SocialistWorkeronline

A REVOLUTIONARY ANTI-CAPITALIST PAPER IN BRITAIN

 

 

Edizione: 2276 data: 5 novembre 2011Features
postato: 7.35pm Mar 1° Nov 2011

Il costo del capitale finanziario

Molti credono che il capitalismo possa essere imbrigliato se solo il settore finanziario fosse portato sotto controllo. Ma Dave Sewell sostiene che i problemi del sistema capitalista vanno molto più in profondo

 

25 anni fa la scorsa settimana il primo ministro conservatore Margaret Thatcher ha deregolamentato la borsa valori di Londrain un giorno intitolato con pretensiosità il “Big Bang”. La speculazione di mercato è esplosa.

Questa è stata soltanto una delle pietre miliari nella rapida espansione del settore finanziario. Oggi la cosiddetta "economia reale" è resa insignificante da mercati caotici di azioni, obbligazioni e derivati.

Hedge funds, banche e società d'investimento scambiano "strumenti" finanziari sempre più complessi.

Nel 2007 questi mercati hanno iniziato ad implodere, innescando l'attuale crisi economica.

Oggi vi è il dibattito su come i banchieri siano diventati così potentie su come i mercati finanziari si mettono in relazione con il resto dell'economia.

Vi è ampio accordo che il sistema finanziario sia "fuori controllo".

Anche Vince Cable, il ministro dell'economia del governo di coalizione, vuole che il settore sia regolamentato meglio.

Ma i difensori del capitalismo hanno anche cercato di limitare la ricaduta dalla crisi presentando la finanza come separata dal resto dell'economia.

Barack Obama ha preteso di essere un candidato presidenziale per “Main Street, non Wall Street”.

Il leader del Partito Laburista Ed Miliband ha cercato di distinguere tra imprese "predatorie" e "produttive".

Nei circoli più radicali vi sono richieste per una “Tobin tax” o di una “Robin Hood tax”  sulle transazioni finanziarie.

Le domande di valute alternative e complementari stanno raggiungendo un pubblico più vastocome lo stanno facendo idee più utopiche come la tecnocratica "economia basata sulle risorse" del Progetto Venus.

Molte persone guardano indietro ad un tempo prima che la finanza "assumesse la direzione" del capitalismoma vi è poco consenso su quando ciò abbia avuto luogo.

Deregolamentazione

Cosa ha cambiato il sistema? E' stata la deregolamentazione della borsa valori negli anni '80? Il crollo dell'accordo di Bretton Woods nel 1971? O forse la fine del “gold standard” nel 1931?

Di fatto il caos nel settore finanziario si estende indietro molto più lontano di ognuna di queste date. Un panico alla borsa valori di Vienna nel 1873 lanciò due decenni della "Lunga Depressione".

L'uso della parola "bolla" per descrivere la dinamica di espansioni e crolli finanziari risale alla frenetica speculazione degli inizi del '700.

Così per trovare le origini della finanza moderna, dobbiamo tornare alle origini del capitalismo stesso.

Mentre lo scambio capitalista si spandeva per tutta Europa, apparve la carta moneta—­inizialmente come ricevute redimibili per depositi d'oro.

Nel tempo diventò possibile per le persone ritirare ricevute per oro che non avevano, a condizione che le rimborsassero più tardi con gli interessi.

Questo sistema viene chiamato "riserva frazionaria bancaria", poiché la banca conserva soltanto una frazione in riserva del valore del denaro che mette in circolazione.

E come le prime borse valori, la riserva frazionaria bancaria è stata una risposta ai bisogni del capitalismo.

La crescita del capitalismo è sempre stata basata sulla sua capacità di creare un fiorente settore finanziario.

Tuttavia le banche, le borse valori e gli altri caroselli speculativi non creano nessuna ricchezza. Né la creano gli imprenditori ed i capitalisti di ventura che loro si avvicinano per dei fondi.

I creatori di ricchezza reale sono i lavoratoricoloro il cui lavoro in fattorie, fabbriche ed uffici produce i beni ed i servizi che i padroni vendono.

La finanza rende più semplice per i capitalisti mettere le mani su questa ricchezza.

Ma i profitti che accumula provengono dalla ricchezza generata altrove. La finanza è simultaneamente essenziale alla produzione capitalista e sulla stessa parassitaria.

Ciò causa problemi quando la dipendenza del sistema dalla finanza cresce.

Karl Marx sosteneva che questa crescente dipendenza era una caratteristica inevitabile del capitalismo nel complesso.

Ha dimostrato che mentre i singoli capitalisti possono veder salire i loro profitti, il rapporto globale profitti-investimenti nel tempo tende a scendere.

La competizione spinge giù i prezzi, così i capitalisti devono investire incessantemente in tecnologia più efficiente per portarsi avanti dei concorrenti.

Questo significa che spendono di più per pagare il costo dei loro investimenti e meno sull'impiego dei lavoratori che producono realmente valore.

La crisi si manifesta quando il capitalismo diventa sovraccaricato dei costi dei vecchi investimentiche Marx chiamava lavoro morto o "inorganico".

