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USA ed Europa spingono verso la guerra il confronto con la Russia

di Stefan Steinberg e Barry Grey
26
aprile 2014

 

Venerdì il presidente USA Barack Obama ed i leader alleati in Europa hanno spinto oltre sull'orlo della guerra lo stallo con la Russia sull'Ucraina. Mentre le truppe del regime ultranazionalista di Kiev appoggiato dagli occidentali, integrate da forze paramilitari fasciste, continuavano ad ammassarsi contro i dimostranti filo-russi in Ucraina orientale e la Russia lanciava esercitazioni militari alla frontiera con l'Ucraina, Obama ha tenuto una conferenza con il cancelliere tedesco Angela Merkel, il presidente francese François Hollande, il primo ministro britannico David Cameron ed il primo ministro italiano Matteo Renzi per assicurare l'accordo su nuove sanzioni contro la Russia.

La minaccia di sanzioni è associata da un'ulteriore spinta delle forze militari USA e NATO fino o vicino alle frontiere della Russia. Gli aeroplani USA e NATO volano sugli stati baltici di Estonia, Lettonia e Lituania, truppe USA sono arrivate in Polonia ed altre navi da guerra USA stanno entrando nel Mar Nero.

Obama e gli altri leader hanno affermato che il regime di Kiev aveva intrapreso dei "passi positivi" per sostenere l'accordo a quattro per "diminuire le tensioni" raggiunto il 17 aprile a Ginevra, ma la Russia non aveva "contraccambiato".

L'ufficio del primo ministro britannico David Cameron ha dichiarato: "I leader di Kiev concordano che alla luce del rifiuto della Russia di sostenere il processo, ci sarebbe bisogno che fosse attuata l'estensione delle attuali sanzioni mirate, insieme agli altri leader del G-7 e con i partner europei".

Alla conferenza stampa seguente alle discussioni con il presidente polacco Donald Tusk, il cancelliere tedesco Merkel ha affermato di avere raccontato al presidente russo Vladimir Putin in una telefonata che la Germania era pronta ad imporre ulteriori sanzioni se le tensioni dovessero aumentare. Il portavoce stampa della Merkel ha dichiarato che "Nessuno dovrebbe essere ingannato. Siamo disposti ad agire".

Queste dichiarazioni sottolineano soltanto l'ipocrisia ed il cinismo che hanno pervaso le azioni di Washington e dei suoi alleati imperialisti da quando hanno provocato il confronto con la Russia e la popolazione in gran parte filo-russa dell'Ucraina orientale organizzando un colpo di stato, condotto dai miliziani fascisti di Settore Destra, per rovesciare il 22 febbraio scorso il presidente eletto, allineato alla Russia, Viktor Yanukovych.

I "passi positivi" del regime includono gettare migliaia di truppe, veicoli corazzati e elicotteri d'attacco contro i dimostranti nell'est che occupano degli edifici per protestare contro il nuovo regime e che chiedono maggiore autonomia, indipendenza oppure l'incorporazione nella Federazione Russa. Giovedì, cinque dimostranti sono stati uccisi dalle forze ucraine a Slavyansk, un centro della resistenza al regime di Kiev. Questo porta ad almeno otto il numero dei dimostranti uccisi, in due separati attacchi, da quando il direttore della Central Intelligence Agency John Brennan ha compiuto un viaggio segreto a Kiev per consigliare il governo fantoccio degli USA.

Venerdì il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov ha denunciato la cosiddetta operazione "antiterrorista" di Kiev nell'est come un "crimine sanguinoso". Ha dichiarato che i militanti filo-russi deporrebbero le armi soltanto se prima il governo ucraino disperdesse i suoi dimostranti ultra-nazionalisti a Kiev e disarmasse il Settore Destra.

L'accordo di Ginevra richiede che tutti i gruppi paramilitari siano disarmati e sciolti, ma Kiev, con il pieno sostegno degli USA e dell'Unione Europea, ha mobilitato i teppisti fascisti del Settore Destra contro i dimostranti antigovernativi nell'est. Giovedì, trenta operativi del Settore Destra armati di mazze da baseball hanno assaltato degli edifici tenuti dai dimostranti nella città di Mariupol.

Il capo di Settore destra Dmytro Yarosh ha annunciato che si trasferirà nella città industriale dell'Ucraina orientale di Dnepropetrovsk per dirigere gli attacchi contro i dimostranti anti-regime. Si vanta del sostegno dello stato alle sue forze, raccontando alla pubblicazione tedesca Spiegel Online che "I nostri battaglioni fanno parte della nuova difesa territoriale. Abbiamo stretti contatti con i servizi d'informazione e lo stato maggiore".

La propaganda pompata fuori dall'amministrazione Obama e dai suoi alleati europei, promulgata acriticamente dai media, attribuisce la crisi attuale all'aggressione ed all'espansionismo russo. Questa venerdì ha raggiunto un nuovo apice quando il primo ministro ucraino Arseniy Yatsenyuk ha dichiarato ad una riunione di gabinetto a Kiev che "la Russia vuole cominciare la III guerra mondiale".

Ma la responsabilità posa in modo schiacciante sugli USA e la Germania. Washington, in particolare, sembra rivolta a stimolare la Russia ad intervenire militarmente in Ucraina.

