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Nel declinare di ascoltare il caso di
Hedges v Obama e rifiutando di
esaminare la NDAA, la Corte Suprema ha voltato le spalle al
precedente che risale all'era della Guerra Civile che sostiene che i
militari non possono presidiare le strade dell'America.
Carl Mayer,
avvocato di Chris Hedges,
maggio 2014
L'amministrazione del presidente
Barack Obama possiede quella curiosa qualità che la contrassegna come autoritaria anche
se abbraccia principi di libertà; nemica delle libertà anche se pretende
di promuoverle maniera ricercata. La tendenza è in parte schizofrenica,
in parte
inclinazione maledettamente cosciente quando viene scoperta. Obama
ha mostrato una particolare preferenza per varie leggi draconiane che
spera viaggeranno oltre lo scrutinio giudiziario e parlamentare. La
National Defense Authorization Act
del 2014,
firmata lo scorso dicembre dal presidente, è stata frutto del
demonio, generata da un'atmosfera di sicurezza che ha l'esecutivo e che
affascina i legislatori.
La clausola della detenzione indefinita
– sezione 1021, più specificamente
1021(b)(2) –
permette la "detenzione indefinita di cittadini americani senza processo
imparziale a discrezione del presidente". In realtà ha compiuto il
ignominioso debutto nella
NDAA Act
del 2012. La formulazione è sorprendentemente offensiva per i diritti civili e ha
ricevuto considerevoli critiche da una gamma di fonti. Il pubblico
sondato da
OpenCongress.com ha mostrato un tasso di disapprovazione del 98%. L'ACLU ha considerato lo
statuto "particolarmente pericoloso perché non ha nessuna limitazione
temporale o geografica e può essere utilizzato da questo e da futuri
presidenti per detenere militarmente persone catturate lontano da ogni
campo di battaglia". Infatti, si può sostenere che il provvedimento
rende un campo di battaglia governato da un decreto esecutivo l'intero
spazio interno e globale.
Il successivo disegno di legge del 2013 conteneva degli emendamenti
fatti dal Congresso tentati, in parte, per limitare la portata della
clausola della detenzione indefinita. Le sezioni da 1031 a 1033 hanno
apparentemente raggiunto questi scopi, affermando il diritto al processo
imparziale per i cittadini americani ed il diritto all'habeas corpus. Ma il
Frankenstein legislativo non
è andato via
–
la detenzione indefinita era
semplicemente troppo utile da lasciare andare.
Sul fronte legale, è stata montata una sfida costituzionale da
Christopher Hedges, Carl Mayer e Bruce Afran ed a cui si sono uniti
Noam Chomsky, Daniel Ellsberg, Alexa O’Brien, Tangerine Bolen
di RevolutionTruth, Birgitta
Jonsdottir
e l'attivista di
Occupy London
Kai Wargella. Dovevano essere aspramente delusi.
Le cose sono iniziate nel 2012 in modo abbastanza promettente, il
giudice distrettuale
Katherine B. Forrest
era sufficientemente turbata dalla sezione offensiva da decretarla
incostituzionale e concedere una ingiunzione permanente. "Qui la posta
non potrebbe essere più alta: la detenzione militare indefinita
– la detenzione potenziale durante una guerra al terrorismo che non ci si
attende termini in un futuro prevedibile, se mai. La
Costituzione richiede specificità
– e quella specificità è assente". Inoltre ha respinto i suggerimenti degli
avvocati del governo Obama che la sezione fosse reintrodotta mentre
appellavano la decisione.
La Corte d'Appello del
2nd circuito ha fatto due cose. Ha reintrodotto la legge,
mandando giù l'argomento che era necessaria per scopi di sicurezza
nazionale. I ricorrenti sono diventati immediatamente sospettosi[1] – era già stata utilizzata per detenere dei cittadini USA "in siti neri, più
probabilmente duplici cittadini
con radici in tali paesi come
Pakistan, Afghanistan, Somalia
e Yemen"? La premessa della sicurezza nazionale sembrava troppo
urgente.
