli investimenti in Ucraina, deve portare gli occhiali da sole quando guarda nel futuro. Ha raccontato al International Business Times che "Qui il potenziale per l'agricoltura/industria agricola è sorprendente . . . qui la produzione potrebbe raddoppiare. Il mondo ha bisogno del cibo che l'Ucraina potrà produrre in futuro. 'agricoltura ucraina potrebbe essere una vera miniera d'oro".

Naturalmente, la sua priorità è di assicurare che il pane delle imprese ben collegate venga abbondantemente imburrato nell'ex cestino del pane della Russia. E non c'è nessun gruppo meglio collegato delle corporation interessate all'Ucraina dell'industria agricola americana.

Data l'estensione del coinvolgimento ufficiale degli USA nella politica ucraina incluso l'interessante fatto che l'ambasciatore Pyatt ha promesso l'assistenza USA al nuovo governo nell'indagare ed estirpare la corruzione dopo tutto, la strategia d'investimento apparentemente rischiosa della Cargill probabilmente non era così rischiosa.

JP Sottile è un giornalista freelance, radio copresentatore, regista documentarista ed ex produttore di notiziari radiofonici a Washington, D.C. Il suo programma settimanale, Inside the Headlines w/ The Newsvandal, copresentato da James Moore, viene trasmesso ogni venerdì  dalla KRUU-FM di Fairfield, Iowa, ed è disponibile online. Il suo blog è su Newsvandal.com e potete seguirlo su witter, http://twitter/newsvandal.