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Il Manifesto del Partito Comunista oggi

di Mateo Pimentel /26 gennaio 2015

Karl Marx e Friedrich Engels pubblicarono il Manifesto del Partito Comunista nel 1848. In nessun modo Marx ed Engels partirono con l'intenzione di leggere la fortuna di future società capitaliste o di sviluppare qualche fotografia ad alta risoluzione dell'economia politica internazionale futura tra stati. Neppure predissero le varie incarnazioni di comunismo che sarebbero nate dopo la loro epoca. Invece, il manifesto fu un'opera commissionata; la sua intenzione era di comunicare gli scopi e la piattaforma della Lega dei Comunisti, un partito politico internazionale costituito nel 1847 a Londra.

L'investigazione della storia e quindi della lotta di classe del manifesto comprendeva polemizzare con il capitalismo ed il modo di produzione capitalista. In modo non sorprendente, il manifesto resta integrante per la comprensione e l'investigazione di un'economia globalizzata e di un ordine mondiale intorbidito. Da allora la rivoluzione industriale dell'occidente moderno ha portato il capitalismo, come il contenuto maligno di un virus, ed iniettato nel nucleo di diversi governi il suo sistema disumano ed in tal modo ha cercato di possedere ovunque il potere centralizzato a vantaggio dell'egemone globale, l'1%, la plutocrazia. Così in modo saliente, gli Stati Uniti si sono fatti il vettore di un super ceppo di questo virus capitalista identico e mutante. Ora, godono dei loro ultimi rantoli di egemonia, marchiando il mondo del loro sigillo di guerra e di libero scambio ad nauseam.

Il paradigma persiste tra molti dei viventi del 21° secolo, comunque, che il socialismo rimpiazzerà la società capitalista benché la popolazione di cui Marx ed Engels trattavano nel loro linguaggio sia cambiata nella composizione. Molto probabilmente, un'altra lettura delle parole degli autori oggi, nel 2015, da vita a praticamente lo stesso messaggio che dava nel 19° secolo. Per di più, la demografia bersagliata di oggi condivide gran parte delle lotte proletarie del tempo di Marx—comunque diversi possano essere i particolari. Così, in realtà, la storia della società globale è ancora una "storia di lotte di classe". Come tale, è della massima importanza esplorare alcune ragioni sul perché le spinte per pubblicare il Manifesto del Partito Comunista di così tanti anni fa importano ancora.

Considerate cosa affermano Marx ed Engel della società borghese dell'Europa Moderna, che sorse dalla società feudale in decomposizione. La società borghese non si era "sbarazzata degli antagonismi di classe" endogeni al feudalesimo, ma, piuttosto, essa "ha istituito nuove classi, nuove condizioni di oppressione, nuove forme di lotta al posto di quelle vecchie". Sebbene certamente non soli nel reinventare questa condizione assiomatica tra ricchi e poveri, gli USA stanno forse a capo e spalle sopra altri paesi nei loro tentativi di mantenere l'egemonia globale, specialmente dopo la II Guerra Mondiale. La dominazione USA si è precedentemente tradotta come mercati globali che deificano la ricchezza e rifuggono dallo sviluppo umano o dal benessere e che inoltre estraggono tutto ciò che è di valore materiale fruttuoso.

Subito dopo la II Guerra Mondiale, l'America ha predato sui paesi decolonizzati tramite incursioni militari e capitaliste nel Terzo Mondo. Gli USA non volevano nessun indietreggiamento dei gruppi che potevano radicalizzarsi durante il rovesciamento del colonialismo, così hanno precluso la mercificazione dei beni o l'estrazione dei materiali vendibili. Per essere chiari, dopo la IIGM, l'industria americana aveva il mondo da guadagnare; così gli USA si schierarono con il nazionalismo militarizzato nel decolonizzare gli stati, specificamente per resistere all'abolizione della proprietà privata lì, o ad altre molteplici inclinazioni comuniste che potessero emergere. L'America ha messo in esistenza questo sistema, chiamando il processo "modernizzazione" o "sviluppo".

Ben prima della II Guerra Mondiale, Marx ed Engels osservarono che la "scoperta dell'America" avanzava l'industria capitalista accanto a un rapido mondo globalizzato di mercati intrecciati. Come un mercato stesso, l'America forniva terreno fertile per lo sviluppo del commercio, della navigazione e delle comunicazioni. Subito dopo, Marx ed Engels sostengono che tale sviluppo aveva "risposto all'estensione dell'industria...". Il capitale quindi incrementò "nella stessa proporzione in cui si sviluppava la borghesia", scrissero, ed allo stesso tempo "spinse sullo sfondo ogni classe tramandata dal Medioevo".

