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“Karl Marx ha inteso giusto, ad un certo punto il
capitalismo può distruggere se stesso", ha affermato
Mr. Roubini in un'intervista al
Wall Street Journal. “Pensavamo che i mercati
funzionassero. Non funzionano".
L'economia mondiale è nel caos e sta per peggiorare, anche
secondo gli economisti
mainstream. Quanto male è l'ipotesi di tutti. Tuttavia,
alcune cose sono certe: la ripresa che i politici promettono da anni
esisteva soltanto nelle loro teste. La realtà della situazione è ora
evidente a milioni di persone da una parte all'altra del globo, che
prima si aggrappavano alle vuote promesse di ripresa economica.
Questa nuova ritrovata coscienza troverà inevitabilmente espressione
nella sfera politica e, in modo ancora più importante, nelle strade.
Un aspetto chiave di questa improvvisa consapevolezza di massa
è in risposta all'alta disoccupazione ed alle misure profondamente
impopolari che i politici stanno imponendo sulla gente che lavora,
entrambe sottoprodotti della Grande Recessione. I politici incolpano
"i mercati" per chiedere misure di austerità, ma i "mercati" sono
semplicemente dei luoghi dove delle persone ricche investono il loro
denaro. Per garantire un guadagno remunerativo sul loro denaro
questi investitori richiedono che le leggi del lavoro siano
schiacciate e che siano eliminati i programmi sociali, dappertutto.
La Spagna, per esempio, è uno dei molti paesi che hanno delle
misure di austerità che vengono calate giù per la gola della gente.
Riporta la Reuters:
Gli analisti vedono la scrollata delle inflessibili leggi del
lavoro del paese [leggi che proteggono i lavoratori] e la
semplificazione dell'assunzione e del licenziamento [così i
lavoratori più vecchi, gli attivisti ed i più lenti possono essere
licenziati] tanto vitale per ripristinare la competitività del paese.
Le riforme del lavoro sono cruciali. Aiuteranno a ristabilire la
crescita [profitti] nel lungo termine. La crescita è l'unico modo
per uscire da queste avverse tendenze fiscali, ha dichiarato
Luigi Speranza, analista alla
BNP Paribas. (27 maggio 2010).
Per ricapitolare, creare nuove leggi che permettano alle grandi
aziende spagnole di far lavorare più duramente i loro lavoratori
sarà meglio per i profitti.
La Grecia affronta un simile piano di austerità, secondo il
Guardian:
Aumenti di imposte, tagli alla spesa, riduzioni salariali ed un
ampio programma di privatizzazioni hanno portato a violente proteste
in Grecia, con molti che sostengono che il Fondo Monetario
Internazionale e l'Unione Europea hanno chiesto un prezzo troppo
alto per il loro sostegno finanziario.
(2 agosto 2011).
Negli Stati Uniti queste politiche trovano espressione
nell'attacco contro i sindacati del settore pubblico e mirano a
tagli a Sicurezza Sociale,
Medicare e Medicaid, mentre alla disoccupazione di
massa viene permesso di agire come un modo molto efficiente per
abbassare i salari di tutti i lavoratori.
I politici hanno chiarito che la crescita economica,
specialmente i profitti aziendali, aumenteranno in risposta a queste
politiche contro il lavoro. Hanno ragione soltanto parzialmente.
Infatti i profitti aziendali sono in crescita, ma le misure di
austerità sono state responsabili di economie depresse per tutta
l'Europa e gli USA. Quando i salari dei lavoratori vengono abbassati
ed i programmi sociali sono decimati, la gente che lavora ed i
poveri vengono lasciati con poco denaro per qualsiasi acquisto altro
che per le necessità elementari. Senza domanda dei consumatori per i
loro prodotti, le aziende diminuiscono ancora di più la gestione.
Questa dinamica globale è in corso da decenni, con la recessione che
ha infine imposto in prima linea la questione.
Durante l'era post II Guerra Mondiale le
amministrazioni
Reagan e Thatcher sono state le prime
rappresentanti di questa tendenza ora dominante, che mirava a
spingere indietro i programmi sociali ed i salari conquistati dai
movimenti dei lavoratori. Le loro politiche erano in risposta ai
bassi tassi di crescita delle aziende che sono cominciati negli anni
'70 e continuano a tutt'oggi. Ora, tutta Europa sta soffrendo perché
le banche e le grandi società chiedono un ambiente economico più
favorevole al profitto: i programmi di assistenza sanitaria
universale e di istruzione sono in pericolo con i salari ed altri
sussidi che sono sotto attacco.
