WORKERS WORLD

 

La crisi e le prospettive per la resistenza

di Fred Goldstein

3 dicembre 2009

 

Depressione. La crisi attuale è la peggiore dalla Grande Depressione. Ma non è soltanto la peggiore crisi dalla Depressione. Ha gli stessi elementi fondamentali della Depressione.

Il sistema non si riprenderà. E' simile non soltanto a causa della montante disoccupazione; non soltanto perché così tanti trilioni di dollari sono stati spesi per impedire al sistema capitalista di crollare; non soltanto a causa della grande bolla speculativa che è scoppiata e non soltanto a causa della generale sofferenza dei lavoratori e delle comunità.

E' simile alla Depressione, che è durata 10 anni e che è terminata soltanto con una guerra mondiale, perché il sistema capitalista non avrà una autentica ripresa economica—vale a dire che un'espansione capitalista di tale grandezza che possa superare la crisi in aggravamento della generale disoccupazione di massa.

Negli USA l'economia capitalista si riprese dalla Depressione soltanto con la massiccia spesa statale per la preparazione bellica e per la guerra stessa. Senza quella spesa non vi sarebbe stato nessun mercato e nessuna domanda per i prodotti dell'industria USA. La depressione sarebbe soltanto divenuta più intensa. Il capitalismo stava soffrendo di una crisi di sovrapproduzione che aveva raggiunto di non ripresa.

I mezzi per la ripresa sono esauriti. Dopo la II Guerra Mondiale l'economia capitalista degli USA ha tirato avanti con la guerra: la Guerra di Corea, la Guerra del Vietnam e la spesa per un immenso rafforzamento militare contro l'Unione Sovietica e la Cina durante la Guerra Fredda, incluso il programma di spesa militare anti-sovietico da $2 trilioni di Reagan.

Ha tirato avanti anche riversando denaro nelle banche e nelle corporations in momenti cruciali di crisi. Il governo capitalista ha salvato la Chrysler; ha salvato l'associazione risparmi e prestiti negli anni '80; ha salvato Wall Street dopo il crollo del 1987—l'hedge fund Long Term Capital nel 1999. Ha riversato denaro nel mercato immobiliare ed a Wall Street durante la depressione economica del 2000-2001.

Il capitale ha mantenuto alti i suoi profitti ed ha alimentato al sua espansione abbassando brutalmente i salari attraverso la ristrutturazione tecnologica, la distruzione del sindacato e promuovendo una competizione salariale mondiale per spingere giù i salari.

L'imperialismo stesso è un segno di crisi del sistema capitalista. Significa che il sistema non può progredire entro la struttura dello stato nazione per mezzo di "normali" mezzi economici. Deve andare all'estero a saccheggiare e depredare popoli in Asia, Africa, America Latina ed in Medio Oriente per andare alla ricerca di superprofitti.

Proprio ora il Pentagono è impantanato in Afghanistan e Pakistan; ha ancora ben oltre 100.000 truppe in Iraq. Il bilancio militare per il prossimo anno è di $700—denaro sufficiente per ricostruire città decadenti e rimettere al lavoro i lavoratori. Ma Washington non è stata in grado di conquistare territorio e di pagare la sua guerra di aggressione con i profitti dall'estero. Il tentativo di espandere l'impero è diventato sul salasso del sistema e sta aggravando la crisi all'interno.

Tutti questi mezzi sono già stati spinti al limite. I trilioni di denaro del salvataggio non sono stati in grado di rianimare l'economia e di fermare i licenziamenti. Le forze armate ora sono dimensionate più del necessario; ciò che resta è l'high-tech e non possono mobilitare milioni di lavoratori nella produzione bellica. I salari vanno giù da 30 anni e la classe lavoratrice viene impoverita. Le fonti storiche di rinascita sono esaurite.

Ai lavoratori viene raccontata la menzogna che le cose miglioreranno. Negli Stati Uniti la classe lavoratrice ha vissuto attraverso 10 recessioni post II Guerra Mondiale. Dopo ciascuna il sistema si è ripreso ed ingrandito; alla fine l'occupazione è ritornata per la vasta maggioranza dei lavoratori.

L'amministrazione Obama, varie imprese dei media ed i cosiddetti "esperti" economici continuamente battono fortemente su questa idea. Raccontano ai lavoratori che ci vuole tempo perché l'economia si riprenda e l'occupazione resta indietro, così giusto tenete duro.

Nel frattempo, il Congresso continua ad estendere i benefici dell'assicurazione per la disoccupazione e l'assistenza con i buoni alimentari per tenere passivi i lavoratori e per prevenire un movimento di resistenza.

