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I Guerra Mondiale: le lezioni della Tregua di Natale del 1914

del Dr. Gary G. Kohls

Global Research, 9 novembre 2014

Prima pubblicazione nel dicembre 2013

 

99 anni fa questo mese [dicembre 2013] avvenne una delle più insolite aberrazioni della storia sanguinosa della guerra alla quale non sarà mai permesso di ripetersi nuovamente. L'Europa si trovava nel quinto mese della Guerra Mondiale lunga 52 mesi (quella che era presunta "porre fine a tutte le guerre") che doveva terminare quattro anni più tardi con l'armistizio l'11 novembre 1918.

I pulpiti britannici, scozzesi, francesi, belgi, australiani, canadesi, tedeschi, austriaci, ungheresi, serbi e russi a casa in quelle nazioni in modo schiacciante cristiane (lontano dalla satanica carneficina nelle trincee) stavano facendo la loro parte nel contribuire al fervore patriottico da Anticristo che era destinato a terminare in un olocausto che distrusse quattro imperi, uccise più di 20 milioni di soldati e risultò nella decimazione psicologica e fisica di un'intera generazione di giovani in Francia, Germania ed Inghilterra.

Tragicamente, la Cristianità, che iniziò come una religione pacifista a causa degli insegnamenti ed azioni pacifiste del nonviolento Gesù di Nazareth (e dei suoi nonviolenti apostoli), per i passati 1700 anni è stata tutto fuorché una chiesa di pacificazione che segue Gesù resistendo attivamente alle aspirazioni imperiali della sua nazione, alle guerre della sua nazione, agli artefici di guerra della sua nazione ed ai profittatori di guerra della sua nazione.

Così, non è stato affatto una sorpresa notare che i capi religiosi di ogni parte in quella guerra erano convinti che Dio fosse dalla loro particolare parte e, quindi, non dalla parte dei cristiani che cercavano di uccidere. L'ovvia contraddizione che entrambe le parti stavano pregando per lo stesso Dio sfuggì alla maggior parte di loro.

Pulpiti e panche in tutta Europa con poche eccezioni riverberavano del fervore da sventolio di bandiere, inviando chiari messaggi ai loro predestinati e battezzati guerrieri-figli che era loro dovere cristiano mettersi in marcia per uccidere, menomare e persino se necessario    torturare, gli ugualmente predestinati soldati cristiani dall'altra parte.

Cinque mesi nella distruzione di massa della guerra perpetuamente in stallo (caratterizzata dal macello indiscriminato tramite artiglieria, mitragliatrice e, infine, gas asfissiante), il primo Natale di guerra al fronte occidentale  era vicino alle truppe esauste e demoralizzate.

Per tutte le parti il Natale era la più sacra delle festività cristiane e, in questo periodo di fame, sete, privazione del sonno, psicosi traumatica, TBC, ferite mortali e nostalgia di casa, il Natale del 1914 aveva un significato particolare. Il Natale ricordava ai soldati del buon cibo, della sicurezza, delle case calde e dei cari familiari che si erano lasciati alle spalle e che ora sospettavano di non poter mai più rivedere. I soldati fisicamente esausti, spiritualmente indeboliti e traumatizzati dal combattimento da entrambe le parti delle linee di battaglia cercavano disperatamente qualche respiro dalla miseria delle trincee zuppe d'acqua, putride, infestate dai ratti, dai pidocchi e dai cadaveri e sempre più gelate.

La deprimente realtà della guerra di trincea nel 1914

Ormai, i soldati sulla linea del fronte da entrambe le parti probabilmente si stavano domandando proprio come avessero creduto alla ridicola propaganda dei loro leader che li aveva convinti che la loro parte era predestinata ad essere vittoriosa e "a casa prima di Natale" dove sarebbero stati celebrati come degli eroi conquistatori.

