Postcards from the Revolution

 

Giovedì 11 novembre 2010

Washington incrementa le operazioni clandestine contro il Venezuela

di Eva Golinger


Milioni di dollari vengono convogliati verso i gruppi di opposizione in Venezuela tramite l'USAID, mentre il Pentagono ha istituito un nuovo programma di PSYOP diretto al Venezuela, che comprende un "la trasmissione di un programma televisivo in spagnolo di 5 giorni la settimana in Venezuela” durante il 2011

Il rapporto annuale 2010 dell'Office of Transition Initiatives (OTI), una divisione dell'US Agency for International Development (USAID), in relazione alle sue operazioni in Venezuela, prova che almeno $9,29 sono stati investiti quest'anno in sforzi per "sostenere gli obiettivi della politica estera USA...e promuovere le democrazia" nel paese sudamericano. Questo ammontare rappresenta un incremento di quasi $2 milioni sui $7,45 milioni dello scorso anno distribuiti tramite questo ufficio per finanziare nel paese attività politiche anti-Chávez.

L'OTI è un dipartimento dell'USAID dedicato a "appoggiare gli obiettivi della politica estera USA assistendo i partner locali a promuovere la democrazia con precedenza nei paesi in crisi. L'OTI opera sul terreno per fornire assistenza a breve termine rapida e flessibile mirata alle importanti necessità di transizione politica e di stabilizzazione".

Sebbene l'OTI venga tradizionalmente utilizzato come una strategia  a "breve termine" per filtrare milioni di dollari di fondi liquidi a gruppi politici e attività che promuovono l'agenda degli USA in paesi strategicamente importanti, il caso del Venezuela è stato differente. L'OTI ha aperto il suo ufficio nel 2002, subito dopo il fallito colpo di stato contro il presidente Hugo Chavez - appoggiato da Washington - e da allora è rimasto. L'OTI ha in Venezuela l'ufficio di questo tipo più di vecchia data nella storia dell'USAID.

LE OPERAZIONI CLANDESTINE DELL'OTI

In un promemoria riservato datato 22 gennaio 2002, Russell Porter, capo dell'OTI, ha rivelato come e perché l'USAID abbia aperto bottega in Venezuela. "All'OTI è stato chiesto il 4 gennaio dall'Ufficio Affari Andini del Dipartimento di Stato di considerare un programma in Venezuela...All'OTI è stato chiesto se poteva offrire programmi e assistenza allo scopo di rinforzare gli elementi democratici che sono sotto il fuoco crescente del governo Chavez".

Porter ha visitato il Venezuela il 18 gennaio 2002 e ha poi commentato:Perché la democrazia abbia qualche possibilità di venire preservata, è necessario il sostegno immediato per i media indipendenti e il settore della società civile...Una delle grandi debolezze in Venezuela è la mancanza di una vibrante società civile...Il Endowment for Democracy (NED) ha in Venezuela un programma di $900.000 che funziona con l'NDI, l'IRI e il Solidarity Center per consolidare i partiti politici e i sindacati...Questo programma è utile, ma per niente sufficiente. Non è abbastanza flessibile, né funziona con sufficienti gruppi nuovi o non tradizionali. Manca anche della componente dei media".

Da allora l'OTI è stato presente in Venezuela, incanalando milioni di dollari ogni anno per alimentare il conflitto politico nel paese. Secondo il rapporto annuale del 2010, l'OTI ora opera "fuori dell'ambasciata USA ed è parte di un maggiore sforzo diplomatico USA per promuovere la democrazia in Venezuela".

Il principale investimento dei $9,29 milioni dei contribuenti USA nel 2010 è andato alla campagna dell'opposizione per le elezioni legislative, tenute lo scorso 26 settembre in Venezuela. "L'USAID lavora con diversi partner esecutivi tratti dallo spettro della società civile...offrendo assistenza tecnica ai partiti politici...e appoggiando i tentativi per rinforzare la società civile".

In Venezuela, è ampiamente noto che il termine "società civile" si riferisce all'opposizione anti-Chavez.

UN FLUSSO SEGRETO DI FONDI

 

Nonostante aver rivelato il proprio bilancio complessivo, il flusso reale di fondi dall'USAID/OTI a dei gruppi in Venezuela rimane segreto. Quando l'OTI ha aperto i suoi uffici nel 2002, ha appaltato a una società USA privata, la Development Alternatives Inc (DAI), una dei maggiori contraenti del Dipartimento di Stato in tutto il mondo. La DAI gestiva un ufficio da El Rosal – la Wall Street di Caracas – distribuendo annualmente milioni di dollari in "piccole assegnazioni di non più di $100.000" a centinaia di "organizzazioni" venezuelane principalmente sconosciute.

Dal 2002 al 2010, più di 600 di queste "piccole assegnazioni" sono state convogliate dall'ufficio della DAI a gruppi anti-Chavez, giornalisti e privati, campagne dei media di opposizione.

 

Nel dicembre 2009, la DAI ha cominciato a avere gravi problemi con le sue operazioni in Afghanistan, dove cinque dei suoi dipendenti sono stati uccisi da presunti militanti talebani durante un attacco al suo ufficio a Gardez il 15 dicembre. Appena giorni prima, un altro "dipendente" della DAI, Alan Gross, era stato detenuto a Cuba e accusato di sovversione per avere distribuito illegalmente equipaggiamento satellitare avanzato a dei dissidenti.

