The journal of African American political thought and action
Nel 2016 la Cina diventerà il #1 economico: l'imperialismo USA è condannato
Martedì,
26/04/2011 - 18:13 — Glen Ford
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Commentario di Glen Ford a Black Agenda Radio Se l'egemonia americana si sbriciola, così deve l'imperialismo USA. Un rapporto dell'FMI predice che l'economia cinese supererà quella degli USA in appena cinque anni, basato sul valore dei beni e servizi prodotti. Dopo l'eclissi, tutto ciò che rimarrà del potere imperiale degli USA sono le sue spaventose forze armate – il potere di distruggere un mondo che non possono più dominare con altri mezzi. Nel 2016 la Cina diventerà il #1 economico: l'imperialismo USA è condannato Commentario di Glen Ford a Black Agenda Radio La fine dell'egemonia economica USA nel mondo è vicina – molto più vicina di quanto quasi chiunque abbia pensato. Niente meno che un'autorità quale il Fondo Monetario Internazionale dominato dagli USA annuncia che entro l'anno 2016 la Cina supererà gli Stati Uniti, quando misurato dal valore reale di quello che la gente guadagna e spende nelle loro economie domestiche. Viene chiamata "parità di potere d'acquisto" ed in base a questa misura – che è valida come qualsiasi altra – entro cinque anni l'economia della Cina crescerà più di quella degli USA, $19 trilioni paragonati a $18,8 trilioni. E da lì il divario continuerà ad aumentare. Immaginate: la maggior parte di noi oggi viventi vedrà uno spartiacque della civiltà moderna. Per o attorno all'anno 2016, a meno che accada qualcosa di totalmente imprevisto, gli Stati Uniti cadranno dal pinnacolo economico che occupano dagli ultimi anni 1890. In modo molto più importante, per l'imperialismo USA la campana avrà suonato, definitivamente. Questo è un argomento che è separato dalla questione della sopravvivenza continua del capitalismo come sistema sociale negli USA, o altrove sul pianeta. E' riguardante l'impero USA. Comunque si descriva il sistema cinese, non è il gemello dell'imperialismo USA, che ha mantenuto la sua supremazia attraverso la manipolazione fraudolenta dei mercati mondiali, la supremazia artificiale del dollaro USA e, in maniera più importante, la forza coercitiva delle sue forze armate – che sono tutti connessi. L'imperialismo USA cerca di intrappolare l'economia mondiale, di metterla al servizio del capitale finanziario, in gran parte con sede centrale a New York e Londra. Il sistema cinese è alimentato dalla produzione incessante di beni reali. Gli imperialisti USA ed europei, in certo un senso, hanno scavato le loro fosse decenni fa, quando hanno scommesso di potere in qualche modo mantenere la loro presa sul mondo, mentre trasferivano la produzione di beni reali, di prodotti veri, al sud e all'est del pianeta, attraverso la globalizzazione corporativa. Hanno metodicamente smantellato la capacità produttiva di quella che era stata la centrale elettrica del mondo, gli Stati Uniti, in cerca di costi del lavoro ancora più bassi in quello che eravamo abituati a chiamare il Terzo Mondo. La delocalizzazione della produzione reale ad est ed a sud ha significato più alti tassi di ritorno – profitti – sui dollari degli investitori. Detroit e Pittsburgh e Chicago sono appassite ed arrugginite via mentre Wall Street è diventata economicamente e politicamente onnipotente.
I cinesi non spendono nemmeno un quinto del bilancio bellico USA, ma presto avranno un'economia che sta lasciando nella polvere gli americani. Per alcuni a Wall Street ed al Pentagono, le notizie economiche sono un segnale per una massiccia azione militare preventiva, prima che crolli l'intero edificio imperiale. Queste sono persone che non possono concepire un mondo nel quale non siano in cima. Non andranno giù tranquillamente. Siamo, come dicono i cinesi, in "tempi interessanti". L'impero potrebbe scegliere di non uscire in un crepuscolo, ma in un inferno. Per Black Agenda
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