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Gli autori della squadra di
venezuelanalysis.com
offre le sue brevi intuizioni su tre angoli differenti delle
violente
proteste che avvengono nel paese:
la strategia dell'opposizione, come i media hanno reagito e le
implicazioni delle proteste per la Rivoluzione Bolivariana.
#1:
Un colpo di stato dell'opposizione
contro l'opposizione
Ryan Mallett-Outtrim
L'opposizione venezuelana ha lanciato un colpo di stato contro se
stessa, non contro il governo. Stanno rivaleggiando per il dominio
dell'uno sull'altro due tendenze del movimento d'opposizione, sebbene
entrambe condividano la stessa strategia onnicomprensiva.
L'attuale strategia dell'opposizione è di premere su
Nicolas Maduro perché si dimetta dalla carica e
di provocare un'altra elezione presidenziale. Intende vincere le
prossime elezioni terrorizzando gli elettori oscillanti per farli
capitolare all'opposizione.
Per ora, è questa l'unica opzione reale disponibile per
l'opposizione. Le forze armate sono fermamente allineate con il chavismo,
escludendo una ripetizione del colpo di stato dell'aprile 2002.
Tuttavia, un possibile referendum di revoca è lontano ancora due anni,
in aggiunta l'estrema destra è comunque miope e generalmente apatica
verso la democrazia.
L'esigua vittoria elettorale di Maduro lo scorso aprile ha
illustrato che un pezzo considerevole dell'elettorato può oscillare
velocemente dal chavismo all'opposizione se viene applicata sufficiente
pressione. Nell'aprile 2013, tutto ciò che occorreva all'opposizione
erano semplici bastone e carota. La ben coreografata campagna elettorale
del candidato dell'opposizione
Henrique Capriles che
prometteva uno stridulo pulito
Chavez-lite era appoggiata da un
conveniente picco della scarsità. E ha quasi vinto.
Nel periodo che ha preceduto le violenze del 12 febbraio, i
venezuelani hanno affrontato più demoralizzante carenza che lo scorso
aprile. Assieme alle code quotidiane fuori dei supermercati, in luoghi
come Merida nelle settimane recenti vi è stato un flusso stabile di
violenze dei gruppi di opposizione. Ora stanno alzando la posta.
Sebbene la vasta maggioranza dell'opposizione sembri appoggiare la
strategia delle dimissioni forzate, vi sono due campi distinti. La
maggioranza moderata del movimento di opposizione ha sostenuto la causa
di dimostrazioni pacifiche contro Maduro, contro uno sfondo di ostilità
crescente tra il governo ed il settore privato.
Nelle ultime settimane Capriles è diventato qualcosa come un
simbolo dei moderati. Si era spostato lentamente dall'estremismo ed
aveva espresso compiacenza a lavorare con l'amministrazione Maduro.
Tuttavia è rimasto fermamente a destra e critico del governo. Nel lungo
termine, questo tipo di personaggio moderato è esattamente quello di cui
ha bisogno l'opposizione se vuole conquistare il potere. Gli estremisti
di frangia, come il legislatore
Maria Machado, il sindaco di Caracas
Antonio Ledezma
e
Leopoldo Lopez di
Voluntad Popular dovrebbero sapere che
diventeranno sempre più
irrilevanti mentre il movimento di opposizione cerca di conquistare
il centro. Le loro tattiche insurrezionali ed il fanatismo intransigente
sono reliquie del passato decennio e non attraenti per entrambe
l'opposizione moderata e per i chavisti ondeggianti di cui hanno
bisogno.
Come i moderati, la minoranza estremista sta spingendo perché
Madura si dimetta. Tuttavia, dissente dall'opposizione di maggioranza
sotto due aspetti.
Innanzitutto, sono dei terroristi. La frangia estremista è disposta
ad adoperare tanta violenza e caos quanto possibile per ricattare Maduro
ad arrendersi e terrorizzare il pubblico. Sono armati, fanatici e
cercano di provocare un bagno di sangue. Per loro, la violenza è
soltanto una leva addizionale per provocare l'arresto della rivoluzione,
assieme all'applicazione di pressioni agli elettori di centro. Dopo
tutto, se il governo non riesce a mantenere la sicurezza basilare nelle
strade, come può proprio occuparsi dell'economia, per non parlare di
accrescere la rivoluzione?
