"Capitalismo e libertà" senza la maschera
4 ottobre 2007
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Quando il 16 novembre 2006 è morto l'economista Milton Friedman è finita un'epoca. E' seguito un torrente di elogi. Il Wall Street Journal si è addolorato della sua perdita con lo stesso tributo utilizzato con credulità quando Ronald Reagan morì dicendo "poche persone nella storia umana hanno contribuito di più alla realizzazione della libertà umana". L'economista ed ex Segretario al Tesoro Lawrence Summers lo ha chiamato un eroe ed "Il grande liberatore" in un editoriale sul New York Times; il Financial Times britannico lo ha chiamato "l'ultimo dei grandi economisti"; Terence Corcoran, direttore del Canada's National Post, ha compianto la perdita da parte dei "liberi mercati" del "loro ultimo leone" e la rivista Business Week rilevava la "Morte di un gigante" e ha lodato la sua dottrina che "la miglior cosa che il governo possa fare è dotare l'economia della moneta della quale ha bisogno e stare da parte". Raramente così tanto plauso era stato espresso per qualcuno così immeritevole alla luce del disastro umano che la sua eredità ha lasciato disseminato dovunque. Riteneva che l'unica funzione del governo sia "proteggere la nostra libertà da entrambe i nemici (all'esterno)... e dai nostri concittadini". Esso deve "preservare la legge e l'ordine (come pure) far rispettare gli accordi privati, (salvaguardare la proprietà privata e) favorire mercati competitivi". Tutto il resto in mani pubbliche è socialismo, che per i fondamentalisti del mercato a ruota libera come Friedman è sacrilegio. Ha detto che i mercati operano meglio liberati dalle catene di norme, regolamenti, tasse onerose, barriere commerciali, "interessi radicati" ed interferenza umana ed il miglior governo è praticamente affatto nessuno dal momento che qualsiasi cosa possa fare l'attività privata lo fa meglio. La democrazia ed un governo di, da e per il popolo? Dimenticatelo. Predicava che le ricchezze pubbliche dovrebbero essere in mani private, l'accumulazione di profitti senza freni, le tasse alle imprese abolite ed i servizi sociali ridotti o terminati. Riteneva che "la libertà economica è un fine a se stessa....ed un mezzo indispensabile verso (per raggiungere) la libertà politica". Pensava che le leggi dello stato richiedenti che certe occupazioni debbano essere autorizzate (come i medici) una limitazione della libertà. Si opponeva agli aiuti all'estero, ai sussidi, alle quote ed alle tariffe di importazione come pure alle leggi sulla droga che chiamava una sovvenzione al crimine organizzato (il quale lo è, come anche per la CIA e per le banche internazionali che guadagnano miliardi di dollari dal riciclaggio del denaro sporco) ed aggiungeva che "non abbiamo nessun diritto di utilizzare la forza....per impedire (a qualcuno) di commettere suicidio....bere alcool o prendere droghe", mentre non diceva nulla sulle principali banche e la CIA che fanno coppia per i profitto con i signori della droga. Ha favorito un emendamento costituzionale che richiede al Congresso un bilancio in pareggio perché i deficit "incoraggiano l'irresponsabilità politica". Affermava che le tasse erano onerose ed "era a favore di tagliarle in ogni circostanza e per ogni scusa, per ogni ragione, quando è possibile...." e renderne le corporations completamente esenti. Si opponeva al salario minimo, sosteneva una imposta proporzionale che favorisce i ricchi e credeva che tutti dovrebbero acquistarsi la propria assicurazione sanitaria come ogni altro prodotto o servizio. Non potete permettervelo? Tanto peggio. Vi ammalate? Lasciate che il mercato vi guarisca. Si opponeva all'istruzione pubblica, sosteneva i buoni scuola per quelle gestite da privati e riteneva che la competizione di mercato migliori il risultato anche se l'ammontare dei buoni è inadeguato e vadano principalmente a scuole che enfatizzano l'istruzione o la preparazione religiosa. Inoltre, le prove dimostrano che la qualità dell'insegnamento ne risente nelle scuole profit eccetto che in quelle elitarie. La maggior parte delle altre sollecitano il taglio delle spese e meno servizi per maggiori ricavi. Ignorava il fatto che le scuole fondamentaliste cristiane