PER TROPPI anni gli insegnanti di scuola pubblica ed i loro
sindacati hanno dovuto sopportare un attacco bipartisan ai loro
diritti, alle loro condizioni di lavoro, persino alla loro
competenza ed al loro impegno--tutto in nome di ciò che stando
alle apparenze è "meglio per i ragazzi".
Questa settimana a Chicago, gli insegnanti hanno preso una
posizione per ciò che è realmente meglio per i
ragazzi--scuole pubbliche pienamente finanziate e qualificate,
educatori ben compensati per insegnare loro. I 26.000 membri del
Chicago Teachers Union (CTU) dicono "no" alle calunnie
contro gli educatori, "no" all'abbandono delle scuole pubbliche,
"no" a trasformare l'istruzione in una speculazione d'affari.
Il loro coraggio e la loro determinazione ha conquistato
per loro la simpatia ed il sostegno generale, secondo sondaggi
dell'opinione pubblica. Sebbene non sia rappresentato sui media
corporativi, con la loro intima relazione con i funzionari
cittadini, lo spirito di solidarietà con gli insegnanti è
palpabile per chiunque abbia camminato lungo i picchetti di
insegnanti o si sia unito ai massicci raduni che ora colorano di
rosso CTU il centro di Chicago su base continua.
In questo senso, lo sciopero degli insegnanti di
Chicago rappresenta un altro di una serie di sconvolgimenti
che hanno cristallizzato l'amarezza per un sistema governato
dall'1%--dall'occupazione del Campidoglio del Wisconsin dello
scorso anno in difesa dei diritti sindacali al movimento
Occupy Wall Street che si è diffuso da
New York City intorno al paese, alle arrabbiate proteste
antirazziste di quest'anno per l'omicidio di
Trayvon Martin.
Mentre queste lotte possono avere fonti e scopi diversi,
sono tutte legate assieme in maniere fondamentali. Rappresentano
una nuova resistenza allo status quo, dove regna supremo il
potere corporativo e dove i leader politici cercano di deviare
la colpa mentre fanno sacrificare la gente che lavora.
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LO SCIOPERO del CTU ha toccato una corda nella classe
lavoratrice di
Chicago--le richieste degli insegnanti su salari, sicurezza del
posto
di lavoro, personale opportuno e migliori condizioni di
lavoro hanno significato per chiunque conosca come sia
all'interno di una scuola pubblica di
Chicago.
E' qualcosa di cui il sindaco Rahm Emanuel ed il suo
comitato scolastico di milionari e miliardari come l'ereditiera
degli hotel Hyatt Penny Pritzker non sanno assolutamente nulla.
Questi cosiddetti "riformatori" vogliono completare
l'opposti di quello che ci vorrebbe per fornire alle scuole ciò
che i ragazzi di Chicago meritano--vogliono chiudere scuole,
trasferire sempre più risorse alle charter, aprire opportunità
imprenditoriali per i loro compari; lasciare a marcire il resto
del sistema scolastico pubblico e, sopra tutto, distruggere il
potere del sindacato degli insegnanti che loro resiste.
I deformatori corporativi della scuola vogliono porre fine
all'istruzione pubblica come la conosciamo.
Le angherie di
Emanuel hanno soltanto esasperato gli insegnanti ed i loro
sostenitori. Non è affatto una sorpresa che una cantilena
popolare alla marcia forte di 50.000 il primo giorno dello
sciopero fosse semplicemente "Hey hey, ho ho, Rahm Emanuel has
got to go!"
E' stato rivelatore che alcuni dei più fidati sostenitori
di
Emanuel nel suo assalto al CTU siano stati i reazionari
repubblicani--come il vice candidato presidenziale del GOP
Paul Ryan,
che ha apertamente applaudito l'attacco del sindaco dell'1%
agli insegnanti, raccontando ai reporter ad una raccolta fondi a
Portland, Ore.:
Rahm ed io non siamo d'accordo su tutte le questioni o su molte
questioni, ma il sindaco Emanuel oggi ha ragione nel
sostenere che lo sciopero del sindacato degli insegnanti è
inutile e sbagliato. Sappiamo che Rahm non appoggerà la nostra
campagna, ma su questa questione ed in questo giorno, noi stiamo
con il sindaco
Rahm Emanuel.