Il presidente russo Vladimir Putin, cercando di difendere gli interessi della sicurezza degli oligarchi russi che rappresenta, ha minacciato di intervenire per difendere i russi etnici nell'est contro gli attacchi del governo di Kiev e dei suoi alleati fascisti.

Assieme al rafforzamento militare, gli USA stanno intraprendendo la guerra economica e minacciando di far crollare l'economia russa. Venerdì, la società di valutazione del credito Standard & Poor’s  ha retrocesso il credito russo da BBB a BBB-, una tacca sopra la posizione di titoli spazzatura. L'agenzia del credito ha dichiarato che avrebbe declassato ulteriormente la Russia se venissero imposte altre sanzioni.

La banca centrale russa è stata costretta ad alzare il tasso d'interesse fondamentale dal 7% al 7,5% nel tentativo di resistere alla caduta del rublo e del flusso di capitali fuori del paese. Finora quest'anno il rublo è già precipitato quasi del 9% contro il dollaro USA  ed i prezzi delle azioni russe sono caduti bruscamente.

Venerdì il segretario al tesoro USA Jack Lew ha affermato che il prossimo giro di sanzioni contro Mosca andrebbe ben oltre le penalità che prendono di mira i singoli fin qui imposte. "Stiamo lavorando con i nostri partner internazionali per assicurarci che, quando lo faremo, lo faremo in modo efficace", ha dichiarato in un'intervista radiofonica.

Sul terreno, i dimostranti anti-regime continuano ad occupare gli edifici governativi in una dozzina di città e hanno ristabilito i posti di controllo che giovedì sono stati attaccati a Slavyansk. Il regime di Kiev sostiene che sta bloccando la città.

Venerdì è esploso un elicottero militare ucraino sulla pista di una base vicino a Kramatorsk. I funzionari ucraini hanno incolpato dell'esplosione i militanti filo-russi.

Vi sono segni che la violenza civile si stia diffondendo oltre l'Ucraina sudorientale. Il mattino di venerdì sette persone sono state ferite ad un posto di controllo filo-ucraino vicino al porto sul Mar Nero di Odessa quando un congegno esplosivo è saltato in aria. I residenti hanno costruito dei posti di controllo rivolti ad impedire che dei separatisti filo-russi entrino dalla  Transdniestria, il territorio secessionista della Moldavia.

Con tensioni in aumento e crescenti possibilità di una guerra tra Ucraina e Russia, che potrebbe trascinare rapidamente gli Stati Uniti e la NATO, sembra che i funzionari russi stiano cercando un modo di disinnescare la situazione e trovare qualche accomodamento con Washington. Venerdì l'agenzia d'informazione Interfax  ha riferito che in una telefonata il generale russo Valery Gerasimov ha avvertito il generale USA Martin Dempsey, presidente degli Stati Maggiori Riuniti, che l'Ucraina aveva un "consistente gruppo di forze" vicino alla frontiera russa, comprese truppe con l'intenzione di eseguire sabotaggi.

Tuttavia, non vi è nessuna indicazione da parte americana del desiderio di ridurre la crisi. I commenti resi dal primo ministro ucraino Arseniy Yatsenyuk hanno confermato che USA, UE e Fondo Monetario Internazionale stanno procurando finanziamenti per rafforzare le forze di sicurezza ucraine.

In un intervista al Washington Post pubblicata venerdì, è stato chiesto a Yatsenyuk: "Gli USA vi stanno dando aiuto militare sufficiente per rafforzare l'esercito"? Yatsenyuk ha replicato: "Gli USA ci riforniscono di sostegno non letale". Quando gli è stato chiesto dove il suo governo troverà il denaro per acquistare equipaggiamento militare, il primo ministro ucraino ha risposto: "Gli USA hanno distribuito $1 miliardo in garanzie di prestiti. Il FMI ci sostiene. Stiamo ottenendo appoggio dalla UE".

Nella stessa intervista, Yatsenyuk ha dichiarato che soltanto una piccola minoranza in Ucraina orientale ha sostenuto la Russia e ha sottinteso che vi era sostegno generale per il suo governo.

Un rapporto confidenziale della NATO raccolta una storia molto diversa. Seondo un articolo pubblicato venerdì da Der Spiegel, il rapporto della NATO avverte di un possibile "scenario da stato fallito" in Ucraina ed il "possibile collasso" dello stato. Il rapporto, reso disponibile al Ministero degli Esteri tedesco, pone la responsabilità per la disintegrazione dell'Ucraina sul regime di Kiev, che "è in modo manifesto contrario o incapace a chiarire seriamente questioni chiave riguardanti la futura struttura statale dell'Ucraina".

L'articolo dello Spiegel fa inoltre riferimento ad uno studio della seconda metà di marzo dell'International Republican Institute, che riporta che il 48% della popolazione in Ucraina orientale "è fortemente contraria" al capo dello stato Alexander Turchinov, con appena il 3% che esprime "forte sostegno". Un totale del 50% degli ucraini dell'est nell'indagine hanno espresso sentimenti positivi verso la Russia, con il 45% di coloro che hanno risposto che rifiutano il parlamento di Kiev.