Cuba sfida Bush
Lauren Carroll Harris
25 ottobre
2007
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Il 24 ottobre il Presidente degli USA George Bush — un risoluto sostenitore della libertà e dei diritti umani, come potrebbe testimoniare qualsiasi iracheno torturato ad Abu Ghraib dalle forze USA — ha denunciato Cuba come un "gulag tropicale". Bush ha detto che Cuba è caratterizzata da “terrore e trauma”. Il presidente ha anche riaffermato il suo appoggio al pesante embargo economico USA contro Cuba, che dura da quasi mezzo secolo e che costa al popolo cubano circa 89 miliardi di dollari.
Un rapporto dell'agenzia stampa
Prensa Latina notava che "L'assedio economico, istituito
ufficialmente nel 1963 e mantenuto da dieci amministrazioni USA,
mira a fare arrendere il popolo cubano per mezzo della fame e delle
malattie". Il 30 ottobre, l'Assemblea Generale dell'ONU voterà per la 16^ volta su una risoluzione che chiede che il blocco termini. Sarà senza dubbio approvata, come sempre, con un sostegno schiacciante. In un discorso a Washington il 24 ottobre Bush esortava altri paesi ad aiutare la "transizione" di Cuna ad una "democrazia". Bush ha detto che Cuba ha un "sistema totalitario". Ha trascurato di menzionare le elezioni nazionali cubane che hanno avuto luogo appena tre giorni prima, o la richiesta del 23 settembre di Raul Castro, che è presidente facente funzione di Cuba, per la costituzione forum nazionali per discutere le sfide ed i problemi che il paese ha di fronte, come pure le proposte riforme economiche ed agricole. Nel tentativo di isolare Cuba internazionalmente, Bush ha anche annunciato che il Congresso USA aveva recentemente votato per aumentare il finanziamento a gruppi antigovernativi cubani e ha chiesto agli alleati degli USA di contribuire al "Fondo della libertà per Cuba" per aiutare i cosiddetti sforzi per la democrazia nel paese. Il ministro degli esteri cubano Felipe Perez Roque ha risposto entro poche ore, secondo un rapporto dell'Associated Press del 24 ottobre, dicendo che il discorso di Bush era una sottilmente velata incitazione alla "riconquista di Cuba con la forza" — un tentativo di chiamare a raccolta i cubani per rovesciare violentemente il sistema socialista di Cuba. Il tempismo del discorso di Bush è cruciale — gli USA si sono trovati sempre più isolati nella loro politica ostile verso Cuba. Per esempio, dei parlamentari di 79 paesi hanno condannato il blocco economico USA contro Cuba alla riunione di settembre dell'Assemblea Parlamentare del Gruppo dei paesi africani, caraibici e del Pacifico. La salute sofferente del presidente Fidel Castro non è riuscita ad incitare al caos interno o alla disintegrazione politica a Cuba. Nel frattempo, negli ultimi anni Cuba ha continuato a ridurre il suo isolamento rafforzando la solidarietà politica ed i collegamenti commerciali con il Venezuela, il quale ha pure un governo socialista appoggiato dal popolo, come anche con la Cina, il Nicaragua, la Bolivia e la Russia. Le recenti elezioni municipali a Cuba non sembrano preannunziare ciò che Bush ha chiamato "i rantoli d'agonia di un regime fallito", quanto una vigorosa cultura di democrazia di base e di genuina partecipazione popolare che si estende oltre il parlamento. Cuba non è Fidel Castro — ed il popolo cubano ha dimostrato ancora una volta la sua intenzione perché il paese continui il suo corso rivoluzionario, con o senza di lui. In un articolo del 22 ottobre, Castro notava che, allo stesso tempo nel quale Bush tirava fuori le solite frasi vuote di Washington sulla democrazia ed i diritti umani, "Nelle elezioni dove il voto non è obbligatorio, il nostro popolo ha appena dato il suo verdetto, con più del 95% dell'elettorato che ha emesso il suo voto in 37.749 sezioni elettorali, in urne sorvegliate da studenti". Castro ha aggiunto: "Questo è l'esempio fornito da Cuba". Per le 15 del 21 ottobre, il 90,32% dei cubani aveva partecipato alle elezioni della Assemblea Municipale nazionale, che