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drilling beneath the headlines

 

Non possono bandire la Rivoluzione

Postato il 18 maggio 2014

di Chris Hedges

 

Aggiornamento: Il 19 maggio Cecily McMillan è stata condannata a tre mesi di prigione ed a cinque anni di libertà condizionata, più servizi sociali. Cliccate sulla parola Guardian e sulle parole Huffington Post per vedere degli articolo sulle condanne.

RIKERS ISLAND, N.Y.—Cecily McMillan, l'attivista di Occupy che comparirà lunedì mattina davanti ad un tribunale penale a New York City per essere condannata fino a sette anni per l'accusa di avere assalito un agente di polizia, sedeva su una sedia di plastica indossando un'enorme, cadente tuta grigia, sandali di plastica marroni economici ed occhiali con montatura di corno. Altre donne, pure vestite di tute grigie fornite dalla prigione, sedevano vicine nella stretta sala visite dai muri di cemento stringendo forte i loro bambini, le lacrime che grondavano giù dai loro volti. I figli, perplessi, avevano le braccia avvolte saldamente attorno al collo delle loro madri. Sembrava la scena del disastro che era.

"Qui è tutto in pubblica vista", ha dichiarato la studentessa venticinquenne, che doveva laurearsi il 22 maggio con una laurea dottorato della New School of Social Research di New York City. "La crudeltà del potere non può nascondersi come fa all'esterno. Comprendete l'America, tutto ciò che l'America è diventata, specialmente per i poveri di colore in prigione. I miei avvocati pensano che prenderò due anni. Ma due anni sono niente paragonati a quello che affrontano queste donne, che non sono mai state processate, non hanno mai avuto la possibilità di un'adeguata rappresentazione legale. Nel mio dormitorio ci sono donne che, poiché hanno una tale misera padronanza dell'inglese, non comprendono nemmeno le loro accuse. Ho passato molto tempo a cercare di spiegare loro le accuse".

Square, Site wide

La McMillan sostiene che Grantley Bovell, che era in abiti civili e che non si era identificato come un agente di polizia, la ha afferrata da dietro durante una marcia il 17 marzo 2012, raduno di diverse centinaia di attivisti di Occupy allo Zuccotti Park di Manhattan. In un video dell'incidente appare che lo abbia istintivamente spinto a gomitate sul volto, ma lei afferma che non ha ricordo di ciò che è accaduto. Il video e le fotografiela maggior parte di cui non permesso che fossero mostrate in tribunale dal giudice del processosostenevano la sua versione dei fatti. Non vi è nessuna discussione che sia stata brutalmente picchiata dalla polizia e portata dal parco in un ospedale dove è stata ammanettata ad un letto. Il 5 maggio è stata giudicata colpevole dopo un processo di tre settimane per il crimine di aggressione di secondo grado. Può ricevere qualsiasi cosa dalla libertà condizionata a sette anni di prigione.

"Sono mentalmente preparata ad una lunga condanna", mi ha raccontato questo passato fine settimana quando la ho intervistata nella prigione di Rikers Island nel Bronx. "Ho guardato il processo. Questo non è mai stato sulla giustizia. Come non è sulla giustizia per queste altre donne. Una madre è stata messa qui per taccheggio dopo avere perduto il lavoro e la casa ed aveva bisogno di dar da mangiare ai suoi figli. C'è un'altra prigioniera, un'insegnante d'asilo con un figlio di 1 anno che stava allattando, che ha lasciato stare con lei la cugina dopo che era stata sfrattata. Risulta che la cugina spacciava droga. I poliziotti hanno trovato denaro, non droga, che la cugina teneva nella casa e hanno preso la madre. Le hanno detto di lasciare il bambino ai vicini. L' dentro ci sono storie su storie come questa. Vi danno la sveglia".

Il caso della McMillan è emblematico della persecuzione giudiziaria di attivisti per tutta la nazione, una persecuzione familiare alla gente povera di colore. Il suo caso sta in contrasto con la completa impunità data ai criminali di Wall Street. Circa 8.000 dimostranti nonviolenti di Occupy sono stati arrestati. Non un banchiere o investitore è andato in galera per avere causato il crollo finanziario del 2008. La disparità di giustizia rispecchia la disparità nei redditi e la disparità nel potere.