Invece ogni soldato era alla fine delle sue corde emotive a causa degli implacabili sbarramenti d'artiglieria contro cui era indifeso. Se non veniva ucciso o fisicamente menomato dai proiettili d'artiglieria e dalle bombe, alla fine sarebbe stato emotivamente distrutto dalla "psicosi traumatica" (ora nota come disturbo da stress post-traumatico – PTSD), soffrendo di incubi orripilanti, privazione del sonno, istinto iper-vivacità ed ogni numero di altre anormalità mentali e neurologiche. Altri "assassini dell'anima" comuni comprendevano fame perpetua, malnutrizione, infezioni come tifo e dissenteria, infestazioni di pidocchi, piede da trincea, congelamento e dita delle mani e dei piedi cancrenose.

Gli attacchi con il gas asfissiante non sarebbero apparsi fino al 1915, ma entrambe gli scienziati britannici e tedeschi stavano lavorando duramente per perfezionare questa nuova tecnologia. La guerra con i carri armati che si rivelò un umiliante disastro per i britannici non sarebbe stata operativa fino alla battaglia della Somme nel 1916.

Una delle realtà più difficili per i soldati al fronte erano gli assalti suicidi "sopra la copertura" della fanteria contro i nidi di mitragliatrici tedesche e le linee di filo spinato attorcigliato che li fermava sul posto e li rendevano dei facili bersagli. Gli sbarramenti d'artiglieria risultavano comunemente in decine di morti in un solo giorno.

Gli assalti suicidi sopra la copertura della fanteria venivano stupidamente e ripetutamente ordinati da ufficiali superiori come Sir John French e dal suo sostituto come comandante in capo britannico Sir Douglas Haig (apparentemente per preparare le classiche ma disperatamente antiquate cariche di cavalleria con cavallo e sciabola attraverso il fango della terra di nessuno). I pianificatori dello stato maggiore di quei tentativi uniformemente disastrosi di porre fine rapidamente alla guerra o almeno lo stallo erano al sicuro fuori del raggio degli sbarramenti dell'artiglieria nemica. Mentre facevano i loro piani stavano comodamente indietro al quartier generale, mangiando bene, facendosi vestire dai loro attendenti, bevendo il loro tè, nessuno di loro con alcun rischio di sperimentare lui stesso la letalità della guerra.

Il frequente spalare per migliorare la comodità delle trincee era frequentemente interrotto dai preparativi per l'attacco. Grida di dolore venivano spesso dai soldati intrappolati fuori nella terra di nessuno che erano stati feriti dal fuoco di mitragliatrice ma che erano appesi senza aiuto al filo spinato o che sanguinavano a morte nei crateri delle bombe spesso la loro morte si attardava per giorni. L'effetto sulle truppe dietro nelle trincee che dovevano ascoltare le suppliche di aiuto disperate, cui non si poteva rispondere era psicologicamente devastante. Per Natale, il morale delle truppe da entrambe le parti della terra di nessuno aveva raggiunto il fondo.

Natale nelle trincee

Così, il 24 dicembre 1914, i soldati esausti si sistemarono per il Natale con doni da casa, cibo speciale, liquore speciale e riposo straordinario. Un magnanimo (ed illuso) Kaiser Guglielmo aveva ordinato 100.000 alberi di Natale con milioni di candele ornamentali da mandarsi su al fronte, aspettandosi che una simile azione avrebbe incoraggiato il morale delle truppe. Utilizzare le linee di rifornimento per questi articoli militarmente non necessari fu messo in ridicolo dalla maggior parte degli ufficiali più induriti, ma nessuno sospettava che l'idea dell'albero di Natale del Kaiser si sarebbe ritorta contro e sarebbe stata invece un catalizzatore per un cessate il fuoco non pianificato, un evento singolare del quale in precedenza non si era mai sentito nella storia della guerra ed uno che fu in definitiva censurato dalle storie mainstream, specialmente dalle storie militari, per la maggior parte del secolo scorso.

La Tregua di Natale del 1914 fu un evento spontaneo che avvenne in una moltitudine di luoghi per tutte le 600 miglia delle trincee che si stendevano attraverso il Belgio e la Francia e fu un evento che non sarebbe mai stato replicato di nuovo sebbene un tentativo di Tregua di Natale nel 1915 sia stato velocemente represso dalle autorità. Malcolm Brown e Shirley Seaton hanno scritto un importante libro sull'evento del 1914, intitolato “Christmas Truce: The Western Front, December 1914”.