danneggiano la democrazia e violano la separazione costituzionale tra chiesa e stato. Minacciano pure il futuro dell'istruzione pubblica che è stata il basamento dell'istruzione primaria e secondaria per tutta la nostra storia fino a che Friedman per la prima volta negli anni '80 proponesse i buoni come uno dei nuclei dei suoi obiettivi di libera scelta. Era un rumoroso oppositore dei sindacati, affermava che erano "di poca importanza (storicamente nell'avanzamento) per i diritti e le conquiste dei lavoratori negli Stati Uniti" ed ignorava la chiara prova del contrario malgrado funzionari sindacali corrotti che avrebbero potuto e dovuto fare di più per i membri ed ancora non fanno. Affermava pure che "i vantaggi che sindacati forti conquistano per i loro membri sono principalmente a spese di altri lavoratori e credere altrimenti è fonte fondamentale di malinteso". Per lui tutto si riduceva ad offerta e domanda - "più alto il prezzo di qualsiasi cosa, meno...gente...acquisterà". Sembra logico, fino agli esempi che dava: "Rendete il lavoro di qualsiasi genere più costoso ed il numero dei posti di lavoro di quel tipo sarà minore. Rendete più costosi i carpentieri e meno case....saranno costruite (e quelle che lo saranno) utilizzeranno materiali e metodi che richiedono meno carpenteria. Alzate i salari dei piloti di linea e vi saranno meno posti di lavoro per loro perché i viaggi aerei costeranno di più e meno gente volerà". La sostanza per Friedman - alti salari sindacali nocciono a tutti, compresi i membri del sindacato. Rendono i prodotti di consumo ed i servizi più costosi, riteneva, nonostante la legge fondamentale dei prezzi che ogni dirigente di marketing conosce ma che Friedman ignorava. Sarà fatto pagare ciò che il mercato sopporterà, niente di più o di meno, a parte i costi, i prezzi riflettono ciò che i compratori pagheranno, niente di più. Friedman si opponeva anche alla Sicurezza Sociale gestita dal governo che chiamò "Il più grande schema Ponzi sulla terra" in un articolo con quel titolo. Descrisse l'attuale sistema come "Una scellerata combinazione di due elementi: una imposta proporzionale sui guadagni fino ad un massimo con nessuna esenzione ed un programma di benefici che premia sussidi che non hanno....nessuna relazione al bisogno (dimenticare è il nostro programma di riduzione della povertà più riuscito) ma sono basati su (criteri come) lo stato coniugale, la longevità e gli ultimi guadagni". La voleva privatizzata, aborriva la "tirannia dello status quo" e concordava con Barry Goldwater che deve essere volontaria, il che, naturalmente, la ucciderebbe. Aggiungeva che è "difficile giustificare di ordinare al 100% del popolo di adottare una camicia di forza imposta dal governo per evitare di incoraggiare alcuni (di fatto molti milioni) 'individui a più basso reddito deliberatamente a non fare nessun preparativo per la loro vecchiaia (anche se la maggior parte non può), sapendo che riceveranno un ammontare verificato'". Rivolgendosi solamente a pensionati idonei, ignorava milioni di altri che ricevono i benefici della Sicurezza Sociale. Questi comprendono i lavoratori disabili e le mogli ed i figli di lavoratori deceduti, ritirati o disabili. Comprendono attorno al 37% di tutti i destinatari, sono esclusi dal calcolo di Friedman e con un sistema privatizzato non riceverebbero niente. Per Friedman, noi siamo soli, "liberi di scegliere", ma disugualmente confrontati da giganti corporativi e dai privilegiati con i loro vantaggi. Il resto di noi è disugualmente dotato e governato dal principio "Ad ognuno secondo quanto egli ed i suoi strumenti producono", in un mondo selvaggio dove la libertà economica batte tutte le altre cose. Questo era proprio dal manifesto del laissez-faire di Friedman del 1962 "Capitalismo e libertà", che è lungo sul trionfalismo del libero mercato ma vuoto sui suoi effetti sulle persone reali. Si opponeva al socialismo o a qualsiasi democrazia interferente con il mercato, società egualitaria, governo che fornisse i servizi essenziali, lavoratori liberi dai padroni, cittadini dalla dittatura e paesi dal colonialismo. Invece, promosse in modo perverso la libertà economica come la cosa più importante, il governo ristretto e fare