Vittime civili in Afghanistan: nessuna coincidenza
23 settembre 2007
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L'altro giorno le bombe della NATO hanno ucciso almeno 45 civili in Afghanistan. Se ottenete le notizie dalle prime pagine dei media mainstram degli USA, non lo saprete. Il New York Times ha trattato le notizie dall'Afghanistan in prima pagina il giorno successivo — un pezzo piuttosto macabro su musulmani che rifiutano di dare sepoltura religiosa agli attentatori suicidi talibani, perché l'attentato suicida è moralmente riprovevole. E così è. Ma che dire sul premere un tasto in un aeroplano per sganciare bombe che cadono sulle case della gente? Non così riprovevole, a quanto pare. Il Times ha seppellito la sua cronaca sul massacro nella provincia di Helmand in una pagina interna, come ha fatto il Washington Post. Il LA Times la ha relegata ad una inserzione in "Brevi dal mondo". Se vi prendete il tempo per leggere quegli articoli delle pagine interne, vi dicono tutti che la NATO fronteggia un dilemma: non un dilemma morale — quando degli occidentali uccidono degli afgani, la questione morale sembra non presentarsi — ma un dilemma strategico. Da una parte, "i nostri ragazzi" devono uccidere talibani. Questo è dato. Dall'altra parte, se allo stesso tempo uccidiamo troppi civili, ci alieneremo i locali e li manderemo dalla parte dei talibani. Tutti i rapporti mainstream concordano che la serie dei recenti bombardamenti, che uccidono quantità piuttosto grandi di civili, sta già creando un crescente problema al tentativo della NATO di vincere cuori e menti. E così che deve fare un povero comandante della NATO? Il generale americano Dan McNeill, che questa primavera ha preso il controllo di tutte le forze della NATO in Afghanistan, pare avere una risposta: bombardare tutto e lasciare che cuori e menti cadano dove possono. Il picco in morti di civili per le bombe NATO non è certo una coincidenza. Riflette un considerevole cambiamento di strategia che è andato totalmente non riportato nei media americani. Il pubblico britannico ne è al corrente. I giornalisti Jason Burke e Robert Fox pensano sia una storia che i britannici debbano conoscere, perché potrebbe ben mettere in maggiore pericolo le vite delle truppe britanniche — come pure di quelle americane — della NATO. E metterà le entrate fiscali britanniche — ed anche americane — a lavorare per pagare più bombe per uccidere più civili innocenti. Degli ufficiali superiori britannici hanno raccontato a questi giornalisti che il gen. McNeill, con troppe poche truppe sul terreno per respingere l'offensiva dei talibani, progetta di contare su massicci bombardamenti aerei per compiere l'impresa. I britannici lo chiamano amaramente "Bombardiere McNeill" perché sanno che la sua strategia della mano pesante a lungo andare sarà controproducente. "Ogni civile morto significa cinque nuovi talibani", ha raccontato a Jason Burke un ufficiale britannico ritornato recentemente dall'Afghanistan meridionale. "Questo potrebbe far perdere l'intera popolazione del sud del paese per i talibani, alienandola permanentemente dal governo Karzai e dai suoi sostenitori internazionali", aggiunge Robert Fox. "In quel caso, il futuro di Hamid Karzai e della sua nemesi in Pakistan, Pervez Musharraf, sembra incerto". I britannici sono infelici perché anche loro perdono — perdono il controllo dello sforzo bellico afgano. Prima che McNeill prendesse il comando delle forze NATO, queste erano guidate da un generale britannico, David Richards. Egli puntava più sulla ricostruzione economica e sul costruire buone relazioni con il popolo afgano. Ma gli americani e Karzai lo criticavano di essere troppo morbido. Ora hanno il tipo duro che volevano al comando. I britannici videro molto tempo fa che stava per accadere. In dicembre, Robert Fox riportò che Karzai aveva rimosso il protetto locale del gen. Richards a Helmand, il governatore provinciale Mohammed Daud. Gli agenti dell'intelligence ed i comandanti militari britannici "diedero la colpa alla pressione della CIA ... Gli americani sapevano che Daud era il principale alleato dei britannici, nondimeno lo indebolirono deliberatamente e dissero a Karzai di licenziarlo". Anche il gen. Richards è stato criticato dagli americani come "troppo politico", ha aggiunto Fox. "Il comandante supremo americano della NATO, generale Jim Jones, ha fatto sapere, secondo le fonti, che il generale Richards 'se fosse stato un ufficiale americano sarebbe stato licenziato'". Ora è stato licenziato. Così il denaro delle nostre tasse, e quello dei britannici, verrà utilizzato non per vincere i cuori e le menti, ma per sganciare bombe che distruggono i cuori e le menti e le vite. Negli USA, i media mainstream concordano che è tutta colpa di quei malvagi talibani, che attaccano le forze NATO e quindi corrono a ripararsi all'interno dei villaggi. I talibani vogliono effettivamente ottenere che più civili vengano