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Gli agenti di CIA e MI6 dirigono i massacri in Siria

Domenica 10 giugno 2012

 

"Non vi è nessun dubbio che questa sia una guerra orchestrata da Washington".

Stephen Lendman, scrittore e presentatore radiofonico di Chicago

Un autore americano sostiene che degli agenti della CIA e del MI6 stiano dirigendo gruppi armati per attuare massacri all'interno della Siria, riporta Press TV.

THESYRIA SCENARIO

Stephen Lendman, scrittore e presentatore radiofonico di Chicago, ha affermato che le "forze speciali" della CIA e del MI6 ora sono in Siria a dirigere i massacri.

"Vanno a caccia di lealisti pro-Assad", ha dichiarato Lendman sabato in un'intervista a Press TV.

"Non vi è nessun dubbio che questa sia una guerra orchestrata da Washington".

"E' una guerra a bassa intensità al grado che la NATO non è divenuta impegnata direttamente. Ma è esattamente quello che è accaduto lo scorso anno in Libia. E' cominciata un'insurrezione. Washington l'ha organizzata. Sono stati reclutati degli insorti. Sono stati finanziati. Sono stati armati".

Lo scrittore americano ha dichiarato che la Siria è "presa come bersaglio da anni per il cambio di regime, almeno da un decennio".

Lendman si è inoltre al piano di pace in sei punti presentato in marzo dall'inviato dell'ONU-Lega Araba in Siria, Kofi Annan.

"Il suo cosiddetto piano di pace pone il peso da una parte. Menziona appena gli insorti, questi squadroni della morte, questi assassini".

"Ho scritto di Kofi Annan. Ho scritto su di lui diverse volte. Durante il suo periodo come segretario generale dell'ONU, un decennio, un decennio pieno, non ha mai fatto nulla per fermare le guerre imperiali", ha aggiunto Lendman.

Ha reso i suoi commenti nello stesso giorno in cui il Consiglio Nazionale Siriano (SNC) d'opposizione ha eletto il cinquantaseienne Abdulbaset Saida, un attivista kurdo, come suo nuovo leader durante una riunione a Istanbul.

Saida ha sostituito l'ex leader dell'SNC Burhan Ghalioun, che in maggio ha dato le dimissioni.

Nel frattempo, il ministro degli esteri russo in una conferenza stampa a Mosca il 9 giugno ha dichiarato che la Russia "al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite non autorizzerà l'uso della forza (contro la Siria)".

Lavrov ha aggiunto che il piano Annan aveva cominciato a "vacillare seriamente", ma che ad esso non vi era "nesuna alternativa".

HSN/PKH/MA