Alex Constantine’s

ANTI-FASCIST ENCYCLOPEDIA

 

La CIA, il Piano Marshall Plan & la conquista globale corporativa

2 marzo 2011

 

” … La CIA inoltre ha scremato grandi quantità dei fondi del Piano Marshall per mantenere segretamente istituzioni culturali, giornalisti ed editori, all'interno e all'estero, per l'animata ed onnipresente propaganda della Guerra Fredda; la vendita del Piano Marshall al pubblico americano e altrove era intrecciata alla lotta contro 'il pericolo rosso'. Inoltre, nelle sue operazioni clandestine, talvolta il personale della CIA utilizzava il Piano Marshall come copertura ed uno dei principali architetti del Piano, Richard Bissell, si trasferì poi alla CIA, fermandosi brevemente alla Fondazione Ford, condotta di lunga data per i fondi clandestini della CIA. Una grande famiglia felice. …

La durevole mistica del Piano Marshall

di MWC News | 1° marzo 2011

In mezzo al miscuglio di sconvolgimenti politici in Nord Africa e in Medio Oriente il nome del 'Piano Marshall' continua a essere ripetuto da figure politiche e dai media in tutto il mondo come la chiave per ricostruire le economie di quelle società per completare i progressi politici, i quali fiduciosamente saranno in qualche modo progressisti. Ma a rischio del compratore. Che il compratore stia attento.

Durante i miei anni di scrittore e oratore sul male e l'ingiustizia inflitti al mondo da incessanti interventi degli Stati Uniti, sono stato spesso affrontato con risentimento da coloro che mi accusano di fare la cronaca soltanto del lato negativo della politica estera degli USA e di ignorare i molti lati positivi. Quando chiedo alla persona di darmi qualche esempio di cosa pensi mostri il volto virtuoso delle relazioni dell'America con il mondo in tempi moderni, una delle cose menzionate quasi senza eccezione è il Piano Marshall. Questo viene solitamente descritto lungo le linee di: "Dopo la II Guerra Mondiale, gli USA costruirono disinteressatamente l'Europa economicamente, compresi i nostri nemici del tempo di guerra e permisero loro di competere con noi". Persino coloro che oggi sono molto cinici sulla politica estera USA, che sono svelti a mettere in discussione i motivi della Casa Bianca in Afghanistan, Iraq ed altrove, hanno pochi problemi ad accettare questa immagine di un'America altruista del periodo 1948-1952. Ma diamo uno sguardo al Piano Marshall al di fuori della versione ufficiale e popolare.

Dopo la II Guerra Mondiale, gli Stati Uniti, trionfanti all'estero e indenni all'interno, videro una porta spalancata per la supremazia mondiale. Soltanto una cosa chiamata "comunismo" stava in mezzo e il Piano Marshall era una parte integrale di questa campagna. Come poteva essere altrimenti? L'anticomunismo era stato il pilastro principale della politica estera degli USA dalla Rivoluzione Russa fino alla II Guerra Mondiale, facendo una pausa per la guerra fino ai mesi conclusivi della campagna del Pacifico, quando Washington mise sfidare il comunismo davanti al combattere i giapponesi. Questo ritorno all'anticomunismo incluse lo sgancio della bomba atomica sul Giappone come un avvertimento ai sovietici. 1

Dopo la guerra, l'anticomunismo continuò come il leitmotif della politica estera americana tanto naturalmente come se la II Guerra Mondiale e l'alleanza con l'Unione Sovietica non fossero avvenute. Assieme alla CIA, alle Fondazioni Rockefeller e Ford, al Council on Foreign Relations, a certe società e a poche altre istituzioni private, il Piano Marshall era un'altra freccia nella faretra di coloro che si adoperarono per rifare un'Europa che andasse bene ai desideri di Washington:

  1. Diffondere il vangelo capitalista per contrastare le forti tendenze postbelliche verso il socialismo.
  2. Aprire mercati per fornire nuovi clienti alle società USA un'importante motivo per contribuire a ricostruire le economie europee; esempio, un miliardo di dollari di tabacco ai prezzi di oggi, spronato dagli interessi del tabacco USA.
  3. Premere per la creazione del Mercato Comune e della NATO come parti integrali del bastione europeo occidentale contro la presunta minaccia sovietica.
  4. Reprimere la sinistra in tutta l'Europa Occidentale, in modo più evidente il partiti comunisti in Francia e Italia nei loro tentativi per la vittoria elettorale, legale e non violenta. I fondi del Piano Marshall furono segretamente travasati via per finanziare questo sforzo e la promessa di aiuto a un paese, o la minaccia della sua interruzione, fu utilizzata come una mazza per angariare; effettivamente, la Francia e l'Italia sarebbero certamente state esentate dal ricevere aiuto se non avessero concordato con i complotti per escludere i comunisti da qualsiasi tipo di ruolo influente.

