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Con i giornali occidentali quotidianamente strapieni di rapporti
sulla coalizione guidata dagli USA che combatte contro lo Stato Islamico
ISIS/IS/ISIL
in Medio Oriente, è importante illustrare ulteriormente la natura
ingannevole di questa ultima cosiddetta 'guerra contro l'ISIS'.
L'esercito siriano,
Hezbollah
e la Guardia Rivoluzionaria Iraniana sono le principali forze che
combattono contro questo
gruppo creato dagli occidentali da quando è iniziata la guerra per procura in Siria,
con pesantemente coinvolte anche fazioni dell'esercito iracheno e del
governo libanese.
La Russia è stata risoluta nel combattere contro il terrorismo
internazionale ed il suo sostegno alle forze che stanno battagliando
attivamente contro i gruppi ribelli di insurrezione, con alcuni rapporti
che speculano che le
forze speciali russe siano state attive in Siria
conducendo delle operazioni antiterrorismo. Il ministro degli esteri
russo
Sergey Lavrov
ha espresso ripetutamente il proprio appoggio per una
coalizione
contro l'ISIS,
ma una che venga autorizzata
attraverso il Consiglio di Sicurezza dell'ONU ed in conformità al
diritto internazionale. Queste forze costituiscono i veri attori che
combattono contro l'ISIS, non la coalizione guidata dagli USA, la
cui posizione sull'ISIS è duplice poiché continua a finanziare il gruppo
con cui pretende di essere in guerra.
"Gli USA e la cosiddetta coalizione anti-ISIL sostengono di avere
lanciato una campagna contro questo gruppo terrorista e criminale
–
mentre
lo riforniscono di armi, cibo e medicine nella regione di
Jalawla
(una città nel Governatorato di
Diyala, Iraq).
Ciò rivela esplicitamente la falsità delle pretese della coalizione
e degli USA", vice capo di stato maggiore delle Forze Armate Iraniane, il
brigadiere generale
Massoud Jazayeri
ha raccontato a Fars news. Secondo quanto
riferito, nel dicembre 2014 l'Iran stesso
ha condotto attacchi aerei contro posizioni dell'ISIS al di fuori della coalizione
guidata dagli USA, che conferma la coerente politica dell'Iran di
combattere contro i ribelli che l'occidente finanzia. Anche gli
aeroplani del governo siriano bombardano da anni le posizioni dell'ISIS
poiché il regime di
al-Assad
combatte dal 2011 contro i gruppi terroristici sponsorizzati
dall'occidente.
L'ambasciata USA a
Baghdad
–
base di comando dell'ISIS
Il comandante della Forza
Basij (volontari)
dell'Iran, brigadiere generale
Mohammad Reza Naqdi,
ha dichiarato che l'ambasciata USA a Baghdad è una base di comando
dell'ISIS e che gli USA ancora
“sostengono
direttamente”
questa fazione terrorista.
"Gli USA sostengono direttamente l'ISIL in Iraq e gli aeroplani USA
gli aiuti e le armi richieste all'ISIL in Iraq".
Questo naturalmente conferma la notizia che gli
USA
hanno lanciato armi –
comprese
forniture mediche, bombe a mano, munizioni ed altro armamento
–
ai combattenti dell'ISIS, sostenendo che questi sono soltanto lanci
accidentali che hanno mancato la zona di lancio. Anche un comandante
pakistano dell'ISIS catturato di recente ha rivelato che ha ricevuto
fondi che venivano
“instradati"
attraverso gli USA per dirigere un'operazione
dell'ISIS
in
Pakistan,
che reclutava ribelli per combattere contro il regime siriano. Il capo
del Consiglio Supremo Islamico dell'Iraq,
Ammar al-Hakim, ha
criticato la coalizione guidata dagli USA per il suo atteggiamento
ipocrita verso l'ISIS e ha asserito che le forze della coalizione non hanno giocato
un ruolo rilevante nelle "regioni vitali" che sono strategicamente
importanti per i gruppo terroristico.
Gli attacchi aerei guidati dagli USA sono "contro il diritto internazionale"
Il presidente russo
Vladimir Putin
ha
obiettato agli attacchi aerei contro l'ISIS in Siria senza il
consenso
del governo siriano
ed il ministro
degli esteri russo Lavrov ha sottolineato che utilizzare la forza senza
il consenso del governo
“va
contro il diritto internazionale”.
come indica
inoltre
Lavrov,
se la coalizione volesse veramente sconfiggere l'ISIS coopererebbe
pienamente con l'esercito siriano, con
Hezbollah
e con le forze iraniane, il che indebolirebbe drammaticamente l'ISIS in
una questione di settimane, ma questo riguarda il cambio di regime in
Siria sotto il pretesto di combattere il gruppo terroristico, non
sull'annientare realmente il gruppo. Secondo i rapporti, vi è stata
soltanto una cooperazione molto limitata tra l'Iran e la coalizione
guidata dagli USA (se alcuna affatto), con il presidente iraniano
Hassan Rouhani
che chiama la coalizione anti-ISIS una
“barzelletta”, poiché l'alleanza è composta da paesi che sponsorizzano "attività
terroristiche". L'ISIS può comunque ben essere sradicato dopo che è
servito al suo scopo o se gli attori regionali si ribellano contro
l'agenda a causa dell'instabilità politica.
