In Defence of
Marxism

 

 

 

Le riserve esaurite del capitalismo

da Ben Peck Giovedì, 14 aprile 2016

 

La crisi capitalista del 2008 è stata soccorsa con un'enorme trasfusione di denaro pubblico nelle banche.  Da allora il sistema è tenuto in vita artificialmente.

Nonostante questo, la borghesia vede poche prospettive di una ripresa per il suo sistema. Piuttosto, torce le mani e fa smorfie in modo impotente in anticipazione di un altro crollo. Molti ora considerano questa una questione di "quando", non "se".

Un organismo in crisi inizierà a bruciare le sue riserve di grasso allo scopo di sopravvivere. L'austerità è stata l'equivalente economico del capitalismo di questo processo. Il sistema ha consumato profondamente le sue riserve, particolarmente nei paesi capitalisti avanzati. Tutte le riforme accumulate conquistate dalla classe lavoratrice nel periodo storico precedente, salari relativamente decenti, lo stato sociale, le pensioni ecc. allo scopo di pagare per un sistema in crisi sono state, o sono nel processo di esserlo, distrutte.

Una riserva particolarmente ricca è stata il capitalismo cinese, che è stata pesantemente svuotato. Come conseguenza della crisi, la Cina ha pompato nella sua economia mezzo trilione di dollari. E' stato uno dei maggiori interventi keynesiani che il mondo abbia mai visto. Piuttosto che sostenere semplicemente le banche, l'intervento ha contribuito considerevolmente all'economia reale. Secondo l'ex segretario al tesoro degli USA Larry Summers, tra il 2010 ed il 2013 la Cina ha versato più cemento di quanto abbia fatto l'America nell'intero ventesimo secolo! Fino all'estate scorsa ogni due settimane è stata costruita in Cina una città della dimensione di Roma. L'intervento ha dato un chiaro impulso all'economia cinese e mondiale.

Tuttavia, adesso la riserva cinese è vicina all'esaurimento e gli effetti dello stimolo si stanno trasformando nel loro contrario. Il debito è si è gonfiato da $7trn a $28trn - 282% del PIL. Le importazioni e le esportazioni stanno calando. Il massiccio stimolo economico è finito in una massiccia crisi di sovrapproduzione, provocando una crisi mondiale dell'acciaio. A Redcar e Port Talbot, Gran Bretagna, le acciaierie stanno chiudendo, distruggendo le comunità. Dall'altra parte del mondo, lo stesso corso viene intrapreso dalla stessa Cina.

Le riserve politiche

L'esaurimento di queste "riserve economiche" ha avuto un corrispondente effetto sulle "riserve politiche" del capitalismo, che pure vengono bruciate. I vecchi accordi politici cadono a pezzi, compresi molti dei tradizionali partiti dei lavoratori. Secondo un recente rapporto dell'Economist, in Europa le socialdemocrazie sono al loro livello di sostegno più basso in settant'anni.

L'esempio classico è il PASOK. che prima della crisi controllava il 45%  dell'elettorato in Grecia. Sulla base della sua completa capitolazione alla Troika ed al crollo dell'economia greca è stato ridotto ad un solo 4%. Ora il PASOK è attaccato con le unghie ad un posto in parlamento.

Nel 2015 in Europa i socialdemocratici hanno perduto il potere in Danimarca e registrato i peggiori risultati in Polonia, Spagna, Finlandia e sono arrivati pure molto vicini in Gran Bretagna.

In Francia, il cosiddetto presidente socialista, Francois Hollande, è il leader più impopolare in settant'anni. Attaccando le leggi sul lavoro il suo governo ha provocato un movimento di massa che il 31 marzo ha attuato uno sciopero generale che ha coinvolto 1,2 milioni di lavoratori francesi uniti contro il governo socialista.

Lo sciopero ha riguardato una significativa partecipazione della gioventù francese, che ora costituisce proprio un'avanguardia della lotta della coscienza di classe. Questi giovani non sono andati a casa, ma sono rimasti fuori nell'occupazione delle piazze, il movimento “Nuit Debout”, che è reminiscente dei movimenti di Syntagma e degli Indignados in Grecia e Spagna. Questi movimenti sono stati la base per l'ascesa di partiti che da allora hanno soppiantato le socialdemocrazie. Non è difficile immaginare lo stesso processo che si sviluppa in Francia.

La gente dovunque si volge altrove dai socialdemocratici  in moltitudini, si rammarica l'Economist. La spiegazione non è complicata. Dove i socialdemocratici non offrono nessuna alternativa all'austerità, ma invece lavorano in combutta con i padroni per implementarla, minano completamente agli occhi della classe lavoratrice la loro ragione d'esistenza.

Persino in Gran Bretagna, il movimento forte di duecentomila persone dietro a Corbyn non è necessariamente invaghito del Partito Laburista. In Grecia, il sostegno per Syryza è crollato al 16% in seguito al suo tradimento del movimento OXI ed alla ripresa del programma di austerità dei suoi predecessori.

La crisi della socialdemocrazia è parte della crisi generale della democrazia borghese, che sta velocemente consumando il suo capitale politico. Questo è uno sviluppo pericoloso per la classe dominante, come osservato il 2 febbraio da Martin Wolf del Financial Times in un articolo intitolato “Bring our elites closer to the people”:

"...siamo già di fronte al pericolo che il golfo tra elite economiche e tecnocratiche da una parte e la massa del popolo dall'altra diventi troppo ampio per essere superato. Al limite, la fiducia può infrangersi completamente. A quel punto per il repulisti del sistema l'elettorato si rivolgerà a degli estranei. Vediamo questo spostamento verso la fiducia in estranei non soltanto negli USA ma anche in molti paesi europei".

Il riferimento è al fenomeno Trump-Sanders negli USA, che in Europa è stato anticipato dall'ascesa di Syriza, Podemos, dell'SNP e di Corbyn a sinistra ed anche dal FN francese e, più di recente, da AfD in Germania, a destra. La polarizzazione di classe sta lacerando le cuciture della maschera politica del capitalismo.

Consapevolmente o inconsapevolmente, quando la borghesia comincia a preoccuparsi di "estranei" che interferiscono nel suo sistema, ciò che esprime in realtà è la paura che la classe lavoratrice prenda interesse nel modo in cui viene diretta la società ed interferisca nei suoi affari.

Quando arriverà la prossima depressione economica globale, il periodo tra quella crisi ed il 2008 contrassegnerà un periodo spartiacque nella storia del sistema capitalista. Sarà caratterizzato come uno nel quale il sistema, lungi dallo svilupparsi, ha bruciato molti degli strati di riserva a sua disposizione, economicamente, socialmente e politicamente, che nel 2008 avevano agito da "ammortizzatori".

Questo darà alle lotte di classe del futuro non troppo distante un carattere più marcato. La lotta da parte della borghesia sarà molto più disperata. La lotta da parte della classe lavoratrice avrà luogo dopo un periodo in cui il capitalismo malato ed indebolito non è stato in grado di fare nulla per risolvere i suoi problemi fondamentali. Le illusioni che esistevano in precedenza sono state bruciate, molti difensori del vecchio sistema screditati. Questo è qualcosa per cui dobbiamo prepararci ed in cui intervenire per costruire le forze del marxismo.