E' facile capire perché il repubblicano Ryan loda il
democratico Emanuel quando si guarda alla sostanza dell'agenda
di deforma che il sindaco ed il suo comitato nominato stanno
spingendo avanti. Per esempio, in uno dei punti più controversi
dello sciopero, la città vuole basare la paga degli insegnanti e
la sicurezza del posto non sulla loro esperienza e sulle
qualificazioni educative, ma su quanto bene i loro studenti
rendono su prove standardizzate.
Come ha dichiarato alla vigilia dello sciopero la
presidentessa del CTU
Karen Lewis,
che attualmente insegna in una classe in una scuola pubblica, a
differenza di quasi tutti i leader politici e funzionari
scolastici che esprimono così facilmente giudizi sugli
insegnanti:
Vi sono troppi fattori oltre il nostro controllo che
avranno un impatto su come alcuni dei nostri studenti effettuano
queste prove standardizzate...Povertà--della quale nessuno vuole
parlare--Esposizione alla violenza...senza tetto, fame ed altre
questioni sociali oltre il nostro controllo. Valutateci su
quello che facciamo, non sulla vita dei nostri ragazzi che non
controlliamo.
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LA VISIONE di Rahm per le scuole di Chicago non è
solitaria. La sua offensiva contro gli insegnanti nel terzo
maggiore distretto scolastico del paese è riflesso in attacchi
intorno al paese.
La differenza qui è che la leadership ed i membri della
base del CTU stanno fronteggiando la sfida, mentre altri leader
sindacali hanno optato per un maggiore compromesso e concessioni
alla logica della "riforma scolastica"--che ha soltanto
indebolito i loro sindacati e lasciato le scuole in una
condizione peggiore di quella in cui erano prima.
Per esempio, il sindacato genitori del CTU, la
American Federation of
Teachers (AFT), si sono accordati per diversi
contratti locali che indeboliscono le norme sull'occupazione. In
risposta ai critici che protestavano che il CTU "resisteva al
cambiamento",
il presidente dell'AFT Randi Weingarten ha dichiarato al New York Times:
"Vi è stato un grande cambiamento. Vi sono molti sindacati
di insegnanti ed i loro distretti che lavorano assieme come mai
prima".
Questo difficilmente dovrebbe essere motivo d'orgoglio.
Il CTU ha intrapreso una tattica differente. Lottando per
insegnanti e studenti, non compromettendo via i loro diritti.
Come ha scritto il critico della riforma Diane Ravitch:
La grande cosa sull'avere lì Karen Lewis è che tutti
insegnanti in America sanno che terrà duro forte per loro. Non
li tradirà. E non tradirà i ragazzi. Lei sa che le condizioni di
lavoro degli insegnanti sono le condizioni di apprendimento dei
ragazzi.
Anche Rahm e Penny lo sanno. E' per questo che non mandano
i loro figli nelle scuole delle quali sono responsabili. Mandano
i loro figli in una scuola con classi non numerose, molta arte
ed educazione fisica, una grande biblioteca, insegnanti esperti
ed un curriculum completo. La scuola dove mandano i loro figli
non assegna prove standardizzate e non valuta gli insegnanti con
i risultati dei loro studenti.
Sembra che molta gente speri che l'ex capo di Emanuel,
Barack Obama,
tratterrà il suo ex capo di gabinetto. Ma la dedizione alla
riforma corporativa della scuola corre dritto proprio al
vertice.
La base per l'assalto di Emanuel è stata posata da
Rinascita 2010--un'iniziativa lanciata dal sindaco
Richard Daley nel 2004 che consisteva nel chiudere le
scuole di quartiere, aprire charter ed imporre prove ad alto
rischio.
