|
Democrazia è una parola che viene usata troppo avventatamente
nella cultura occidentale. Nonostante l'opinione prevalente che il
significato di democrazia sia compreso universalmente, resta un'idea
sfuggente che non viene messa in pratica facilmente. Come filosofia
politica, la democrazia viene associata più strettamente con i
governi socialisti dell'America Latina, con il
Venezuela
e la Bolivia, che con gli Stati Uniti.
Il
Webster’s Online Dictionary
fornisce sette brevi definizioni di democrazia. La
quarta definizione è quella che arriva più vicina alla mia
interpretazione del termine: "Governo da parte del popolo; una forma
di governo nella quale il potere supremo è detenuto e direttamente
esercitato dal popolo". Se si accetta la definizione del
Webster’s come un punto di partenza per il dialogo
sulla democrazia, vi sono due punti principali che devono figurare
in modo prominente nella discussione: la democrazia è un concetto
che si riferisce strettamente agli esseri umani e che il popolo
lavoratore, che costituisce più del 95% della cittadinanza, è senza
potere e non rappresentato.
Secondo questi criteri, è evidente che gli USA non sono né una
democrazia rappresentativa né una repubblica democratica. Per
esempio, il popolo non ha nessuna voce sul fatto che il paese vada
in guerra oppure no. Non ha voce nemmeno del decidere la politica
economica. Se l'avesse, non avremmo truppe
in Afghanistan
e Iraq.
Non staremmo mandando in bancarotta il tesoro per
salvare una industria bancaria criminale o per finanziare la
privatizzazione del dominio pubblico. Non forniremmo di fondi delle
dilatate forze armate o le guerre imperiali che intraprendono per il
profitto degli appaltatori della difesa e degli investitori
societari. Come altri paesi sviluppati, avremmo l'assistenza
sanitaria universale e l'istruzione superiore sovvenzionata dal
pubblico. Le nostre imposte fornirebbero servizi sociali piuttosto
che benessere alle aziende e tagli fiscali ai ricchi. Vi sarebbe
egualitarismo piuttosto che neofeudalesimo. Il popolo avrebbe più
importanza dei profitti.
Non soltanto le nostre libertà sono limitate, ma sono più
illusorie che reali. Ci è permesso di scegliere tra candidati
politici preselezionati per noi dall'elite. Abbiamo la libertà di
scegliere dove mangeremo o faremo spese o che tipo di automobile
guideremo. Abbiamo la libertà di migrare da un posto di lavoro a un
altro, ma non abbiamo nessuna voce su come il lavoro è realizzato,
su quanto viene pagato o su come viene commercializzato il prodotto
finale del nostro lavoro. Non possiamo arrivare a decidere se sarà
barattato o venduto. Non importa dove andiate, il luogo di lavoro è
una dittatura gerarchica. Al proprietario dell'impresa non importa
cosa pensate. Siete un dente sostituibile in una macchina
insensibile che è progettata per giovare al padrone sfruttando il
lavoratore. Questa è l'eredità inconfutabile del capitalismo.
Il sistema politico degli USA è controllato dal capitale. Le
elezioni preservano lo status quo piuttosto che permettere la
riforma o la completa riorganizzazione sociale e politica. E' il
denaro delle imprese, non il popolo, che sceglie chi può competere
per la carica e chi infine vincerà. Gli americani votano
letteralmente in assenza di scelta. La maggior parte dei legislatori
si vende al più alto offerente. Il sistema elettorale perpetua
l'illusione della democrazia mentre in realtà promuove il suo
opposto: la plutocrazia.
Quando la Corte Suprema ha decretato che le grandi società sono
persone e che il denaro è libertà di espressione, le società
multinazionali hanno cominciato apertamente ad acquistare i
legislatori che formerebbero la struttura legale per smantellare
l'infrastruttura sociale a favore di uno stato corporativo
autoritario. Nell'equazione politica il capitale ha preso il posto
del popolo. Questo gioco di prestigio ha facilitato rifornire il
potere giudiziario di leccapiedi delle società piuttosto che di
impiegati pubblici amministratori della giustizia.