E' stabilito che il presidente
Barack Obama
chiederà domani (che è mercoledì 11 febbraio al momento in cui
scrivo) al Congresso
l'ulteriore uso della forza. Obama non ha avuto nessuna
autorizzazione formale del Congresso per usare la forza militare, il che
è una violazione della costituzione USA. In un prossimo futuro la
prospettiva più inquietante è che gli USA ricevano
l'autorizzazione per un'invasione di terra della stessa Siria
(o che lo facciano semplicemente senza autorizzazione), la quale,
avvisano
molti
analisti, sarà utilizzata per indebolire la posizione del
governo siriano ed estromettere
al-Assad.
Il leader di
Hezbollah Hassan Nasrallah è un altro personaggio di rilievo che
ha denunciato
la coalizione guidata dagli USA, poiché ritiene sia un "pretesto" per
l'egemonia degli USA nella regione. Come ha riportato il
Times of Israel
in un articolo intitolato:
Hezbollah
condanna gli attacchi guidati dagli
USA allo Stato Islamico, Nasrallah
ha dichiarato:
"Siamo contro una coalizione internazionale, che sia contro il
regime …
o che sia contro il Daesh/[ISIS]…
Questa è un'opportunità, un pretesto, per l'America per dominare
nuovamente la regione".
L'ascesa dell'ISIS è un risultato diretto della politica estera
occidentale nella regione che ha facilitato, finanziato, addestrato ed
armato per anni questo assortimento di banditi ribelli, direttamente o
attraverso canali regionali
–
nella forma di Arabia Saudita e Qatar. L'obiettivo centrale dello SI è
il rovesciamento del regime di
Bashar al-Assad
per conto delle potenze della NATO e dei loro alleati
regionali, come Israele (nota anche come
la forza aerea di al
Qaeda).
Invasione progettata in anticipo di ribelli in Siria
L'ex ministro degli esteri francese
Roland Dumas
ha rivelato che la guerra in Siria è stata pianificata almeno "due anni
prima che la violenza" scoppiasse. Dumas rivela che era
stato avvicinato nel Regno Unito da "massimi funzionari britannici" per
vedere se avrebbe partecipato ad "organizzare un'invasione di ribelli in
Siria", una proposta che Dumas rifiutò. L'ambasciatore della Siria
all'ONU,
Bashar Ja’afari,
ha presentato una protesta all'ONU contro
l'entrata illegale
del senatore USA McCain
in Siria nel giugno 2013 per incontrare dei ribelli
siriani in violazione della sovranità del paese – McCain
è stato fotografato a parlare con il
cosiddetto Califfo dell'ISIS, Ibrahim al-Badri
noto anche come Abu Bakr al-Baghdadi.
Ora la Giordania è l'ultimo paese ad entrare in questa ingannevole
alleanza, un altro paese che ha facilitato l'ascesa dell'ISIS
permettendo che il proprio territorio venisse usato dalle forze della
NATO per
addestrare
combattenti per la guerra in Siria. Sembra che, allo scopo di
unirsi alla coalizione guidata dagli USA nella sua "guerra contro
l'ISIS", si deve
innanzitutto essere stati complici nell'appoggiare l'ascesa e la
crescita del gruppo. Come ha rilevato correttamente Stuart J. Hooper in un articolo per 21st Century Wire,
il governo giordano può ben essere stato coinvolto
proprio nell'addestramento dei combattenti dell'ISIS che
hanno bruciato vivo
il suo pilota.
Vi è tuttavia una vera guerra che continua tra le forze della
coalizione e l'ISIS sul terreno che ha reclamato la vita di truppe della
coalizione, ma è una guerra fabbricata nella quale gli strateghi di alto
livello della NATO controllano entrambe le parti del conflitto. Secondo
il Dipartimento della Difesa USA, il costo della parte dichiarata di
questa operazione per il contribuente USA dall'8 agosto 2014 al 30
gennaio 2015 è stato di
$1,5 miliardi ($8,4 milioni al giorno), ancora altro denaro versato nella fogna di
questa fasulla guerra al terrorismo. Gli USA risparmierebbero a loro
stessi una fortuna assieme a tanto spargimento di sangue se
semplicemente smettessero innanzitutto di finanziare e creare folli
terroristi. Ma, naturalmente,
se lo facessero
il
Complesso Militare
Industriale sarebbe molto
meno ricco, oltre a non esserci nessuna giustificazione per uno stato
della sorveglianza in occidente del quale la Stasi sarebbe invidiosa.
Per quanto tempo la coalizione guidata dagli USA può perseguire
questa politica doppia contro l'ISIS è difficile da constatare, ma con
la maggioranza dei media mainstream complici nel diffondere l'inganno
della coalizione 'anti-ISIS', non tratterrò il fiato.
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