profitti come l'essenza della democrazia. Sosteneva i liberi mercati senza impedimenti con il dibattito politico confinato a questioni minori non collegate alla distribuzione di beni e servizi che voleva lasciata al mercato a ruota libera. Questo era il migliore di tutti i mondi possibili per Friedman con le persone in esso non diverse da merci eliminabili e governi non obbligati ad adempiere alla loro minima funzione ordinata dalla Costituzione, come dichiarato nel Preambolo e nell'Articolo I, Sezione 8. Dice che "Il Congresso avrà il potere di....provvedere....al benessere generale degli Stati Uniti" - la cosiddetta clausola del welfare che Friedman riteneva essere in conflitto con "capitalismo e libertà" e la nostra "libertà di scelta" che per lui si collocavano sopra la legge del paese. La scuola del pensiero alla Facoltà di Economia dell'Università di Chicago Friedman crebbe a New York, ottenne il suo BA alla Rutgers, un MA all'Università di Chicago ed il dottorato alla Columbia. Incredibilmente, all'inizio era un keynesiano, ma gli insegnamenti di Friedrich Hayek lo trasformarono in un fondamentalista del libero mercato che sarebbe diventato ciò che l'Economist chiamava "il più influente economista della seconda metà del 20° secolo e forse di tutto lo stesso". Nel 1946 ritornò alla Facoltà di Economia dell'Università di Chicago e divenne il suo capo carismatico con la missione di rivoluzionare la sua professione ed il mondo. Al suo nucleo la dottrina era semplice - il libero mercato senza impedimenti capitalismo puro funziona meglio e Friedman ed i suoi colleghi si prefissero di provarlo scientificamente in una serie di equazioni matematiche e modelli al computer che svilupparono. Promettevano che, lasciati a se stessi, i mercati sono magici. Forniscono il giusto ammontare di prodotti e servizi, ai giusti prezzi, con il giusto numero di lavoratori che guadagnano il giusto ammontare di salari per acquistare ciò che viene prodotto. In breve, un vantaggio per tutti....il paradiso. Vi era solamente un problema. E' scienza voodoo, matematicamente sembra valida e non funziona. Friedman ed suoi "Chicago Boys, comunque, ritenevano che funzionasse ma che occorresse uno "stato della Scuola di Chicago" per provarlo. Ne ottenne molti, li chiamò modelli della magia del libero mercato e giustificò la repressione ritenendo che il fine giustifichi i mezzi e che la libera scelta offrisse "più spazio per l'iniziativa individuale....una sfera privata di vita ed una maggiore possibilità (i regimi autoritari che sosteneva lo avrebbero alla fine reso possibile) di ritornare ad una società democratica". Contrastava i suoi critici affermando che "la libertà economica è un requisito essenziale per la libertà politica" e che la sofferenza della transizione valeva la pena perché il paradiso di libero mercato che prometteva sarebbe emerso. Lui ed il suo mentore, Friedrich Hayek, chiamavano la socialdemocrazia, il collettivismo, il socialismo e l'economia dello stato del welfare la "strada per la servitù" che produce "schiavitù e miseria" e "coercizione anziché libertà". Erano pure sciocchezze, ma chi poteva discutere di fronte all'enorme appoggio delle grandi imprese, agli abbondanti finanziamenti ed ai media dominanti a rimorchio che chiamavano il fondamentalismo del mercato la nuova ortodossia e la repressione libertà. Sul terreno era diverso. Il record del fondamentalismo della Scuola di Chicago è il disastro umano che ha lasciato dovunque. Il costo umano del fondamentalismo della Scuola di Chicago In tutte le nazioni che l'ideologia di Friedman ha raggiunto ha portato sofferenza, ma non sono stati i benestanti che hanno sofferto, soltanto i comuni lavoratori bersagliati per il profitto all'inseguimento della "libertà economica". All'inizio, il suo dogma veniva considerato stravagante, ai margini dell'economia tradizionale ed in disaccordo con l'età d'oro del capitalismo post-bellico keynesiano. Questo durò fino agli anni '70, quando la recessione, la stagflazione e l'alta disoccupazione cambiarono tutto. L'economia keynesiana venne ingiustamente accusata e Friedman ottenne la sua opportunità di provare che l'intervanto del governo è il problema e che i liberi mercati senza impedimenti