The B u l l e t

 

Socialist Project • E-Bulletin No. 752
31 dicembre 2012

La "Primavera degli Aceri" del Canada

Dallo sciopero studentesco del Quebec al movimento contro il neoliberismo

Ingar Solty

 

Lo sciopero studentesco del Quebec è una lezione di lotta riuscita contro le politiche di austerità. Lo sciopero è stato scatenato dall'annuncio da parte del Parti Libéral du Québec (PLQ) del Premier Jean Charest al governo che il prezzo degli studi universitari sarebbe aumentato del 75%, da $2.168 l'anno a $3.793 entro il 2017. Questa non è la prima volta che un governo liberale ha deciso un incremento simile. Durante il momento migliore per i liberali nel 1994, il PLQ fece approvare un incremento drastico. Le tasse universitarie erano state congelate a $540 dal 1968. Ora, in un colpo salirono a $1668. Successivi tentativi di alzare le tasse universitarie  nel 1996 e nel 2005 fallirono davanti alla resistenza degli studenti, ma nondimeno vi sono stati piccoli incrementi nelle tasse, più di recente da parte del governo Charest nel 2007.

Nell'ultimo tentativo, il governo ha sostenuto che le università erano sottofinanziate e che la competitività globale del Quebec richiedeva accresciuto finanziamento attraverso l'aumento delle tasse. Questo argomento ha messo gli studenti contro il governo. Il fatto che il governo ha giustificato l'incremento riferendosi ad un ammanco di bilancio ha aggiunto una nuova qualità alla materia. Questo ha chiarito che lo scopo reale del governo era di scaricare il costo della crisi economica sugli studenti.

La resistenza è emersa principalmente da due gruppi. Il primo gruppo comprende studenti che nell'aumento delle tasse hanno visto all'opera un'agenda neoliberista a lungo termine. Lo scopo di quest'agenda è la trasformazione durevole dell'istruzione in un servizio mercificato ed il riorientamento di università e college verso gli interessi dell'economia capitalista privata.[1] Comunque, questi studenti hanno sostenuto che l'istruzione è un diritto sociale e che la democrazia richiede libero accesso all'istruzione. Hanno contrapposto una "istruzione umanistica" ad una "commercializzata"[2] Nel farlo, gli studenti potevano rilevare che il Canada aveva ratificato la "Convenzione Internazionale dei Diritti economici, sociali e culturali" delle Nazioni Unite del 1976, nella quale è ancorato il diritto all'istruzione gratuita.

Il primo gruppo non accetta che futuri salariati debbano indebitarsi per coprire i costi di qualificare la loro forza lavoro come una merce. Rappresentano una prospettiva anti-neoliberista ed  effettivamente anticapitalista.

Nondimeno anche per gli studenti del secondo gruppo, che non sono fondamentalmente contrari al neoliberismo, l'argomento del governo non era valido. Perché se l'istruzione, come enfatizzano volentieri i neoliberisti, è la chiave per la mobilità sociale nella "società della conoscenza", allora non dovrebbe essere dipendente dal portafoglio dei genitori ed anche secondo la logica dei neoliberisti, l'investimento da parte di "imprenditori della forza lavoro" nella loro istruzione non è più utile. Anni di stagnazione nei redditi dei diplomati post-secondaria hanno contribuito significativamente all'emergere di un precariato accademico. Davanti ad opportunità declinanti di posti di lavoro ben pagati, anche questi studenti non vedono nessuna utilità nel pagare di più per l'istruzione soltanto per indebitarsi.