In secondo luogo, il tribunale ha deciso di compiere una spuria
uscita legale nel rifiutare di decidere sulla costituzionalità della
s. 1021(b)(2),
citando
la vecchia questione della posizione che è stata similmente usata
nel caso della Corte Suprema di
Clapper v Amnesty International USA (2013)[2]
In altre parole, coloro che mettono in discussione la legge non
potrebbero dimostrare che il provvedimento
ha avuto qualche influenza nell'attività del governo di detenere
indefinitamente dei cittadini USA. Quei ricorrenti che non erano dei
cittadini USA non potevano dimostrare "una minaccia sufficiente che il
governo li deterrà" nel corso della loro condotta. Similmente, in
Clapper,
i querelanti,
dei quali anche
Hedges era uno, non potevano dimostrare a soddisfacimento del tribunale che
l'intercettazione segreta di cittadini USA secondo la
FISA Amendments Act
del 2008
era genuina nell'infliggere "ingiuria reale e inevitabile". Gli
effetti su tali organizzazioni come
Amnesty International
con l'intercettazione erano "speculazione".
Il rifiuto il 28 aprile da parte della Suprema Corte di ascoltare
il caso di
Hedges v Obama[3], confermando completamente la decisione d'appello, ha gettato indietro agli
appellanti il manuale dello stato di polizia. Un
Hedges disgustato[4]
ha mostrato una legittima frustrazione, chiamandolo un "gioco sporco di
risoluzione giudiziaria di due enormi violazioni della Costituzione".
La forma piuttosto contorta di ragionamento sulla materia della
prova e della violazione di diritto nelle leggi sulla sorveglianza e
detenzione suggerisce che un provvedimento palesemente autoritario non
può essere giudicato incostituzionale a meno che non sia provato essere
esercitato direttamente contro i querelanti. Se ciò non può essere
dimostrato, a tali riprovevoli provvedimenti sarà consentito di restare
sui libri. Se la prova sia nel budino della sicurezza nazionale, i
giudici non sono interessati a vedere, e tanto meno a provare.
Come ha suggerito
Daya Gamage[5],
corrispondente nazionale USA per l'Asian Tribune, “Gli Stati Uniti stabiliscono un
precedente per altri paesi che affrontano minacce terroristiche,
internamente o esternamente, lasciando che il governo detenga
indefinitamente le persone
– sotto custodia militare
– se giudica che abbiano 'sostenuto sostanzialmente' al Qaeda, i talebani o
'forze associate'".
Il marchio di ogni tirannia è l'arbitrarietà esercitata senza
limiti, senza guardiani, senza quei controlli che ammorbidiscono i colpi
dell'autorità.
Hedges sostiene che gli Stati Uniti sono "entrati in un'era post-costituzionale".
Vede tribunali compiacenti, soggetti all'ideale aziendale che sta
spingendo il suo paese in un deserto legale, dove i cittadini sono
marginalizzati dal rimedio legale contro gli abusi del potere dello
stato, dove la mano apparentemente invisibile del fascismo sta
diventando più distinguibile. Ma quell'epoca era chiaramente
contrassegnato dall'amministrazione Bush, la cui eredità viene
rinforzata, piuttosto che modificata, dal suo doppio successore. Tanto,
sembra, per le protezioni costituzionali.
Il
Dr. Binoy Kampmark
è stato borsista
del
Commonwealth
al Selwyn College, Cambridge.
Tiene conferenze
alla
RMIT University, Melbourne. Email:
bkampmark@gmail.com
Note.
[1]
http://www.truth-out.org/opinion/item/23486-chris-hedges-capitalism-not-government-is-the-problem
[2] http://www2.bloomberglaw.com/public/desktop/document/Clapper_v_Amnesty_Intl_USA_133_S_Ct_1138_2013_ILRC_1311_41_Med_L_
[3]
http://www.constitutioncampaign.org/blog/?p=16973#.U2mWtTAyZ8F
[4]
http://www.truth-out.org/opinion/item/23486-chris-hedges-capitalism-not-government-is-the-problem
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