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Gli insegnanti di Chicago lottano per tutti noi

La lotta degli insegnanti a Chicago è parte di una lotta più ambia per salvare l'istruzione pubblica.

12 settembre 2012

 

PER TROPPI anni gli insegnanti di scuola pubblica ed i loro sindacati hanno dovuto sopportare un attacco bipartisan ai loro diritti, alle loro condizioni di lavoro, persino alla loro competenza ed al loro impegno--tutto in nome di ciò che stando alle apparenze è "meglio per i ragazzi".

Questa settimana a Chicago, gli insegnanti hanno preso una posizione per ciò che è realmente meglio per i ragazzi--scuole pubbliche pienamente finanziate e qualificate, educatori ben compensati per insegnare loro. I 26.000 membri del Chicago Teachers Union (CTU) dicono "no" alle calunnie contro gli educatori, "no" all'abbandono delle scuole pubbliche, "no" a trasformare l'istruzione in una speculazione d'affari.

Il loro coraggio e la loro determinazione ha conquistato per loro la simpatia ed il sostegno generale, secondo sondaggi dell'opinione pubblica. Sebbene non sia rappresentato sui media corporativi, con la loro intima relazione con i funzionari cittadini, lo spirito di solidarietà con gli insegnanti è palpabile per chiunque abbia camminato lungo i picchetti di insegnanti o si sia unito ai massicci raduni che ora colorano di rosso CTU il centro di Chicago su base continua.

In questo senso, lo sciopero degli insegnanti di Chicago rappresenta un altro di una serie di sconvolgimenti che hanno cristallizzato l'amarezza per un sistema governato dall'1%--dall'occupazione del Campidoglio del Wisconsin dello scorso anno in difesa dei diritti sindacali al movimento Occupy Wall Street che si è diffuso da New York City intorno al paese, alle arrabbiate proteste antirazziste di quest'anno per l'omicidio di Trayvon Martin.

Mentre queste lotte possono avere fonti e scopi diversi, sono tutte legate assieme in maniere fondamentali. Rappresentano una nuova resistenza allo status quo, dove regna supremo il potere corporativo e dove i leader politici cercano di deviare la colpa mentre fanno sacrificare la gente che lavora.

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LO SCIOPERO del CTU ha toccato una corda nella classe lavoratrice di Chicago--le richieste degli insegnanti su salari, sicurezza del posto di lavoro, personale opportuno e migliori condizioni di lavoro hanno significato per chiunque conosca come sia all'interno di una scuola pubblica di Chicago.

E' qualcosa di cui il sindaco Rahm Emanuel  ed il suo comitato scolastico di milionari e miliardari come l'ereditiera degli hotel Hyatt Penny Pritzker non sanno assolutamente nulla.

Questi cosiddetti "riformatori" vogliono completare l'opposti di quello che ci vorrebbe per fornire alle scuole ciò che i ragazzi di Chicago meritano--vogliono chiudere scuole, trasferire sempre più risorse alle charter, aprire opportunità imprenditoriali per i loro compari; lasciare a marcire il resto del sistema scolastico pubblico e, sopra tutto, distruggere il potere del sindacato degli insegnanti che loro resiste.

I deformatori corporativi della scuola vogliono porre fine all'istruzione pubblica come la conosciamo.

Le angherie di Emanuel hanno soltanto esasperato gli insegnanti ed i loro sostenitori. Non è affatto una sorpresa che una cantilena popolare alla marcia forte di 50.000 il primo giorno dello sciopero fosse semplicemente "Hey hey, ho ho, Rahm Emanuel has got to go!"

