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99 anni fa questo mese [dicembre 2013] avvenne una delle più
insolite aberrazioni della storia sanguinosa della guerra
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alla quale non sarà mai permesso di ripetersi nuovamente. L'Europa si
trovava nel quinto mese della Guerra Mondiale lunga 52 mesi (quella che
era presunta "porre fine a tutte le guerre")
che doveva terminare quattro anni più tardi con l'armistizio l'11
novembre 1918.
I pulpiti britannici, scozzesi, francesi, belgi, australiani,
canadesi, tedeschi, austriaci, ungheresi, serbi e russi a casa in
quelle nazioni in modo schiacciante cristiane (lontano dalla satanica
carneficina nelle trincee) stavano facendo la loro parte nel contribuire
al fervore patriottico da Anticristo che era destinato a terminare in un
olocausto che distrusse quattro imperi, uccise più di 20 milioni di
soldati e risultò nella decimazione psicologica e fisica di un'intera
generazione di giovani in Francia, Germania ed Inghilterra.
Tragicamente, la Cristianità, che iniziò come una religione
pacifista a causa degli insegnamenti ed azioni pacifiste del nonviolento
Gesù di Nazareth (e dei suoi nonviolenti apostoli), per i passati 1700
anni è stata tutto fuorché una chiesa di pacificazione che segue Gesù
resistendo attivamente alle aspirazioni imperiali della sua nazione,
alle guerre della sua nazione, agli artefici di guerra della sua nazione
ed ai profittatori di guerra della sua nazione.
Così, non è stato affatto una sorpresa notare che i capi religiosi
di ogni parte in quella guerra erano convinti che Dio fosse dalla loro
particolare parte
– e, quindi,
non dalla parte dei cristiani che cercavano di uccidere. L'ovvia
contraddizione
– che entrambe le parti stavano pregando per lo stesso
Dio
– sfuggì alla maggior parte di loro.
Pulpiti e panche in tutta Europa
– con poche eccezioni
– riverberavano del fervore da sventolio di bandiere,
inviando chiari messaggi ai loro predestinati e battezzati
guerrieri-figli che era loro dovere cristiano
mettersi in marcia per uccidere, menomare e persino – se necessario
–
torturare, gli ugualmente predestinati soldati
cristiani dall'altra parte.
Cinque mesi nella distruzione di massa della guerra perpetuamente
in stallo (caratterizzata dal macello indiscriminato tramite
artiglieria, mitragliatrice e, infine, gas asfissiante), il primo Natale
di guerra al fronte occidentale era vicino alle truppe esauste e
demoralizzate.
Per tutte le parti il Natale era la più sacra delle festività
cristiane e, in questo periodo di fame, sete, privazione del sonno,
psicosi traumatica, TBC, ferite mortali e nostalgia di casa, il Natale
del 1914 aveva un significato particolare. Il Natale ricordava ai
soldati del buon cibo, della sicurezza, delle case calde e dei cari
familiari che si erano lasciati alle spalle e che ora sospettavano di
non poter mai più rivedere. I soldati fisicamente esausti,
spiritualmente indeboliti e traumatizzati dal combattimento da entrambe
le parti delle linee di battaglia cercavano disperatamente qualche
respiro dalla miseria delle trincee zuppe d'acqua, putride, infestate
dai ratti, dai pidocchi e dai cadaveri e sempre più gelate.
La deprimente realtà della guerra di trincea nel 1914
Ormai, i soldati sulla linea del fronte da entrambe le parti
probabilmente si stavano domandando proprio come avessero creduto
alla ridicola propaganda dei loro leader che li aveva convinti che la
loro parte era predestinata ad essere vittoriosa e "a casa prima di
Natale"
– dove sarebbero stati celebrati come degli eroi
conquistatori.
Invece ogni soldato era alla fine delle sue corde emotive a causa
degli implacabili sbarramenti d'artiglieria contro cui era indifeso. Se
non veniva ucciso o fisicamente menomato dai proiettili d'artiglieria e
dalle bombe, alla fine sarebbe stato emotivamente distrutto dalla
"psicosi traumatica" (ora nota come disturbo da stress post-traumatico
– PTSD), soffrendo di incubi orripilanti,
privazione del sonno, istinto iper-vivacità ed ogni numero di altre
anormalità mentali e neurologiche. Altri "assassini dell'anima" comuni
comprendevano fame perpetua, malnutrizione, infezioni come tifo e
dissenteria, infestazioni di pidocchi, piede da trincea, congelamento e
dita delle mani e dei piedi cancrenose.
