Il crollo di Rifondazione Comunista in Italia

Il prezzo dell'opportunismo

di Peter Schwarz
25 aprile 2008

 

La debacle della Sinistra Arcobaleno nelle recenti elezioni parlamentari italiane sarà ricordata nei libri di testo politici come un esempio fondamentale del prezzo dell'opportunismo. L'alleanza elettorale Arcobaleno composta da quattro distinti partiti ha perduto tre quarti del proprio sostegno elettorale nello spazio di appena due anni.

Nelle elezioni tenute nel 2006, Rifondazione Comunista, il Partito dei Comunisti Italiani (PdCI) ed i Verdi furono in grado di conquistare assieme un totale di circa 4 milioni di voti. Nelle elezioni tenute il 14 e 15 aprile di questo anno, gli stessi partiti e Sinistra Democratica, una scissione dagli ex Democratici di Sinistra, hanno conquistato un totale di appena 1,1 milioni di voti—insufficiente per qualsiasi rappresentanza nel parlamento italiano. Questo significa che per la prima volta dalla caduta del fascismo, non vi è più nel parlamento italiano un partito che appartiene alla tradizione comunista.

Nei due anni che separavano le due votazioni, i componenti della Sinistra Arcobaleno sono stati partner attivi nel governo di Romano Prodi, sostenendo politiche che sotto ogni aspetto erano dirette contro gli interessi della gente comune.

Prodi ha ridotto l'attuale deficit di bilancio dell'Italia dal 4,6% del PIL all'1,9% con un rigido programma di risparmi. E' stato applaudito dai circoli finanziari italiani ed europei mentre la classe lavoratrice ha pagato il conto nella forma di salari reali in declino e dell'innalzamento dell'età pensionabile.

In politica estera, Prodi ha lasciato le truppe italiane collocate in Afghanistan, ha inviato addizionali soldati italiani in Libano, ha sostenuto l'espansione della base militare americana di Vicenza di fronte ad una vasta opposizione pubblica e ha drasticamente incrementato le spese militari.

Prodi ha anche intensificato gli attacchi ai fondamentali diritti democratici. Il suo governo ha approvato una legge che ha autorizzato le forze di sicurezza italiane a deportare qualsiasi straniero valutato essere un pericolo per la pubblica sicurezza. Il decreto è formulato così vagamente come per concedere in pratica poteri arbitrari alle forze dello stato.

Tutte queste misure sono state appoggiate dalla Sinistra Arcobaleno con l'argomento che questo era l'unico modo per impedire il ritorno al potere di Silvio Berlusconi. Mentre gli elementi più di destra del governo Prodi dettavano la politica, la cosiddetta "sinistra" si è messa al lavoro e ha pugnalato alla schiena i suoi sostenitori.

Claudio Grassi, che rappresentava Rifondazione al Senato, recentemente ha ammesso: "Per lealtà e per impedire la caduta del governo, la sinistra ha votato a favore di tutte quelle misure che non appoggiava, mentre le forze del centro imponevano spesso la loro politica (anche se non era stata concordata nel programma)".

Il massiccio rifiuto della Sinistra Arcobaleno da parte dell'elettorato è la ricompensa per tale sfrenato opportunismo, per la sua assenza di spina dorsale e per la prontezza a disfarsi delle promesse elettorali a favore di un ben retribuito posto di governo. L'atteggiamento di Fausto Bertinotti, che due anni fa si trasferì dalla guida di Rifondazione alla terza carica pubblica in Italia, la presidenza della Camera dei Deputati, è tipica a questo riguardo.

Alfonso Pecoraro Scanio, il leader dei Verdi dimessosi dalla carica in seguito alla debacle elettorale, è stato costretto ad ammettere: "Abbiamo pagato un prezzo pesante per la nostra partecipazione al governo Prodi. Siamo stati intrappolati nella burocrazia istituzionale e gli elettori ci hanno puniti conseguentemente".

Le analisi iniziali del risultato elettorale dimostrano che circa metà di quelli che precedentemente votavano per i partiti della Sinistra Arcobaleno alle elezioni di aprile sono rimasti a casa e non hanno votato. Questo gruppo è in gran parte responsabile della diminuzione dell'affluenza dei votanti, che sono caduti dall'83% all'80%. Il 40% degli ex sostenitori dell'Arcobaleno hanno votato a favore del Partito Democratico di Walter Veltroni, con soltanto il 5% che è passato ad appoggiare il campo di destra guidato da Silvio Berlusconi.