La relazione tra debito studentesco e precarizzazione

Questa relazione è particolarmente drammatica negli Stati Uniti. Negli USA, tra il 1978 ed il 2011 le tasse universitarie sono aumentate del 1.120%; in particolare dal 2000, la curva protende ripidamente verso l'alto.[3] Allo stesso tempo, i salari reali per per i giovani di 25-34 anni con una laurea quadriennale sono caduti drammaticamente: per gli uomini del 19% dal 2000, per le donne del 16% dal 2003.[4] Questo è collegato anche al fatto che soltanto il 21% di quei posti di lavoro perduti nella crisi, ma il 58% dei posti di lavoro creati di recente, sono forniti nel settore sottopagato.[5] Nel frattempo, la bolla del debito studentesco è cresciuta ad un livello totale di più di un trilione di dollari USA e viene già trattata dagli economisti come potenzialmente la prossima crisi dei mutui.

Anche in Canada, dove le tasse scolastiche non sono affatto così alte, quasi il 60% dei laureati lascia il college o l'università con debiti. Il livello medio del debito è di circa $28.000 e la restituzione richiede 14 anni.[6] Dato l'immenso costo dell'istruzione, la metà di tutti gli studenti sotto i trenta anni vivono ancora con i loro genitori. Per contrasto, in Germania la quota è ancora "soltanto" di circa un quarto.

Che i conservatori vedano ancora il bisogno urgente per un'azione in considerazione del debito studentesco è collegato ai suoi effetti sull'economia ed alla crisi della riproduzione sociale. Secondo il più importante giornale conservatore del Canada, The Globe and Mail:

"Una miscela di economia debole, gusti che cambiano e demografia che muta è stata citata negli USA per spiegare il declino nell'acquisto di case ed automobili del 20-20% circa. E' probabile che il debito studentesco assicuri che questa tendenza continui. Non si può diventare un attore pienamente funzionante nell'economia se una grossa parte di ogni stipendio va verso il debito studentesco. Abbiamo bisogno che gli studenti di oggi diventino grossi salariati di domani e non soltanto per sostenere il mercato immobiliare, per mantenere a galla il settore del dettagli e per fornire clienti all'industria dei servizi finanziari. Qualcuno deve pagare le tasse che finanziano i programmi sociali per la generazione del baby boom che invecchia".[7]

Il governo ha costantemente rilevato che in Quebec le tasse universitarie sono le più basse del Nord America e, in realtà, come i mass media non si stancano mai di enfatizzare, le tasse ed i livelli del debito qui sono "soltanto" la metà della media nazionale.

Evidentemente, il governo di Quebec City nondimeno non è riuscito a capire che la popolazione considera queste che circostanze siano la base per un accesso più democratico all'istruzione superiore. Effettivamente, in ogni schiera d'età, in Quebec il numero dei detentori di laurea è del 10% più alto che in tutto il Canada. La CÉGEPs (college minori ed istituti professionali) sono particolarmente importanti riguardo alla preparazione dei lavoratori qualificati. Come risultato, l'argomento del governo non è riuscito a diventare popolare sia in Quebec che in altre province canadesi. In un sondaggio d'opinione, il 62% degli studenti canadesi ha indicato che anche loro probabilmente parteciperebbero ad uno sciopero studentesco nelle loro rispettive province.[8]

Le organizzazioni dietro allo sciopero degli studenti

Su questo sfondo, le proteste contro le misure del governo sono cominciate poco dopo il loro annuncio. Il 13 febbraio 2012, le organizzazioni studentesche sono entrate in sciopero. Gli studenti hanno formato comitati di sciopero, tenuto assemblee generali, organizzato eventi educativi alternativi e costruito alleanze con organizzazioni e movimenti sociali al di fuori delle istituzioni post-secondaria. Per la metà di marzo, su un intero corpo studentesco di 400.000 in Quebec, 300.000 erano in sciopero.