Se falliscono nel loro scopo ultimo e Maduro non si esaurisce,
allora
il meno che possono fare è di continuare ad ostacolare il governo.
Secondariamente, la destra di frangia sa che il sole su di se sta
tramontando e che le violenze attuali sono un tentativo dell'undicesima
ora di incollarsi alla rilevanza politica e di radicalizzare i moderati.
Finora, la vasta maggioranza del movimento d'opposizione ha trascurato
di condannare l'aggressione degli estremisti. Quindi, se siamo testimoni
di un tentato colpo di stato, esso è contro Capriles e la tendenza di
opposizione moderata che rappresenta. Gli estremisti assetati di potere
come
Machado, Ledezma
e Lopez
aspirano a prendere le redini del movimento di opposizione. Per
loro, Capriles è diventato remissivo e piegato da due tentativi
presidenziali falliti. Se riescono a provocare il bagno di sangue che
disperatamente desiderano, possono rimpiazzare i moderati come la forza
d'opposizione dominante.
#2:
Quello che i media hanno detto e
non hanno detto
Ewan Robertson
In seguito alle
violenze di
mercoledì in Venezuela che hanno lasciato tre morti e
diverse dozzine di feriti
vi sono state risposte
contrastanti da entrambe i media nazionali ed internazionali. In
particolare, vi sono stati dei resoconti contraddittori su cosa sia
avvenuto esattamente nei dintorni dell'ufficio del ministro della
giustizia a Caracas, dove un attivista dell'opposizione,
Bassil Alejandro Dacosta (24) ed un attivista sociale chavista, Juan Montoya (40), sono stati uccisi entrambe da
colpi di arma da fuoco mentre dei gruppi armati sono apparsi in scena
verso la fine della marcia dell'opposizione nell'area.
I media venezuelani
Sia le organizzazioni statali che quelle indipendenti
filogovernative
hanno
asserito
che le violenze di mercoledì,
compresi i due omicidi avvenuti vicino all'ufficio del ministro
della giustizia, erano pianificate dal leader dell'opposizione di destra
Leopoldo Lopez e perpetrate da gruppi di
opposizione radicali armati. In un rapporto intitolato
“Gruppo
d'assalto di destra provoca morte e caos”, il periodico di Caracas
Ciudad CCS ha affermato inoltre che, secondo
rapporti ufficiosi,
Juan Montoya è stato ucciso da un vicino
edificio, suggerendo un attacco premeditato. Ha anche menzionato la
presenza di "motociclisti violenti" che "tiravano pietre e grandi
oggetti alla polizia ed alla Guardia Nazionale".
I media venezuelani hanno inoltre riportato la dichiarazione del
ministro della giustizia
Luisa Ortega Diaz, che ha affermato che
"operatori politici" e "50 persone incappucciate" erano apparse al
termine della marcia dell'opposizione ed avevano ingaggiato atti di
violenza contro quelli presenti. La Ortega ha dichiarato che la natura
delle violenze è sembrata "pianificata" da "fascisti", il che suggerisce
che lei sospetta che dietro i crimini vi siano dei gruppi di opposizione
radicali.
Diverse fonti dei media venezuelani privati politicamente neutrali,
come il giornale
Ultimas Noticias
ed il sito web
Noticias 24,
hanno scelto di non commentare in
dettaglio gli eventi circostanti alle violenze. Hanno riferito le
reazioni del governo e dell'opposizione agli eventi, senza tentare di
attribuire le violenze a l'una o l'altra parte.
Alcune organizzazioni dei media pro-opposizione hanno accusato ieri
le forze di sicurezza ed i gruppi pro-governativi chiamati
colectivos
di avere perpetrato atti violenti
e gli omicidi. Il giornale conservatore
El Universal
ha affermato che
Montoya
e Dacosta sono morti per "colpi dei
colectivos
e del SEBIN (il servizio nazionale
informazioni)". Il giornali di opposizione nazionali
El Nacional
e Tal Cual
hanno fatto accuse simili, in
editoriali intitolati
“Attacco
brutale”
e “Violenza
assurda”, nei quali hanno sostenuto che le
forze di polizia o i
colectivos (dipende dalla versione) hanno
aperto il fuoco su dimostranti antigovernativi.