Il declino nel sostegno per la Sinistra Arcobaleno è stato particolarmente elevato all'interno degli strati della classe lavoratrice. Ciò è confermato da un rapido sguardo al sobborgo tradizionalmente di sinistra di Mirafiori nella città settentrionale di Torino. Molti dipendenti della società di auto Fiat vivono in questo sobborgo. Nel 1996, i partiti che formavano la Sinistra Arcobaleno conquistarono 5.865 voti; nel 2006 3.657 e nelle elezioni di questo anno appena 1.124.

Un portavoce di una corrente dell'opposizione entro Rifondazione, Leonardo Masella, ha concluso: " Nei numerosi rapporti ed articoli di fondo degli ultimi giorni, molti lavoratori hanno reso assolutamente chiaro che volevano punire la leadership di Rifondazione Comunista ed il suo principale candidato Fausto Bertinotti, che pensano li abbia traditi".

Vuoto politico

Mentre, in senso immediato, la destra guidata da Silvio Berlusconi è stata in grado di profittare del crollo della Sinistra Arcobaleno ed è emersa con una solida maggioranza, il suo crollo riflette anche un importante cambiamento politico tra i lavoratori ed i giovani. Ne hanno avuto abbastanza di partiti e politici di pseudo-sinistra, che fanno discorsi radicali e gonfiano promesse nelle loro campagne elettorali soltanto per eseguire vergognosi tradimenti una volta in carica.

Non credono più sia possibile cambiare le cose all'interno della struttura delle istituzioni e dei partiti esistenti e stanno cercando una prospettiva che permetta loro di intervenire nella vita politica come una forza indipendente. Questo diventerà più evidente nei prossimi conflitti di classe che inevitabilmente risulteranno dalla crisi sociale del paese e dall'impatto della crisi finanziaria internazionale.

L'elite dominante italiana ed i suoi rappresentanti più di sinistra sono preoccupati da una simile prospettiva. Dal rovesciamento di Mussolini hanno contato sul Partito Comunista (PCI) per tenere sotto controllo la classe lavoratrice. Dopo la caduta del dittatore fascista, la borghesia italiana è stata in grado di ristabilire il suo dominio soltanto con l'appoggio del PCI. Il leader del PCI Palmiro Togliatti entrò a far parte del governo italiano tra il 1944 ed il 1946. E' stato responsabile di avere disarmato la Resistenza, la resistenza antifascista, e sotto la sua autorità di ministro della giustizia fece approvare una totale amnistia per i crimini commessi dalla dittatura fascista.

Durante la Guerra Fredda, il PCI fu costretto all'opposizione, ma quando alla fine degli anni '60 un'ondata di scioperi militanti e di ribellioni giovanili scosse il paese, il partito si oppose vigorosamente a questo movimento e più tardi cercò (senza successo) di formare una coalizione—un "compromesso storico"— con la governante Democrazia Cristiana.

Oggi, degli ex quadri del PCI formano la spina dorsale del Partito Democratico, che vede il Partito Democratico americano come modello di governo e che ha fatto cadere anche le più vaghe pretese di politiche socialiste. Il ruolo del vecchio PCI—combinare politiche borghesi con simbolismo "comunista"—è stato adottato da Rifondazione Comunista, che emerse nel 1991 da un'ala del PCI e che ha assorbito nelle proprie file grandi parti della sinistra radicale piccolo borghese.

Lotta tra correnti

La debacle elettorale ha scatenato un aspro dibattito sul futuro di Rifondazione. Il suo leader di vecchia data Fausto Bertinotti è in minoranza. Intendeva formare un nuovo partito dall'Alleanza Arcobaleno, liberandosi di tutti i collegamenti all'eredità comunista. Lo scorso fine settimana, la sua proposta è stata votata ad una riunione del comitato politico del partito con 78 membri che hanno votato a favore e 98 contro di lui.

Bertinotti aveva si era già dimesso dalle sue cariche di partito la sera delle elezioni. Da allora le sue dimissioni sono state seguite da quelle del segretario del partito Franco Giordano e dell'intera segreteria. Finché non avrà luogo il congresso del partito in estate, il ministro della solidarietà sociale del governo Prodi, Paolo Ferrero, è stato scelto come capo provvisorio del partito. Il fatto che Ferrero guidi l'opposizione contro Bertinotti dice molto sulla sua natura politica. Come unico membro di Rifondazione a detenere una carica ministeriale nel governo Prodi, Ferrero condivide la piena responsabilità per le politiche di quel governo.

