|
Venerdì il presidente USA
Barack Obama
ed i leader alleati in Europa
hanno spinto oltre
sull'orlo della guerra lo stallo con la Russia
sull'Ucraina. Mentre le truppe del regime ultranazionalista di Kiev
appoggiato dagli occidentali, integrate da forze paramilitari fasciste,
continuavano ad ammassarsi contro i dimostranti filo-russi in Ucraina
orientale e la Russia lanciava esercitazioni militari alla frontiera con
l'Ucraina, Obama ha tenuto una conferenza con il cancelliere tedesco
Angela Merkel,
il presidente francese
François Hollande,
il primo ministro britannico
David Cameron
ed il primo ministro italiano
Matteo Renzi per assicurare l'accordo su nuove sanzioni
contro la Russia.
La minaccia di sanzioni è associata da un'ulteriore spinta delle
forze militari USA e NATO fino o vicino alle frontiere della Russia. Gli
aeroplani USA e NATO volano sugli stati baltici di Estonia, Lettonia e
Lituania, truppe USA sono arrivate in Polonia ed altre navi da guerra
USA stanno entrando nel Mar Nero.
Obama e gli altri leader hanno affermato che il regime di Kiev
aveva intrapreso dei "passi positivi" per sostenere l'accordo a quattro
per "diminuire le tensioni" raggiunto il 17 aprile a Ginevra, ma la
Russia non aveva "contraccambiato".
L'ufficio del primo ministro britannico
David Cameron
ha dichiarato: "I leader di Kiev concordano che alla luce del rifiuto
della Russia di sostenere il processo, ci sarebbe bisogno che fosse
attuata l'estensione delle attuali sanzioni mirate, insieme agli altri
leader del G-7 e con i partner europei".
Alla conferenza stampa seguente alle discussioni con il presidente
polacco
Donald Tusk,
il cancelliere tedesco
Merkel
ha affermato di avere raccontato al presidente russo
Vladimir Putin
in una telefonata che la Germania era pronta ad imporre ulteriori
sanzioni se le tensioni dovessero aumentare. Il portavoce
stampa della Merkel ha dichiarato che "Nessuno dovrebbe essere
ingannato. Siamo disposti ad agire".
Queste dichiarazioni sottolineano soltanto l'ipocrisia ed il
cinismo che hanno pervaso le azioni di
Washington
e dei suoi alleati imperialisti
da quando hanno provocato il confronto con la Russia e la popolazione in
gran parte filo-russa dell'Ucraina orientale organizzando un colpo di
stato, condotto dai miliziani fascisti di Settore Destra, per rovesciare
il 22 febbraio scorso il presidente
eletto, allineato alla Russia,
Viktor Yanukovych.
I "passi positivi" del regime includono gettare migliaia di truppe,
veicoli corazzati e elicotteri d'attacco contro i dimostranti nell'est
che occupano degli edifici per protestare contro il nuovo regime e che
chiedono maggiore autonomia, indipendenza oppure l'incorporazione nella
Federazione Russa. Giovedì, cinque dimostranti sono stati uccisi dalle
forze ucraine a
Slavyansk, un centro della resistenza al
regime di Kiev. Questo porta ad almeno otto il numero dei dimostranti
uccisi, in due separati attacchi, da quando il direttore della
Central Intelligence Agency
John Brennan ha compiuto un viaggio segreto a Kiev per
consigliare il governo fantoccio degli USA.
Venerdì il ministro degli esteri russo
Sergei Lavrov ha
denunciato la cosiddetta operazione "antiterrorista" di Kiev nell'est
come un "crimine sanguinoso". Ha dichiarato che i militanti filo-russi
deporrebbero le armi soltanto se prima il governo ucraino disperdesse i
suoi dimostranti ultra-nazionalisti a Kiev e disarmasse il Settore
Destra.
L'accordo di Ginevra richiede che tutti i gruppi paramilitari siano
disarmati e sciolti, ma Kiev, con il pieno sostegno degli USA e
dell'Unione Europea, ha mobilitato i teppisti fascisti del Settore
Destra contro i dimostranti antigovernativi nell'est. Giovedì, trenta
operativi del Settore Destra armati di mazze da baseball hanno assaltato
degli edifici tenuti dai dimostranti nella città di Mariupol.
Il capo di Settore destra
Dmytro
Yarosh ha annunciato che si
trasferirà nella città industriale dell'Ucraina orientale di
Dnepropetrovsk per dirigere gli attacchi
contro i dimostranti anti-regime. Si vanta del sostegno dello stato alle
sue forze, raccontando alla pubblicazione tedesca
Spiegel Online
che "I nostri
battaglioni fanno parte della nuova difesa territoriale. Abbiamo stretti
contatti con i servizi d'informazione e lo stato maggiore".
La propaganda pompata fuori dall'amministrazione Obama e dai suoi
alleati europei, promulgata acriticamente dai media, attribuisce la
crisi attuale all'aggressione ed all'espansionismo russo. Questa venerdì
ha raggiunto un nuovo apice quando il primo ministro ucraino
Arseniy Yatsenyuk ha dichiarato ad una riunione
di gabinetto a Kiev che "la Russia vuole cominciare la III guerra mondiale".
Ma la responsabilità posa in modo schiacciante sugli USA e la
Germania.
Washington, in particolare, sembra rivolta
a stimolare la Russia ad intervenire militarmente in Ucraina.
