DISSIDENT VOICE

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Capitalismo, fondamentalismo di mercato

e l'ingannevole significato di democrazia

di Charles Sullivan / 17 gennaio 2011

 

Democrazia è una parola che viene usata troppo avventatamente nella cultura occidentale. Nonostante l'opinione prevalente che il significato di democrazia sia compreso universalmente, resta un'idea sfuggente che non viene messa in pratica facilmente. Come filosofia politica, la democrazia viene associata più strettamente con i governi socialisti dell'America Latina, con il Venezuela e la Bolivia, che con gli Stati Uniti.

Il Webster’s Online Dictionary fornisce sette brevi definizioni di democrazia. La quarta definizione è quella che arriva più vicina alla mia interpretazione del termine: "Governo da parte del popolo; una forma di governo nella quale il potere supremo è detenuto e direttamente esercitato dal popolo". Se si accetta la definizione del Webster’s come un punto di partenza per il dialogo sulla democrazia, vi sono due punti principali che devono figurare in modo prominente nella discussione: la democrazia è un concetto che si riferisce strettamente agli esseri umani e che il popolo lavoratore, che costituisce più del 95% della cittadinanza, è senza potere e non rappresentato.

Secondo questi criteri, è evidente che gli USA non sono né una democrazia rappresentativa né una repubblica democratica. Per esempio, il popolo non ha nessuna voce sul fatto che il paese vada in guerra oppure no. Non ha voce nemmeno del decidere la politica economica. Se l'avesse, non avremmo truppe in Afghanistan e Iraq. Non staremmo mandando in bancarotta il tesoro per salvare una industria bancaria criminale o per finanziare la privatizzazione del dominio pubblico. Non forniremmo di fondi delle dilatate forze armate o le guerre imperiali che intraprendono per il profitto degli appaltatori della difesa e degli investitori societari. Come altri paesi sviluppati, avremmo l'assistenza sanitaria universale e l'istruzione superiore sovvenzionata dal pubblico. Le nostre imposte fornirebbero servizi sociali piuttosto che benessere alle aziende e tagli fiscali ai ricchi. Vi sarebbe egualitarismo piuttosto che neofeudalesimo. Il popolo avrebbe più importanza dei profitti.

Non soltanto le nostre libertà sono limitate, ma sono più illusorie che reali. Ci è permesso di scegliere tra candidati politici preselezionati per noi dall'elite. Abbiamo la libertà di scegliere dove mangeremo o faremo spese o che tipo di automobile guideremo. Abbiamo la libertà di migrare da un posto di lavoro a un altro, ma non abbiamo nessuna voce su come il lavoro è realizzato, su quanto viene pagato o su come viene commercializzato il prodotto finale del nostro lavoro. Non possiamo arrivare a decidere se sarà barattato o venduto. Non importa dove andiate, il luogo di lavoro è una dittatura gerarchica. Al proprietario dell'impresa non importa cosa pensate. Siete un dente sostituibile in una macchina insensibile che è progettata per giovare al padrone sfruttando il lavoratore. Questa è l'eredità inconfutabile del capitalismo.

Il sistema politico degli USA è controllato dal capitale. Le elezioni preservano lo status quo piuttosto che permettere la riforma o la completa riorganizzazione sociale e politica. E' il denaro delle imprese, non il popolo, che sceglie chi può competere per la carica e chi infine vincerà. Gli americani votano letteralmente in assenza di scelta. La maggior parte dei legislatori si vende al più alto offerente. Il sistema elettorale perpetua l'illusione della democrazia mentre in realtà promuove il suo opposto: la plutocrazia.

Quando la Corte Suprema ha decretato che le grandi società sono persone e che il denaro è libertà di espressione, le società multinazionali hanno cominciato apertamente ad acquistare i legislatori che formerebbero la struttura legale per smantellare l'infrastruttura sociale a favore di uno stato corporativo autoritario. Nell'equazione politica il capitale ha preso il posto del popolo. Questo gioco di prestigio ha facilitato rifornire il potere giudiziario di leccapiedi delle società piuttosto che di impiegati pubblici amministratori della giustizia.