Di particolare importanza è stato il fatto che la partecipazione allo sciopero non è rimasta passiva. Si sono svolte regolarmente dimostrazioni massicce. La più grossa è avvenuta il 22 marzo, quando più di 200.000 persone hanno marciato nelle strade di Montreal, la maggiore di sempre nella storia del Quebec.[9]

Tuttavia, la dinamica dello sciopero studentesco non rappresenta uno scoppio spontaneo della protesta. Senza il sostegno delle associazioni studentesche democratiche non avrebbe mai avuto origine. L'organizzazione cruciale è stata la Coalition large de l’Association pour une solidarité syndicale étudiante (CLASSE), le cui organizzazioni locali hanno iniziato lo sciopero. Le altre tre organizzazioni studentesche – Fédération étudiante collêgiale du Québec (FECQ), Fédération étudiante universitaire du Québec (FEUQ) e Table de concertation étudiante du Québec (TaCEQ) – hanno deciso di partecipare allo sciopero soltanto tre settimane più tardi.

CLASSE è sorto nel 2001 dal movimento antiglobalizzazione (sotto il nome di ASSE) e rappresenta, all'interno delle strutture autogestite delle diciotto istituzioni post-secondaria, circa 44.000 studenti, ovvero l'11% di tutti gli studenti del Quebec. La Coalizione non soltanto è la più attiva, ma anche la più democratica associazione studentesca. Mentre FECQ e FEUQ funzionano secondo i principi della democrazia rappresentativa ed attribuiscono relativamente poca importanza alle assemblee plenarie locali, CLASSE opera sul principio della democrazia della società a livello locale. Le decisioni sono prese in assemblee plenarie locali e quindi coordinate attraverso l'assemblea nazionale dei delegati come mandato imperativo. L'approccio strategico dell'organizzazione può essere caratterizzato come tale:

"CLASSE respinge l'attività di lobby, poiché percepisce gli interessi dello stato come irreconciliabili con quelli degli studenti; crede nel creare leva contro il governo attraverso la mobilitazione della società a livello locale e vari mezzi per intensificare la pressione".[10]

Dietro questo approccio si trova la comprensione realistica che sotto il capitalismo lo stato non rappresenta il bene comune. Nel nome della competitività globale, lo stato neoliberale taglia le tasse per il capitale e le imprese, privatizza i servizi necessari per la riproduzione sociale (istruzione, assistenza pediatrica, assistenza sanitaria ed agli anziani ecc.) e li scarica sulle famiglie (della classe lavoratrice) in particolare sulle donne. Da questa prospettiva, non ci si deve aspettare la benevolenza del governo e soltanto la resistenza ed il potere di compensazione possono essere utilizzati per contrastare queste politiche.

Il successo dello sciopero studentesco del Quebec è risultato non meno dalle lezioni dei precedenti conflitti, soprattutto dal fallimento del tentativo del 2007 di organizzare uno sciopero generale contro gli aumenti delle tasse scolastiche. Il movimento da quella volta ha tratto due conclusioni: Primo, per raggiungere il successo era necessario un movimento unificato e, secondo, dovevano essere organizzate delle alleanze più ampie. Allo scopo di facilitare la collaborazione di associazioni studentesche locali più piccole, l'associazione principale si è riorganizzata come una coalizione.

Inoltre, il successo dello sciopero studentesco del 2012 è dipeso dalla "Coalizione della Mano Rossa". Questa coalizione è stata formata nel 2009 dopo che il ministro delle finanze Raymond Bachand annunciò un bilancio di austerità, che nelle parole del leader studentesco Gabriel Nadeau-Dubois – era il primo bilancio che "attaccava chiaramente i servizi pubblici, per spaventare e privatizzare". La Coalizione della Mano Rossa ha funzionato come un'alleanza per resistere alla crisi e lottare contro "non soltanto le specifiche misure ma anche contro la visione di società e di stato che è all'interno di questo bilancio" ed è rimasta il principale luogo di coordinamento per i movimenti sociali".[11]