Per i ricchi e le grandi società questa è una lotta per la vita
o per la morte. La Grande Recessione ha già mandato in fallimento le
banche e le grandi imprese che non erano sufficientemente adatte a
sopravvivere sotto un'economia di mercato che si sbriciola. Le
società esistenti sono così costrette a spremere più lavoro per una
minore retribuzione dai loro lavoratori, dal momento che la
manodopera è il costo più flessibile per qualsiasi azienda. Spingere
in basso il costo del lavoro
— e per estensione tagliare i programmi sociali — è
così la priorità delle grandi imprese e dei loro politici pagati da
una parte all'altra del globo, poiché
l'economia globale è strettamente collegata e giocano tutti con
le regole immorali del mercato. Infatti, l'intensità con la quale
l'elite imprenditoriale sta perseguendo queste politiche è un
riflesso della loro prospettiva negativa per l'economia globale.
Ciò costituisce una nuova era nel capitalismo globale, una che
imita l'economia di mercato delle generazioni passate. La recessione
del 2008 non è stata un fenomeno temporaneo ma l'accompagnamento di
un nuovo periodo nel quale l'elite imprenditoriale tenta di
ristrutturare le relazioni sociali, che significa che le presunzioni
del passato per quanto riguarda i salari ed i programmi sociali
devono essere abbattute, mentre viene cercato un nuovo, più proficuo
equilibrio tra l'elite corporativa ed i lavoratori.
Implicita in questa ristrutturazione paese per paese è una
limitazione della democrazia, dal momento che queste politiche
contro i lavoratori influiscono negativamente sulla vasta
maggioranza della popolazione. I tumulti a Londra sono
un'espressione di questo, come lo sono le dimostrazioni di
massa per tutta l'Europa come pure il Medio Oriente. Negli Stati
Uniti la democrazia viene aggirata tramite il cosiddetto Super
Congresso, il cui compito è di tagliare
Medicare, Medicaid e Sicurezza Sociale. Per tutta
Europa i programmi di austerità vengono implementati contro i
desideri delle popolazioni lavoratrici comuni.
Compresi in questo attacco ai lavoratori sono anche i duplici
tentativi di deviare la rabbia della classe lavoratrice verso falsi
movimenti populisti— come il Tea Party negli USA, oppure
contro le minoranze, come i musulmani e gli immigrati negli USA.
Questo richiederà che i lavoratori restino concentrati su chi
esattamente li sta attaccando, mentre puntano su delle misure che
possano servire come alternative a quello che l'elite corporativa
sta attuando con la forza.
La richiesta più immediata ed importante dei lavoratori deve
essere di tassare i ricchi e le
corporations, poiché i programmi sociali devono essere
finanziati ed estesi ed è disperatamente in ritardo un massiccio
programma per posti di lavoro con una forte componente verde. Non è
affatto una coincidenza che tassare i ricchi sia utilizzato
raramente nei piani di austerità e, quando in rare occasioni i
ricchi sono tassati, è a livelli bassi con sonora pubblicità, così
il pubblico arrabbiato penserà che l'illusione dei "sacrifici
condivisi" sia una realtà.
Per esempio, negli USA il presidente Obama sta chiedendo
nuovamente la fine dei tagli fiscali per i ricchi di Bush (dopo
avere consentito che continuassero meno di un anno fa). E' in dubbio
che i tagli fiscali di Bush saranno terminati, ma se lo fossero,
sarebbe insufficiente. I lavoratori devono richiedere che le imposte
sui ricchi vengano aumentate almeno a livelli pre-Reagan (70%),
mentre sarebbero meglio i livelli del presidente
Eisenhower (90%). Nel corso dei decenni il carico
fiscale è cambiato drammaticamente, provocando che la ricchezza si
accumulasse nei conti bancari dell'1% di vertice della popolazione,
le stesse persone che ora chiedono che i programmi sociali vengano
distrutti di modo che i loro investimenti siano messi al sicuro ed i
loro profitti aziendali restino elevati.
Dal momento che le illusioni di una ripresa economica sono
state ora frantumate, dipende dai lavoratori chiedere che i loro
sindacati e gruppi di comunità si uniscano per tassare i ricchi e le
orporations allo scopo di finanziare un massiccio
programma per posti di lavoro. Fortunatamente, l' AFL-CIO sta organizzando delle azioni per la prima
settimana di ottobre per chiedere posti di lavoro ed opporsi ai
tagli a Sicurezza Sociale,
Medicare e Medicaid.
Molti all'interno del movimento dei lavoratori richiedono
dimostrazioni massicce per tutto il paese per il 1° ottobre. Ci
vorranno questo tipo di azioni per unire i lavoratori per combattere
per una soluzione positiva della crisi economica.
Sull'autore: Shamus Cooke è un operatore dei servizi sociali,
sindacalista e giornalista per Workers Action.
Può contattarsi a
portland@workerscompass.org
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