Materializzando le
corporations come persone onnipotenti e identificando il capitale
alla libertà di espressione, la Corte Suprema ha dato alle imprese
ed ai loro amministratori un potere enorme. Dal momento che le
corporations un polso o una coscienza, i tribunali hanno
essenzialmente creato delle istituzioni sociopatiche che sono
guidate da una bramosia insaziabile per il profitto.
Originariamente, le
corporations erano moderatamente controllate dal governo attraverso
delle norme. Ma, mentre scemava l'influenza delle imprese nel
governo, le grandi società hanno cominciato a fare lobby per, e a
ottenere, maggiore deregolamentazione. La porta girevole tra grande
impresa e governo ha fatto nascere lo stato corporativo ed il
capitalismo senza impedimenti.
Il potere corporativo si è esteso. Guidato dalla religione del
fondamentalismo di mercato, i capitalisti hanno difeso la
deregolamentazione dell'industria e dei mercati. Il denaro ha
trionfato sulle persone. Con la deregolamentazione la disparità tra
ricchi e poveri ha raggiunto proporzioni storiche. Le
corporations, che apparentemente erano state create per
servire l'interesse pubblico sono mutate in una malignità che erode
le libertà civili e uccide il pianeta.
I significati ingannevoli di democrazia vengono utilizzati in
modo scambievole dalla plutocrazia, lasciando indeciso e confuso il
popolo americano. Questo è stato un trucco civetta che è passato
praticamente inosservato con un pubblico ingenuo e sonnolento. E
così il capitalismo, la vera antitesi della democrazia,
nella mente del pubblico
è diventato sinonimo di governo rappresentativo. Poche persone
si sono prese il fastidio di mettere in discussione, molto meno
sfidare, il matrimonio secolare del capitalismo con la democrazia.
La perversione della democrazia permette a delle non-persone
—
le
corporations —
di avere rappresentanza nel governo impedendo di entrarvi alle
persone reali. Prostituiti per il denaro delle imprese, i politici
mettono i profitti sopra i bisogni delle persone. Il capitale ha
guadagnato il primato sugli esseri umani e il mercato è stato
deificato come oracolo onnisciente e divino. Ora viene considerato
come una forza primaria della natura troppo potente per essere
controllato da uomini e donne mortali.
A causa della perversione del linguaggio creata dall'elite, la
definizione di democrazia del
Webster’s deve essere rivisitata e
reinterpretata. Le
corporations hanno sostituito il popolo nella formula e il capitale
è diventato sinonimo di libertà di espressione. La
definizione di democrazia del
Webster’s è stata alterata per diventare "Governo da parte delle
corporations;
una forma di governo nella quale il potere supremo è
detenuto e direttamente esercitato dalle
corporations". Ora il capitalismo è Dio e
gli esseri umani sono i suoi subordinati.
E' imperativo che comprendiamo come la perversione del
linguaggio serva l'agenda dell'elite. Per esempio, quando il
presidente Obama dice di portare la democrazia nel mondo attraverso
il potere della militarizzazione e della colonizzazione, non parla
della democrazia nel senso classico che
Webster ha definito per noi. Obama sostituisce semplicemente
capitalismo per democrazia. Comunque, ricordiamo che a
Baghdad, come altrove nel mondo,
McDonalds
e Burger King sono stati preceduti dai
bombardamenti a tappeto e dai carri armati.
Dobbiamo comprendere che il capitalismo e la democrazia sono
delle filosofie irriconciliabilmente opposte. Proprio come due
oggetti non possono occupare allo stesso tempo lo stesso spazio
fisico, possiamo avere il capitalismo o la democrazia, ma non
entrambe simultaneamente. I mercati o servono il popolo o il popolo
serve i mercati. Uno deve essere in controllo dell'altro, uno deve
essere più potente dell'altro.
La proprietà privata dei mezzi di produzione e la mano
invisibile del mercato sono due componenti chiave del capitalismo
moderno. In realtà, non vi è nessuna 'mano invisibile' del mercato,
come asseriscono i fautori del libero mercato. Se vi fosse, il
sistema bancario globale sarebbe crollato da molto tempo. Dobbiamo
soltanto sollevare il velo di segretezza perché le impronte umane
della manipolazione diventino chiaramente visibili. Un piccolo
gruppo di elite sta manipolando tutto.