125 organizzazioni complessivamente sindacati dell'assistenza sanitaria e dei settori dell'istruzione, campagne di politica municipale, iniziative contro la povertà ed organizzazioni ambientaliste sono affiliate alla "Coalizione della Mano Rossa". Questa alleanza ha beneficiato anche di una nuova propensione a contrattaccare da parte dei sindacati. Alla convenzione del CSN, il secondo maggiore sindacato del Quebec con 300.000 membri nel settore pubblico e privato,[12] è emersa una posizione chiaramente militante ed è stata accompagnata da richieste di uno "sciopero sociale" contro il governo neoliberale Charest. A Montreal, l'organizzazione regionale del CSN sostiene anche il partito di sinistra Québec Solidaire, fondato nel 2006. L'alleanza che ASSE ha cercato con i sindacati e la cooperazione che ha impiegato per gli anni precedenti allo sciopero alla fine ha pagato.

La National Teachers Union (FNEEQ), come pure CSN, CSQ e FTQ, si è opposta all'incremento delle tasse scolastiche giusto dal principio, sebbene i sindacati fossero legalmente limitati in termini di ciò che potevano offrire oltre l'appoggio simbolico. Come parte delle nuove strategie di lotta, gli insegnanti post-secondaria si sono organizzati nell'alleanza Profs contre la hausse, con 674 professori ed insegnanti che hanno firmato il proclama di questo gruppo. Essere parte di questa alleanza ha permesso ai sindacati di sostenere lo sciopero più apertamente e flessibilmente, ma ha anche conferito una maggiore legittimazione nei mass media, poiché non erano "i sindacati" che agivano ma piuttosto una "coalizione di cittadini" di veri insegnanti post-secondaria. Con queste organizzazioni dietro di loro, gli scioperanti hanno beneficiato anche della solidarietà spontanea, come dalle “mères en colères et solidaires“ (madri arrabbiate in solidarietà).

Il fallimento dei colloqui di pace

Fronteggiato da una resistenza massiccia, il governo si è trovato costretto a colloqui con i rappresentanti degli studenti. In un'epoca di austerità, come si rende conto CLASSE, gli scopi del governo e del movimento di protesta sono fondamentalmente antagonistici. Mentre il governo cerca di spingere i costi dei tagli di bilancio sulle classi inferiori, il movimento di protesta si batte per impedire che abbiano luogo proprio i tagli stessi.

Lo scopo del governo era quindi di rendere meno determinato il movimento accennando alla disposizione a parlare. Colloqui prolungati o, piuttosto, "negoziati", può rendere più difficile un'intensificazione polemica, sulla quale era basata la protesta, ed avrebbe potuto portare ad una smobilitazione passo dopo passo del movimento. Le prospettive per il successo di questa strategia erano, effettivamente, piuttosto valide. In contrasto a CLASSE, FECQ e FEUQ perseguivano una strategia da gruppi di pressione mirata a persuadere il governo ad adottare una politica più congeniale agli studenti. Per questa ragione, le ultime associazioni sono state invitate a colloqui dal governo durante gli scioperi del 2005 ma ASSE non lo è stata.

Anche il FECQ ed il FEUQ hanno imparato dagli errori del passato. Si sono ritirati dai negoziati con il governo e, in questo modo,  hanno mantenuto l'unità sul fronte dello sciopero. Una concessione evidente da parte del governo il suo piano di alzare le tasse dell'80% nel corso di sette anni invece di cinque non ha avuto successo. In aggiunta, gli studenti hanno preso questa proposta come un affronto. Da quel punto in poi, a Montreal si sono svolte ogni notte delle grandi manifestazioni. All'inizio di maggio, sono avvenuti severi scontri tra studenti e polizia al di fuori della convenzione del PLQ a Victoriaville; due studenti sono stati feriti gravemente e 106 sono stati arrestati. Come risultato, Pauline Marois, leader del Parti Québécois (PQ) di opposizione, ha criticato le tattiche "autoritarie" del governo.

