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Karl Marx
e Friedrich Engels pubblicarono il Manifesto del
Partito Comunista nel 1848. In nessun modo
Marx ed Engels partirono con l'intenzione di leggere la fortuna di
future società capitaliste o di sviluppare qualche fotografia ad alta
risoluzione dell'economia politica internazionale futura tra stati.
Neppure predissero le varie incarnazioni di comunismo che sarebbero nate
dopo la loro epoca. Invece, il manifesto fu un'opera commissionata; la
sua intenzione era di comunicare gli scopi e la piattaforma della Lega
dei Comunisti, un partito politico internazionale costituito nel 1847 a
Londra.
L'investigazione della storia e quindi della lotta di classe del
manifesto comprendeva polemizzare con il capitalismo ed il modo di
produzione capitalista. In modo non sorprendente, il manifesto resta
integrante per la comprensione e l'investigazione di un'economia
globalizzata e di un ordine mondiale intorbidito. Da allora la
rivoluzione industriale dell'occidente moderno ha portato il
capitalismo, come il contenuto maligno di un virus, ed iniettato nel
nucleo di diversi governi il suo sistema disumano ed in tal modo ha
cercato di possedere ovunque il potere centralizzato a vantaggio
dell'egemone globale, l'1%, la plutocrazia. Così in modo saliente, gli
Stati Uniti si sono fatti il vettore di un super ceppo di questo virus
capitalista identico e mutante. Ora, godono dei loro ultimi rantoli di
egemonia, marchiando il mondo del loro sigillo di guerra e di libero
scambio
ad nauseam.
Il paradigma persiste tra molti dei viventi del 21° secolo,
comunque, che il socialismo rimpiazzerà la società capitalista benché la
popolazione di cui
Marx ed Engels trattavano nel loro linguaggio sia cambiata nella
composizione. Molto probabilmente, un'altra lettura delle parole degli
autori oggi, nel 2015, da vita a praticamente lo stesso messaggio che
dava nel 19° secolo. Per di più, la demografia bersagliata di oggi
condivide gran parte delle lotte proletarie del tempo di Marx—comunque
diversi possano essere i particolari. Così, in realtà, la storia della
società globale è ancora una "storia di lotte di classe". Come tale, è
della massima importanza esplorare alcune ragioni sul perché le spinte
per pubblicare il Manifesto del Partito Comunista di così tanti
anni fa importano ancora.
Considerate cosa affermano
Marx
ed Engel della società borghese dell'Europa
Moderna, che sorse dalla società feudale in decomposizione. La società
borghese non si era "sbarazzata degli antagonismi di classe" endogeni al
feudalesimo, ma, piuttosto, essa "ha istituito nuove classi, nuove
condizioni di oppressione, nuove forme di lotta al posto di quelle
vecchie". Sebbene certamente non soli nel reinventare questa condizione
assiomatica tra ricchi e poveri, gli USA stanno forse a capo e spalle
sopra altri paesi nei loro tentativi di mantenere l'egemonia globale,
specialmente dopo la II Guerra Mondiale. La dominazione USA si è
precedentemente tradotta come mercati globali che deificano la ricchezza
e rifuggono dallo sviluppo umano o dal benessere e che inoltre
estraggono tutto ciò che è di valore materiale fruttuoso.
Subito dopo la
II Guerra Mondiale,
l'America ha predato sui paesi decolonizzati tramite incursioni
militari e capitaliste nel Terzo Mondo. Gli USA non volevano nessun
indietreggiamento dei gruppi che potevano radicalizzarsi durante il
rovesciamento del colonialismo, così hanno precluso la mercificazione
dei beni o l'estrazione dei materiali vendibili. Per essere chiari, dopo
la IIGM, l'industria americana aveva il mondo da guadagnare; così gli
USA si schierarono con il nazionalismo militarizzato nel decolonizzare
gli stati, specificamente per resistere all'abolizione della proprietà
privata lì, o ad altre molteplici inclinazioni comuniste che potessero
emergere. L'America ha messo in esistenza questo sistema, chiamando il
processo "modernizzazione" o "sviluppo".
Ben prima della II Guerra Mondiale,
Marx ed Engels
osservarono che la "scoperta dell'America" avanzava l'industria
capitalista accanto a un rapido mondo globalizzato di mercati
intrecciati. Come un mercato stesso, l'America forniva terreno fertile
per lo sviluppo del commercio, della navigazione e delle comunicazioni.
Subito dopo,
Marx ed Engels sostengono che tale sviluppo aveva "risposto
all'estensione dell'industria...". Il capitale quindi incrementò "nella
stessa proporzione in cui si sviluppava la borghesia", scrissero, ed
allo stesso tempo "spinse sullo sfondo ogni classe tramandata dal
Medioevo".