E' stata fatta pressione sugli attivisti di Occupy da una parte all'altra del paese perché si "dichiarassero colpevoli" su accuse penali in cambio di condanne ad anni di libertà condizionata, che non soltanto portano numerose restrizioni, compreso non essere in grado di frequentare facoltà di legge o di servire in una giuria, ma rende loro difficile impegnarsi in ulteriore attivismo per paura dell'arresto e di violare la libertà condizionata. Alla McMillan è stato offerto lo stesso accordo di supplica ma lo ha rifiutato. E' stata una dei pochi ad andare sotto processo.

"Sono profondamente impegnata alla nonviolenza, specialmente di fronte a tutta la violenza attorno a me dentro e fuori questa prigione", ha dichiarato nell'intervista. "Non potevo accettare questo accordo. Dovevo resistere. E' per questo che sono un'attivista. Essere marchiata come qualcuno che è stato violento era intollerabile".

Il caso della McMillan è tanto sul nostro diritto alla protesta nonviolenta quanto lo è sulla McMillan. E' sul nostro diritto ad attuare tale protesta senza essere soggetti alla violenza poliziesca intesa a schiacciare il dissenso pacifico e legale. E' sul nostro diritto ad impegnarsi nell'organizzazione politica senza che i nostri gruppi vengano monitorati ed infiltrati dallo stato della sicurezza e della sorveglianza. E' sul nostro diritto alla libertà di espressione e di libertà di associazione, garantite secondo la Costituzione ma tolteci completamente da una serie di decisioni giudiziarie ed attraverso ordinanze municipali che rendono impossibile protestare in molte città degli USA.

Durante il processo il giudice Ronald A. Zweibel è stato caustico ed ostile verso la McMillan e la sua squadra di difesa. Ha proibito le prove video che avrebbero aiutato il suo caso. Ha emesso un ordine d'obbligo di silenzio che ha impedito agli avvocati della difesa, Martin Stolar and Rebecca Heinegg, di comunicare con la stampa. E, sorprendentemente, ha negato la libertà su cauzione alla McMillan.

Il giudice ha inoltre protetto assiduamente Bovell contro le minacce alla sua credibilità. Si è rifiutato di permettere ai giurati di ascoltare o vedere della violenza eccessiva della polizia che è stata utilizzata per liberare il parco la notte che la McMillan è stata arrestataviolenza che moti attivisti affermano sia stata la più indiscriminata ed oltraggiosa mai inflitta durante il movimento Occupy. Ha nascosto alla giuria la storia della cattiva condotta di Bovell come agente di polizia. Bovell è stato investigato almeno due volte dalla sezione affari interni del Dipartimento di Polizia di New York City, ha riferito il quotidiano Guardian. Bovell ed il suo partner della polizia, in uno dei casi, sono stati citati per avere presumibilmente usato un'automobile della polizia non contrassegnata per colpire un diciassettenne che fuggiva su una mountain bike. Il ragazzo ha dichiarato che gli è stato rotto il naso, due denti caduti e la fronte lacerata. Il caso è stato appianato fuori il tribunale per un significativo ammontare di denaro. Vi è anche un video che pare mostrare Bovell che calcia spietatamente un sospetto sul pavimento di una drogheria del Bronx. Inoltre, Bovell è stato coinvolto un uno scandalo per truccare biglietti nel suo distretto nel Bronx. E Austin Guest, 33 anni, un laureato all'Università di Harvard che è stato arrestato a Zuccotti Park la notte in cui è stata assalita la McMillan, sta citando Bovell ed il NYPD perché l'agente ha colpito presumibilmente di proposito la sua testa sulle scale interne ed i sedili di un autobus che portava dentro lui ed altri attivisti per processarli. Il giudice ha proibito che l'arresto del ragazzo sulla bicicletta ed il presunto abuso di Bovell su Guest venissero discussi di fronte alla giuria.

Il caso ha galvanizzato molti attivisti, che vedono nella persecuzione della McMillan la persecuzione di movimenti che per tutto il globo lottano per il cambiamento democratico nonviolento. A Rikers la McMillan è stata visitata dai sostenitori dei diritti umani in Russia del gruppo Pussy Riot. Centinaia di persone, inclusi 9 dei 12 giurati ed alcuni membri del Consiglio di New York City, hanno esortato il giudice Zweibel ad essere clemente. Circa 160.000 persone hanno firmato una petizione online che chiedeva al sindaco Bill de Blasio ed al governatore Andrew Cuomo di intervenire nel suo interesse. Ma finora suppliche come queste non sono riuscite ad addolcire la determinazione dello stato corporativo di utilizzare il caso McMillan come strumento per impedire qualsiasi nuovo movimento di massa.

