Workers Action

a revolutionary socialist organization

 

La nuova era del capitalismo

SHAMUS COOKE

14 AGOSTO 2011

 

“Karl Marx ha inteso giusto, ad un certo punto il capitalismo può distruggere se stesso", ha affermato Mr. Roubini in un'intervista al Wall Street Journal. “Pensavamo che i mercati funzionassero. Non funzionano".

L'economia mondiale è nel caos e sta per peggiorare, anche secondo gli economisti mainstream. Quanto male è l'ipotesi di tutti. Tuttavia, alcune cose sono certe: la ripresa che i politici promettono da anni esisteva soltanto nelle loro teste. La realtà della situazione è ora evidente a milioni di persone da una parte all'altra del globo, che prima si aggrappavano alle vuote promesse di ripresa economica. Questa nuova ritrovata coscienza troverà inevitabilmente espressione nella sfera politica e, in modo ancora più importante, nelle strade.

Un aspetto chiave di questa improvvisa consapevolezza di massa è in risposta all'alta disoccupazione ed alle misure profondamente impopolari che i politici stanno imponendo sulla gente che lavora, entrambe sottoprodotti della Grande Recessione. I politici incolpano "i mercati" per chiedere misure di austerità, ma i "mercati" sono semplicemente dei luoghi dove delle persone ricche investono il loro denaro. Per garantire un guadagno remunerativo sul loro denaro questi investitori richiedono che le leggi del lavoro siano schiacciate e che siano eliminati i programmi sociali, dappertutto.

La Spagna, per esempio, è uno dei molti paesi che hanno delle misure di austerità che vengono calate giù per la gola della gente. Riporta la Reuters:

Gli analisti vedono la scrollata delle inflessibili leggi del lavoro del paese [leggi che proteggono i lavoratori] e la semplificazione dell'assunzione e del licenziamento [così i lavoratori più vecchi, gli attivisti ed i più lenti possono essere licenziati] tanto vitale per ripristinare la competitività del paese. Le riforme del lavoro sono cruciali. Aiuteranno a ristabilire la crescita [profitti] nel lungo termine. La crescita è l'unico modo per uscire da queste avverse tendenze fiscali, ha dichiarato Luigi Speranza, analista alla BNP Paribas. (27 maggio 2010).

Per ricapitolare, creare nuove leggi che permettano alle grandi aziende spagnole di far lavorare più duramente i loro lavoratori sarà meglio per i profitti.

La Grecia affronta un simile piano di austerità, secondo il Guardian:

Aumenti di imposte, tagli alla spesa, riduzioni salariali ed un ampio programma di privatizzazioni hanno portato a violente proteste in Grecia, con molti che sostengono che il Fondo Monetario Internazionale e l'Unione Europea hanno chiesto un prezzo troppo alto per il loro sostegno finanziario. (2 agosto 2011).

Negli Stati Uniti queste politiche trovano espressione nell'attacco contro i sindacati del settore pubblico e mirano a tagli a Sicurezza Sociale, Medicare e Medicaid, mentre alla disoccupazione di massa viene permesso di agire come un modo molto efficiente per abbassare i salari di tutti i lavoratori.

I politici hanno chiarito che la crescita economica, specialmente i profitti aziendali, aumenteranno in risposta a queste politiche contro il lavoro. Hanno ragione soltanto parzialmente. Infatti i profitti aziendali sono in crescita, ma le misure di austerità sono state responsabili di economie depresse per tutta l'Europa e gli USA. Quando i salari dei lavoratori vengono abbassati ed i programmi sociali sono decimati, la gente che lavora ed i poveri vengono lasciati con poco denaro per qualsiasi acquisto altro che per le necessità elementari. Senza domanda dei consumatori per i loro prodotti, le aziende diminuiscono ancora di più la gestione. Questa dinamica globale è in corso da decenni, con la recessione che ha infine imposto in prima linea la questione.

Durante l'era post II Guerra Mondiale le amministrazioni Reagan e Thatcher sono state le prime rappresentanti di questa tendenza ora dominante, che mirava a spingere indietro i programmi sociali ed i salari conquistati dai movimenti dei lavoratori. Le loro politiche erano in risposta ai bassi tassi di crescita delle aziende che sono cominciati negli anni '70 e continuano a tutt'oggi. Ora, tutta Europa sta soffrendo perché le banche e le grandi società chiedono un ambiente economico più favorevole al profitto: i programmi di assistenza sanitaria universale e di istruzione sono in pericolo con i salari ed altri sussidi che sono sotto attacco.