la soluzione. Erano pure stupidaggini e scientifico quasi come l'alchimia, ma nel passato la gente pensava che funzionasse finché finalmente comprese che non si poteva cavare l'oro da metalli inferiori. La prima cavia in Cile Il Cile sotto Augusto Pinochet divenne la prima cavia di Friedman per dimostrare ciò che oggi sappiamo sono chiacchiere. I risultati furono disastrosi e fino ad oggi i cileni non si sono ripresi dal colpo di stato dell'11 settembre 1973 e sue conseguenze che pose fine alla più vibrante democrazia delle Americhe ed introdusse la stregoneria di Friedman. Il libro di gioco prometteva il paradiso ma consegnò la "Carovana della morte" della giunta, iperinflazione, la contrazione dell'economia del 15%, il taglio dei salari, la disoccupazione al 20%, il sindacalismo distrutto, i servizi sociali sventrati, grave povertà, fabbriche spettrali ed infrastrutture in putrefazione, corruzione ed amicizie intime fuori controllo, un massiccio trasferimento di risorse pubbliche in mani private e militari e polizia segreta repressivi che prendevano di mira i dissidenti con la detenzione, la tortura e la morte. Per i cileni era l'inferno ma nirvana per i privilegiati e gli investitori stranieri che raccoglievano grandi profitti dalle masse dalle quali li traevano. Era appena l'inizio del "trattamento schock" stile Friedman in movimento verso il bersaglio successivo. Uno dei molti fu la Bolivia con risultati prevedibili ed un impenitente Friedman. Le sovvenzioni alimentari furono terminate, i servizi sociali svuotati, i controlli dei prezzi abiliti, i salari congelati, i prezzi del petrolio aumentarono del 300%, imposti ampi tagli alla spesa governativa, permesse importazioni senza limitazioni e ridimensionate le società statali al costo di centinaia di migliaia di posti di lavoro prima di privatizzarle. Vi fu dell'altro. I salari reali calarono del 40%, la povertà salì alle stelle, ma l'elite privilegiata diventò ricca. La rabbia popolare crebbe con la repressione come antidoto. I carri armati avanzarono nelle strade contro i lavoratori in sciopero e la polizia si diresse contro i dissidenti in sale sindacali, una università e fabbriche. La "Libertà" per Friedman per i boliviani era l'inferno. Presto sarebbe andata peggio. La tragedia della Russia post-comunista La caduta del Muro di Berlino avrebbe dovuto essere un trionfo ma invece per il popolo russo fu una tragedia. Mikhail Gorbachev arrivò al potere nel marzo del 1985 con in mente il cambiamento politico e sociale ma non rimase in giro abbastanza a lungo per guidarlo. Ha liberalizzato il paese, introdotto le elezioni e favorito una socialdemocrazia di stile scandinavo combinando il capitalismo di libero mercato con una forte rete di protezioni di sicurezza sociale. Concepì "un faro socialista per tutta l'umanità", una società ugualitaria, ma non ebbe mai la possibilità di costruirla. Quando l'Unione Sovietica si dissolse, era fuori, Boris Yeltsin divenne presidente della Russia, sosteneva uno stato corporativistico ed adottò la "terapia schock" fondamentalista della Scuola di Chicago mascherandola da "riforme". I suoi ex apparatchiks incassarono alla grande assieme ad una nuova classe di "nouveaux billionaires" (chiamata "gli oligarchi") che portarono via la ricchezza del paese e la imbarcarono per paradisi fiscali offshore. Per il popolo russo è stata un'altra storia. Non sapevano che ciò che li colpì era uno dei maggiori crimini mai compiuti da un governo contro il suo popolo che ancora oggi ne sono schiacciati. Il pedaggio fu devastante e pandemico: -- 80% dei contadini russi falliti; -- circa 70.000 aziende statali chiuse provocando una epidemia di disoccupazione; -- 74 milioni di russi (metà della popolazione) impoveriti; per 37 milioni di loro le condizioni erano disperate e la sottoclasse del paese rimane permanente; -- l'alcool, gli antidolorifici e la droga pesante usati salirono alle stelle e lo HIV/AIDS minaccia di diventare epidemico con un incremento di 20 volte delle infezioni dal 1995; anche i suicidi crebbero come pure il crimine violento più che quadruplicato; e -- la popolazione della Russia sta declinando di circa 700.000 all'anno; il capitalismo senza freni ne ha già ammazzato il 10%; è