Questa speranza che debbano sopportare abbastanza a lungo perché le cose vadano meglio al momento conforma la psicologia complessiva dei lavoratori. Ma questo è temporaneo perché la crisi sta soltanto iniziando a spiegarsi. Deve essere enfatizzato ripetutamente che la crisi è soltanto nei suoi stadi iniziali. Vi sono molti germi di future scosse in arrivo.

L'era della "ripresa senza posti di lavoro". I lavoratori sono di fronte ad una ripresa senza posti di lavoro con nessuna fine in vista. Una ripresa senza posti di lavoro è quando la produzione ed i profitti cominciano a riprendere ma la disoccupazione rimane la stessa o peggiora. Questa tendenza nell'economia capitalista USA è iniziata nel 1991 e sta diventando sempre più grave.

Durante tutte le crisi nel periodo post II Guerra Mondiale, i posti di lavoro sono ritornati quando la produzione ha cominciato ad aumentare. Comunque, dopo la depressione economica del 1991 i posti di lavoro sono stati perduti e nessuno è stato aggiunto per più di 12 mesi dopo la ripresa capitalista. Ci sono voluti 18 mesi per arrivare a livelli di posti di lavoro pre-recessione.

Dopo il crollo della bolla della tecnologia del 2000-2001, sono stati perduti 594.000 posti di lavoro nei primi 27 mesi della depressione economica; ci sono voluti quattro anni perché l'occupazione ritornasse a livelli di pre-recessione.

L'attuale ripresa senza posti di lavoro è una continuazione di questa tendenza ad un livello molto più drastico. E' stato riportato che nel terzo trimestre del 2009 l'economia è cresciuta ad un tasso annuale del 3,5%. Ma durante questi tre mesi di rialzo economico, sono andati perduti 726.000 posti di lavoro! Queste cifre non considerano la crescita di milioni di lavoratori scoraggiati o di lavoratori costretti a lavorare part time.

Produttività del lavoro, bassi salari e la crisi. Nulla dimostra la crisi del capitalismo più del fatto che la redditività e l'aumentata produzione hanno luogo sulla base del taglio di posti di lavoro. In aggiunta, quei lavoratori ancora impiegati vengono spinti a lavorare più duramente, più velocemente ed a produrre di più. I salari vengono tagliati mentre i padroni spremono ogni ultimo minuto di lavoro.

Per tre decenni la spietata innovazione tecnologica è stata tutta diretta contro i lavoratori. Il capitalismo ha reso i lavoratori sempre più produttivi. Con la tecnologia ha trasferito l'abilità dei lavoratori alle macchine ed al software. I padroni hanno sempre cercato di ridurre le capacità dei lavoratori e di pagarli di meno. Andare a scuola per ottenere un'abilità non beneficerà realmente le masse, dal momento che i capitalisti stanno distruggendo i posti di lavoro specializzati.

I padroni hanno utilizzato la crisi per aumentare la produttività. I loro piani sono di ridurre le assunzioni se vi è una ripresa. Ciò dimostra come sarà impossibile, in base al sistema del profitto, riassumere le decine di milioni di lavoratori ora disoccupati e sottoccupati.

Il capitalismo USA ha seguito la logica inevitabile del sistema del profitto fino in fondo. Il capitale deve cercare inesorabilmente di ridurre la manodopera ed i salari. Questo è l'altro lato del perseguimento del profitto. Ma il capitale deve anche espandersi o morire. Quindi, nel distruggere i salari, deve distruggere il proprio mercato, mentre allo stesso tempo espandere la propria capacità di produrre. Questo processo ora ha raggiunto il punto nel quale sta portando ad un collasso totale della società—e pone una minaccia all'esistenza della classe lavoratrice e dell'intero pianeta.

La classe lavoratrice è ignara di questa tendenza a lungo termine nel capitalismo e delle dimensioni della crisi proprio ora. Ma diventerà consapevole come la crisi si aggrava e si diffonde e non cessa. E' soltanto questione di tempo prima che inizi a combattere come classe.

Segnali di movimento tra lavoratori, studenti ed attivisti. Mentre la classe lavoratrice ed il movimento sindacale in generale sono ancora in ritirata dopo decenni di attacco seguito dalla crisi economica, vi sono tasche crescenti di resistenza, sia all'interno che all'esterno del movimento sindacale.