Nel 2015 gli USA cercano di portare avanti l'industria capitalista tra una popolazione apparentemente soggiogabile di poveri del mondo che vivono ingoiate via negli stati nazione del Terzo Mondo oppresso dal capitalismo? Per coloro che tuonerebbero un risonante e patriottico "no", bene, quale potrebbe essere allora un'apologia appropriata per l'inclinazione americana post-IIGM per la guerra e per la privazione di diritti economici in tutto il mondo? La ragione fondamentale sottostante toccherebbe la difesa della sicurezza? O della libertà? Di mercati stabili? Della prosperità? Della proprietà privata? Si dovrebbe mettere in discussione soltanto quanto sia veramente necessario un sistema come il capitalismo se l'America ha ancora bisogno di venderlo da dietro armi cariche, o di punteggiarlo con i proiettili in modo da mantenere un equilibrio di acquiescenza tra stati più deboli che cerca di relegare con accordi di libero scambio.

Marx ed Engels scrivono che l'avanzata politica della borghesia è seguita da "ciascun passo dello sviluppo" di questa classe. Scrivono che, dal lancio dell'Industria Moderna, "e del mercato mondiale", la borghesia aveva "conquistato per se stessa, nel moderno stato rappresentativo, un'influenza politica esclusiva". Nell'America del 21° secolo, la spesa stimata per le elezioni politiche di medio termine nel 2014 nel paese hanno riportato una spesa stimata in su di $4 miliardi. Non vi è nessuna ragione di credere che anche la spesa per le prossime elezioni presidenziali non eccederà l'ammontare degli anni precedenti. Asserendo nel 1848 che l'"esecutivo dello stato moderno non è che un comitato per gestire gli affari comuni dell'intera borghesia", Marx and Engels deposero il guanto anche per gli americani: Il denaro determina la democrazia americana? Se così, allora chi ha questo denaro? Lo hanno le classi ricche.

Proprio come sostenevano Marx and Engels dal loro collegamento europeo, la borghesia americana del 2015 abbraccia anche "quella libertà singola, senza scrupoli libero scambio", specialmente in luogo di "innumerevoli libertà concesse indifendibili" che una sana democrazia richiede. Nell'interesse dello "sfruttamento, velato da illusioni religiose e politiche", gli autori scrivono che la borghesia del loro tempo aveva "rimpiazzato il palese, spudorato, diretto, brutale sfruttamento". Oggi, l'America è in guerra con il terrore in tutto il mondo e la crociata americana popolarmente incompresa e piena di emozione contro l'"Islam fondamentalista" puzza certamente di illusione politica e religiosa.

Oggi, la sopravvivenza della borghesia americana richiede ancora che rivoluzioni gli strumenti di produzione, le relazioni di produzione e la società nel complesso. Vi è tuttavia la necessità di espandersi incessantemente nei mercati, di espandere i mercati per le merci, di sfruttare il mercato mondiale e di dare "un carattere cosmopolita alla produzione ed al consumo in ogni paese", proprio come osservarono Marx and Engels. Le industrie nazionali affrontano la distruzione certa con l'emergere di quelle nuove, private e l'"introduzione" di tali industrie private segna ancora il contorno della vita e della morte "per tutte le nazioni civilizzate" e che estraggono ancora "materie prime dalle zone più remote" per dei prodotti che vengono consumati in ogni parte del globo". Le nuove vogliono continuare a sostituire quelle vecchie. I rapporti economici costituiscono ancora l'"interdipendenza universale delle nazioni". L'adozione del modo di produzione della classe capitalista tuttavia "crea un mondo a propria immagine".

Quello che Marx and Engels hanno efficacemente misurato con il Manifesto del Partito Comunista è stato un momento nel tempo in cui i fattori che segnalavano il dominio degli oppressori sugli oppressi ha raggiunto la cristallizzazione nel cambiare l'Europa. Nondimeno, tanto del contenuto del loro manifesto rilegge e risuona così autenticamente ai lettori di oggi. In modo non sorprendente, le parole di Marx and Engels servono uno scopo opportuno per milioni di americani che sono usciti dal 2014. Esiste ancora una dura battaglia tra la santità indiscussa della proprietà privata e quella del futuro umano. I paesi e le classi capitaliste fanno ancora la guerra per preservare il potere dove è concentrato e così per amplificare la distorsione tra ricchi soprintendenti e schiavi salariati che il loro sistema tratta come poco più che spesso ribelli druidi di carne. L'America in gran parte conduce questa battaglia per la continua oppressione, sia in Iraq, che in Eurasia o in Venezuela. Finché questa storia continua nel 2015, così, anche il Manifesto del Partito Comunista di Marx and Engels del 1848 resterà essenziale da considerare.

Mateo Pimentel vive sul confine USA-messicano, scrivendo per molte newsletter politiche alternative e siti web. Può contattarsi a: mateo.pimentel@gmail.com. Leggete altri articoli di Mateo