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Da più di un anno il presidente Obama ed i democratici al
Congresso minacciano di "terrorizzare" il settore finanziario
creando nuove condizioni che ridefinirebbero come opera. Comunque,
nonostante i tentativi dei democratici di pretendere altrimenti, la
legge di riforma finanziaria approvata il 20 maggio dal Senato
lascia aperte parecchie scappatoie alle banche di
Wall Street
per continuare il loro losco comportamento nel prestare e negli
schemi speculativi
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lo stesso tipo di speculazione che per prima cosa ha portato al
crollo finanziario.
Durante il processo di negoziazione della legge al Senato, la
democratica del
Washington
Maria Cantwell ed il repubblicano dell'Arizona
John McCain hanno presentato un emendamento per ripristinare la
Glass-Steagall Act. Promulgata inizialmente nel 1933 in seguito al crollo del 1929,
nel tentativo di riformare senza pretese il sistema bancario e di
limitare la speculazione più esagerata, il Congresso la abrogò nel
1999. Ciò rimosse completamente la separazione tra banche
commerciali e banche d'affari di Wall Street, permettendo alle
banche d'affari di utilizzare il denaro dei depositanti per scopi
speculativi, un fattore essenziale che ha contribuito all'attuale
crisi finanziaria.
Sebbene questo emendamento non fosse affatto serio attacco al
settore finanziario, l'amministrazione Obama ed il Dipartimento del
Tesoro, nel tentativo di placare i loro amici a
Wall Street, hanno condotto furtivamente la guerra contro il ripristino della
Glass-Steagall Act. Nonostante l'ovvia debolezza ed i molti difetti nella legge di
riforma finanziaria, soltanto due democratici del Senato,
Maria Cantwell
e Russ Feingold,
hanno votato contro la legislazione, con l'emendamento
Cantwell-McCain che non è nemmeno arrivato in aula. Molti lavoratori e pensionati, che
hanno perduto la casa
per questi banchieri predatori, possono aver sperato che Obama
avrebbe cambiato le cose, ma la realtà è stata molto diversa.
Mentre la nuova legge ha creato l'Agenzia per la protezione
finanziaria del consumatore, il senatore democratico
Chris Dodd ha proposto che sia posta all'interno della
Federal Reserve, mentre una sorta di Consiglio di supervisione della stabilità
finanziaria manterrebbe il diritto di veto su iniziative sfavorevoli
dei consumatori, riducendo quindi qualsiasi concepibile potere che
la nuova agenzia potrebbe possedere. Così in pratica, i
polli saranno guardati dalla volpe, nota anche come la
Federal Reserve, che ha fatto un tale buon lavoro in passato nel sorvegliare le banche!
I democratici pretendono che la riforma finanziaria ridurrà la
speculazione. Comunque, invece di bandire apertamente l'investimento
speculativo di derivati, le contrattazioni si trasferirebbero invece
alle
clearinghouse ed alla borsa dove i commerci ed i prezzi sarebbero assegnati in
pubblico. Inoltre, le banche dovrebbero mantenere miliardi di
dollari di contante in loro possesso per proteggerle se le loro
scommesse andassero male oppure terminare queste pratiche.
Prevedibilmente, le banche d'affari non hanno capitolato a ciò che
risulterebbe in enormi perdite di profitto, e, invece, secondo un
rapporto di
Moody’s, hanno dichiarato che non avrebbero permesso che i loro scambi di OTC
fossero spostati alla borsa.
Fortunatamente per
Wall Street, Timothy Geithner
ed il resto del Dipartimento del Tesoro stanno anche facendo attivamente
campagna per impedire che questo
capovolgimento nello scambio di derivati ritenuto assolutamente
vitale per qualsiasi tipo di riforma finanziaria sostanziale.
Per peggiorare le cose, nel periodo imminente a quando la
commissione della conferenza Camera-Senato deve risolvere le
differenze tra le leggi approvate in ciascuna camera, i lobbisti di
Wall Street cercheranno di manipolare il dibattito facendo ancora più pressioni sui
legislatori. Infatti, il
Center for Public Integrity ha determinato che più di 3.000 lobbisti che rappresentano 850 aziende,
gruppi d'affari ed altri interessi imprenditoriali sono
stati assunti con l'intenzione di influenzare questa particolare
legge.
Un articolo di maggio sul
Wall Street Journal
intitolato "Una riforma finanziaria che può piacere alla Goldman"
affrontava la connessione tra importanti democratici del Senato
e giganti finanziari come
Goldman Sachs. Quando minacciato dai democratici, il settore finanziario ha
sganciato continuamente, dando come contributi nel solo 2010 di $5,3
milioni ai democratici del Senato (tre volte maggiori che le loro
donazioni ai repubblicani). Ma
Wall Street
non ha bisogno di schierarsi; sia che ci siano al potere i democratici o
i repubblicani, il
Big Business sa che quando il prezzo è giusto non ha nulla da temere.
Questo è ancora un altro motivo per il quale la
Workers International League chiede un indipendente partito di massa dei lavoratori. Tale
partito, basato sui sindacati, lotterebbe per e difenderebbe gli
interessi della classe lavoratrice. Piuttosto che sottomettersi alla
politica del pagare per essere rappresentato, come fanno
repubblicani e democratici, un partito dei lavoratori troncherebbe
tutti i legami al
Big Business ed al suo programma corporativo. Sotto una leadership
marxista rivoluzionaria, un partito dei lavoratori potrebbe
lottare per la nazionalizzazione delle banche come anche dei vertici
dell'economia e sostenere la causa di una rottura con il capitalismo
stesso.
Il capitalismo americano è in un'epoca di declino. Marx ha
spiegato che quando il capitalismo è in declino, tende a dirigere
più investimenti verso la speculazione. Questo perché in questo modo
possono essere fatti più profitti che attraverso la produzione
industriale. Il tasso di utilizzo della capacità produttiva negli
USA attualmente è meno del 75%. Vi è così tanta sovracapacità che i
capitalisti non investiranno in più capacità o più produzione,
poiché non faranno più profitti. Questo li spinge alla "economia da
casinò". Ciò è tutto parte integrante del sistema capitalista e
nessun partito della grande impresa lo metterà in discussione.
In definitiva, il capitalismo non può autoregolarsi o
autoriformarsi. Che cosa riguardo ai bisogni del popolo? Soltanto la
nazionalizzazione di tutte le banche, delle società finanziarie e
delle compagnie di assicurazione, sotto il controllo democratico dei
lavoratori, può essere unificato in un sistema. Questo sistema
fermerebbe tutta la speculazione ed i prestiti predatori ed invece
contribuirebbe a sviluppare un'economia pianificata
democraticamente, dove il pieno impiego diventerebbe una realtà. Ora
è questa la riforma finanziaria che può piacere al popolo!
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