un'impressionante condanna dell'ortodossia della Scuola di Chicago e l'uomo che trionfalmente la divulgò nel nome della libertà è falso, feroce e mortale. La maledizione del capitalismo predatore in Sud Africa Come in Russia, la possibilità di un cambiamento progressivo divenne tragedia sotto le politiche neoliberiste del Consensus di Washington molto peggiori della repressione dell'apartheid. Nelson Mandela promise di appoggiare il programma di riequilibrio economico per i neri e sembrava tenersi pronto a guidarlo quando i candidati dell'ANC dilagarono nelle elezioni del 1994 ed egli divenne presidente. Invece, il potere politico arrivò a spese della capitolazione economica. Il precedente governo razzista bianco e gli industriali misero al sicuro la loro ricchezza ed i loro privilegi mantenendo immutato il capitalismo senza impedimenti in base a dure regole di medicina shock. Fu imperdonabile per un uomo come Mandela con il carisma ed il capitale politico sufficienti per poterlo impedire. Invece scelse di non farlo e respinse le successive critiche dicendo che "....per questo paese, la privatizzazione è la politica fondamentale". Il pedaggio per il suo popolo è stato spaventoso: -- doppio il numero di persone che vivono in disperata povertà con meno di 1 dollaro USA al giorno, da due a quattro milioni; -- il tasso di disoccupazione raddoppiò al 48% nel periodo 1991 - 2002; -- due milioni di sudafricani hanno perso la loro casa mentre il governo ne ha costruito solamente altre 1,8 milioni; -- quasi un milione di sudafricani sfrattati dalle fattorie nel primo decennio di governo dell'ANC; come risultato, la popolazione dei baraccati crebbe del 50% e, nel 2006, il 25% dei sudafricani vi viveva senza né acqua corrente né elettricità; -- il tasso di infezione da HIV/AIDS a circa il 20% ed il governo dell'ANC nega la sua gravità e fa poco per attenuarlo; è una ragione principale del perché l'aspettativa media di vita nel paese è declinata di 13 anni dal 1990; -- il 40% delle scuole senza elettricità; -- il 25% delle persone senza alcun accesso all'acqua potabile e la maggior parte con essa non può permettersene il costo; -- il 60% della gente con igiene insufficiente ed il 40% senza telefono. La libertà per i neri sudafricani è arrivata ad un alto prezzo con il conferimento del potere politico barattato per l'apartheid economico e nessun aiuto in vista per i milioni di interessati. E' un'altra prova del fallimento dell'economia della Scuola di Chicago e del disastro umano che lascia dovunque. La repressione del libero mercato a Haiti Gli haitiani hanno goduto di un breve intervallo di libertà negli anni '90 fino al 2004 sotto Jean-Bertrand Aristide e Rene Preval al suo primo mandato. Prima gli haitiani erano stati liberi solamente una volta quando la prima repubblica nera fu costituita il 1° gennaio 1804, ma essa non durò. La libertà è andata perduta nuovamente per uno dei popoli oppressi più a lungo in qualsiasi luogo. Terminò il 29 febbraio 2004, quando i marines USA rapirono Aristide, con un infame colpo di stato nel mezzo della notte e contro la sua volontà lo portarono nella Repubblica del Centro Africa. Haiti è piccola, attorno a tre volte la grandezza di Los Angeles, con una popolazione attorno agli otto milioni. Ha un poco di petrolio, gas naturale ed altre ricchezze minerarie, ma il suo valore principale è la risorsa umana che i giganti aziendali vogliono come un paradiso della manodopera a buon mercato offshore per il "Prezzi sempre bassi" della Wal-Mart. Sotto il presidente Aristide e Preval al suo primo mandato in carica, furono raggiunte impressionanti conquiste sociali, ma sono ora perdute come conseguenza del colpo di stato del 2004. Haiti è ancora una volta un paradiso del libero mercato con la libertà sacrificata (nonostante un presidente eletto) e delle vere riforme sventrate per il popolo più povero dell'emisfero: -- migliaia di lavoratori del settore pubblico sono stati licenziati; -- molte altre migliaia uccisi, imprigionati, scomparsi o costretti a nascondersi; -- molte migliaia di piccole imprese bruciate e distrutte come pure le case di un grande numero di poveri; -- la disoccupazione e la sottoccupazione dilaganti con fino a due terzi dei