uccisi, ci viene raccontato, perché questo contribuisce a far rivoltare i locali contro la NATO ed il suo governo fantoccio di Kabul. Potrebbe essere vero. Vi è una grande quantità di cose riprovevoli sui talibani. Sarebbe tragico se ritornassero al potere. Ma "Bombardiere McNeill" sarebbe il primo a dirvi che, quando siete in guerra, utilizzate qualunque tattica funzioni meglio. I talibani sono guerriglieri. Naturalmente vivono e si nascondono tra la gente. Ci aspettiamo che combattano solamente in campi aperti, lontano dai villaggi, dove i bombardieri della NATO possano distruggerli facilmente? Se vogliamo tenere i talibani fuori dal potere, la strategia "morbida" del gen. Richards è l'unica che ha una possibilità. Richards ed i suoi sostenitori dicono che la sua strategia stava funzionando, che lo scorso anno i talibani hanno fatto pochi reali guadagni. Forse gli americani, che sono coloro che decidono, temono di apparire (o sentirsi) troppo "morbidi". Forse sono impazienti. O forse sta anche succedendo qualcosa altro. Questa settimana Robert Fox ha riportato che, in aggiunta all'aumento dei bombardamenti, "vi deve anche essere una campagna guidata dagli USA di indiscriminata irrorazione aerea dei campi di papaveri, causata dal rapporto ONU che la produzione del papavero dello scorso anno è stata del 60% più alta dell'anno precedente.." Ma addietro in dicembre, quando Mohammed Daud è stato licenziato, scrisse: "Il governatore Daud è stato nominato per sostituire un uomo che i britannici accusavano di coinvolgimento nel traffico dell'oppio ... Daud, che era sopravvissuto a diversi tentativi di assassinio da parte dei talibani, era visto come un attore principale della campagna antidroga della Gran Bretagna a Helmand". L'irrorazione sarà veramente "indiscriminata"? Il tristemente noto record della CIA nelle regioni di coltivazione del papavero dovrebbe farci meravigliare. In Afghanistan la provincia di Helmand è la più ricca produttrice di oppio. L'oppio è al cuore della sua economia e della sua aggrovigliata politica. Per avere appena un assaggio di quanto sia aggrovigliata, controllate questa lunga analisi di "Zmarial," un residente di Helmand — non necessariamente un osservatore molto obiettivo, ma un addetto ai lavori che conosce quanti diversi interessi siano in gioco contro, e con, ogni altro nella provincia. Sebbene apparentemente Daud fosse un attore importante nella campagna antidroga britannica, questo scrittore nota che "la produzione del papavero nel 2006 è arrivata ad un livello record mentre Daud era governatore della provincia e godeva del pieno appoggio della Gran Bretagna". Inoltre, cita una fonte che afferma che "sono stati scambiati 260 milioni di dollari di tangenti tra i locali e funzionari governativi. Questa è una cifra che è rintracciata, ma l'ammontare non rintracciato non è chiaro. L'indagine dimostra che il 58% della gente che è antigovernativa lo è a causa della corruzione interna". Tutto quel denaro va principalmente a coprire e proteggere il traffico di oppio. Possiamo veramente credere che la CIA, così determinata nel prendere il controllo a Helmand dai britannici, non sia coinvolta? E' improbabile che anche il migliore giornalista possa capire l'intero quadro a Helmand, molto meno in tutto l'Afghanistan. E' troppo complesso. Ma i bombardieri della NATO migliaia di piedi sopra il terreno certamente non conoscono nulla della realtà delle città e dei villaggi — e delle vite umane — che distruggono. Stanno semplicemente seguendo il simplicistico copione "bravi ragazzi" contro "cattivi ragazzi" di "Bombardiere McNeill", che i britannici con buona ragione trovano così tipicamente americano. E' l'unica storia che ci viene raccontata nei nostri media mainstream. Se avremo mai dei giornalisti che raccontano la storia in una maniera più realistica e complessa, vedremo che è la stessa vecchia storia: più ci schieriamo in una guerra civile, più danni facciamo, specialmente quando come nostra arma principale contiamo sul massiccio bombardamento aereo. Un intervento USA dalla mano pesante negli anni '80 contribuì a creare i talibani. Ora pare probabile che un altro intervento dalla mano pesante contribuisca a riportarli al potere — e lungo la strada ad uccidere innumerevoli civili. Tutto questo (e forse anche l'oppio) pagato con il denaro delle nostre tasse. E mentre gli afgani seppelliscono i loro morti, l'intera storia viene sepolta nelle pagine interne dei nostri quotidiani, come se la gente che il denaro delle nostre tasse ha ucciso non importi proprio molto. Mentre denunciamo l'immoralità dei talibani, prendiamo un momento per guardare allo specchio. Ira Chernus è docente di studi religiosi all'Università del Colorado a Boulder ed autore di Monsters To Destroy: The Neoconservative War on Terror and Sin. Email: chernus@colorado.edu
© Copyright Ira Chernus, Global Research, 2007
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