Il punto basso del movimento sindacale nella crisi attuale è arrivato durante i procedimenti del fallimento della General Motors e della Chrysler. La leadership del più potente sindacato industriale negli USA, la United Auto Workers, ha concordato umilianti ed onerose concessioni senza una lotta mentre le società progettavano di chiudere più di 20 stabilimenti e di licenziare migliaia di lavoratori.

Ma, proprio a quell'epoca, nel dicembre 2008, la Republic Windows and Doors Workers, Local 1110 of United Electrical Workers di Chicago, ha cambiato il clima impadronendosi della fabbrica. L'ha tenuta per sei giorni ed ha costretto la Bank of America ad accettare tutte le sue richieste di risarcimento, paga delle ferie e benefici. Questo gruppo di 250 operai in gran parte neri e latino, principalmente immigrati, ha elettrizzato il movimento sindacale ed è diventato l'epicentro della solidarietà di classe per tutto il paese.

Mentre i lavoratori della UE stavano ancora tenendo la fabbrica, 5.000 lavoratori della Smithfield hanno costretto il maggiore impianto di lavorazione del maiale al mondo di riconoscere la United Food and Commercial Workers nello stato anti-sindacale della Carolina del Nord, dopo più di 15 anni di lotta. La vittoria, una delle più grandi al Sud negli ultimi anni, è stata raggiunta saldando assieme neri, latino, nativi americani ed asiatici in una lotta che ha compreso un grande numero di lavoratori immigrati.

Nel periodo da allora in avanti vi sono stati numerosi scioperi e lotte. Un recente sciopero di nove settimane dei Teamsters alla SK Tools a Chicago è terminato con una vittoria. Uno sciopero dei lavoratori dei trasporti di Filadelfia ha ottenuto una vittoria. I lavoratori di Stella D’Oro nel Bronx, N.Y., hanno avuto successo in un coraggioso sciopero lungo un anno contro le concessioni, ma poi la società è stata venduta e la fabbrica chiusa.

Vi sono state molte lotte, ma sono state sostenute nell'isolamento. Non vi è stato nessun tentativo da parte della leadership sindacale di porgere un appoggio considerevole ad alcuna particolare lotta o a generare un contrattacco coordinato.

Vi sono delle reti di sostegno studenti-lavoratori che crescono qua e là per il paese. Il movimento contro le fabbriche ad alto sfruttamento della manodopera aveva appena avuto una vittoria contro la Russell Athletic, obbligando la società a riassumere i lavoratori licenziati in Honduras ed a riconoscere il loro sindacato.

I tagli nelle facoltà universitarie pubbliche e private incidono sugli studenti e sui lavoratori e stanno portando ad alleanze studenti-lavoratori per contrattaccare. Delle battaglie importanti contro i tagli stanno avendo luogo in California—Los Angeles, Berkeley ed altri luoghi—comportando sit-in ed azioni di massa.

Il movimento per un'autentica riforma dell'assistenza sanitaria si sta diffondendo ed il movimento sindacale l'ha assorbito, ma soltanto simbolicamente e con l'attività di lobby. E' fortemente necessaria una mobilitazione di massa per l'assistenza sanitaria.

I raggruppamenti radicali collettivi ed indipendenti tra gli studenti e fuori dalle università spuntano qua e là nel paese ed avanzano su una varietà di questioni—la guerra, l'ambiente, la povertà, i tagli ai servizi sociali e così via.

Un crescente movimento contro l'ondata di sequestri e sfratti si sta sviluppando a Detroit, Minneapolis, Chicago ed in altre città.

Una marcia guidata dai lavoratori contro l'American Bankers Association a Chicago ha interrotto la convenzione. Esistono molti movimenti locali ma sono finora frammentati. Comunque, sono state gettate le basi per un movimento nazionale.

Questi sviluppi e molti altri che stanno ribollendo sotto la superficie rappresentano le agitazioni iniziali della resistenza. Certamente crescerà in risposta alla crisi economica, alla guerra ed all'occupazione in Iraq, Afghanistan e Pakistan, agli attacchi politici al popolo e ad altre misure reazionarie.

La lotta per i posti di lavoro. Al momento la questione principale è la lotta per i posti di lavoro e continuerà ad esserlo. Il Movimento Salvare il popolo ha tenuto una Marcia per i posti di lavoro a Pittsburgh all'epoca del G-20 in settembre per portare la domanda politica per i posti di lavoro ai capi dei ricchi paesi imperialisti. Poco dopo molti sindacati locali hanno partecipato ad una marcia per i posti di lavoro guidata dai lavoratori a Boston.