I media internazionali
Forse a causa di contrastanti rapporti sulle violenze di mercoledì
e con l'indagine ufficiale che sta soltanto iniziando, molte
organizzazioni internazionali dei media non hanno preso una forte linea
di parte nella loro cronaca.
CNN Español
ha scritto un
rapporto piuttosto neutrale che non ha
documentato in dettaglio i fatti violenti, ha tuttavia menzionato sia le
interpretazioni governative che dell'opposizione radicale della
giornata. Nel frattempo, la rete televisiva di lingua spagnola Telesur,
che è favorevole al governo venezuelano, ha condotto con un
pezzo che sostiene che il
coinvolgimento della polizia nelle uccisioni di ieri era escluso,
tuttavia non ha inoltre offerto una conclusione riguardo a chi fossero
gli assassini. L'articolo ha inoltre lamentato che "I fatti di ieri
riflettono che l'opposizione ha ancora una volta scelto la strada della
destabilizzazione".
Nei media di lingua inglese, l'agenzia di notizie Reuters ha
scritto un
articolo abbastanza
onesto, e, nonostante avere giornalisti sulla scena, è riuscita a
riferire soltanto che i due assassini sono avvenuti in "scene caotiche"
durante delle violenze dopo la protesta. L'agenzia ha anche menzionato
l'attuale divisione all'interno dell'opposizione tra moderati e duri e
che i duri violenti stanno bloccando le strade e creando tensione
(sebbene non abbia accennato al fatto che questi gruppi talvolta siano
armati ed attacchino civili)
come parte di una strategia per
cercare di costringere il presidente Maduro a lasciare la carica.
Altre organizzazioni internazionali hanno preso un angolo più
interpretativo sulle violenze di ieri, accennando tacitamente o
apertamente alla linea dell'opposizione di "autorità che reprimono
pacifici dimostranti studenti".
Sky News della Gran Bretagna ha condotto
il suo
articolo con la pretesa della leader della
linea dura dell'opposizione
Maria Corina Machado che due studenti dimostranti
erano stati uccisi per avere "alzato la voce" contro il governo. Il
pezzo
dell'Associated Press’ (AP), ristampato in una varietà di
fonti come
Fox News, lasciava intendere la stessa
linea, guidando con "Vigilantes armati su motociclette hanno attaccato
dimostranti antigovernativi in Venezuela".La AP ha affermato che gli
attaccanti erano "non identificati". Nel frattempo la BBC sembra avere
semplicemente preso in prestito
il suo
articolo dall'Associated Press. L'articolo decontestualizzava i
fatti di ieri tralasciando di spiegare l'"exit" strategy
dell'opposizione dura per costringere Maduro alle dimissioni, o la
presenza e le azioni di radicali dell'opposizione armati
alle proteste delle ultime
settimane.
Al-Jazeera è andata oltre, dichiarando
quello che alcuni altri media internazionali hanno implicato ma non
hanno dichiarato a causa della mancanza di prove,
scrivendo
delle violenze di mercoledì che
"Membri armati di gruppi di guardie filogovernativi sono arrivati su
motociclette e hanno cominciato a sparare a più di 100 studenti
dimostranti anti-Maduro".
Conclusioni
Mentre le autorità venezuelane iniziano ad indagare quelli
responsabili delle violenze di mercoledì, i media internazionali hanno
improvvisamente rivolto la loro attenzione agli eventi nel paese.
Tuttavia questi rapporti hanno spesso trascurato di spiegare il contesto
delle proteste di ieri, come l'"exit" strategy dell'opposizione della
linea dura per cercare di obbligare il governo alle dimissioni, oppure
le azioni violente dei gruppi di opposizione radicale nelle strade
cittadine nel corso della settimana e mezzo passata che si sono
sviluppate fino alle proteste di ieri. Inoltre alcuni rapporti
trascurano di menzionare le pacifiche dimostrazioni filogovernative che
sono avvenute lo stesso giorno.