Nel 2005 il film "Joyeux Noel" (Buon Natale in francese) ha ricevuto una candidatura per l'Academy Award per il migliore film straniero. Esso racconta la storia commovente che è stata adattata dalle storie di molti superstiti rivelate in lettere dei soldati che erano stati là.

Una delle storie che è emersa dall'evento era che, nella tranquillità della notte della vigilia di Natale, alcuni giovani tedeschi cominciarono a cantare “Stille Nacht”. Di lì a poco i britannici, francesi e scozzesi dall'altra parte della terra di nessuno (che spesso misurava soltanto un centinaio di yarde di larghezza) si unirono nella loro lingua. Ben presto, lo spirito di pace e di "buona volontà verso gli uomini" prevalse sullo spirito demoniaco della guerra e le truppe da entrambe le parti sentirono la loro comune umanità. La naturale avversione umana ad uccidere penetrò attraverso la coscienza e sormontò il fervore patriottico ed il lavaggio del cervello al quale erano stati assoggettati.

Una volta che lo spirito di pace era calato, i soldati di entrambe le parti deposero le armi e vennero fuori dalle trincee per incontrare faccia a faccia i loro ex nemici. Per attraversare fino all'altra parte dovettero passare intorno alle buche delle bombe e sopra i cadaveri congelati ( ai quali venne data subito rispettosa sepoltura, soldati di entrambe le parti che si aiutavano l'uno con l'altro in questo orrendo compito).

Lo spirito di rappresaglia si era dissolto ed era emerso il desiderio di pace sulla terra. Nuovi amici condivisero tavolette di cioccolato, sigarette, birra, vino, schnapps, partite a calcio e fotografie di casa. Vennero scambiati indirizzi, prese fotografie ed ogni soldato che aveva sperimentato genuinamente il dramma emotivo era cambiato per sempre ed i generali e politici entusiasti della guerra rimasero atterriti.

In tempo di guerra promuovere la pace sulla terra è tradimento

Fraternizzare con il nemico ( come nel rifiutarsi di obbedire agli ordini in tempo di guerra) storicamente è stato considerato dai comandanti militari e dai politici come un atto di tradimento, punibile severamente, anche con la morte per esecuzione sommaria. Nel caso della Tregua di Natale del 1914, la maggior parte degli ufficiali fece ogni sforzo per non attirare l'attenzione del pubblico sul piuttosto generale e quindi potenzialmente contagioso incidente. Alcuni comandanti minacciarono persino la corte marziale se la fraternizzazione fosse continuata (era considerata dannosa per la disposizione a uccidere) ma ebbero luogo relativamente poche esecuzioni.

Vi furono comunque anche punizioni, compreso la riassegnazione di molti dei "traditori" tedeschi al fronte orientale per uccidere e morire là nelle battaglie ugualmente suicide contro i loro correligionari cristiano ortodossi dalla Russia.

Questa storia unica di resistenza di guerra ha bisogno di essere raccontata di nuovo tante volte se le guerre imperiali generate da false flag dell'era moderna devono essere sabotate efficacemente. Queste guerre futili, che non ci si può permettere vengono combattute da giocatori esperti di World of Warcraft, completamente indottrinati, macho, pro-guerra, ai quali è ignoto di essere ad alto rischio di avere la vita alterata permanentemente dal danno fisico, mentale e spirituale dal partecipare alla guerra ed alla violenza, dopo la quale possono essere destinati ad una vita travolta dalle realtà di PTSD, turbe caratteriali sociopatiche, tendenza al suicidio, all'omicidio, perdita di fede religiosa, lesione traumatica cerebrale (psicosi traumatica), danni neurotossici, dipendenza da droghe (sia legali che illegali) ed una gran quantità di altri problemi quasi impossibili da curare che erano evitabili.

Il dovere etico della società di avvertire

Mi sembra che sarebbe utile se in America la leadership morale, specialmente i leader cristiani, assolvessero al loro dovere di avvertire gli adolescenti che sono nella loro sfera di influenza su tutte le serie conseguenze che la partecipazione al mestiere di uccidere può avere sulla loro anima e sulla loro psiche.