Gli attacchi con il gas asfissiante non sarebbero apparsi fino al
1915, ma entrambe gli scienziati britannici e tedeschi stavano lavorando
duramente per perfezionare questa nuova tecnologia. La guerra con i
carri armati
– che si rivelò un umiliante disastro per i britannici
– non sarebbe stata operativa fino alla battaglia della
Somme nel 1916.
Una delle realtà più difficili per i soldati al fronte erano gli
assalti suicidi "sopra la copertura" della fanteria contro i
nidi di mitragliatrici tedesche e le linee di filo spinato attorcigliato
che li fermava sul posto e li rendevano dei facili bersagli. Gli
sbarramenti d'artiglieria risultavano comunemente in decine di morti in
un solo giorno.
Gli
assalti suicidi sopra la copertura della fanteria
venivano stupidamente e ripetutamente ordinati da ufficiali superiori
come
Sir John French e dal suo sostituto come comandante in capo britannico
Sir Douglas Haig (apparentemente per preparare le classiche ma
disperatamente antiquate cariche di cavalleria con cavallo e sciabola
attraverso il fango della terra di nessuno). I pianificatori dello stato
maggiore di quei tentativi uniformemente disastrosi di porre fine
rapidamente alla guerra o almeno lo stallo erano al sicuro fuori del
raggio degli sbarramenti dell'artiglieria nemica. Mentre facevano i loro
piani stavano comodamente indietro al quartier generale, mangiando bene,
facendosi vestire dai loro attendenti, bevendo il loro tè, nessuno di
loro con alcun rischio di sperimentare lui stesso la letalità della
guerra.
Il frequente spalare per migliorare la comodità delle trincee era
frequentemente interrotto dai preparativi per l'attacco. Grida di dolore
venivano spesso dai soldati intrappolati fuori nella terra di nessuno
che erano stati feriti dal fuoco di mitragliatrice ma che erano appesi
senza aiuto al filo spinato o che sanguinavano a morte nei crateri delle
bombe
– spesso la loro morte si attardava per giorni.
L'effetto sulle truppe dietro nelle trincee che dovevano ascoltare
le suppliche di aiuto disperate, cui non si poteva rispondere era
psicologicamente devastante. Per Natale, il morale delle truppe da
entrambe le parti della terra di nessuno aveva raggiunto il fondo.
Natale nelle trincee
Così, il 24 dicembre 1914, i soldati esausti si sistemarono per il
Natale con doni da casa, cibo speciale, liquore speciale e riposo
straordinario. Un magnanimo (ed illuso)
Kaiser Guglielmo aveva ordinato 100.000 alberi di Natale con
milioni di candele ornamentali da mandarsi su al fronte,
aspettandosi che una simile azione avrebbe incoraggiato il morale delle
truppe. Utilizzare le linee di rifornimento per questi articoli
militarmente non necessari fu messo in ridicolo dalla maggior parte
degli ufficiali più induriti, ma nessuno sospettava che l'idea
dell'albero di Natale del Kaiser si sarebbe ritorta contro e sarebbe
stata invece un catalizzatore per un cessate il fuoco non pianificato,
un evento singolare del quale in precedenza non si era mai sentito nella
storia della guerra ed uno che fu in definitiva censurato dalle storie
mainstream, specialmente dalle storie militari, per la maggior
parte del secolo scorso.
La Tregua di Natale del 1914 fu un evento spontaneo che avvenne in
una moltitudine di luoghi per tutte le 600 miglia delle trincee che si
stendevano attraverso il Belgio e la Francia e fu un evento che non
sarebbe mai stato replicato di nuovo sebbene un tentativo di Tregua di
Natale nel 1915 sia stato velocemente represso dalle autorità.
Malcolm Brown
e Shirley Seaton hanno scritto un importante
libro sull'evento del 1914, intitolato
“Christmas Truce: The Western Front, December 1914”.
Nel 2005 il film "Joyeux Noel" (Buon Natale in francese) ha ricevuto una candidatura
per l'Academy Award per il migliore film straniero. Esso racconta la
storia commovente che è stata adattata dalle storie di molti superstiti
rivelate in lettere dei soldati che erano stati là.