Il presidente russo
Vladimir Putin, cercando di difendere gli
interessi della sicurezza degli oligarchi russi che rappresenta, ha
minacciato di intervenire per difendere i russi etnici nell'est contro
gli attacchi del governo di Kiev e dei suoi alleati fascisti.
Assieme al rafforzamento militare, gli USA stanno intraprendendo la
guerra economica e minacciando di far crollare l'economia russa.
Venerdì, la società di valutazione del credito
Standard & Poor’s
ha retrocesso il credito
russo da BBB a BBB-,
una tacca sopra la posizione di titoli spazzatura. L'agenzia del
credito ha dichiarato che avrebbe declassato ulteriormente la Russia se
venissero imposte altre sanzioni.
La banca centrale russa è stata costretta ad alzare il tasso
d'interesse fondamentale dal 7% al 7,5% nel tentativo di resistere alla
caduta del rublo e del flusso di capitali fuori del paese. Finora
quest'anno il rublo è già precipitato quasi del 9% contro il dollaro USA
ed i prezzi delle azioni russe sono caduti bruscamente.
Venerdì il segretario al tesoro USA
Jack Lew ha affermato che il prossimo
giro di sanzioni contro Mosca andrebbe ben oltre le penalità che
prendono di mira i singoli fin qui imposte. "Stiamo
lavorando con i nostri partner internazionali per assicurarci che,
quando lo faremo, lo faremo in modo efficace", ha dichiarato in
un'intervista radiofonica.
Sul terreno, i dimostranti anti-regime continuano ad occupare gli
edifici governativi in una dozzina di città e hanno ristabilito i posti
di controllo che giovedì sono stati attaccati a
Slavyansk. Il regime di Kiev sostiene
che sta bloccando la città.
Venerdì è esploso un elicottero militare ucraino sulla pista di una
base vicino a
Kramatorsk. I funzionari ucraini hanno
incolpato dell'esplosione i militanti filo-russi.
Vi sono segni che la violenza civile si stia diffondendo oltre
l'Ucraina sudorientale. Il mattino di venerdì sette persone sono state
ferite ad un posto di controllo filo-ucraino vicino al porto sul Mar
Nero di Odessa quando un congegno esplosivo è saltato in aria. I
residenti hanno costruito dei posti di controllo rivolti ad impedire che
dei separatisti filo-russi entrino dalla
Transdniestria, il territorio secessionista
della Moldavia.
Con tensioni in aumento e crescenti possibilità di una guerra tra
Ucraina e Russia, che potrebbe trascinare rapidamente gli Stati Uniti e
la NATO,
sembra che i funzionari russi stiano cercando un modo di
disinnescare la situazione e trovare qualche accomodamento con
Washington. Venerdì l'agenzia
d'informazione Interfax ha riferito che in una telefonata il
generale russo
Valery Gerasimov ha avvertito il generale USA
Martin Dempsey, presidente degli Stati
Maggiori Riuniti, che l'Ucraina aveva un "consistente gruppo di forze"
vicino alla frontiera russa, comprese truppe con l'intenzione di
eseguire sabotaggi.
Tuttavia, non vi è nessuna indicazione da parte americana del
desiderio di ridurre la crisi. I commenti resi dal primo ministro
ucraino
Arseniy Yatsenyuk
hanno confermato che USA, UE e
Fondo Monetario Internazionale stanno procurando finanziamenti per
rafforzare le forze di sicurezza ucraine.
In un intervista al
Washington Post
pubblicata venerdì,
è stato chiesto a
Yatsenyuk: "Gli USA vi stanno dando
aiuto militare sufficiente per rafforzare l'esercito"?
Yatsenyuk ha replicato: "Gli USA ci
riforniscono di sostegno non letale". Quando gli è stato chiesto dove il
suo governo troverà il denaro per acquistare equipaggiamento militare,
il primo ministro ucraino ha risposto: "Gli USA hanno
distribuito $1 miliardo in garanzie di prestiti. Il FMI ci sostiene.
Stiamo ottenendo appoggio dalla UE".
Nella stessa intervista,
Yatsenyuk ha dichiarato che soltanto una
piccola minoranza in Ucraina orientale ha sostenuto la Russia e ha
sottinteso che vi era sostegno generale per il suo governo.
Un rapporto confidenziale della NATO raccolta una storia molto
diversa. Seondo un articolo pubblicato venerdì da
Der Spiegel, il rapporto della
NATO avverte di un possibile "scenario da stato fallito" in Ucraina ed
il "possibile collasso" dello stato. Il rapporto, reso disponibile al
Ministero degli Esteri tedesco, pone la responsabilità per la
disintegrazione dell'Ucraina
sul regime di Kiev, che "è in modo manifesto contrario o incapace a
chiarire seriamente questioni chiave riguardanti la futura struttura
statale dell'Ucraina".
L'articolo dello
Spiegel
fa inoltre riferimento ad uno
studio della seconda metà di marzo dell'International Republican
Institute, che riporta che il 48% della
popolazione in Ucraina orientale "è fortemente contraria" al capo dello
stato
Alexander Turchinov,
con appena il 3% che esprime
"forte sostegno". Un totale del 50% degli ucraini dell'est nell'indagine
hanno espresso sentimenti positivi verso la Russia, con il 45% di coloro
che hanno risposto che rifiutano il parlamento di Kiev.
|