Forse desiderosi di marchiare il governo venezuelano con
l'etichetta di "repressivo", almeno alcune organizzazioni internazionali
hanno anche suggerito che le violenze e i morti di mercoledì erano
dovuti a "vigilantes filogovernativi" in un momento in cui tale
conclusione è distante dal limpido, come evidenzia il dibattito sui
fatti in Venezuela. In diversi degli articoli, le azioni violente
dell'opposizione radicale, sia mercoledì che negli ultimi giorni, sono
state nascoste dalla storia. La BBc ne è stata un tipico esempio. Queste
organizzazioni
dovrebbero essere più responsabili nella loro cronaca in modo da
non trarre in inganno il pubblico globale su ciò che attualmente sta
succedendo in Venezuela. Mentre l'ala radicale dell'opposizione tenta
ancora una volta di imporre l'"exit" del governo attraverso azioni di
strada e violenze piuttosto che meccanismi più democratici, la cronaca
accurata sarà la chiave per gli osservatori internazionali per
comprendere questa particolare congiuntura politica del paese.
#3: Una complessa guerra psicologica
e cosa questo significa per la Rivoluzione Bolivariana
Tamara Pearson
Nel corso delle sei settimane passate, da quando l'opposizione ha
perduto le elezioni municipali e poi dopo Natale ed il periodo di
Capodanno che è seguito, qui le cose sono peggiorate. I prezzi sono
saliti alle stelle, con i negozi che caricano il tasso di cambio del
mercato nero piuttosto che quello ufficiale, nonostante la maggior parte
di loro acquisti prodotti al tasso ufficiale. I prodotti usuali sono
scarsi (difficili da trovare, se non impossibili: latte, olio, zucchero,
margarina, farina gialla) ed alcuni altri sono stati aggiunti alla
lista: maionese e la maggior parte dei saponi. Anche il
Metronidazol,
per le comuni infezioni gastriche, è diventato raro. Vi sono
alternative al
Metronidazol e la realtà è che si può
lavare la maggior parte delle cose con shampoo a buon mercato;
non c'è bisogno di tutti i differenti saponi per piatti e vestiti e
così via. La maggior parte della gente inoltre ha fatto provviste in
casa della maggior parte dei prodotti scarsi come zucchero e margarina.
In alcuni sobborghi, il gas per cucinare è stato difficile da
procurarsi. La realtà economica è un poco dura, ma ciò che è più duro è
l'effetto psicologico che tutto questo ha sulla gente. Quel sentimento
di insicurezza, di non essere certo di essere in grado di procurarsi il
prodotto di sui si ha bisogno o di essere in grado di permetterselo.
Questo causa che le persone formino enormi code quando arriva un
prodotto, che a sua volta aggrava l'impatto psicologico. Allo stesso
tempo, il tasso del mercato nero
– niente affatto basato sul valore
reale del bolivar
– continua a salire e il pensiero è
"cosa se"... cosa se manovrano l'iperinflazione?
In cima a questo, abbiamo i media che mentono costantemente su
quello che succede qui e su quello che fa il governo, come pure l'abuso
verbale verso i chavisti sulle reti sociali. Quindi, durante le ultime
settimane, in alcune parti del Venezuela, i settori più violenti
dell'opposizione sono stati attivi. Qui a Merida è iniziato con alcuni
"studenti" che hanno bloccato la strada principale, bruciato sopra
pneumatici e immondizie e gettato pietre a chiunque cercava di
avvicinarsi. Non avevano nessun cartello. Da venerdì scorso queste
proteste si sono intensificate, sia in termini di violenza, che di gente
coinvolta e di strade chiuse. E' stato difficile andare a scuola, al
lavoro ed all'ospedale e la frustrazione, il disagio e la paura che
arrivano con questo genere di azioni si combinano con la succitata
insicurezza economica. Anche le proteste con le casseruole che sono
cominciate la scorsa notte nel mio sobborgo ed in alcuni altri qui ed in
altre città provocano ansia.
Talvolta, l'estensione alla quale questo genere di strategie di
guerra d'attrito incidono sulla gente dipende da dove si vive o si
lavora. Per esempio, molti luoghi di lavoro hanno accesso ai prodotti
alimentari Mercal. Altri sobborghi sono molto più calmi ed altre parti
del paese sono pacifiche.