Allo stesso tempo, i rappresentanti di tutte le associazioni avevano riavviato i negoziati. Sebbene il governo abbia offerto di eliminare alcune rette speciali entro l'ambito dell'aumento delle tasse, la richiesta centrale degli studenti, un blocco permanente delle tasse universitarie, è caduta lungo la strada. Quando il risultato dei negoziati è stato messo ai voti, i negoziati si erano distanziati dall'accordo preliminare ed il voto è terminato in una catastrofe per il governo: l'accordo è stato sconfitto da tutte le istituzioni post secondaria. Il 14 maggio, quattro giorni dopo la sconfitta, il ministro dell'istruzione, Line Beauchamp, è stato costretto a dimettersi.

Invece di rispettare la decisione democratica degli studenti e ritornare al tavolo delle trattative con la volontà di rispondere alle loro richieste legittime, il 18 maggio, letteralmente durante la notte, il governo ha approvato assieme ai voti del partito populista di destra Coalition Avenir Québec (CAQ, fondato nel 2011 dal miliardario Charles Sirois e da François Legault, l'ex capo di Air Transat) – “Loi 78, una legge di emergenza destinata ad essere valida per un anno. Poneva fine al corrente anno accademico per mezzo di una direttiva e limitava la libertà di assemblea. Facendo il più misero riferimento alla "sicurezza nazionale", questa legge permetteva alla polizia di vietare eventi e promulgava una completa proibizione delle assemblee nelle università. Inoltre, limitava severamente il diritto di scioperare dei lavoratori dell'università. Tutto considerato, la legge mirava a paralizzare gli attori e le organizzazioni principali che prendevano parte alla e conducevano la resistenza; la contravvenzione alla legge doveva essere punita con multe elevate.

Questo modo d'azione ha diviso la popolazione in due campi. La legge è stata gradita da Yves-Thomas Dorval, presidente dell'associazione dei datori di lavoro, e da alcuni settori della popolazione. Dall'altra parte, è stata denunciata da (alcuni) partiti politici di opposizione, dai sindacati e dall'Associazione Canadese dei Docenti Universitari (CAUT). L'Ordine degli Avvocati del Quebec ha respinto la legge e ha domandato al governo di tornare al tavolo delle trattative. Il suo presidente, Louis Masson, ha definito la legge come incostituzionale.

I leader studenteschi hanno fatto appello alla disobbedienza civile. La notte seguente all'adozione della legge, la polizia si è scontrata violentemente con i dimostranti. Un sito web con il motto Arrêtez-moi, quelqu’un! ha destato scalpore pubblicando, alla fine, 5.304 fotografie di individui o gruppi disposti ad impegnarsi nella disobbedienza civile.

Dallo sciopero studentesco al movimento antiliberista.

La legge d'emergenza 78 si è ritorta contro il governo. Molti cittadini che originalmente non approvavano gli scioperi ora sostenevano le proteste. Le manifestazioni contro l'aumento delle tasse universitarie, pianificate per il 100° giorno dello sciopero degli studenti il 22 maggio a Montreal, si sono trasformate in una massiccia protesta contro il governo. Il CSN, il Canadian Union of Public Employees (CUPE), come pure il Québec solidaire (QS) di sinistra e Option National hanno tutti appoggiato la protesta. La manifestazione è stata di gran lunga la più grande nella storia canadese. Più di 400.000 persone più del 5% della popolazione del Quebec ha marciato per le strade di Montreal. Il Quebec è universalmente diventato il simbolo delle proteste studentesche e anti-austerità. Artisti illustri come Michael Moore ed il complesso rock Arcade Fire hanno espresso pubblicamente il loro appoggio; dimostrazioni di solidarietà si sono svolte attraverso il Canada ed a New York, Londra e Parigi.