La Marcia per i posti di lavoro a Pittsburgh ha ottenuto successo perché ha avuto l'appoggio e la partecipazione della comunità nera, come pure l'adesione della United Steel Workers e della United Electrical Workers. Ci è voluto un passo concreto in avanti nella costruzione del tipo di alleanza lavoratori/comunità che è la chiave per il futuro successo nella lotta contro la crisi.

L'amministrazione Obama, sotto pressione per fare qualcosa sulla crisi dei posti di lavoro, non ha fatto nulla eccetto che puntare al pacchetto di stimolo, che ha fatto poco per opporre resistenza alla marea di 8 milioni di posti di lavoro perduti da dicembre 2007. L'amministrazione ora indice un vertice per i posti di lavoro.

Per la prima volta, quasi due anni dentro la crisi, la leadership della AFL-CIO ha finalmente messo in agenda un programma nazionale per i posti di lavoro. E' un programma legislativo rivolto a deviare denaro nell'estesa assistenza ai lavoratori, nell'assicurazione per la disoccupazione, a creare posti di lavoro costruendo infrastrutture, a ricostruire le comunità distrutte, ad aiutare le piccole imprese e così via.

E' un passo in avanti che la leadership del sindacato ha cercato per affrontare la crisi a livello nazionale. Il programma si stende nell'interesse dei disoccupati. La disoccupazione è un grande pericolo per il movimento sindacale. E' stato avanzato dal leader della AFL-CIO Richard Trumka ed è appoggiato dal presidente del NAACP Benjamin Jealous; dal presidente del National Council of La Raza Janet Murguia; dal presidente della Leadership Conference on Civil Rights Wade Henderson e da Deepak Bhargava, direttore amministrativo del Center for Community Change. Il presidente Larry Mishel dell'Economic Policy Institute ha moderato la discussione, che Jealous ha chiamato l'inizio di un movimento nazionale dei diritti umani per l'opportunità economica.

Il programma dovrebbe dare impeto al movimento per i posti di lavoro. Ma in molti modi si ferma bruscamente, compreso e specialmente il trascurare di promuovere il bisogno assoluto di mobilitare i milioni di persone all'interno ed all'esterno del movimento dei lavoratori, occupati e disoccupati e di portarli in strada ed a Washington, D.C. ed in altre città per affrontare l'establishment e chiedere posti di lavoro.

Il movimento dal basso deve assumere questa sfida e promuovere una marcia per i posti di lavoro. E deve assumere questa sfida da un punto di vista internazionalista. Il Movimento Salvare il popolo ha richiesto una marcia per i posti di lavoro a Washington, D.C. il 10 aprile, 75° anniversario della Works Progress Administration di Franklin Roosevelt. Un gruppo di sindacalisti della Costa Ovest ha richiesto la costruzione della III Giornata di solidarietà a Washington, D.C. in primavera. Il terreno viene gettato per la coalizione di forze per avviare una lotta su vasta scala per i posti di lavoro ed il reddito.

La solidarietà internazionale e l'unità sono le chiavi per la vittoria. Le multinazionali negli USA hanno utilizzato la tecnologia per frantumare i processi produttivi e spargerli attraverso il globo verso dovunque possano trovare i salari più bassi ed il più alto tasso di sfruttamento.

Hanno utilizzato questo processo per mettere in tutto il mondo i lavoratori gli uni contro gli altri e per creare una competizione salariale mondiale in una corsa verso il basso. Mentre la crisi economica si aggrava cercheranno di mettere i lavoratori negli USA gli uni contro gli altri—prendendo di mira i lavoratori irregolari in particolare. Cercheranno di dividere la classe lavoratrice qui dai lavoratori all'estero usando come capri espiatori i lavoratori in paesi precedentemente colonie, a salario più basso che sono supersfruttati dai padroni.

L'unico modo per superare la competizione salariale ed il divisivo razzismo e lo sciovinismo è di instaurare la coscienza di classe e la solidarietà di classe all'interno ed all'estero. Non vi deve essere nessun confine nella lotta dei lavoratori. Sotto il nuovo regime del capitalismo del salario basso, i lavoratori neri, latino, asiatici, nativi, mediorientali e delle isole del Pacifico, donne e uomini, etero, gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, regolari ed irregolari sosterranno un ruolo d'avanguardia nella lotta di classe. I lavoratori bianchi e tutti i lavoratori devono lottare contro i progetti capitalisti di dividerli l'uno dall'altro.

Un'offesa ad uno è un'offesa a tutti!

Goldstein è l'autore di “Low-Wage Capitalism”, un'analisi marxista degli effetti della globalizzazione sulla classe lavoratrice. E' pure direttore aggiunto del giornale Workers World.