Materializzando le corporations come persone onnipotenti e identificando il capitale alla libertà di espressione, la Corte Suprema ha dato alle imprese ed ai loro amministratori un potere enorme. Dal momento che le corporations un polso o una coscienza, i tribunali hanno essenzialmente creato delle istituzioni sociopatiche che sono guidate da una bramosia insaziabile per il profitto. Originariamente, le corporations erano moderatamente controllate dal governo attraverso delle norme. Ma, mentre scemava l'influenza delle imprese nel governo, le grandi società hanno cominciato a fare lobby per, e a ottenere, maggiore deregolamentazione. La porta girevole tra grande impresa e governo ha fatto nascere lo stato corporativo ed il capitalismo senza impedimenti.

Il potere corporativo si è esteso. Guidato dalla religione del fondamentalismo di mercato, i capitalisti hanno difeso la deregolamentazione dell'industria e dei mercati. Il denaro ha trionfato sulle persone. Con la deregolamentazione la disparità tra ricchi e poveri ha raggiunto proporzioni storiche. Le corporations, che apparentemente erano state create per servire l'interesse pubblico sono mutate in una malignità che erode le libertà civili e uccide il pianeta.

I significati ingannevoli di democrazia vengono utilizzati in modo scambievole dalla plutocrazia, lasciando indeciso e confuso il popolo americano. Questo è stato un trucco civetta che è passato praticamente inosservato con un pubblico ingenuo e sonnolento. E così il capitalismo, la vera antitesi della democrazia, nella mente del pubblico è diventato sinonimo di governo rappresentativo. Poche persone si sono prese il fastidio di mettere in discussione, molto meno sfidare, il matrimonio secolare del capitalismo con la democrazia.

La perversione della democrazia permette a delle non-persone le corporations — di avere rappresentanza nel governo impedendo di entrarvi alle persone reali. Prostituiti per il denaro delle imprese, i politici mettono i profitti sopra i bisogni delle persone. Il capitale ha guadagnato il primato sugli esseri umani e il mercato è stato deificato come oracolo onnisciente e divino. Ora viene considerato come una forza primaria della natura troppo potente per essere controllato da uomini e donne mortali.

A causa della perversione del linguaggio creata dall'elite, la definizione di democrazia del Webster’s deve essere rivisitata e reinterpretata. Le corporations hanno sostituito il popolo nella formula e il capitale è diventato sinonimo di libertà di espressione. La definizione di democrazia del Webster’s è stata alterata per diventare "Governo da parte delle corporations; una forma di governo nella quale il potere supremo è detenuto e direttamente esercitato dalle corporations". Ora il capitalismo è Dio e gli esseri umani sono i suoi subordinati.

E' imperativo che comprendiamo come la perversione del linguaggio serva l'agenda dell'elite. Per esempio, quando il presidente Obama dice di portare la democrazia nel mondo attraverso il potere della militarizzazione e della colonizzazione, non parla della democrazia nel senso classico che Webster ha definito per noi. Obama sostituisce semplicemente capitalismo per democrazia. Comunque, ricordiamo che a Baghdad, come altrove nel mondo, McDonalds e Burger King sono stati preceduti dai bombardamenti a tappeto e dai carri armati.

Dobbiamo comprendere che il capitalismo e la democrazia sono delle filosofie irriconciliabilmente opposte. Proprio come due oggetti non possono occupare allo stesso tempo lo stesso spazio fisico, possiamo avere il capitalismo o la democrazia, ma non entrambe simultaneamente. I mercati o servono il popolo o il popolo serve i mercati. Uno deve essere in controllo dell'altro, uno deve essere più potente dell'altro.

La proprietà privata dei mezzi di produzione e la mano invisibile del mercato sono due componenti chiave del capitalismo moderno. In realtà, non vi è nessuna 'mano invisibile' del mercato, come asseriscono i fautori del libero mercato. Se vi fosse, il sistema bancario globale sarebbe crollato da molto tempo. Dobbiamo soltanto sollevare il velo di segretezza perché le impronte umane della manipolazione diventino chiaramente visibili. Un piccolo gruppo di elite sta manipolando tutto.

