Lunedì 17 dicembre 2007

PUO' UNA DEMOCRAZIA ESSERE RAZZISTA?

 

PUO' UNA DEMOCRAZIA ESSERE RAZZISTA?

Un editoriale di DesertPeace

 

Sessanta anni che viene negato l'accesso a certi aspetti della società o che si viene trattati senza piena dignità è diventato un modo di vivere per una parte intera della popolazione. L'atteggiamento di 'non ci possiamo fare niente' non è prevalente tra la maggioranza, ma esiste.

L'accettazione di questa ingiustizia è tanto sbagliata quanto il problema stesso. E' resa manifesta più visibilmente attraverso la registrazione razziale praticata in Israele, ancora, più visibilmente nei luoghi pubblici dove vengono eseguiti controlli di sicurezza. Le persone che entrano nei centri commerciali sono controllate in cerca di munizioni o di qualsiasi altra cosa discutibile.

La stessa procedura è eseguita nella maggior parte dei luoghi pubblici, come teatri, ristoranti e specialmente negli aeroporti. Eccellente.....MA.....perché un arabo dovrebbe passare per un controllo più completo di chiunque altro? Perché questa persona deve essere selezionata ed umiliata pubblicamente? Ha commesso un crimine? Sembra sospetta? Oppure, lo è semplicemente perché è un arabo?

In più di una occasione ho visto dei palestinesi scelti da una folla ed interrogati dalla polizia locale o dai soldati israeliani, nella maggior parte dei casi solamente per il gusto di farlo. Pare una tattica utilizzata soltanto per 'tenere questa gente al suo posto'.

La maggior parte delle volte si dà per scontato che se viene commessa un'azione criminale la parte colpevole sia un arabo, anche nei casi dove al momento non ve ne era uno per delle miglia attorno. Una volta ho provato l'esperienza di vedere una persona sospetta fuori della mia finestra. Sembrava nascondere qualcosa sotto i passi. Chiamai la polizia per denunciarlo e mi venne fatta una domanda... "la persona è un arabo"? La mia risposta fu "a me sembra un criminale". Ma perché le presunzioni? Perché il continuo puntare il dito a quelli completamente innocenti?

Questa sera un giovane vestito con un abito (ebreo) ultra ortodosso (cappello e soprabito neri) stava ritto fuori del mio fabbricato semplicemente guardandolo... Gli chiesi se stesse cercando qualcuno in particolare. Disse che stava cercando di scoprire se nel complesso vi fosse qualche appartamento libero. Chiese se viveva qui qualcuno di 'loro'. Sapevo che intendeva dire arabi, ma risposi in una specie di maniera impertinente che se fosse entrato sarebbe stato il primo (intendendo dire ultra ortodosso)..... " "No, no", disse lui, "voglio dire arabi....." Gli dissi che vi era un gran numero di arabi nel fabbricato ... Gli dissi pure che se mai voleva vedere la pace in questo paese sarebbe stato saggio aprire il suo cuore e la sua mente agli altri popoli che vivono qui ed accettarli come simili.... ricordandogli ancora che siamo tutti della stessa carne e dello stesso sangue di una discendenza comune.

Ma perché simili atteggiamenti? Perché un simile pregiudizio?
Tutto quanto sopra spiega il perché, il sistema mantiene un livello di diffidenza ed odio. E' l'unico modo nel quale può difendere le sue azioni verso i palestinesi.

Quando queste questioni vengono sollevate alla Knesset da rappresentanti arabi vengono ignorate o indicate come pericolose. L'unica cosa pericolosa riguardo ad esse è il fatto che loro esistono. Israele ricorda costantemente al mondo che è 'l'unica democrazia del Medio Oriente'.... La democrazia ed il razzismo sponsorizzato dallo stato sono contraddizioni in termini. Il genocidio e l'apartheid non sono parte integrale di nessuna democrazia.

Israele è l'opposto della democrazia che pretende di essere... la realtà è che Israele è uno stato razzista e finché rimarrà tale non vi sarà nessuna democrazia. Nessuno è libero a meno che non lo siamo tutti.

 

QUESTO rapporto fornisce altri esempi della disuguaglianza in Israele.

posted by  Desert Peace