E' stato rivelatore che alcuni dei più fidati sostenitori di Emanuel nel suo assalto al CTU siano stati i reazionari repubblicani--come il vice candidato presidenziale del GOP Paul Ryan, che ha apertamente applaudito l'attacco del sindaco dell'1% agli insegnanti, raccontando ai reporter ad una raccolta fondi a Portland, Ore.:

Rahm ed io non siamo d'accordo su tutte le questioni o su molte questioni, ma il sindaco Emanuel oggi ha ragione nel sostenere che lo sciopero del sindacato degli insegnanti è inutile e sbagliato. Sappiamo che Rahm non appoggerà la nostra campagna, ma su questa questione ed in questo giorno, noi stiamo con il sindaco Rahm Emanuel.

E' facile capire perché il repubblicano Ryan loda il democratico Emanuel quando si guarda alla sostanza dell'agenda di deforma che il sindaco ed il suo comitato nominato stanno spingendo avanti. Per esempio, in uno dei punti più controversi dello sciopero, la città vuole basare la paga degli insegnanti e la sicurezza del posto non sulla loro esperienza e sulle qualificazioni educative, ma su quanto bene i loro studenti rendono su prove standardizzate.

Come ha dichiarato alla vigilia dello sciopero la presidentessa del CTU Karen Lewis, che attualmente insegna in una classe in una scuola pubblica, a differenza di quasi tutti i leader politici e funzionari scolastici che esprimono così facilmente giudizi sugli insegnanti:

Vi sono troppi fattori oltre il nostro controllo che avranno un impatto su come alcuni dei nostri studenti effettuano queste prove standardizzate...Povertà--della quale nessuno vuole parlare--Esposizione alla violenza...senza tetto, fame ed altre questioni sociali oltre il nostro controllo. Valutateci su quello che facciamo, non sulla vita dei nostri ragazzi che non controlliamo.

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LA VISIONE di Rahm per le scuole di Chicago non è solitaria. La sua offensiva contro gli insegnanti nel terzo maggiore distretto scolastico del paese è riflesso in attacchi intorno al paese.

La differenza qui è che la leadership ed i membri della base del CTU stanno fronteggiando la sfida, mentre altri leader sindacali hanno optato per un maggiore compromesso e concessioni alla logica della "riforma scolastica"--che ha soltanto indebolito i loro sindacati e lasciato le scuole in una condizione peggiore di quella in cui erano prima.

Per esempio, il sindacato genitori del CTU, la American Federation of Teachers (AFT), si sono accordati per diversi contratti locali che indeboliscono le norme sull'occupazione. In risposta ai critici che protestavano che il CTU "resisteva al cambiamento", il presidente dell'AFT Randi Weingarten ha dichiarato al New York Times: "Vi è stato un grande cambiamento. Vi sono molti sindacati di insegnanti ed i loro distretti che lavorano assieme come mai prima".

Questo difficilmente dovrebbe essere motivo d'orgoglio.

Il CTU ha intrapreso una tattica differente. Lottando per insegnanti e studenti, non compromettendo via i loro diritti. Come ha scritto il critico della riforma Diane Ravitch:

La grande cosa sull'avere lì Karen Lewis è che tutti insegnanti in America sanno che terrà duro forte per loro. Non li tradirà. E non tradirà i ragazzi. Lei sa che le condizioni di lavoro degli insegnanti sono le condizioni di apprendimento dei ragazzi.

Anche Rahm e Penny lo sanno. E' per questo che non mandano i loro figli nelle scuole delle quali sono responsabili. Mandano i loro figli in una scuola con classi non numerose, molta arte ed educazione fisica, una grande biblioteca, insegnanti esperti ed un curriculum completo. La scuola dove mandano i loro figli non assegna prove standardizzate e non valuta gli insegnanti con i risultati dei loro studenti.

Sembra che molta gente speri che l'ex capo di Emanuel, Barack Obama, tratterrà il suo ex capo di gabinetto. Ma la dedizione alla riforma corporativa della scuola corre dritto proprio al vertice.