Una delle storie che è emersa dall'evento era che, nella
tranquillità della notte della vigilia di Natale, alcuni giovani
tedeschi cominciarono a cantare
“Stille Nacht”. Di lì a poco i britannici, francesi e scozzesi
dall'altra parte della terra di nessuno
(che spesso misurava soltanto un centinaio di yarde di larghezza)
si unirono nella loro lingua. Ben presto, lo spirito di pace e di "buona
volontà verso gli uomini" prevalse sullo spirito demoniaco della guerra
e le truppe da entrambe le parti sentirono la loro comune umanità. La
naturale avversione umana ad uccidere penetrò attraverso la coscienza e
sormontò il fervore patriottico ed il lavaggio del cervello al quale
erano stati assoggettati.
Una volta che lo spirito di pace era calato, i soldati di entrambe
le parti deposero le armi e vennero fuori dalle trincee per incontrare
faccia a faccia i loro ex nemici. Per attraversare fino all'altra parte
dovettero passare intorno alle buche delle bombe e sopra i
cadaveri congelati ( ai quali venne data subito rispettosa sepoltura,
soldati di entrambe le parti che si aiutavano l'uno con l'altro in
questo orrendo compito).
Lo spirito di rappresaglia si era dissolto ed era emerso il
desiderio di pace sulla terra. Nuovi amici condivisero tavolette di
cioccolato, sigarette, birra, vino,
schnapps, partite a calcio e fotografie di casa.
Vennero scambiati indirizzi, prese fotografie ed ogni soldato che aveva
sperimentato genuinamente il dramma emotivo era cambiato per sempre – ed i generali e politici entusiasti della guerra
rimasero atterriti.
In tempo di guerra promuovere la pace sulla terra è
tradimento
Fraternizzare con il nemico ( come nel rifiutarsi di obbedire agli
ordini in tempo di guerra) storicamente è stato considerato dai
comandanti militari e dai politici come un atto di tradimento, punibile
severamente, anche con la morte per esecuzione sommaria. Nel caso della
Tregua di Natale del 1914, la maggior parte degli ufficiali fece ogni
sforzo per non attirare l'attenzione del pubblico sul piuttosto generale
e quindi potenzialmente contagioso incidente. Alcuni comandanti
minacciarono persino la corte marziale se la fraternizzazione fosse
continuata (era considerata dannosa per la disposizione a uccidere) ma
ebbero luogo relativamente poche esecuzioni.
Vi furono comunque anche punizioni, compreso la riassegnazione di molti
dei "traditori" tedeschi al fronte orientale per uccidere e morire là
nelle battaglie ugualmente suicide contro i loro correligionari
cristiano ortodossi dalla Russia.
Questa storia unica di resistenza di guerra ha bisogno di essere
raccontata di nuovo tante volte se le guerre imperiali generate da false
flag dell'era moderna devono essere sabotate efficacemente. Queste
guerre futili, che non ci si può permettere vengono combattute da
giocatori esperti di
World of Warcraft, completamente
indottrinati, macho, pro-guerra, ai quali è ignoto di essere ad alto
rischio di avere la vita alterata permanentemente dal danno fisico,
mentale e spirituale dal partecipare alla guerra ed alla violenza, dopo
la quale possono essere destinati ad una vita travolta dalle realtà di
PTSD, turbe caratteriali sociopatiche, tendenza al suicidio,
all'omicidio, perdita di fede religiosa,
lesione traumatica cerebrale (psicosi traumatica), danni
neurotossici, dipendenza da droghe (sia legali che illegali) ed una gran
quantità di altri problemi quasi impossibili da curare che erano
evitabili.
Il dovere etico della società di
avvertire
Mi sembra che sarebbe utile se in America la
leadership morale, specialmente i leader cristiani, assolvessero
al loro dovere di avvertire gli adolescenti che sono nella loro sfera di
influenza su tutte le serie conseguenze che la partecipazione al
mestiere di uccidere può avere sulla loro anima e sulla loro psiche.