I pianificatori della guerra fanno qualunque cosa ci voglia per impedire ai soldati di sperimentare l'umanità dei loro nemici, siano iraniani, iracheni, afgani, pakistani, yemeniti, vietnamiti, cinesi o nord coreani. Mi è stato raccontato da molti veterani che i cappellani militari, che si presume siano gli allevatori dell'anima dei soldati che sono sotto la loro "tutela", sembra non sollevino mai, nelle loro sessioni di raccomandazione, la Regola d'Oro di Gesù, il suo chiaro comando "ama i tuoi nemici" o i suoi insegnamenti etici nel Sermone della Montagna.

Sembra che i cappellani militari siano soltanto un altro ingranaggio nell'apparato per rendere la guerra efficace al massimo. Sembra che i cappellani cristiani non prestino nemmeno molta attenzione ai Dieci Comandamenti, specialmente quelli che dicono "non uccidere" o "non desiderare la roba d'altri". A loro difesa, i cappellani militari, nella loro preparazione seminariale e forse anche nella loro educazione della Scuola della Domenica, possono non avere mai studiato adeguatamente le verità del Vangelo profondamente importanti di umiltà, pietà, non violenza, non dominazione, non ritorsione, amore incondizionato e rifiuto dell'odio.

Le lacune teologiche sulla guerra

Queste lacune teologiche vengono illustrate vicino alla fine del film “Joyeux Noel” in una potente scena che dipinge un confronto tra il cappellano scozzese simile a Cristo, contro la guerra ed il suo vescovo pro guerra, proprio mentre il cappellano stava amministrando pietosamente gli "ultimi riti" ad un soldato morente. Il vescovo era giunto a criticare aspramente il cappellano per essere stato misericordioso con un soldato ferito nella terra di nessuno e per avere fraternizzato con il nemico. Il vescovo stava rilevando il cappellano dai suoi doveri a causa di tale comportamento "traditore e vergognoso" sul campo di battaglia.

Il vescovo autoritario, pieno di odio verso i tedeschi si rifiutò di ascoltare la storia del cappellano sul suo aver eseguito "la messa più importante della mia vita" (con le truppe tedesche che scandalosamente parteciparono alla celebrazione) e che desiderava rimanere con le truppe che avevano bisogno di lui perché stavano perdendo la fede. Il vescovo rifiutò con rabbia la richiesta del cappellano di restare con i suoi uomini.

Il vescovo quindi pronunciò un sermone incitatore alla guerra, prendendolo parola per parola da un'omelia che in realtà era stata enunciata  più tardi durante la guerra da un vescovo anglicano dell'Inghilterra. Il sermone era indirizzato alle truppe fresche che dovettero essere portate per rimpiazzare i veterani che, a causa del risveglio della loro coscienza, erano diventati improvvisamente avversi ad uccidere e che si rifiutavano di sparare con le loro armi.

L'immagine della drammatica ma sottile risposta del cappellano al suo benservito dovrebbe essere uno squillo di tromba per la leadership della chiesa cristiana della nostra militarizzata, cosiddetta "cristiana" America sia per il clero che per i laici. Questo buon uomo di Dio appese la sua croce ed uscì dall'ospedale da campo.

“Joyeux Noel” è un film importante che merita di essere il costo del biglietto della festività annuale. Ha delle lezioni etiche molto più potenti di “It’s A Wonderful Life” o “A Christmas Carol”.

Una delle lezioni della storia della Tregua di Natale è riassunta nel verso conclusivo della famosa canzone di John McCutcheon sull'evento, "Natale nelle trincee":

Il mio nome è Francis Tolliver, in Liverpool io risiedo.

Ogni Natale che arriva dalla I Guerra Mondiale Ho imparato bene le sue lezioni:

Che quelli che decidono non saranno tra i morti e gli zoppi

E che alla fine di ogni fucile siamo gli stessi".

Controllate il video di McCutcheon che canta questa canzone a: http://www.youtube.com/watch?v=sJi41RWaTCs  e, per una storia illustrata della realtà della guerra di trincea della IGM, controllate: http://www.youtube.com/watch?v=QTXhZ4uR6rs

Il trailer ufficiale di “Joyeux Noel” è disponibile a: http://www.youtube.com/watch?v=NXcseNVZGRM