La base per l'assalto di Emanuel è stata posata da Rinascita 2010--un'iniziativa lanciata dal sindaco Richard Daley nel 2004 che consisteva nel chiudere le scuole di quartiere, aprire charter ed imporre prove ad alto rischio. Rinascita 2010 è stata un'idea dell'allora amministratore delle scuole di Chicago Arne Duncan--che ora è segretario all'istruzione di Obama.

Nel 2008, Duncan impacchettò su il suo piano e lo portò a Washington, creando Correre al vertice, nel quale gli stati possono competere per finanziamenti federali all'istruzione limitati--ma soltanto se cambiano le leggi statali in modo che possano chiudere oppure "invertire la marcia" delle loro scuole "non di successo"; ampliare le scuole charter  e valutare gli insegnanti sulla base di prove.

In altre parole, il piano di Emanuel per le scuole di Chicago è anche il piano di Obama per le scuole da una parte all'altra degli USA.

Ciò è stato chiaro alla Convenzione Nazionale Democratica all'inizio di questo mese--nello stato del "diritto al lavoro" della Nord Carolina, niente meno--dove Emanuel è stato messo in evidenza in modo prominente, anche se era nel mezzo di questo attacco agli insegnanti di Chicago.

Ad un evento della convenzione, i sindaci pro riforma corporativa Antonio Villaraigosa di Los Angeles, Cory Booker di Newark, N.J., e Kevin Johnson di Sacramento, Calif., hanno parlato assieme agli antisindacali ex cancelliere delle scuole di Washington, D.C., Michelle Rhee e Ben Austin del gruppo anti-insegnanti Rivoluzione Genitori. La convenzione ha anche rappresentato una proiezione in anteprima del film Non faremo marcia indietro, una spregevole diffamazione degli insegnanti sponsorizzata dall'antisindacale Democratici per la riforma dell'istruzione.

As Come ha scritto la collaboratrice di Labor Notes Theresa Moran in un articolo sulla relazione tra riforma corporativa della scuola ed i democratici:

Gli osservatori vedono lo sciopero come un momento "da che parte stai?". Da una parte vi è il sindacato degli insegnanti, che sostiene che i problemi sono classi troppo numerose, troppo pochi servizi scolastici e troppo poco sostegno per gli insegnanti. Dall'altra coloro che spingono per istruzione corporativa, che carica la colpa sui cattivi insegnanti.

"Vi sono due distinti gruppi di sostenitori con obiettivi in conflitto e noi lo evidenzieremo con lo sciopero. Non potete mascherarlo troppo facilmente", afferma Bill Lamme, un insegnante di scuola superiore pubblica di Chicago.

Quasi cinque anni fa, il candidato presidenziale Barack Obama promise ad una folla di sostenitori in Sud Carolina:

Se ai lavoratori americani vengono negati i diritti di organizzarsi e di contrattare collettivamente quando sarò alla Casa Bianca, mi metterò un comodo paio di scarpe. Camminerò lungo quel picchetto con voi come presidente degli Stati Uniti d'America. Perché i lavoratori meritano di sapere che qualcuno sta dalla loro parte.

No politician should be allowed to claim that they are pro-union and pro-school reform at the same time. Because in reality, school reform is an attack on our unions and an attack on our schools.

A nessun politico dovrebbe essere permesso di pretendere di essere pro-sindacato e pro-riforma della scuola allo stesso tempo. Perché, in realtà, la riforma scolastica è un attacco ai nostri sindacati e un attacco alle nostre scuole.

Se le scuole pubbliche sopravvivono e prosperano, sarà il risultato di insegnanti e genitori e studenti che resistono assieme e respingono l'assalto. E' per questo che questa lotta a Chicago è parte di una lotta maggiore per il futuro dell'istruzione pubblica. Come ha spiegato Jose, un veterano dello sciopero di 19 giorni degli insegnanti di Chicago nel 1987: "Qualunque cosa porteranno via non ritornerà mai, perciò è meglio che resistiate. Dovete stare forti e non cambiare idea".