The   B u l l e t

Socialist Project • E-Bulletin No. 382
4 luglio 2010

 

Il potere comunitario a Caracas

Intervista con Wilder Marcano

Susan Spronk e Jeffery R. Webber

 

Abbiamo raggiunto la mattina del 18 giugno 2010 Wilder Marcano, direttore della rete delle Comunas a Caracas. Ha parlato con noi appena prima di rivolgersi ad una folla di alcune centinaia di rappresentanti di differenti comunas da attorno alla capitale che si erano raccolti negli uffici del Ministero del Potere Popolare per le Comuni ed il Benessere Sociale per discutere di una serie completa di questioni relative a costruire il potere popolare dal basso nei barrios più poveri.

 

Quale è il ruolo delle comunas nella costruzione del socialismo in Venezuela?

Precisamente, in Venezuela abbiamo un progetto politico per il paese. In relazione alle organizzazioni del potere popolare abbiamo i consigli comunali e la comune è l'organo principale di questo progetto politico. Questo progetto deve avere un orientamento strategico ed al cuore di questo vi è lo stimolo e la partecipazione del popolo. Crediamo che svilupparsi dal punto di partenza della comuna sia il modo di realizzare e concretizzare il progetto politico. La comuna è un modo per riorganizzare radicalmente il territorio, una radicalizzazione geografica nella quale gli esseri umani siano messi al centro, dove si dia risposta ai bisogni reali degli esseri umani e da dove possa essere costruita una forma distinta di economia. La nuova economia deve sostituire la fallita economia capitalista e la nuova economia deve essere fondata sui principi del socialismo.

Quali sono le sfide più importanti che le comunas affrontano?

La sfida più grande è che dobbiamo rompere con il vecchio modo di fare politica qui in Venezuela. Un esempio è la necessità di costruire una democrazia partecipatoria piuttosto che rappresentativa. Nella Costituzione Bolivariana viene sottolineato che la nostra democrazia deve essere partecipatoria e di protagonismo.

Ciò significa che il popolo deve liberarsi delle sue paure e delle sue ansie ed assumere il suo ruolo nella costruzione di questa nuova realtà. Rompere con la vecchia maniera di fare politica, fare in modo che le persone diventino protagoniste è una delle maggiori sfide che abbiamo di fronte.

La seconda sfida ha a che fare con il tema dell'economia, che è una questione tremendamente importante. E' necessario rendere le comunas centri di produzione per il popolo ed occorre che miglioriamo la loro organizzazione. Perché? Perché parliamo della rottura da un sistema con centinaia di anni di storia, che ha lasciato dietro un'ideologia del capitalismo che è profondamente radicata nella gente. Questa ideologia ha molti meccanismi attraverso i quali riproduce se stessa.

Il nostro progetto socialista non viene ancora compreso completamente a livello di base popolare. Vi è ancora molto apprendimento e molta educazione che devono aver luogo. Questo è parte del ruolo del partito [il PSUV] ed è necessario per costruire una nuova economia basata sui valori del socialismo.

Quale è la sua visione del socialismo nel lungo termine?

Nel caso concreto del Venezuela, vediamo il socialismo come un sentiero di opportunità. Se guardiamo intorno al mondo a tutta la tragedia, se guardiamo alle nostre tragedie nella storia del Venezuela, è chiaro che il sistema capitalista non funziona. Vediamo il socialismo come un modo per realizzare come reale ed autentica la nostra indipendenza che cominciò con Simón Bolívar. Lo concepiamo come il modo nel quale possiamo costruire una nuova e distinta realtà in Venezuela, nella quale i bisogni degli esseri umani siano posti al centro, dove le odiose disuguaglianze del capitalismo siano superate, dove abbiamo una vera libertà in tutta la sfera della vita sociale, una società che non sia diretta dai proprietari privati dei mezzi di produzione e dai proprietari dei mass media.

In sostanza, un paese nel quale i bambini possano perseguire una vita che li arricchisca, dove possano studiare, siano garantite l'istruzione e la sanità, dove abbiano sicurezza, dove possano avere la possibilità di essere felici e liberi. Questa è la visione che abbiamo.

Possiamo vedere che in questo paese vi sono davvero due aspetti centrali della lotta dal basso. La lotta per il controllo dei lavoratori da una parte e la lotta per il potere popolare nelle comunas dall'altra. Cosa è necessario sia compiuto per facilitare l'unione di queste due serie di lotte?

Questo è il compito fondamentale che si assume il PSUV nel suo ruolo di direzione nella lotta per la liberazione della società nella sua totalità. Il controllo dei lavoratori ha a che fare con il controllare e gestire i mezzi di produzione, con la presa di controllo delle imprese. La comuna ha a che fare con il controllo territoriale nelle comunità, con i temi della produzione in queste località, con il soddisfare i bisogni della gente nei suoi quartieri. I loro obiettivi sono in molti modi gli stessi. Riguarda che la gente abbia il controllo su ogni aspetto della propria vita. Il partito [PSUV] è un meccanismo per unire questi scopi e trae da queste fonti, perché ha la visione a lungo termine di costruire il socialismo. •

Susan Spronk insegna alla Facoltà di Sviluppo internazionale e studi globali dell'Università di Ottawa. E' ricercatrice associata con il Progetto Servizi Municipali ed ha pubblicato diversi articoli sulla formazione di classe e la politica idrica in Bolivia.

Jeffery R. Webber insegna politica all'Università di Regina. E' l'autore di Red October: Left-Indigenous Struggles in Modern Bolivia (Brill, 2010) e Rebellion to Reform in Bolivia: Class Struggle, Indigenous Liberation and the Politics of Evo Morales (Haymarket, 2011).