Tuttavia, secondo sondaggi d'opinione, la maggioranza appoggiava ancora la legge e gli aumenti delle tasse. In definitiva, sono stati gli impatti repressivi della legge d'emergenza che hanno inclinato l'opinione pubblica. La sola notte del 23 maggio, la polizia ha arrestato a Montreal 513 dimostranti, 150 a Quebec City e 36 a Sherbrooke. In totale, tra febbraio e settembre, sono state arrestate 3.387 persone. Il governo, che stava lottando da lungo tempo con diversi scandali di corruzione, ora appariva a molti Québecois come repressivo ed illegittimo.[13] Il numero dei partecipanti alle proteste di massa notturne, che avvenivano simultaneamente in diverse località attraverso il Quebec, si sono moltiplicate a migliaia.

Con questo, il carattere del movimento è cambiato fondamentalmente. Dallo sciopero studentesco è emerso un movimento popolare di massa. In modo analogo, anche le richieste si sono estese; l'aumento di potere dell'elite finanziaria, la disuguaglianza sociale e lo smantellamento del settore pubblico sono diventate le questioni. La docente di scienze politiche Anna Kruzynski ha osservato in modo appropriato dopo il 22 maggio:

"L'aumento delle tasse scolastiche è parte indissolubile dell'agenda neoliberista [...]. Non è isolato da altre misure che mirano a privatizzare i servizi pubblici [...]. Quello che il movimento studentesco è riuscito a fare è di portare in prima linea questo dibattito oltre la questione delle tasse universitarie".[14].

Lo "sciopero studentesco combattuto più duramente nella storia del Quebec (e canadese)"[15] è risultato nella "sfida più potente sul continente al neoliberismo".[16] Ora ci si riferiva sempre più al movimento come alla “Printemps érable”, la Primavera degli Aceri (un riferimento simultaneo al simbolo nazionale del Canada, la foglia d'acero, ed alla Primavera Araba).

Nelle settimane dopo la massiccia dimostrazione del 22 maggio, la protesta si è estesa a quasi tutti i distretti di Montreal. Sono apparsi in diversi distretti cittadini delle istituzioni di autogoverno nella forma di Assemblées populaires autonomes de quartier. Il 31 maggio, con lo sciopero degli studenti stesso forte ancora di 150.000, il governo alla fine si è ritirato dai negoziati.

Il 4 settembre si sono tenute le elezioni anticipate risultate nell'attesa sconfitta del sempre più impopolare PLQ. Il premier  Jean Charest è stato sconfitto nel suo distretto elettorale e come risultato si è dimesso da leader del partito. Con il 32% dei voti e 54 seggi su 125 (un incremento di sette), il PQ è diventato il maggiore partito all'Assemblea Nazionale del Quebec. Nelle liste di questo partito è stato eletto anche il leader studentesco Leo Bureau-Blouin. Anche Québec Solidaire ha profittato della Primavera degli Aceri. Per contrasto al 2008, il partito di sinistra ha aumentato la sua quota di voti dal 3,8% al 6%, diventando così la quarta forza più forte. In tre distretti (ad orientamento separatista) della classe lavoratrice di Montreal, ha ottenuto una quota di voti di oltre il 20%. Come conseguenza della Primavera degli Aceri, il partito ha raddoppiato i suoi iscritti a 13.000.

Tuttavia una schiacciante vittoria elettorale non si è materializzata. Sebbene il PLQ abbia chiaramente perduto, il CAQ abbia guadagnato, con il risultato che per i voti il nuovo governo di minoranza del PQ dipenderà dall'opposizione di destra. Il 20 settembre, il nuovo governo ha congelato le tasse universitarie. Inoltre, ha annunciato l'abrogazione della “Loi 78” (il che, comunque, è stata possibile soltanto con la cooperazione del PLQ e del CAQ).[17]

Le lezioni del movimento

Prima di tutto, si può affermare che nella "Primavera degli Aceri" il movimento degli studenti ha ottenuto una vittoria. Il drammatico aumento delle tasse universitarie perseguito dal governo è fuori discussione. Così ancora di più, le proteste condividono la responsabilità di avere alla fine cacciato dalla carica il governo. A causa di ciò, nel breve termine sembra improbabile che sarà tentato un rinnovato tentativo di drastico aumento delle tasse. Anche se il successo si è indubbiamente basato su circostanze specifiche, nondimeno si possono trarre alcune conclusioni che sono pure relativi ai movimenti al di fuori del Quebec.

