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Perché i conservatori prendono Marx seriamente

26 settembre 2015

di Stephen Gowans

 

Più di 130 anni dopo la morte di Karl Marx e 24 anni dopo la fine dell'URSS nei principali paesi capitalisti del mondo i conservatori prendono ancora seriamente il coautore del Manifesto del Partito Comunista.

Uno di tali conservatori è Charles Moore, biografo di Margaret Thatcher, il cui saggio La stretta sulla classe media è comparso sul Wall Street Journal di questo fine settimana.

Moore utilizza "classe media" come sinonimo del "proletariato" di Marx. Per "stretta sulla classe media" intende la guerra di casse, come l'ha notoriamente definita Warren Buffetquella che ha affermato Buffet lui ed i suoi colleghi miliardari, grandi investitori e CEO di alto livello stanno vincendo. La connessione tra la ricchezza in espansione dei possessori di capitale da una parte e del livello di vita cadente della gente che deve vendere il proprio lavoro allo scopo di sopravvivere dall'altra sta diventando fin troppo evidente, si preoccupa Moore.

Moore, che a parte il suo cantare peana a Margaret Thatcher, è stato in vari momenti direttore dei giornali britannici The Daily Telegraph, The Sunday Telegraph e The Spectator, offre una valida descrizione della crescente durezza del capitalismo per la classe media dell'occidente. (Per i residenti della periferia è sempre stato duro).

In Gran Bretagna, l'età media per acquistare la prima casa è ora di 31 anni (e sempre più gente di prima dipende dalla "banca di mamma e papà" per aiutarla a farlo). A metà degli anni '80, era di 27 anni. I miei figli, che hanno cominciato a lavorare a Londra negli ultimi due anni, guadagnano un poco meno, in termini reali, di quanto guadagnavo io quando ho iniziato nel 1979, tuttavia i prezzi delle case sono 15 volte più alti. Siamo diventati una società di "coloro che hanno meno", se non ancora di "coloro che non hanno nulla".

In poche linee di lavoro i guadagni sono sbalzati in avanti. Nel 1982, soltanto sette alti dirigenti finanziari del Regno Unito ricevevano stipendi a sei cifre. Oggi, sono decine di migliaia (un incremento enorme, persino considerando l'inflazione). La situazione è molto diversa per pubblici funzionari di alto grado, avvocati, medici, insegnanti o piccoli imprenditori. Ora molte famiglie della classe media dipendono assolutamente dal reddito di entrambe i genitori in un modo che era insolito persino fino agli anni '80.

Persuaso durante la Guerra Fredda che nell'occidente capitalista la vita sarebbe andata sempre meglio, ora il proletariato vive con aspettative inesaudite.

In Gran Bretagna e negli USA, stiamo di nuovo imparando che non è la condizione naturale della razza umana che i figli stano in condizioni finanziarie migliori dei loro genitori. Una tale regressione, in società che presuppongono il progresso costante, è evidente. Immaginate se la stessa cosa accadesse per l'aspettativa di vita.

Tutto ciò rende inquieto Moore.

Quando in paesi abituati alla stabilità della classe media le cose vanno a rovescio, la gente comincia a porsi degli interrogativi. A cosa serve il capitalismo se le sue ricompense vanno ai pochi ed i suoi rischi sono scaricati sui molti? I diritti di proprietà non sembrano così attraenti se il valore di ciò che si possiede crolla o se quella proprietà è intrappolata dai debiti. Cosa è così eccellente della globalizzazione se i prodotti ed i servizi che si offrono sono venduti a minor prezzo dalla competizione straniera e che milioni di nuove persone possono venire nel vostro paese, prendere i vostri posti di lavoro e godere dei vostri benefici dello stato sociale?

Così, dove cerca per delle risposte il proletariato di oggi, la classe media spremuta? "Cosa ne pensi di questo", chiede Moore, indicando delle citazioni da Marx:

"L'esecutivo dello stato moderno non è altro che un comitato per gestire gli affari comuni della borghesia". Oppure questa: "La moderna società borghese...è come lo stregone che non è più in grado di controllare il potere degli inferi che ha invocato con suoi incantesimi". Oppure questa: "Le forze produttive non tendono più a favorire lo sviluppo delle condizioni della proprietà borghese: al contrario, sono diventate troppo potenti per queste condizioni...[e] portano disordine nel complesso della società borghese, mettendo in pericolo l'esistenza della proprietà borghese".

Moore rassicura i suoi amici conservatori che non "è diventato un convertito in ritardo al marxismo".

Ma Marx ha avuto un discernimento sul potere sproporzionato dei possessori di capitale. Il possessore di capitale decide dove va il denaro, mentre la gente che vende soltanto il proprio lavoro manca di quel potere. Questo rende difficile che la società sia regolata nel suo interesse. Negli ultimi anni questa sproporzione ha raggiunto livelli distruttivi, così, se non vogliamo essere una società marxista, dobbiamo porvi rimedio.

Possiamo soffermarci per un secondo a chiederci a chi si stia indirizzando Moore quando afferma "se non vogliamo essere una società marxista". Sicuramente non può essere la classe media spremuta, per quale motivo i suoi membri si opporrebbero ad una società regolata nel loro interesse?

Quando Moore afferma "dobbiamo porvi rimedio" intende che i conservatori hanno bisogno di porvi rimedio in una maniera che preservi la loro capacità di sfruttare "la classe media" per mantenere la loro ricchezza ed i loro privilegi; è soltanto che hanno bisogno di migliorare la condizione della classe media con un poco meno di spremitura. E' come se un preveggente proprietario di schiavi stia avvertendo i suoi amici di classe che "Gli schiavi stanno diventando irrequieti. Vi sono due modi in cui vi si può porre rimedio. Possiamo migliorare le condizioni dei nostri schiavi. Oppure gli schiavi possono occuparsene per abolire la schiavitù. Facciamo la prima cosa prima che gli schiavi facciano la seconda".

Ci si chiede se Moore sia altrettanto familiare con l'opera del compagno intellettuale di Marx, Friedrich Engels, quanto sembra esserlo con quella di Marx. Nell'ultimo paragrafo del suo La condizione della classe operaia in Inghilterra, Engels ha scritto:

Le classi sono sempre più divise, lo spirito di resistenza penetra i lavoratori, si intensifica l'amarezza, le scaramucce di guerriglia si gonfiano in più importanti battaglie e presto un leggerò impulso basterà a mettere in moto la valanga, quindi, effettivamente, il grido di guerra risonerà per tutto il paese: 'Guerra ai palazzi, pace alle casupole'ma poi sarà troppo tardi per i ricchi per stare in guardia".

Sembra che Moore stia sonando lo stesso avvertimento. Ma Engels ha scritto una frase importante che precede immediatamente il paragrafo sopra: "E' troppo tardi per una soluzione pacifica".