vengono tenute ogni due anni e mezzo, eleggendo oltre 15.000 delegati all'Assemblea Municipale, riportava il 22 ottobre Prensa Latina. Si sono presentati poco più di 37.000 candidati e, come al solito, le cabine elettorali erano dotate di studenti di studenti dal quinto al non grado come personale. I locali Comitati di Difesa della Rivoluzione, organizzazioni rivoluzionarie di massa, hanno giocato un importante ruolo nel raccogliere informazioni per le liste elettorali e per incoraggiare e mobilitare il popolo a votare. Il 24 ottobre, la presidentessa del Consiglio Elettorale Nazionale (CEN), Maria Esther Ruez, ha detto che le prime statistiche indicano che un terzo dei delegati eletti non sono membri del Partito Comunista Cubano, che il 26,8% dei delegati sono donne e che il 16,7% sono giovani. Questo turno elettorale culminerà nella formazione di una nuova Assemblea Nazionale agli inizi del 2008 e l'elezione di un nuovo Consiglio di Stato di 31 membri, che a sua volta elegge il presidente dai delegati nazionali. Sebbene la base della democrazia cubana e della sua continua resistenza all'ostilità degli USA ed ai tentativi di sabotaggio economico sia la reale partecipazione politica al processo rivoluzionario in sviluppo e l'elevata consapevolezza politica della gente comune, il sistema elettorale di Potere Popolare del paese è un importante aspetto per creare un governo che governi nell'interesse del popolo. Il sistema permette a tutti quelli sopra i 16 anni, che non siano in prigione o mentalmente non idonei, di votare e presentarsi alle elezioni. I governi municipali (locali), presiedono principalmente all'assegnazione dei finanziamenti alla sanità, all'istruzione, allo sviluppo della cultura e delle arti, ai prezzi delle merci nei negozi, al restauro degli edifici pubblici, ai piani edilizi e ad altre decisioni riguardanti i principali servizi. I quattro principi del sistema sono: la proposta e la nomina di candidati che provengano dagli elettori; elezioni attraverso il voto libero, pubblico, segreto; il controllo dei rappresentanti eletti attraverso la responsabilità e la facoltà di revocarli e la partecipazione del popolo con i suoi rappresentanti. Vale a dire, l'enfasi del sistema del Potere Popolare è nel coinvolgimento dei cubani nella vita politica del paese. Il primo stadio del processo elettorale è la proposta e la nomina dei candidati — ogni comunità decide i suoi candidati, piuttosto che votare su una lista predeterminata decisa dai partiti. La propaganda ed il denaro sono esclusi dal processo elettorale. Fare campagna e pubblicità politiche sono bandite ed i cittadini sono incoraggiati a votare sulla base dei meriti individuali e sociali e la posizione politica di ciascun candidato. Come tali, i candidati pubblicizzano le loro biografie, che possono comprendere una storia della loro attività politica e dei titoli di istruzione e le loro fotografie in un'area pubblica autorizzata perché gli elettori vi decidano. Questo anno, le assemblee di quartiere sono state tenute nelle prime due settimane di aprile per introdurre e discutere dei candidati. Lo stadio della preselezione è seguito dall'elezione per voto libero, pubblico e segreto. I candidati devono ricevere la maggioranza semplice dei voti. Un secondo turno di votazioni sarà tenuto il 28 ottobre nelle province dove nessun candidato ha raccolto una maggioranza semplice. Il Partito Comunista Cubano non presenta candidati alle elezioni (i membri del partito si presentano individualmente) e nemmeno l'appartenenza al partito è obbligatoria per i candidati. La registrazione nelle liste elettorali è automatica. Mentre votare è opzionale, Cuba ha un tasso costantemente alto di partecipazione al voto — la più bassa affluenza al voto registrata si è avuta subito dopo l'introduzione del sistema del Potere Popolare nel 1975, quando votò il 95,2% dei cubani. Per contrasto, secondo lo United States Electoral Project, un 60% da record del popolo degli USA