L'economia da casinò può essere riformata?

scritto da Nikhil Kothegal   

Lunedì 12 luglio 2010

Socialist Appeal

 

Da più di un anno il presidente Obama ed i democratici al Congresso minacciano di "terrorizzare" il settore finanziario creando nuove condizioni che ridefinirebbero come opera. Comunque, nonostante i tentativi dei democratici di pretendere altrimenti, la legge di riforma finanziaria approvata il 20 maggio dal Senato lascia aperte parecchie scappatoie alle banche di Wall Street per continuare il loro losco comportamento nel prestare e negli schemi speculativi lo stesso tipo di speculazione che per prima cosa ha portato al crollo finanziario.

Durante il processo di negoziazione della legge al Senato, la democratica del Washington Maria Cantwell ed il repubblicano dell'Arizona John McCain hanno presentato un emendamento per ripristinare la Glass-Steagall Act. Promulgata inizialmente nel 1933 in seguito al crollo del 1929, nel tentativo di riformare senza pretese il sistema bancario e di limitare la speculazione più esagerata, il Congresso la abrogò nel 1999. Ciò rimosse completamente la separazione tra banche commerciali e banche d'affari di Wall Street, permettendo alle banche d'affari di utilizzare il denaro dei depositanti per scopi speculativi, un fattore essenziale che ha contribuito all'attuale crisi finanziaria.

Sebbene questo emendamento non fosse affatto serio attacco al settore finanziario, l'amministrazione Obama ed il Dipartimento del Tesoro, nel tentativo di placare i loro amici a Wall Street, hanno condotto furtivamente la guerra contro il ripristino della Glass-Steagall Act. Nonostante l'ovvia debolezza ed i molti difetti nella legge di riforma finanziaria, soltanto due democratici del Senato, Maria Cantwell e Russ Feingold, hanno votato contro la legislazione, con l'emendamento Cantwell-McCain che non è nemmeno arrivato in aula. Molti lavoratori e pensionati, che hanno perduto la casa per questi banchieri predatori, possono aver sperato che Obama avrebbe cambiato le cose, ma la realtà è stata molto diversa.

Mentre la nuova legge ha creato l'Agenzia per la protezione finanziaria del consumatore, il senatore democratico Chris Dodd ha proposto che sia posta all'interno della Federal Reserve, mentre una sorta di Consiglio di supervisione della stabilità finanziaria manterrebbe il diritto di veto su iniziative sfavorevoli dei consumatori, riducendo quindi qualsiasi concepibile potere che la nuova agenzia potrebbe possedere. Così in pratica, i polli saranno guardati dalla volpe, nota anche come la Federal Reserve, che ha fatto un tale buon lavoro in passato nel sorvegliare le banche!

I democratici pretendono che la riforma finanziaria ridurrà la speculazione. Comunque, invece di bandire apertamente l'investimento speculativo di derivati, le contrattazioni si trasferirebbero invece alle clearinghouse ed alla borsa dove i commerci ed i prezzi sarebbero assegnati in pubblico. Inoltre, le banche dovrebbero mantenere miliardi di dollari di contante in loro possesso per proteggerle se le loro scommesse andassero male oppure terminare queste pratiche. Prevedibilmente, le banche d'affari non hanno capitolato a ciò che risulterebbe in enormi perdite di profitto, e, invece, secondo un rapporto di Moody’s, hanno dichiarato che non avrebbero permesso che i loro scambi di OTC fossero spostati alla borsa. Fortunatamente per Wall Street, Timothy Geithner ed il resto del Dipartimento del Tesoro stanno anche facendo attivamente campagna per impedire che questo capovolgimento nello scambio di derivati ritenuto assolutamente vitale per qualsiasi tipo di riforma finanziaria sostanziale.

Per peggiorare le cose, nel periodo imminente a quando la commissione della conferenza Camera-Senato deve risolvere le differenze tra le leggi approvate in ciascuna camera, i lobbisti di Wall Street cercheranno di manipolare il dibattito facendo ancora più pressioni sui legislatori. Infatti, il Center for Public Integrity ha determinato che più di 3.000 lobbisti che rappresentano 850 aziende, gruppi d'affari ed altri interessi imprenditoriali sono stati assunti con l'intenzione di influenzare questa particolare legge.

Un articolo di maggio sul Wall Street Journal intitolato "Una riforma finanziaria che può piacere alla Goldman" affrontava la connessione tra importanti democratici del Senato e giganti finanziari come Goldman Sachs. Quando minacciato dai democratici, il settore finanziario ha sganciato continuamente, dando come contributi nel solo 2010 di $5,3 milioni ai democratici del Senato (tre volte maggiori che le loro donazioni ai repubblicani). Ma Wall Street non ha bisogno di schierarsi; sia che ci siano al potere i democratici o i repubblicani, il Big Business sa che quando il prezzo è giusto non ha nulla da temere.

Questo è ancora un altro motivo per il quale la Workers International League chiede un indipendente partito di massa dei lavoratori. Tale partito, basato sui sindacati, lotterebbe per e difenderebbe gli interessi della classe lavoratrice. Piuttosto che sottomettersi alla politica del pagare per essere rappresentato, come fanno repubblicani e democratici, un partito dei lavoratori troncherebbe tutti i legami al Big Business ed al suo programma corporativo. Sotto una leadership marxista rivoluzionaria, un partito dei lavoratori potrebbe lottare per la nazionalizzazione delle banche come anche dei vertici dell'economia e sostenere la causa di una rottura con il capitalismo stesso.

Il capitalismo americano è in un'epoca di declino. Marx ha spiegato che quando il capitalismo è in declino, tende a dirigere più investimenti verso la speculazione. Questo perché in questo modo possono essere fatti più profitti che attraverso la produzione industriale. Il tasso di utilizzo della capacità produttiva negli USA attualmente è meno del 75%. Vi è così tanta sovracapacità che i capitalisti non investiranno in più capacità o più produzione, poiché non faranno più profitti. Questo li spinge alla "economia da casinò". Ciò è tutto parte integrante del sistema capitalista e nessun partito della grande impresa lo metterà in discussione.

In definitiva, il capitalismo non può autoregolarsi o autoriformarsi. Che cosa riguardo ai bisogni del popolo? Soltanto la nazionalizzazione di tutte le banche, delle società finanziarie e delle compagnie di assicurazione, sotto il controllo democratico dei lavoratori, può essere unificato in un sistema. Questo sistema fermerebbe tutta la speculazione ed i prestiti predatori ed invece contribuirebbe a sviluppare un'economia pianificata democraticamente, dove il pieno impiego diventerebbe una realtà. Ora è questa la riforma finanziaria che può piacere al popolo!