L'interpretazione del
Webster’s chiarisce che la democrazia può rivolgersi soltanto al
popolo.
Identificare le
corporations come esseri umani e il capitale come libertà di
espressione è una perversione del linguaggio che sta fuori della
realtà. E' un tentativo sottilmente velato da parte di esseri umani
impotenti di
sostenere la parte di dio, di creare un mostro di
Frankenstein e di scatenarlo sul mondo e di adorarlo
come una divinità onnisciente. Questa è l'opera di buffoni
egomaniaci che deve essere rifiutato come il lavoro di folli.
Se democrazia fosse il sinonimo di capitalismo, allora la
disparità economica e sociale tra ricchi e poveri, che negli USA è
maggiore che dovunque sulla terra, non esisterebbe. Secondo
Thomas Stanley, autore di The Millionaire Next Door,
l'1% al vertice della popolazione possiede maggiore
ricchezza del 90% in basso. Con la continua crescita del potere
corporativo e dell'adulazione del capitalismo di libero mercato, il
divario continuerà ad ampliarsi.
Se permettiamo l'imperdonabile peccato di sostituire le
corporations agli esseri umani e continuiamo ad associare il
capitalismo alla democrazia, sanzioneremo la continua evoluzione di
uno stato corporativo repressivo con tutte le sue connotazioni
orwelliane. Autorizzeremo pure il destino del popolo lavoratore ad
una vita di servitù all'elite. Questa è chiaramente la direzione
verso la quale siamo indirizzati.
I significati ingannevoli di democrazia hanno delle conseguenze
particolarmente onerose per il personale militare. Viene loro
raccontato che portano la democrazia nel mondo, ma in realtà i
nostri militari impongono il capitalismo su della gente che ha altre
idee sulle teorie sociali ed economiche del governo. Coloro che
credono che stanno proteggendo il loro paese da minacce esterne
stanno in realtà combattendo per la creazione di uno stato
corporativo totalitario diretto dall'elite globale. Generazioni di
presidenti e di generali li hanno ingannati. Ma occasionalmente la
verità viene fuori.
Come utilizzate dalla classe dominante, 'democrazia' e
'libertà' sono parole in codice per capitalismo e liberi mercati.
Non fatevi ingannare da loro. Rendere sicuro il mondo per il
saccheggio delle corporations non apre la strada alla democrazia.
Apre la porta allo sfruttamento economico ed alla sottomissione.
Negli anni '30, il
generale Smedley Butler,
un generale a quattro stelle
altamente decorato, scrisse un trattato su militarismo e capitalismo
chiamato La guerra è un crimine.
Dwight D. Eisenhower,
il 34° presidente degli Stati Uniti, nel suo discorso d'addio
il 17 gennaio 1961 ci avvertì sull'emergente complesso
militare-industriale. Il soldato
Bradley Manning
e il fondatore di Wikileaks, Julian Assange,
ci avvertono oggi e stanno
pagando un prezzo pesante.
Come attesta il suo curriculum vitae, il presidente Obama è un
ardente sostenitore dello stato corporativo e del fondamentalismo
del libero mercato. Senza esitazione e non ne ha mai avuta. Come i
suoi predecessori, Obama è un discepolo della Facoltà di Economia di
Chicago di
Milton Friedman. E' soltanto esaminandolo in questo contesto ed
attraverso le lenti della coscienza di classe che le sue azioni
hanno senso in un contesto storico. La guerra e l'occupazione non
possono mai essere riconciliate con i principi della democrazia.
Obama rappresenta sfacciatamente i suoi veri sostenitori:
l'industria bancaria ed il complesso militare-industriale.
Nell'ambito dell'elite, chiunque si opponga a queste ideologie è un
nemico dello stato o un terrorista. Sono delle pedine in un'altra
delle guerre infinite dell'America: quella che contrappone la classe
lavoratrice alla classe dominante.
|