Per i ricchi e le grandi società questa è una lotta per la vita o per la morte. La Grande Recessione ha già mandato in fallimento le banche e le grandi imprese che non erano sufficientemente adatte a sopravvivere sotto un'economia di mercato che si sbriciola. Le società esistenti sono così costrette a spremere più lavoro per una minore retribuzione dai loro lavoratori, dal momento che la manodopera è il costo più flessibile per qualsiasi azienda. Spingere in basso il costo del lavoro — e per estensione tagliare i programmi sociali — è così la priorità delle grandi imprese e dei loro politici pagati da una parte all'altra del globo, poiché l'economia globale è strettamente collegata e giocano tutti con le regole immorali del mercato. Infatti, l'intensità con la quale l'elite imprenditoriale sta perseguendo queste politiche è un riflesso della loro prospettiva negativa per l'economia globale.

Ciò costituisce una nuova era nel capitalismo globale, una che imita l'economia di mercato delle generazioni passate. La recessione del 2008 non è stata un fenomeno temporaneo ma l'accompagnamento di un nuovo periodo nel quale l'elite imprenditoriale tenta di ristrutturare le relazioni sociali, che significa che le presunzioni del passato per quanto riguarda i salari ed i programmi sociali devono essere abbattute, mentre viene cercato un nuovo, più proficuo equilibrio tra l'elite corporativa ed i lavoratori.

Implicita in questa ristrutturazione paese per paese è una limitazione della democrazia, dal momento che queste politiche contro i lavoratori influiscono negativamente sulla vasta maggioranza della popolazione. I tumulti a Londra sono un'espressione di questo, come lo  sono le dimostrazioni di massa per tutta l'Europa come pure il Medio Oriente. Negli Stati Uniti la democrazia viene aggirata tramite il cosiddetto Super Congresso, il cui compito è di tagliare Medicare, Medicaid e Sicurezza Sociale. Per tutta Europa i programmi di austerità vengono implementati contro i desideri delle popolazioni lavoratrici comuni.

Compresi in questo attacco ai lavoratori sono anche i duplici tentativi di deviare la rabbia della classe lavoratrice verso falsi movimenti populisti— come il Tea Party negli USA, oppure contro le minoranze, come i musulmani e gli immigrati negli USA.

Questo richiederà che i lavoratori restino concentrati su chi esattamente li sta attaccando, mentre puntano su delle misure che possano servire come alternative a quello che l'elite corporativa sta attuando con la forza.

La richiesta più immediata ed importante dei lavoratori deve essere di tassare i ricchi e le corporations, poiché i programmi sociali devono essere finanziati ed estesi ed è disperatamente in ritardo un massiccio programma per posti di lavoro con una forte componente verde. Non è affatto una coincidenza che tassare i ricchi sia utilizzato raramente nei piani di austerità e, quando in rare occasioni i ricchi sono tassati, è a livelli bassi con sonora pubblicità, così il pubblico arrabbiato penserà che l'illusione dei "sacrifici condivisi" sia una realtà.

Per esempio, negli USA il presidente Obama sta chiedendo nuovamente la fine dei tagli fiscali per i ricchi di Bush (dopo avere consentito che continuassero meno di un anno fa). E' in dubbio che i tagli fiscali di Bush saranno terminati, ma se lo fossero, sarebbe insufficiente. I lavoratori devono richiedere che le imposte sui ricchi vengano aumentate almeno a livelli pre-Reagan (70%), mentre sarebbero meglio i livelli del presidente Eisenhower (90%). Nel corso dei decenni il carico fiscale è cambiato drammaticamente, provocando che la ricchezza si accumulasse nei conti bancari dell'1% di vertice della popolazione, le stesse persone che ora chiedono che i programmi sociali vengano distrutti di modo che i loro investimenti siano messi al sicuro ed i loro profitti aziendali restino elevati.

Dal momento che le illusioni di una ripresa economica sono state ora frantumate, dipende dai lavoratori chiedere che i loro sindacati e gruppi di comunità si uniscano per tassare i ricchi e le orporations allo scopo di finanziare un massiccio programma per posti di lavoro. Fortunatamente, l' AFL-CIO sta organizzando delle azioni per la prima settimana di ottobre per chiedere posti di lavoro ed opporsi ai tagli a Sicurezza Sociale, Medicare e Medicaid. Molti all'interno del movimento dei lavoratori richiedono dimostrazioni massicce per tutto il paese per il 1° ottobre. Ci vorranno questo tipo di azioni per unire i lavoratori per combattere per una soluzione positiva della crisi economica.

Sull'autore: Shamus Cooke è un operatore dei servizi sociali, sindacalista e giornalista per Workers Action. Può contattarsi a portland@workerscompass.org