La CIA inoltre ha scremato grandi quantità dei fondi del Piano Marshall per mantenere segretamente istituzioni culturali, giornalisti ed editori, all'interno e all'estero, per l'animata ed onnipresente propaganda della Guerra Fredda; la vendita del Piano Marshall al pubblico americano e altrove era intrecciata alla lotta contro 'il pericolo rosso'. Inoltre, nelle sue operazioni clandestine, talvolta il personale della CIA utilizzava il Piano Marshall come copertura ed uno dei principali architetti del Piano, Richard Bissell, si trasferì poi alla CIA, fermandosi brevemente alla Fondazione Ford, condotta di lunga data per i fondi clandestini della CIA. Una grande famiglia felice.

” … Il programma potrebbe essere visto più come un'operazione d'affari congiunta tra governi che una 'elemosina' americana; spesso è stato un accordo d'affari tra classi dominanti americane ed europee, molte delle ultime fresche del loro servigio al Terzo Reich, come anche alcune delle prime'. … “

Il Piano Marshall impose tutti i tipi di restrizioni ai paesi destinatari, ogni genere di criteri economici e fiscali che dovevano essere soddisfatti, modellati per un ritorno completamente aperto alla libera impresa. Gli USA avevano il diritto di controllare non soltanto come venivano spesi i dollari del Piano Marshall, ma anche di approvare la spesa di un ammontare equivalente della valuta locale, dato il notevole potere di Washington sui piani ed i programmi interni degli stati europei; il programmi sociali per i superstiti bisognosi della guerra erano considerati con disapprovazione dagli Stati Uniti; persino il razionamento odorava troppo di socialismo e doveva andare o essere ridimensionato; la nazionalizzazione dell'industria era anche più violentemente opposta da Washington. La maggior parte dei finanziamenti del Piano Marshall ritornarono negli Stati Uniti, o non li lasciarono mai, per acquistare merci americane, rendendo le società americane tra i principali beneficiari.

Il programma potrebbe essere visto più come un'operazione d'affari congiunta tra governi che una 'elemosina' americana; spesso è stato un accordo d'affari tra classi dominanti americane ed europee, molte delle ultime fresche del loro servigio al Terzo Reich, come anche alcune delle prime; oppure era un'intesa tra congressisti e le loro società favorite per esportare certe merci, inclusi molti beni militari. Così il Piano Marshall contribuì a gettare le fondamenta del complesso militare industriale come caratteristica permanente della vita americana.

E' molto difficile trovare, o mettere assieme, una descrizione chiara e credibile di come il Piano Marshall abbia giocato un ruolo chiave o indispensabile nella ripresa di ciascuno dei 16 paesi destinatari. L'opinione contrastante, almeno tanto chiara, è che gli europei altamente istruiti, esperti ed abili potevano essersi ripresi dalla guerra da soli senza un vasto piano generale e programma di assistenza dall'estero e avevano davvero già fatto grandi passi significativi in questa direzione prima che i fondi del Piano iniziassero a scorrere. I fondi del Piano Marshall non erano diretti principalmente alla pressantemente importante alimentazione degli individui o alla ricostruzione delle loro case, scuole e fabbriche, ma al rafforzamento della sovrastruttura economica, particolarmente le industrie del ferro, dell'acciaio e dell'energia. Il periodo è stato infatti contrassegnato da politiche deflazionistiche, disoccupazione e recessione. L'unico chiaro risultato è stato la completa restaurazione della classe possidente. 2

Note

  1. Vedi il saggio di William Blum sull'utilizzo della bomba atomica
  2. Per la discussione dei vari aspetti del Piano Marshall vedi, per esempio, Joyce & Gabriel Kolko, The Limits of Power: The World and US Foreign Policy 1945-1954 (1972), capitoli 13, 16, 17; Sallie Pisani, The CIA and the Marshall Plan (1991) passim; Frances Stoner Saunders, The Cultural Cold War: The CIA and the world of arts and letters (2000) passim