Nel 2015 gli USA cercano di portare avanti l'industria capitalista
tra una popolazione apparentemente soggiogabile di poveri del mondo che
vivono ingoiate via negli stati nazione del Terzo Mondo oppresso dal
capitalismo? Per coloro che tuonerebbero un risonante e patriottico
"no", bene, quale potrebbe essere allora un'apologia appropriata per
l'inclinazione americana post-IIGM per la guerra e per la privazione di
diritti economici in tutto il mondo? La ragione fondamentale sottostante
toccherebbe la difesa della sicurezza? O della libertà? Di mercati
stabili? Della prosperità? Della proprietà privata? Si dovrebbe mettere
in discussione soltanto quanto sia veramente necessario un sistema come
il capitalismo se l'America ha ancora bisogno di venderlo da dietro armi
cariche, o di punteggiarlo con i proiettili in modo da mantenere un
equilibrio di acquiescenza tra stati più deboli che cerca di relegare con
accordi di libero scambio.
Marx
ed Engels
scrivono che l'avanzata politica della
borghesia è seguita da "ciascun passo dello sviluppo" di questa classe.
Scrivono che, dal lancio dell'Industria Moderna, "e del mercato
mondiale", la borghesia aveva "conquistato per se stessa, nel moderno
stato rappresentativo, un'influenza politica esclusiva". Nell'America
del 21° secolo, la spesa stimata per le elezioni politiche di medio
termine nel 2014 nel paese hanno riportato una spesa stimata in su di
$4 miliardi. Non vi è nessuna ragione di credere che anche la spesa per
le prossime elezioni presidenziali non eccederà l'ammontare degli anni
precedenti. Asserendo nel 1848 che l'"esecutivo dello stato moderno non
è che un comitato per gestire gli affari comuni dell'intera borghesia",
Marx and Engels deposero il guanto anche
per gli americani: Il denaro determina la democrazia americana? Se così,
allora chi ha questo denaro? Lo hanno le classi ricche.
Proprio come sostenevano
Marx and Engels
dal loro collegamento europeo, la borghesia americana del 2015
abbraccia anche "quella libertà singola, senza scrupoli
– libero scambio", specialmente in luogo di "innumerevoli libertà
concesse indifendibili" che una sana democrazia richiede. Nell'interesse
dello "sfruttamento, velato da illusioni religiose e politiche", gli
autori scrivono che la borghesia del loro tempo aveva "rimpiazzato il
palese, spudorato, diretto, brutale sfruttamento". Oggi, l'America è in
guerra con il terrore in tutto il mondo e la crociata americana
popolarmente incompresa e piena di emozione contro l'"Islam
fondamentalista" puzza certamente di illusione politica e religiosa.
Oggi, la sopravvivenza della borghesia americana richiede ancora
che rivoluzioni gli strumenti di produzione, le relazioni di produzione
e la società nel complesso. Vi è tuttavia la necessità di espandersi
incessantemente nei mercati, di espandere i mercati per le merci, di
sfruttare il mercato mondiale e di dare "un carattere cosmopolita alla
produzione ed al consumo in ogni paese", proprio come osservarono
Marx and Engels. Le industrie nazionali affrontano la distruzione certa
con l'emergere di quelle nuove, private e l'"introduzione" di
tali industrie private segna ancora il contorno della vita e della
morte "per tutte le nazioni civilizzate" e che estraggono ancora
"materie prime dalle zone più remote" per dei prodotti che vengono
consumati in ogni parte del globo". Le nuove vogliono continuare a
sostituire quelle vecchie. I rapporti economici costituiscono ancora
l'"interdipendenza universale delle nazioni". L'adozione del modo di
produzione della classe capitalista tuttavia "crea un mondo a propria
immagine".
Quello che
Marx and Engels
hanno efficacemente misurato con il
Manifesto del Partito Comunista è stato un momento nel tempo in cui
i fattori che segnalavano il dominio degli oppressori sugli oppressi ha
raggiunto la cristallizzazione nel cambiare l'Europa. Nondimeno, tanto
del contenuto del loro manifesto rilegge e risuona così autenticamente
ai lettori di oggi. In modo non sorprendente, le parole di Marx and Engels
servono uno scopo opportuno per milioni di americani che sono usciti dal
2014. Esiste ancora una dura battaglia tra la santità indiscussa della
proprietà privata e quella del futuro umano. I paesi e le classi
capitaliste fanno ancora la guerra per preservare il potere dove è
concentrato e così per amplificare la distorsione tra ricchi
soprintendenti e schiavi salariati che il loro sistema tratta come poco
più che spesso ribelli druidi di carne. L'America in gran parte conduce
questa battaglia per la continua oppressione, sia in Iraq, che in
Eurasia o in
Venezuela.
Finché questa storia continua nel 2015,
così, anche il Manifesto del Partito Comunista di
Marx and Engels del 1848 resterà essenziale da
considerare.
Mateo Pimentel vive sul
confine USA-messicano, scrivendo per
molte
newsletter politiche
alternative e siti web.
Può contattarsi a:
mateo.pimentel@gmail.com.
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