I pianificatori della guerra fanno qualunque cosa ci voglia per
impedire ai soldati di sperimentare l'umanità dei loro nemici, siano
iraniani, iracheni, afgani, pakistani, yemeniti, vietnamiti, cinesi o
nord coreani. Mi è stato raccontato da molti veterani che i cappellani
militari, che si presume siano gli allevatori dell'anima dei soldati che
sono sotto la loro "tutela", sembra non sollevino mai, nelle loro
sessioni di raccomandazione, la Regola d'Oro di Gesù, il suo chiaro
comando "ama i tuoi nemici" o i suoi insegnamenti etici nel Sermone
della Montagna.
Sembra che i cappellani militari siano soltanto un altro
ingranaggio nell'apparato per rendere la guerra efficace al massimo.
Sembra che i cappellani cristiani non prestino nemmeno molta attenzione
ai Dieci Comandamenti, specialmente quelli che dicono "non uccidere" o
"non desiderare la roba d'altri". A loro difesa, i cappellani militari,
nella loro preparazione seminariale e forse anche nella loro educazione
della Scuola della Domenica, possono non avere mai studiato
adeguatamente le verità del Vangelo profondamente importanti di umiltà,
pietà, non violenza, non dominazione, non ritorsione, amore
incondizionato e rifiuto dell'odio.
Le lacune teologiche sulla guerra
Queste lacune teologiche vengono illustrate vicino alla fine del
film
“Joyeux Noel” in una potente scena che dipinge un confronto tra il
cappellano scozzese simile a Cristo, contro la guerra ed il suo vescovo
pro guerra, proprio mentre il cappellano stava amministrando
pietosamente gli "ultimi riti" ad un soldato morente. Il vescovo era
giunto a criticare aspramente il cappellano per essere stato
misericordioso con un soldato ferito nella terra di nessuno e per avere
fraternizzato con il nemico. Il vescovo stava rilevando il cappellano
dai suoi doveri a causa di tale comportamento "traditore e vergognoso"
sul campo di battaglia.
Il vescovo autoritario, pieno di odio verso i tedeschi si rifiutò
di ascoltare la storia del cappellano sul suo aver eseguito "la messa
più importante della mia vita" (con le truppe tedesche che
scandalosamente parteciparono alla celebrazione) e che desiderava
rimanere con le truppe che avevano bisogno di lui perché stavano
perdendo la fede. Il vescovo rifiutò con rabbia la richiesta del
cappellano di restare con i suoi uomini.
Il vescovo quindi pronunciò un sermone incitatore alla guerra,
prendendolo parola per parola da un'omelia che in realtà era stata
enunciata
più tardi durante la guerra
da un vescovo anglicano dell'Inghilterra. Il sermone era
indirizzato alle truppe fresche che dovettero essere portate per
rimpiazzare i veterani che, a causa del risveglio della loro coscienza,
erano diventati improvvisamente avversi ad uccidere e che si rifiutavano
di sparare con le loro armi.
L'immagine della drammatica ma sottile risposta del cappellano al
suo benservito dovrebbe essere uno squillo di tromba per la
leadership della chiesa cristiana della nostra militarizzata,
cosiddetta "cristiana" America
– sia per il clero che per i laici. Questo
buon uomo di Dio appese la sua croce ed uscì dall'ospedale da campo.
“Joyeux Noel” è un film importante che merita di essere il costo del
biglietto della festività annuale. Ha delle lezioni etiche molto più
potenti di
“It’s A Wonderful Life” o “A Christmas Carol”.
Una delle lezioni della storia della Tregua di Natale è riassunta
nel verso conclusivo della famosa canzone di
John McCutcheon sull'evento, "Natale nelle trincee":
“Il mio nome è
Francis Tolliver, in Liverpool
io risiedo.
Ogni Natale che
arriva dalla I Guerra Mondiale
– Ho imparato bene
le sue lezioni:
Che quelli che decidono non saranno tra i morti e
gli zoppi
E che alla fine di ogni fucile siamo gli stessi".
Controllate il video di
McCutcheon che canta questa canzone a:
http://www.youtube.com/watch?v=sJi41RWaTCs
e, per una storia illustrata della realtà della guerra
di trincea della IGM, controllate:
http://www.youtube.com/watch?v=QTXhZ4uR6rs
Il trailer
ufficiale di “Joyeux Noel”
è disponibile a:
http://www.youtube.com/watch?v=NXcseNVZGRM
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