Ora, il governo ha compiuto degli errori, ma il potere d'acquisto
ha continuato fondamentalmente a salire fino a metà dello scorso anno ed
anche l'inflazione è stata attorno alla cifra del
15-30% fino a
metà dello scorso anno. Il peggioramento delle suddette misure da
allora è chiaramente intenzionale, entrambe per i suoi scopi politici e
per il fatto che aumentano drasticamente i profitti del settore dei
ricchi. Arrivano in un momento in cui, con Chavez perduto, la
rivoluzione è stata percepita essere più vulnerabile. Sono delle misure
distruttive che mirano a logorare il popolo ed alla paura ed all'ansia
collettiva; tre solidi ingredienti per aprire la strada alle forze
conservatrici. L'opposizione politica può avere perduto tutte eccetto
una elezioni negli ultimi quindici anni, ma l'opposizione economica è in
una posizione più forte. E la cosa difficile di questa opposizione è che
è meno visibile ed anche apparentemente meno divisa dell'opposizione
politica.
Una conseguenza di questo attacco a triplice punta (economico,
media e violenza) sulla rivoluzione Bolivariana è che il governo
nazionale è stato costretto ad andare sulla difensiva; cercando
costantemente di contrastare la speculazione sui prezzi, gli attacchi
dei media e così mia. Sebbene il governo abbia anche cercato di
procedere con gli affari; con i programmi scientifici, l'edilizia, i
programmi culturali, il governo di strada e così via, troppi dei suoi
sforzi sono dovuti andare soltanto a cercare di galleggiare. Nel suo
discorso di stanotte (13 febbraio) Maduro ha enfatizzato l'importanza di
governare secondo la legge
– abbastanza corretto
– tuttavia è difficile immaginare
che questa Legge dei Prezzi ed il limite del profitto del
30% vengano fatti rispettare nelle migliaia di negozi di ciascuna città.
Se le associazioni della società di base fossero più organizzate per
difendere i nostri diritti, forse potremmo.
Maduro inoltre ha dichiarato: "La cosa più importante è continuare
a governare, continuare a lavorare". La maggior parte degli attivisti
del movimento, dei lavoratori delle missioni e dei lavoratori del
settore pubblico stanno facendo proprio questo, nonostante il clima. Per
esempio, alla scuola alternativa dove insegno abbiamo avuto ogni genere
di attivisti durante le ultime settimane che venivano e volevano fare
workshop, pittura murale ed assistere. Un gruppo ha cominciato un
programma di riabilitazione e la fondazione statale per la scienza e la
tecnologia si è incontrata con noi e ci ha fornito di un lavoratore per
il nostro locale di computer ed internet. Tuttavia, in questo genere di
clima è ancora più difficile approfondire l'organizzazione
rivoluzionaria nel modo in cui ci piacerebbe.
La questione è come questo si svilupperà nel lungo termine. Mentre
forse alcuni chavisti, influenzati dalla caduta reale del potere
d'acquisto, possono stancarsi e cambiare parte, la maggior parte del
popolo è saldo nelle sue convinzioni, con i sostenitori del governo che
in gran parte (ma spesso con critica costruttiva) credono alla stampa
pubblica ed i sostenitori dell'opposizione che credono (e vengono
manipolati dai) ai media privati. Sembra improbabile che l'estrema
destra, il settore violento dell'opposizione realizzerà il suo scopo di
costringere Maduro a dimettersi, tuttavia è anche difficile avanzare per
la rivoluzione. Al peggio, potrebbe vedersi come un tipo di scacco matto
e, nella migliore delle ipotesi, una rivoluzione determinata che viene
rallentata, ma che poco a poco sta realmente costruendo le comuni e le
unità produttive dirette dai lavoratori e così via, ciò che vorrebbe. Da
una parte, qui il livello di organizzazione delle basi è incredibile, ma
le organizzazioni tendono a lavorare (molto duramente) nella loro
trinchera – trincea, e vi è la mancanza di una
reale articolazione regionale e nazionale tra le basi. Come abbiamo
visto nel
2002/3,
situazioni come questa non devono
peggiorare le cose, possono essere la crisi che spinge le organizzazioni
della società a livello locale e la politica nazionale a radicalizzarsi,
tuttavia questa mancanza di più ampia articolazione rende questo
difficile, se non impossibile.
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