Oggi molte grandi imprese siedono su vasti forzieri di guerra di profitti accumulati, ma problemi strutturali nell'economia significano che non possono investirli proficuamente.

Distruttivo

In passato, crisi profonde e distruttive hanno portato via il capitale morto e liberato i capitalisti sopravvissuti per investire in nuovi mercati.

Ma nessun capitalista vuole essere quello che perde tutto per ottenere che il sistema funzioni di nuovo. Ed oggi, molte imprese sono così grandi che i governi temono che il loro crollo trascinerebbe giù interi settori dell'economia.

Per i capitalisti vi sono altri modi per rallentare il declino ed acquistarsi del tempo prima che la crisi colpisca.

Uno dei più ovvi è di spremere duramente i lavoratori in modo che una quota maggiore di ricchezza possa andare nei profitti dei capitalisti.

Ma questo è rischioso. I lavoratori potrebbero resistere o diventare così logori da non poter più svolgere il lavoro correttamente e con profitto.

Ciò è qualcosa in cui le banche possono aiutare. L'espansione delle carte di credito, dei mutui sub-prime e dei prestiti ha reso possibile trattenere i salari, svendere l'edilizia sociale e terminare le borse di studio agli studenti.

Le imprese hanno anche contato più direttamente sui prestiti e sulle attività finanziarie per compensare per la redditività declinante delle loro attività primarie.

Il produttore di automobili General Motors, per esempio, possiede GM Financial, braccio specialista di servizi finanziari del valore di $3,5 miliardi.

Per il 2007 l'ammontare dei debiti "tossici" basati su investimenti di dubbio valore era di gran lunga troppo per essere mai rimborsato. Questo ha dato l'avvio alla "stretta creditizia" ed alla conseguente crisi globale.

Ma questi debiti sono stati accumulati in risposta ai tentativi di mantenere la redditività del capitalismo nel complesso.

La finanziarizzazione neoliberista ha innescato la crisi. Ma la sua crescita era sempre stata un effetto, non una causa, dei sottostanti problemi che spingono il capitalismo alla crisi.

Riformisti

E' per questo che non possiamo sbarazzarci soltanto dei banchieri, molto meno "farli ritenere responsabili". Dobbiamo stracciare l'intero sistema capitalista fino alle radici.

I politici riformisti sostengono che la finanza è separata dalla produzione perché permette loro di promettere che possono risolvere la crisi senza abbattere il capitalismo.

Dei modelli economici alternativi possono essere attraenti. Ma senza la comprensione di come il sistema bancario sia scaturito dal capitalismo, quelli che li patrocinano mancano di una strategia coerente per provocare la loro utopia.

L'idea di un conflitto tra "capitalismo della finanza internazionale" ed un più produttivo capitalismo "nazionale" è stata utilizzata per incoraggiare a trovare dei capri espiatori razzisti. Il caso peggiore di questo è stato l'antisemitismo europeo.

Il problema con il capitalismo comincia nella sfera della produzionenei luoghi di lavoro dove creiamo ricchezza ed i padroni ce la sottraggono.

Soltanto allora possiamo capire il potenziale dei lavoratori per reclamare la ricchezza mettendo in discussione il sistema alla sua base.

Come dichiarò la rivoluzionaria Rosa Luxemburg durante la Rivoluzione Tedesca del 1918-9, "Dove le catene del capitalismo sono forgiate, la devono essere spezzate".


La finanza è vecchia quanto il capitalismo

La Royal Exchange che prefigurò la London Stock Exchange aprì nel 1571. Era una risposta alle richieste di una società in cambiamento.

I nuovi sistemi capitalisti dell'agricoltura e della fabbricazione sembravano trasformare il denaro in più denaro. I nuovi metodi di produzione promettevano un'espansione illimitataed una ricchezza illimitata per coloro in grado di sfruttare quel potenziale.

Finché potevano trovare denaro da investire nei locali e negli strumenti necessari, i capitalisti potevano sfruttare tanti lavoratori quanti ne volevano.

E potevano investire la ricchezza generata da quei lavoratori nell'espandere le loro imprese.

Il socialista rivoluzionario Karl Marx ha descritto questa spinta ad accumulare ed espandere come una delle "leggi di movimento" del capitalismo.

Una delle sue conseguenze è stata una sete costante di nuove risorse di finanziamento e di un nuovo tipo di sistema bancario che andava oltre il semplice prestito di denaro.

La borsa valori rispondeva ai bisogni degli aspiranti capitalisti che vedevano opportunità per fare un profitto.

Era un posto per raccogliere dei soldi per imprese rischiose vendendo azioni nei loro ipotetici profitti futuri.

Gli speculatori potevano allora profittare scambiando queste quote come aspettative che i profitti "reali" andassero su e giù.

Nel 1720 il South Sea Scheme vide un'iniziale crisi internazionale provocata dalla speculazione finanziaria.


© Socialist Worker (unless otherwise stated). You may republish if you include an active link to the original.