"Sono molto consapevole di quanto sia privilegiata, specialmente qui dentro", ha dichiarato la McMillan. "Quando si è in prigione il privilegio dei bianchi funziona contro di voi. Si tende a reagire quando si esce dal privilegio dei bianchi dicendo 'non potete fare questo' quando le autorità della prigione vi costringono a fare qualcosa di arbitrario e senza senso. Ma i poveri comprendono il sistema. Sanno che è assurdo, capriccioso ed insensato, che è tutto sull'essere costretti a mostrare deferenza al potere. Se si reagisce fuori dal privilegio della pelle bianca si viene messi da parte. Ho imparato a rispondere come un collettivo, a parlare all'autorità con una voce unificata. E questo per me è stato valido. Ne avevo bisogno".

"Possiamo parlare di teoria del movimento quanto vogliamo", ha continuato. Possiamo leggere Michel Foucault o Pierre Bourdieu, ma ad un certo punto diventa un gioco. Si deve uscire e viverlo. Si deve realmente costruire un movimento. E se non andiamo a lavorare per costruire un movimento ora in un decennio lì non ci sarà nessuno a studiare teoria del movimento perché non ci sarà nessun movimento. Posso farlo in prigione. Posso farlo fuori della prigione. E' tutta una lotta".

La McMillan è stata detenuta nel Rose M. Singer Center di Rikers, Dormitorio 2 Est B, con circa altre 40 donne. Dormono in file di brande. Quasi tutte le donne sono madri povere di colore, la maggior parte di loro nere, ispaniche o cinesi. La McMillan da lezioni di inglese in cambio di lezioni di spagnolo.

La McMillan ha legato con una donna afroamericana conosciuta come che l'ha occhieggiata e le ha detto che aveva belle gambe. Fat Baby ha buttato via un paio di righe di approccio zoppicanti che, ha detto la McMillan, "suonavano come se fosse una lavoratrice delle costruzioni. Le ho raccontato che le avrei insegnato alcune righe di approccio che erano un poco più astute".

La McMillan, cui è richiesto che in prigione svolga un'attività, partecipa al programma di riabilitazione dalla droga sebbene non usasse droghe. E' critica nel fornire da parte dell'istruttore pensiero "positivo" e cristiano ai reclusi, alcuni dei quali sono musulmani. "E' tutto sulla potenza del pensiero positivo, su come compiono errori e scelte sbagliate nella vita e che ora possono correggere quegli errori prendendo un'altra strada, una strada cristiana, per una nuova vita", ha detto. "Questo epicentro su pensieri felici pervade la prigione. Vi è poca analisi sulle cause strutturali della povertà e dell'oppressione. E' come se fosse tutto sulle decisioni che abbiamo preso, non che sono state prese per noi. E questo è come vogliono quelli al potere. Questo tipo di pensiero induce passività".

La McMillan stava ricevendo da 30 a 40 lettere al giorno a Rikers, ma durante la settimana prima dell'intervista tutti i giorni le veniva raccontato che non ne aveva nessuna. Sospetta che la prigione le abbia tagliato il flusso della posta.

Poiché le mie penne e la mia carta sono state confiscate durante il processo di due ore che ci è voluto per entrare nella prigione, dopo la visita ho dovuto ricostruire le note della nostra conversazione, che è durata un'ora e mezzo. Il processo di entrata è normale per i visitatori, che nei fine settimana stanno in piedi in lunghe file in piani inclinati fuori della prigione. Il mio corpo è stato perquisito ed il mio vestiario è stato ispezionato minuziosamente per il contrabbando e ho dovuto attraversare due metal detector.

Durante l'intervista una guardia ha chiesto alla McMillan di srotolarsi le maniche e l'ha ammonita una volta per avere incrociato le gambe. "Si graffia un buco nel cavallo", ha detto la McMillan, muovendo un'unghia su e giù per la cucitura della sua tuta. "Fai un piccolo buco. E quando il visitatore ti da furtivamente una sigaretta la spingi su per la vagina. In prigione sto imparando molto. Sono diventata molto brava a nascondere libri nel mio passaggio alla visita medica ed a rubare cibo da portare indietro nel dormitorio".

"Leggere è difficile, scrivere è difficile", ha continuato. "Vi è movimento costante e rumore costante".

Domenica stava lavorando alla dichiarazione che lunedì avrebbe letto in tribunale. Ha affermato di trarre pesantemente da "Il regno di Dio è dentro di voi" di Leone Tolstoy.