lavoratori senza impieghi sicuri; la distruzione dell'economia rurale del paese un enorme problema con poveri dislocati che migrano nelle aree urbane per non trovare nessun lavoro; -- la più bassa occupazione nel settore pubblico nella regione, a meno dello 0,7%; -- l'istruzione e l'assistenza sanitaria fortemente deteriorate e fornite principalmente da ONG, incluse quelle ecclesiastiche; -- l'aspettativa di vita a soli 53 anni; i tassi di morte e di mortalità infantile i più alti dell'emisfero occidentale; -- la Banca Mondiale colloca il paese in fondo alle sue classifiche per i suoi inadeguati sistemi igienici, povera nutrizione, alta malnutrizione e servizi sanitari insufficienti; -- il paese è il più povero dell'emisfero con l'80% della sua popolazione che vive sotto il livello di povertà; è anche il meno sviluppato per la mancanza di infrastrutture, grave deforestazione e forte erosione del suolo; -- metà della sua popolazione è a "cibo incerto" e metà di tutti i bambini mingherlini per la malnutrizione; -- meno di metà della popolazione con accesso all'acqua potabile; -- il paese si classifica ultimo nell'emisfero nella spesa per l'assistenza sanitaria con solamente 25 medici e 11 infermiere ogni 100.000 abitanti e la maggior parte delle aree rurali non ha nessun accesso all'assistenza sanitaria; -- la più alta incidenza di HIV/AIDS fuori dell'Africa; -- la Banca Mondiale stima il reddito pro capite di Haiti sotto 450 dollari USA; il salario prevalente nelle aziende che sfruttano la manodopera è attorno a 11 - 12 centesimi l'ora; il salario minimo ufficiale è di circa 1,70 dollari al giorno (con la maggior parte degli haitiani che prendono meno) senza nessun beneficio ed aiuto inadeguato da parte di sindacati deboli; -- la ristrutturazione e le privatizzazioni, come quella progettata per la società delle telecomunicazioni statale, Teleco, costano migliaia di posti di lavoro a causa dei tagli di spesa; -- la repressione dei diritti umani è grave sotto l'occupazione dei paramilitari ONU della MINUSTAH mascherati da peacekeepers; furono mandati illegalmente per la prima volta per appoggiare e far rispettare un colpo di stato contro un presidente democraticamente eletto; omicidi politici, rapimenti, sparizioni, tortura ed arresti illegali ed incarcerazioni sono forme comuni di repressione così la vera democrazia haitiana non possa emergere sotto il suo presidente eletto, Rene Preval, al suo secondo mandato; è impotente contro la potenza del saccheggio orchestrato dagli USA in base alle regole fondamentaliste della Scuola di Chicago. Un'altra eredità di fallimento di Friedman, questa vicino a casa. La distruzione fondamentalista di libero mercato in Afghanistan L'11 settembre cancellò il mondo consueto, creò disorientamento di massa e regressione e rese possibile qualsiasi cosa sotto lo shock collettivo che non tardò molto a spiegarsi. La "guerra al terrore" fu lanciata in un clima di paura con l'Afghanistan preso di mira per primo. Essa inaugurò un coraggioso nuovo mondo post 11/9. Il suo orrore continua. La guerra infuria, la sua ferocia intensa e nessuna fine è in vista per un popolo ed una nazione che il giornalista John Pilger descrive come esser stato "più maltrattato e punito (con meno aiuto di ogni altro) nella memoria vivente". La guerra e la conquista erano state pianificate ben in anticipo, con l'11/9 come pretesto per lanciarle. Era parte di un grande piano strategico per controllare le vaste riserve di petrolio e di gas dell'Asia centrale, quindi muoversi verso il grande bottino in Medio Oriente con l'Iraq come suo epicentro. Iniziò il 7 ottobre 2001, continua e si è ora intensificata con un costo enorme per il popolo afgano che è stato straziato da guerra infinita e disordine interno per oltre due decenni. Il costo è orribile e crescente: -- metà della popolazione disoccupata con nessun miglioramento in vista né alcuno è pianificato in base alle regole di mercato fondamentaliste; -- metà della popolazione guadagna attorno a 200 dollari l'anni con quelli nel traffico d'oppio in forte espansione che fanno leggermente meglio; -- la povertà è aumentata vertiginosamente dopo l'invasione, un quarto o più della popolazione necessita di aiuti alimentari ed i