Rinascita 2010 è stata un'idea dell'allora amministratore
delle scuole di Chicago
Arne Duncan--che ora è segretario all'istruzione di Obama.
Nel 2008,
Duncan
impacchettò su il suo piano e lo portò a
Washington,
creando Correre al vertice, nel quale gli stati possono
competere per finanziamenti federali all'istruzione limitati--ma
soltanto se cambiano le leggi statali in modo che possano
chiudere oppure "invertire la marcia" delle loro scuole "non di
successo"; ampliare le scuole
charter
e valutare gli insegnanti sulla base di prove.
In altre parole, il piano di Emanuel per le scuole di
Chicago è anche il piano di Obama per le scuole da una parte
all'altra degli USA.
Ciò è stato chiaro alla Convenzione Nazionale Democratica
all'inizio di questo mese--nello stato del "diritto al lavoro"
della Nord Carolina, niente meno--dove Emanuel è stato messo in
evidenza in modo prominente, anche se era nel mezzo di questo
attacco agli insegnanti di Chicago.
Ad un evento della convenzione, i sindaci pro riforma
corporativa
Antonio
Villaraigosa di Los Angeles, Cory Booker di Newark, N.J.,
e Kevin Johnson di Sacramento, Calif., hanno parlato
assieme agli antisindacali ex cancelliere delle scuole di
Washington, D.C.,
Michelle Rhee e
Ben Austin
del gruppo anti-insegnanti Rivoluzione Genitori. La
convenzione ha anche rappresentato una proiezione in anteprima
del film Non faremo marcia indietro, una spregevole
diffamazione degli insegnanti sponsorizzata dall'antisindacale
Democratici per la riforma dell'istruzione.
As Come ha scritto la collaboratrice di Labor Notes Theresa Moran
in un articolo sulla relazione tra riforma corporativa della scuola ed i
democratici:
Gli osservatori vedono lo sciopero come un momento "da che
parte stai?". Da una parte vi è il sindacato degli insegnanti,
che sostiene che i problemi sono classi troppo numerose, troppo
pochi servizi scolastici e troppo poco sostegno per gli
insegnanti. Dall'altra coloro che spingono per istruzione
corporativa, che carica la colpa sui cattivi insegnanti.
"Vi sono due distinti gruppi di sostenitori con obiettivi
in conflitto e noi lo evidenzieremo con lo sciopero. Non potete
mascherarlo troppo facilmente", afferma
Bill Lamme,
un insegnante di scuola superiore pubblica di Chicago.
Quasi cinque anni fa, il candidato presidenziale
Barack Obama promise ad una folla di sostenitori in Sud
Carolina:
Se ai lavoratori americani vengono negati i diritti di
organizzarsi e di contrattare collettivamente quando sarò alla
Casa Bianca, mi metterò un comodo paio di scarpe. Camminerò
lungo quel picchetto con voi come presidente degli Stati Uniti
d'America. Perché i lavoratori meritano di sapere che qualcuno
sta dalla loro parte.
No politician should be allowed to claim that they are pro-union
and pro-school reform at the same time. Because in reality,
school reform is an attack on our unions and an attack on
our schools.
A nessun politico dovrebbe essere permesso di pretendere di
essere pro-sindacato e pro-riforma della scuola allo stesso
tempo. Perché, in realtà, la riforma scolastica è un attacco ai
nostri sindacati e un attacco alle nostre scuole.
Se le scuole pubbliche sopravvivono e prosperano, sarà il
risultato di insegnanti e genitori e studenti che resistono
assieme e respingono l'assalto. E' per questo che questa lotta a
Chicago è parte di una lotta maggiore per il futuro
dell'istruzione pubblica. Come ha spiegato Jose, un veterano
dello sciopero di 19 giorni degli insegnanti di Chicago nel
1987: "Qualunque cosa porteranno via non ritornerà mai, perciò è
meglio che resistiate. Dovete stare forti e non cambiare idea".