 

Quando un articolo scritto da questa autrice, intitolato Gli agenti della CIA assassinati in Afghanistan lavoravano per un "contraente" attivo in Venezuela e a Cuba”, pubblicato sul web il 30 dicembre 2009, ha mostrato chiaramente il collegamento tra le operazioni della DAI in Afghanistan, Cuba e Venezuela e la loro natura sospetta, l'amministratore delegato della DAI, Jim Boomgard, si allarmò. Giorni più tardi, tentò di impormi un incontro privato a Washington per "discutere" del mio articolo. Quando rifiutai, mi minacciò affermando che il mio scritto stava "mettendo in pericolo tutti i dipendenti della DAI in tutto il mondo". In altre parole, se accadeva qualcosa ai dipendenti della DAI, sarei stata ritenuta personalmente responsabile.

Ma Boomgard, che pretendeva di avere poca conoscenza delle operazioni della sua società in Venezuela, comprendeva che ciò che la DAI stava facendo in Venezuela non era neanche lontanamente tanto importante (per la sua società) quanto quello che la DAI stava facendo in Afghanistan ed in altri paesi in conflitto. Settimane più tardi, la DAI chiuse repentinamente il suo ufficio a Caracas.

 

Nondimeno, l'OTI continua le sue operazioni in Venezuela e, sebbene abbia altri "partner" USA che gestiscono una parte del suo bilancio multimilionario annuale, come IRI, NDI, Freedom House e Pan American Development Foundation (PADF), vi è trasparenza zero in relazione al finanziamento a gruppi venezuelani.

 

Un rapporto pubblicato nel maggio 2010 dal think tank spagnolo FRIDE che valuta l'"assistenza alla democrazia" al Venezuela ha rivelato che una parte significativa dei più di $50 milioni annui in finanziamento politico dalle agenzie internazionali ai gruppi anti-Chavez in Venezuela entrava illecitamente. Secondo il rapporto, allo scopo di evitare le severe "leggi sul controllo valutario" del Venezuela, le agenzie USA ed europee portano il denaro in dollari o euro nel paese e quindi li cambiano al mercato nero a un valore accresciuto. Questo metodo evita anche di lasciare dati finanziari e la traccia dei finanziamenti che arrivano per finanziare illegalmente attività politiche.

 

Se la DAI non opera più in Venezuela e non distribuisce più "piccole assegnazioni" a gruppi venezuelani, allora come i fondi multimilionari dell'USAID raggiungono i loro destinatari? Secondo l'USAID, ora opera dall'ambasciata USA. E' l'ambasciata USA che distribuisce illegalmente fondi ai venezuelani?

 

Il rapporto dell'OTI del 2010 rivela anche dei propositi in corso dell'agenzia di continuare ad appoggiare e finanziare le controparti venezuelane. Nella sezione contrassegnata "Eventi futuri", l'OTI chiarisce dove saranno dirette le energie: "Dicembre 2012 Elezioni presidenziali".

OPERAZIONI PSICOLOGICHE

 

L'USAID non è l'unica agenzia USA che interviene negli affari del Venezuela. Nel bilancio 2011 del Pentagono, è inclusa una nuova richiesta per un "programma di operazioni psicologiche" per il Comando Sud (USSOUTHCOM), che coordina tutte le missioni militari USA in America Latina. Specificamente, la richiesta si riferisce all'istituzione di un "programma alla voce PSYOP per USSOUTHCOM".

 

Le PSYOP sono "operazioni pianificate per comunicare informazioni ed indicatori selezionati al pubblico straniero per influenzare le sue emozioni, la sua ragione, il suo ragionamento obiettivo e in definitiva il comportamento di governi, organizzazioni, gruppi e individui stranieri. L'esecuzione di PSYOP include condurre ricerche su varie audience straniere; sviluppare, produrre e disseminare prodotti per influenzare queste audience e condurre valutazioni per determinare l'efficacia delle attività di PSYOP. Queste attività possono comprendere la gestione di vari siti web e monitorare i media stampati ed elettronici". Oppure, come indica la richiesta del 2011, gestire una radio o un programma radio in un paese straniero per promuovere l'agenda USA.

Il nuovo programma di PSYOP dell'USSOUTHCOM in America Latina sarà il complemento di una nuova iniziativa del Dipartimento di Stato corsa fuori del Board of Broadcasting Governors (BBG), che dirige la propaganda degli USA in tutto il mondo. L'enorme bilancio del BBG di $768,8 milioni per il 2011 comprende "un programma televisivo in spagnolo di 30 minuti per cinque giorni la settimana della VOA [Voice of America] per il Venezuela”.

 

Questo incremento nelle PSYOP e nella propaganda pro-USA dirette al Venezuela prova l'intensificazione dell'aggressione USA verso la regione.

E l'Office of the Director of National Intelligence (DNI) gestisce ancora una speciale "missione" di intelligence su Venezuela e Cuba, avviata nel 2006. Esistono soltanto quattro di queste "squadre direzione missione" specifiche per paese: Iran, Corea del Nord, Afghanistan/Pakistan e Venezuela/Cuba. Queste "missioni" ricevono una parte importante del bilancio annuale del DNI di $80 milioni e operano in assoluta segretezza.

Postato da Eva Golinger