rischi di carestia regionali rimangono; -- l'aspettativa di vita è una delle più basse al mondo a 44,5 anni; -- la mortalità infantile è la più alta al mondo a 161 ogni mille nascite; -- un quinto dei bambini muore prima dei cinque anni; -- una donna afgana muore di parto ogni 30 minuti; -- nella sola Kabul sono stimati 500.000 senza tetto, incluse le persone che vivono in edifici crollati ed insicuri; -- solamente un quarto della popolazione ha accesso all'acqua potabile ed igiene adeguata; -- soltanto un medico è disponibile ogni 6.0000 persone ed una infermiera ogni 2.500; -- 100 o più persone vengono uccise o ferite ogni mese da mine inesplose e la crescente violenza ne uccide molte di più; -- i bambini sono rapiti, venduti come schiavi o uccisi per i loro organi che fruttano alti prezzi nel "libero mercato" dove tutto è in vendita, incluse le parti del corpo; -- meno del 6% degli afgani ha l'elettricità, disponibile soltanto sporadicamente; -- il tasso di analfabetismo femminile è circa il 19%, per loro le condizioni sono molto dure, sono costrette a mendicare per le strade o a prostituirsi per sopravvivere; molte devono restare con il velo; -- le scuole vengono bruciate e gli insegnanti decapitati di fronte ai loro studenti; -- i servizi essenziali non esistono e quelli indispensabili come scuole, cliniche ed ospedali sono in pessime condizioni senza nessun aiuto fornito per migliorarli dal momento che tutto funziona per il profitto; -- come in Iraq, le forze di occupazione operano al di fuori della legge con impunità, che comprende l'utilizzo indiscriminato della forza, gli arresti arbitrari, le detenzioni indefinite ed il libero uso dei più duri tipi di tortura, non riportato dai media mainstream; -- sotto l'occupazione militare, la democrazia nel paese è pura fantasia; il presidente fantoccio è una caricatura di un uomo ed un volontario burattino degli USA senza nessun sostegno o mandato al di fuori da Kabul; -- l'illegalità è dilagante, la guerra infuria, la violenza è in aumento, il raccolto ed il traffico di droga incontrollati, la corruzione massiccia, la legge della Sharia ripristinata e complessivamente la vita è insopportabile in questo paradiso fondamentalista del libero mercato. L'epicentro della "guerra al terrore" in Iraq per la "libertà" fondamentalista del mercato L'Iraq ha la sventura di trovarsi al cuore del Medio Oriente ricco di petrolio, dove sono situati i due terzi delle riserve provate ed il maggiore ammontare potenziale di esse non sfruttate per mancanza di sviluppo. Il suo potenziale rimase congelato nel tempo come risultato di guerre succedutesi dal 1980, sanzioni economiche fino al 2003 ed ora occupazione e conflitto per la più ricercata proprietà fondiaria sulla terra e non ci vuole molto a capire perché è stato preso di mira. Al suo nocciolo, il piano era semplice - un nuovo audace esperimento per cancellare una nazione e crearne una nuova con una invasione, occupazione e ricostruzione per saccheggio. Avrebbe trasformato la nazione in un paradiso del libero mercato completamente privatizzato con fondi pubblici assegnati in bianco per il profitto ma nessuno per gli iracheni per i bisogni essenziali, un'economia sostenibile o infrastrutture locali cruciali. Il record del capitalismo senza impedimenti è coerente. Lascia dovunque in Iraq il disastro umano di massa. In Iraq, ha trasformato un nuovo audace esperimento in un orrendo disastro: -- un inferno di violenza incontrollata per tutto il paese con i nuovi dati della società indipendente di sondaggi britannica O.R.B. che stima più di 1,2 milioni di morti iracheni dal marzo del 2003 oltre a circa 1,5 milioni di morti della guerra del Golfo e delle sanzioni economiche in vigore fino alla guerra attuale; il vero costo potrebbe essere anche più alto con enormi numeri non conteggiati delle morti violente e non violente giornaliere che una stima di Gideon Polya considera a 3,9 milioni dal 1990 ad oggi, nessuno lo sa per certo; -- il Comitato Internazionale di Soccorso e l'UNHCR stimano 4 milioni di iracheni sfollati, compresi quelli all'interno, con altri 40.000 iracheni che fuggono ogni mese dalle loro case; queste cifre potrebbero essere prudenti con i veri numeri molto più alti; -- un