In un'intervista a l’Unità, il giornale del Partito Democratico, Ferrero tuttavia respinge qualsiasi responsabilità personale per il disastroso risultato del suo partito alle elezioni. Invece, ha detto che la strategia di partecipare al governo è fallita perché "le forze della sinistra moderata"—cioè i democratici di sinistra—non hanno tenuto fede al suo programma ed i sindacati hanno difeso in modo inadeguato i loro interessi. Per sindacati, Ferrero intende prima di tutto i loro membri—incolpando quindi la classe lavoratrice per i suoi fallimenti.

Che si oppongono anche alla dissoluzione di Rifondazione in un partito "arcobaleno" sono più di un centinaio di intellettuali che hanno firmato un appello steso dal professore di filosofia Domenico Losurdo. Questo gruppo vuole ripristinare le tradizioni del Partito Comunista Italiano Stalinista, che in passato ha giocato un ruolo così essenziale per la classe dominante italiana.

L'appello incita alla "ricostruzione di un forte ed unito partito comunista corrispondente alle richieste dei tempi" fondato sull'unificazione di Rifondazione con i Comunisti Italiani (PdCI). Questo ultimo gruppo, guidato dallo stalinista veterano Armando Cossutta, si era separato da Rifondazione 10 anni prima. In un'intervista al quotidiano tedesco Junge Welt, Losurdo ha espresso la sua preoccupazione sul fatto che "tre liste trotskyiste" si erano presentate alle elezioni e hanno "intercettato voti". Da parte sua, Losurdo vede se stesso nella tradizione di Togliatti.

Copertura di sinistra

Alcuni dei gruppi che operano come una copertura di sinistra per Rifondazione da molti anni, hanno già abbandonato la nave che affonda prima delle elezioni. Due di questi, il Partito Comunista dei Lavoratori (PCL) e Sinistra Critica, hanno proposto alle elezioni proprie liste di candidati. In totale hanno raccolto quasi 400.000 voti—cioè un terzo dei voti della Sinistra Arcobaleno.

Sinistra Critica è guidata da membri del Segretariato Unito dei Pabliti, il cui leader di vecchia data in Italia, Livio Maitan, è stato per 10 anni membro del comitato esecutivo di Rifondazione e, fino alla sua morte nel 2004, ha lavorato come uno dei più stretti consiglieri di Bertinotti. Nel 2006 sono stati eletti al parlamento diversi membri di questa tendenza nella lista di Rifondazione e hanno sostenuto il governo. Solamente a dicembre dello scorso anno, come conseguenza dei crescenti conflitti con la direzione di Rifondazione, hanno costituito Sinistra Critica come organizzazione indipendente.

Come la loro organizzazione affiliata francese, la Ligue Communiste Révolutionnaire (LCR), Sinistra Critica è determinata a costituire un partito per impedire che una nuova generazione si rivolga al marxismo rivoluzionario. Rifiuta rigorosamente di trarre qualsiasi lezione dalla debacle di Rifondazione e dal suo ruolo di copertura di sinistra.

Nel suo rapporto introduttivo alla conferenza di fondazione di Sinistra Critica, Salvatore Cannavò ha dichiarato in modo soddisfatto che "Si è completato un ciclo ed un'esperienza arriva alla fine"—come se da questa esperienza non vi fosse nulla da imparare. Ha dichiarato con tutta serietà che Rifondazione aveva rappresentato gli interessi della classe lavoratrice per oltre 10 anni e ha cessato di giocare un ruolo anticapitalista quando è entrata nel governo due anni fa. Cannavò siede alla Camera dei Deputati per Rifondazione ed è un importante membro del Segretariato Unito.

Il PCL, che è stato costituito nel 2006, è ugualmente implausibile quanto Sinistra Critica, Il suo leader, Marco Ferrando, ha attraversato un gran numero di organizzazioni, compreso per qualche tempo il Segretariato Unito, ed è stato membro di Rifondazione per 15 anni prima di rompere con il partito nel 2006. Come Sinistra Critica, ha intenzione di riempire il vuoto politico risultante dal crollo di Rifondazione per impedire lo sviluppo di qualsiasi reale alternativa politica.