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Più di 130 anni dopo la morte di
Karl Marx e 24 anni dopo la fine dell'URSS nei principali
paesi capitalisti del mondo i conservatori prendono ancora seriamente il
coautore del Manifesto del Partito Comunista.
Uno di tali conservatori è
Charles Moore,
biografo di
Margaret Thatcher, il cui saggio
La stretta sulla classe media
è
comparso sul
Wall Street Journal di
questo fine settimana.
Moore utilizza "classe media" come sinonimo del "proletariato" di
Marx. Per "stretta sulla classe media" intende la guerra di casse, come
l'ha notoriamente definita
Warren Buffet–quella
che ha affermato Buffet lui ed i suoi colleghi miliardari, grandi
investitori e CEO di alto livello stanno vincendo. La connessione tra la
ricchezza in espansione dei possessori di capitale da una parte e del
livello di vita cadente della gente che deve vendere il proprio lavoro
allo scopo di sopravvivere dall'altra sta diventando fin troppo
evidente, si preoccupa Moore.
Moore, che a parte il suo cantare peana a
Margaret Thatcher, è
stato in vari momenti direttore dei giornali britannici
The Daily Telegraph, The Sunday Telegraph
e
The Spectator, offre una valida descrizione della crescente
durezza del capitalismo per la classe media dell'occidente. (Per i
residenti della periferia è sempre stato duro).
In Gran Bretagna, l'età media per acquistare la prima casa è ora di
31 anni (e sempre più gente di prima dipende dalla "banca di mamma e
papà" per aiutarla a farlo). A metà degli anni '80, era di 27 anni. I
miei figli, che hanno cominciato a lavorare a Londra negli ultimi due
anni, guadagnano un poco meno, in termini reali, di quanto guadagnavo io
quando ho iniziato nel 1979, tuttavia i prezzi delle case sono 15 volte
più alti. Siamo diventati una società di "coloro che hanno meno", se non
ancora di "coloro che non hanno nulla".
In poche linee di lavoro i guadagni sono sbalzati in avanti. Nel
1982, soltanto sette alti dirigenti finanziari del Regno Unito
ricevevano stipendi a sei cifre. Oggi, sono decine di migliaia (un
incremento enorme, persino considerando l'inflazione). La situazione è
molto diversa per pubblici funzionari di alto grado, avvocati, medici,
insegnanti o piccoli imprenditori. Ora molte famiglie della classe media
dipendono assolutamente dal reddito di entrambe i genitori in un modo
che era insolito persino fino agli anni '80.
Persuaso durante la Guerra Fredda che nell'occidente capitalista la
vita sarebbe andata sempre meglio, ora il proletariato vive con
aspettative inesaudite.
In Gran Bretagna e negli USA, stiamo di nuovo imparando che non è
la condizione naturale della razza umana che i figli stano in condizioni
finanziarie migliori dei loro genitori. Una tale regressione, in società
che presuppongono il progresso costante, è evidente. Immaginate se la
stessa cosa accadesse per l'aspettativa di vita.
Tutto ciò rende inquieto Moore.
Quando in paesi abituati alla stabilità della classe media le cose
vanno a rovescio, la gente comincia a porsi degli interrogativi. A cosa
serve il capitalismo se le sue ricompense vanno ai pochi ed i suoi
rischi sono scaricati sui molti? I diritti di proprietà non sembrano
così attraenti se il valore di ciò che si possiede crolla o se quella
proprietà è intrappolata dai debiti. Cosa è così eccellente della
globalizzazione se i prodotti ed i servizi che si offrono sono venduti a
minor prezzo dalla competizione straniera e che milioni di nuove persone
possono venire nel vostro paese, prendere i vostri posti di lavoro e
godere dei vostri benefici dello stato sociale?
Così, dove cerca per delle risposte il proletariato di
oggi, la classe media spremuta? "Cosa ne pensi di questo", chiede Moore,
indicando delle citazioni da Marx:
"L'esecutivo dello stato moderno non è altro che un comitato per
gestire gli affari comuni della borghesia". Oppure questa: "La moderna
società borghese...è come lo stregone che non è più in grado di
controllare il potere degli inferi che ha invocato con suoi
incantesimi". Oppure questa: "Le forze produttive non tendono più a
favorire lo sviluppo delle condizioni della proprietà borghese: al
contrario, sono diventate troppo potenti per queste condizioni...[e]
portano disordine nel complesso della società borghese, mettendo in
pericolo l'esistenza della proprietà borghese".
Moore rassicura i suoi amici conservatori che non "è diventato un
convertito in ritardo al marxismo".
Ma Marx ha avuto un discernimento sul potere sproporzionato dei
possessori di capitale. Il possessore di capitale decide dove va il
denaro, mentre la gente che vende soltanto il proprio lavoro manca di
quel potere. Questo rende difficile che la società sia regolata nel suo
interesse. Negli ultimi anni questa sproporzione ha raggiunto livelli
distruttivi, così, se non vogliamo essere una società marxista, dobbiamo
porvi rimedio.
Possiamo soffermarci per un secondo a chiederci a chi si stia
indirizzando Moore quando afferma "se non vogliamo essere una
società marxista".
Sicuramente non può essere la classe media spremuta, per quale motivo i
suoi membri si opporrebbero ad una società regolata nel loro interesse?
Quando Moore afferma "dobbiamo porvi rimedio" intende
che i conservatori hanno bisogno di porvi rimedio in una maniera che
preservi la loro capacità di sfruttare "la classe media" per mantenere
la loro ricchezza ed i loro privilegi; è soltanto che hanno bisogno di
migliorare la condizione della classe media con un poco meno di
spremitura. E' come se un preveggente proprietario di schiavi stia
avvertendo i suoi amici di classe che "Gli schiavi stanno diventando
irrequieti. Vi sono due modi in cui vi si può porre rimedio. Possiamo
migliorare le condizioni dei nostri schiavi. Oppure gli schiavi possono
occuparsene per abolire la schiavitù. Facciamo la prima cosa prima che
gli schiavi facciano la seconda".
Ci si chiede se Moore sia altrettanto familiare con l'opera del
compagno intellettuale di Marx,
Friedrich Engels,
quanto sembra esserlo con quella di Marx. Nell'ultimo paragrafo del
suo La condizione della classe operaia in Inghilterra,
Engels ha
scritto:
Le classi sono sempre più divise, lo spirito di resistenza penetra
i lavoratori, si intensifica l'amarezza, le scaramucce di guerriglia si
gonfiano in più importanti battaglie e presto un leggerò impulso basterà
a mettere in moto la valanga, quindi, effettivamente, il grido di guerra
risonerà per tutto il paese: 'Guerra ai palazzi, pace alle casupole'—ma
poi sarà troppo tardi per i ricchi per stare in guardia".
Sembra che Moore stia sonando lo stesso avvertimento. Ma Engels ha
scritto una frase importante che precede immediatamente il paragrafo
sopra: "E' troppo tardi per una soluzione pacifica".
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