votò nelle elezioni presidenziali del 2004. I delegati alle assemblee municipali e nazionale non vengono pagati ed eseguono i loro doveri verso la comunità al di fuori delle ore di lavoro. Ciò è per scoraggiare la formazione di uno strato di amministratori e di burocrati pagati ad alto prezzo che non abbiano nessun interesse nel, od in realtà abbiano interessi contro, il servire i bisogni del popolo e della rivoluzione. I rappresentanti firmano un codice etico e presentano un rapporto ai loro elettori per giustificare le loro azioni e dell'utilizzo del loro bilancio ed ascoltare le reazioni e le critiche. Possono essere revocati dai loro elettori in qualsiasi momento. I cittadini hanno il diritto di portare le rimostranze ad un ufficio per le proteste, e tutte le lamentele sono investigate. In questo senso, la partecipazione del popolo con i suoi rappresentanti è cruciale per il funzionamento della democrazia cubana. Il Comitato di Difesa della Rivoluzione in ogni zona informa il popolo delle discussioni e dei risultati delle riunioni dell'assemblea, che pure ha luogo due volte l'anno. Alla luce della realtà della situazione cubana, i recenti commenti di Bush appaiono profondamente ironici e forse più adeguati al popolo degli USA: "Avete il potere di foggiare il vostro destino. Potete determinare un futuro dove i vostri leader rispondano a voi". In realtà, Cuba sta creando un sistema dove i suoi leader rispondono effettivamente al loro popolo rigettando ripetutamente e sonoramente la "democrazia" stile USA dalla rivoluzione del 1959 e si sforza di creare una società dove i cittadini diano un contributo significativo alle loro vite ed a come viene diretto il loro paese. La differenza è totale. Negli USA, i commentatori hanno sostenuto che livello di ingresso di "base" dei finanziamenti per mettere in azione una seria campagna per le elezioni presidenziali del 2008 è di 100 milioni di dollari. In un sondaggio Washington Post-ABC News del 27-30 settembre, il 54% dei partecipanti hanno indicato che le forze USA dovrebbero essere ritirate dall'Iraq "anche se ciò significhi che là l'ordine civile non sia ripristinato". Tuttavia, non un singolo candidato di testa dei Democratici o dei Repubblicani propone questo seriamente. Lo stesso sondaggio ha indicato che il 55% dei partecipanti non pensava che i Democratici al Congresso fossero andati lontani abbastanza nell'opporsi alla guerra in Iraq. Il 64% disapprovava il modo nel quale Bush "stia gestendo il suo lavoro come presidente"; il 65% disapprovava il modo nel quale il Congresso dominato dai Democratici fa il suo lavoro. Tempo per cambio di regime negli USA?
La partecipazione dei cubani
al loro sistema politico non è confinata al sistema elettorale del
Potere Popolare, che è l'aspetto formale della democrazia. Cuba
dimostra che la democrazia ed il contributo della gente comune deve
essere presente a tutti i livelli della società
— con l'attuazione del controllo dei lavoratori nell'economia, della
direzione della gestione del luogo di lavoro da parte degli stessi
lavoratori ed il coinvolgimento della gente comune nella costruzione
giorno per giorno, con base popolare di una società socialista. Cuba ha di fronte importanti sfide per il futuro. L'embargo ha fatto strage ed i leader del paese fronteggiano la sfida di istruire ed impegnare una nuova generazione per portare avanti la rivoluzione — giovani che non hanno nessuna esperienza della Cuba pre-1959 e che vivono in un paese che, nonostante i suoi stupefacenti risultati nella sanità e nell'istruzione, rimane parte del Terzo Mondo. Comunque, non vi è nessuna indicazione che i cubani siano disposti a sottomettersi a Washington. Come ha spiegato Perez Roque: "Non vi è nessuna forza umana o naturale al mondo capace di far desistere i cubani dai loro sogni di giustizia, libertà ed indipendenza. Siamo una rivoluzione vittoriosa ed abbiamo conquistato il rispetto di tutti".
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