La McMillan  aveva appena finito di scrivere un messaggio ai sostenitori che progettavano di radunarsi in suo appoggio domenica pomeriggio a New York City. Ha detto loro:

Sono arrivata a New York nell'estate del 2011 per andare a scuola—Rikers Island non era certamente nella mia lista delle esperienze future. Sebbene mi chiamassi "una radicale", quel titolo si estendeva soltanto fino ad includere dei piani per avviare una sezione socialista studentesca e studiare una politica del welfare che punti a migliorarlo. Entro una settimana, questi piani sono stati trasportati dal Movimento Occupy Wall Street—e per i 3 mesi successivi, ho fatto poco altro.

Come molti, l'espulsione da Zuccotti mi ha lasciato smarrita, a cercare quella energia infettiva che ha legato tanti insieme nel tentativo di trasformare il mondo. Come molti, da allora ho passato il tempo a cercare di capire cosa dovevamo fare & sforzarci per rientrarvi.

Come molti ho puntato su una mancanza di militanza nel nostro movimentoun impegno dell'intero esserepersonalmente, politicamente, emotivamente & fisicamenteper un bene maggiore. Ma ho esaminato quale azione implicavano quelle belle parole, ho scambiato la "militanza" con il concetto di "etica dell'amore"una distinzione nata dall'opinione che le lotte tra "usi e temi" corra contro il collettivo "noi". Essere "noi" società umana con ogni persona come parte integraleche deve essere vista, ascoltata, sentita & amataallo scopo di trasformare l'intero.

Come molti, ho trovato facili da arrivare le mie opinioni ma difficile agire. Mi sono sempre sforzata, ma spesso lottato, per vedere, ascoltare, sentire, amareesattamente come mi aspettavo altrettanto in cambio. Ho iniziato a mettere in discussione, "Se è questa una lotta da solidificare tra pochi, come possiamo sperare di rafforzare l'etica dell'amore tra i molti"?

Diversamente dai più, quando il mio processo è iniziato: gli amici hanno formato una struttura di supporto, dei compagni sono venuti in tribunale, i giornalisti hanno riferito delle ingiustizie. Quando è stato letto il verdetto, le grida d risentimento sono state ascoltate, le notizie diffuse & simpatia è stata suddivisa da tutto il mondo.

Diversamente dai più, durante le mie ore più fiacche, non mi sono mai sentita più sostenuta. Sebbene non mi sia sentita più oppressa, non mi ero mai sentita così amata. Resto decisa a continuare a combattere, perché la vostra etica dell'amore mi sorregge e mi permette di farlo.

Diversamente dai più, sono fortunata per il sostegno di tanti. E sebbene sia riconoscente, sono anche preoccupata per i molti costretti ad affrontare da soli tale oppressione. So che avete già fatto tanto, ma vi chiederò un'altra cosa:

Se vi sentite abbastanza sicuri da condividere, prego alzate la mano se avete subito la violenza poliziesca. Se avete subito violenza sessuale. Se avete subito la violenza del sistema giudiziario. Se avete subito la violenza del sistema carcerario.

L'oppressione è furiosa. Prendete un momento per cercare realmente di vedere, ascoltare, sentire la sofferenza dei molti intorno a voi. Ora immaginate il potere della nostra etica dell'amore collettiva per opporvisi.

Soltanto attraverso la diffusione collettiva di una simile etica dell'amore dei molti per i moltinon soltanto per i pochi privilegiatisaremo finalmente un movimento.

La McMillan riceve conforto dai suoi sostenitori e dalla sua famiglia e da quelli dei suoi eroi che hanno sopportato la prigione per una giusta causa. Legge e rilegge il discorso pronunciato da Eugene V. Debs in un tribunale federale di Cleveland prima di andare in prigione per essersi opposto alla leva nella I G.M. Le sue parole, ha affermato, sono diventate le sue proprie.

“Your honor, years ago I recognized my kinship with all living beings, and I made up my mind that I was not one bit better than the meanest on earth,” Debs said. “I said it then, as I say it now, that while there is a lower class, I am in it, and while there is a criminal element I am of it, and while there is a soul in prison, I am not free.”

"Vostro onore, anni fa ho riconosciuto la mia parentela con tutti gli esseri viventi e mi sono fatto l'idea che non ero un mignolo migliore dei più mediocri sulla terra", dichiarò Debs. "L'ho detto allora, come lo dico ora, che mentre vi è una classe inferiore, io sono in essa, e mentre vi è un elemento criminale io sono di esso, e mentre vi è una persona in prigione, io non sono libero".