L'interpretazione del Webster’s chiarisce che la democrazia può rivolgersi soltanto al popolo. Identificare le corporations come esseri umani e il capitale come libertà di espressione è una perversione del linguaggio che sta fuori della realtà. E' un tentativo sottilmente velato da parte di esseri umani impotenti di sostenere la parte di dio, di creare un mostro di Frankenstein e di scatenarlo sul mondo e di adorarlo come una divinità onnisciente. Questa è l'opera di buffoni egomaniaci che deve essere rifiutato come il lavoro di folli.

Se democrazia fosse il sinonimo di capitalismo, allora la disparità economica e sociale tra ricchi e poveri, che negli USA è maggiore che dovunque sulla terra, non esisterebbe. Secondo Thomas Stanley, autore di The Millionaire Next Door, l'1% al vertice della popolazione possiede maggiore ricchezza del 90% in basso. Con la continua crescita del potere corporativo e dell'adulazione del capitalismo di libero mercato, il divario continuerà ad ampliarsi.

Se permettiamo l'imperdonabile peccato di sostituire le corporations agli esseri umani e continuiamo ad associare il capitalismo alla democrazia, sanzioneremo la continua evoluzione di uno stato corporativo repressivo con tutte le sue connotazioni orwelliane. Autorizzeremo pure il destino del popolo lavoratore ad una vita di servitù all'elite. Questa è chiaramente la direzione verso la quale siamo indirizzati.

I significati ingannevoli di democrazia hanno delle conseguenze particolarmente onerose per il personale militare. Viene loro raccontato che portano la democrazia nel mondo, ma in realtà i nostri militari impongono il capitalismo su della gente che ha altre idee sulle teorie sociali ed economiche del governo. Coloro che credono che stanno proteggendo il loro paese da minacce esterne stanno in realtà combattendo per la creazione di uno stato corporativo totalitario diretto dall'elite globale. Generazioni di presidenti e di generali li hanno ingannati. Ma occasionalmente la verità viene fuori.

Come utilizzate dalla classe dominante, 'democrazia' e 'libertà' sono parole in codice per capitalismo e liberi mercati. Non fatevi ingannare da loro. Rendere sicuro il mondo per il saccheggio delle corporations non apre la strada alla democrazia. Apre la porta allo sfruttamento economico ed alla sottomissione.

Negli anni '30, il generale Smedley Butler, un generale a quattro stelle altamente decorato, scrisse un trattato su militarismo e capitalismo chiamato La guerra è un crimine. Dwight D. Eisenhower, il 34° presidente degli Stati Uniti, nel suo discorso d'addio il 17 gennaio 1961 ci avvertì sull'emergente complesso militare-industriale. Il soldato Bradley Manning e il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, ci avvertono oggi e stanno pagando un prezzo pesante.

Come attesta il suo curriculum vitae, il presidente Obama è un ardente sostenitore dello stato corporativo e del fondamentalismo del libero mercato. Senza esitazione e non ne ha mai avuta. Come i suoi predecessori, Obama è un discepolo della Facoltà di Economia di Chicago di Milton Friedman. E' soltanto esaminandolo in questo contesto ed attraverso le lenti della coscienza di classe che le sue azioni hanno senso in un contesto storico. La guerra e l'occupazione non possono mai essere riconciliate con i principi della democrazia.

Obama rappresenta sfacciatamente i suoi veri sostenitori: l'industria bancaria ed il complesso militare-industriale. Nell'ambito dell'elite, chiunque si opponga a queste ideologie è un nemico dello stato o un terrorista. Sono delle pedine in un'altra delle guerre infinite dell'America: quella che contrappone la classe lavoratrice alla classe dominante.

Charles Sullivan è un ambientalista e giornalista free-lance che risiede nell'hinterland della West Virginia geopolitica. Leggete altri articoli di Charles.