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The NEF blog

 

 

Rivelato: come le grandi imprese hanno catturato la nostra democrazia

12 ottobre 2015 // di: Christine Berry

 

 

Le recenti rivelazioni sulla VW che froda i test di emissione hanno sottolineato il fatto evidente che gli interessi delle imprese private non sono gli stessi di quelli del pubblico.

E' più chiaro che mai che abbiamo bisogno su una regolamentazione democratica robusta, fatta correttamente rispettare per proteggere i nostri diritti – siano per l'aria pulita, il cibo sicuro, il lavoro decente che per un ambiente sano.

Tuttavia, la nuova ricerca del NEF, pubblicata oggi, rivela che il governo del Regno Unito sta mettendo queste regole proprio nelle mani delle stesse grandi imprese per obbligare le quali esistono.

Sotto la copertura di un'iniziativa poco nota e che suona innocua chiamata 'Miglior regolamentazione', l'intera macchina politica viene rimodellata attorno ad interessi imprenditoriali a breve termine, strettamente definiti – riducendo il 'peso' delle protezioni del pubblico nonostante i costi a lungo termine.

Allo stesso tempo, coloro con interessi acquisiti nell'evitare regole efficaci godono di un accesso senza precedenti al processo di stesura delle decisioni politiche.

Il nostro rapporto rivela:

  • Ai lobbisti delle corporation e delle associazioni commerciali è stato dato denaro pubblico per 'esaminare' come opera l'applicazione delle regole nella loro zona – inclusa una rassegna delle ispezioni delle imprese di allevamento guidata dall'Unione Nazionale Allevatori ed una rassegna delle importazioni di prodotti freschi guidata dal Consorzio Prodotti Freschi.
  • I dipartimenti governativi che cercano di introdurre nuove regole devono avere stime del costo per l'impresa 'validato' dalla Commissione di Politica Regolamentare – un ente non eletto dominato dagli interessi imprenditoriali i cui membri includono un consigliere della City of London Corporation ed un presidente con vasti interessi retribuiti nell'industria dell'energia.
  • Intere aree della regolamentazione devono essere tirati via dalle mani di guardiani indipendenti e rimpiazzati da piani volontari inefficaci sorvegliati da enti dominati dall'industria – come l''accordo di responsabilità della sanità', che ha passato i tentativi per diminuire sale e zucchero negli alimenti ad un gruppo che comprende Tesco, Mars e l'Associazione Pubblcitari.

Questa è la privatizzazione definitiva – quella della stessa formulazione politica. Proprio come con il Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP), la democrazia viene resa responsabile verso le grandi imprese, piuttosto che il contrario.

E sta accadendo in piena vista: qui è nelle parole dell'ex segretario all'impresa Michael Fallon: “Whitehall sta mettendo sempre più al centro della scena i bisogni dell'impresa".

Ed il sito web del programma ‘Focus on Enforcement’, che dichiara che esso "mette nelle mani dell'impresa la sorveglianza del modo in cui la legge viene fatta rispettare o implementata".

Oppure, forse più crudamente, il cancelliere George Osborne, sparlando all'Institute of Directors:

"Pronunciare questo non sarà facile. Le forze della stagnazione cercheranno di mettersi sulla strada delle forze del progresso. Per ogni legge di stanziamento, ci sarà un sindacato a difenderla. Per ogni regolamentazione dell'impresa, un gruppo di pressione a difenderla. La vostra voce, la voce dell'impresa, ha bisogno di continuare ad essere sentita nella battaglia".

Se siete un sindacalista o un attivista che cerca di proteggere i lavoratori, i consumatori o l'ambiente, siete un'influenza pericolosa che deve essere neutralizzata. Ma se siete un lobbista delle imprese, pagato per difendere gli interessi dei vostri clienti, sarete accolto a braccia aperte nei corridoi del potere.

Le manovre per istituire un registro dei lobbisti sono senza senso quando quegli stessi lobbisti sono attivamente invitati a scrivere le loro regole, spesso con fondi pubblici e senza conoscenza del pubblico.

Ancora più inquietante, questa agenda ora viene esportata in Europa come parte della strategia di rinegoziazione di David Cameron. Appoggiata dalla minaccia di Brexit, alle istituzioni europee viene chiesto di copiare l'esempio del Regno Unito, stringendo in una camicia di forza i legislatori democraticamente eletti e dando all'impresa un posto privilegiato al tavolo.

Ieri l'Observer ha rivelato come le grandi imprese del tabacco, sostenitori chiave di queste nuove misure, le abbiano già utilizzate per ritardare l'introduzione della confezione chiara.

La società civile europea sta contrattaccando – ma ha urgentemente bisogno di sostegno dalle sue controparti del Regno Unito. E' ora che noi tutti ci destiamo a questa tranquilla presa di controllo e cominciamo a difendere i nostri diritti e le nostre protezioni. E se non siete d'accordo con gli accordi che vengono fatti per vostro conto a Bruxelles, è ora di resistere e dichiararlo.