quasi totale collasso dei servizi essenziali come elettricità, acqua potabile, igiene, assistenza medica, istruzione, sicurezza e cibo per molti; -- disoccupazione di massa e povertà estrema in quella che una volta è stata "la culla della civiltà", ora cancellata per il profitto; -- un totale disastro umanitario di proporzioni epiche che continua a peggiorare con un rapporto di luglio della Oxfam International e della rete di organizzazioni di assistenza NCCI di altre sgradevoli scoperte: -- otto milioni di iracheni necessitano di aiuti di emergenza - un terzo della popolazione; -- quattro milioni senza cibo sufficiente; -- 70% degli iracheni senza nessun adeguato approvvigionamento idrico; -- l'80% manca di igiene adeguata; -- 28% dei bambini malnutrito; -- nascite di bambini sottopeso triplicate; -- 92% di bambini iracheni con problemi di apprendimento a causa della paura; e -- un esodo di massa di attorno all'80% di medici, infermiere, personale insegnante in scuole ed ospedali ed altri professionisti dei quali vi è assoluto bisogno. In aggiunta, la locale industria irachena è crollata, il rapimento per la taglia è una industria in crescita, il paese è una terra desolata, il progetto di creazione di nazione fallito ed oggi l'Iraq assomiglia in modo particolare all'inferno più che alla "culla della civiltà". L'Iraq più di tutte le altre nazioni oggi è una mostruosa testimonianza del mito della magia del libero mercato, ma è persino peggiore di quello. Esso dimostra che la Friedmanomics è un crimine contro l'umanità e l'uomo che la guidava un imbroglione vincitore di premio Nobel la cui eredità è un fallimento. Il suo record in tempo reale è così orrendo che non è reso noto dai media mainstream per tenerlo segreto. Esso è infinite guerre all'estero, stragi e distruzione, detenzioni e torture, disprezzo per il diritto internazionale e totale noncuranza per i diritti umani e la giustizia sociale dovunque. All'interno, è maligno esattamente quasi come la guerra aperta: -- la democrazia è una fantasia nello stato corporativistico che pone i profitti sopra il popolo; -- il complesso carcerario-industriale è una industria in crescita; -- la decomposizione sociale è in aumento come pure il vero bisogno umano; -- la giustizia sociale, i diritti civili ed i diritti umani sono dei fallimenti; -- esiste una disparità di ricchezza senza precedenti in una rigida società di classe con povertà crescente nel paese più ricco del mondo che è anche il meno attento al sociale; -- il governo è il più segreto, invadente e repressivo della nostra storia; -- lo stato diritto è nullo; -- una fogna di corruzione incontrollata predomina senza nessuna responsabilità; -- esiste di fatto uno stato del partito unico senza nessuna restrizione o separazione dei poteri ed un presidente che pretende poteri da "esecutivo unitario" per fare come gli piace e lo fa con impunità; -- suppression of all dissenting ideas and thoughts; -- un complesso militare industriale fuori controllo intenzionato al dominio mondiale; e -- dei media mainstream usati come guardiani di polizia del controllo nazionale del pensiero che glorificano le guerre, corrompono la democrazia e sostengono la conquista imperiale e la repressione. Questa è l'eredità dell'uomo che l'Economist ha chiamato "il più influente economista della seconda metà del 20° secolo (e) forse di tutto lo stesso". Una volta unto, ben finanziato e coltivato, non poteva mai ammettere di avere torto o chiedere scusa ai milioni di vittime che provavano che la sua ideologia erano sciocchezze. Mai così tanti hanno sofferto così tanto per rivelare le chiacchiere di un uomo e del movimento che guidò fino alla morte. Questo è il lato oscuro di "capitalismo e libertà" senza la maschera che il suo diluvio di panegirici ha trascurato. Stephen Lendman vive Chicago e si può contattare a lendmanstephen@sjlendman.blogspot.com . Visitate anche il suo blog a sjlendman.blogspot.com ed ascoltate la The Steve Lendman News and Information Hour su WWW.TheMicroEffect.com questo sabato alle 12 US central time ma che sarà spostata al lunedì alla stessa ora dall'8 ottobre.
© Copyright Stephen Lendman, Global Research, 2007
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