La resistenza alle politiche di austerità può essere veramente di successo quando è basata sulla protezione di conquiste essenziali dello stato sociale delle quali beneficia la grande maggioranza della popolazione.

Primo, la Primavera degli Aceri chiarisce che la resistenza alle politiche di austerità può avere veramente successo quando è basata sulla protezione di conquiste essenziali dello stato sociale delle quali beneficia la grande maggioranza della popolazione. Ciò si applica particolarmente quando la popolazione considera queste conquiste essere parte della sua "identità" e dell'identità del paese ed il movimento le difende come tali.[18]

Secondo, nel contesto della crescente competizione nel mercato del lavoro e delle strategie individuali per la sopravvivenza, la consapevolezza che la solidarietà e la lotta collettiva sono utili è di immensa importanza. Ogni successo dimostra che le politiche prevalenti non sono in nessun modo senza alternative. Poiché queste proteste rendono il bilancio dello stato una questione politica, esse provano che esistono sempre delle alternative a condizione che si lotti per loro. La migliore prova per tutto ciò sono i nove (in totale) scioperi studenteschi che hanno avuto luogo dal 1968, che sono risultati nelle tasse universitarie del Quebec come le più basse in Nord America. Allo stesso tempo, la riuscita lotta per l'istruzione gratuita è la confutazione della teoria dell'immiserimento. I successi del movimento studentesco del Quebec nel corso dei decenni dimostra che non è la "miseria massima" delle alte tasse scolastiche che ha condotto il movimento ma, piuttosto almeno in questo caso gli spazi aperti creati da tasse d'iscrizione basse che hanno incoraggiato il movimento. Inoltre, quelli con alti livelli di debito studentesco (o altro) e che sono esposti a timori crescenti di perdita del posto di lavoro è anche meno probabile che montino una difesa contro condizioni di lavoro che peggiorano.

Terzo, le possibilità di probabilità di proteste riuscite sono considerevolmente maggiori se non sono basate solamente sulla spontaneità ma piuttosto sull'organizzazione a lungo termine. "Questo sciopero non è sorto da qualche ondata spontanea di romanticismo rivoluzionario. E' stato organizzato nel corso di un lungo periodo di tempo da attivisti che hanno mobilitato il sostegno tra i loro CÉGEP locali e le associazioni studentesche universitarie".[19] In aggiunta, lo sciopero studentesco del Quebec non sarebbe continuato in modo così riuscito senza la rete di lotte sociali della Coalizione della Mano Rossa. Qui ancora: una protesta spontanea diventa pienamente efficace soltanto se una forte organizzazione ed un'ampia alleanza di forze sociali hanno preparato il terreno per la sua apparizione.

Infine, il riferimento da parte della “Printemps érable“ alla “Printemps arabe” è stato un fattore importante nel successo del movimento. Prima della Primavera Araba, le condizioni politiche sembravano essere fossilizzate e non soltanto nel mondo arabo. Da allora, i mutui riferimenti a movimenti e l'internazionalizzazione di simboli e di forme di azione politica hanno invigorito le lotte sociali. I rapporti pietrificati hanno cominciato a muoversi è tempo di farli ballare. •

Ingar Solty è alla York University di Toronto, redattore di Das Argument, e membro cofondatore di North-Atlantic Left Dialogue. Dal 2004, Solty pubblica sull'economia politica degli Stati Uniti in riviste come Prokla, Das Argument, Capital & Class, Socialism & Democracy, come pure in giornali quotidiani come  Neues Deutschland e Junge Welt.

Tradotto dal tedesco da Sam Putinja. Questo articolo è apparso per la prima volta nel sito web Rosa Luxemburg Stiftung.

Note finali:

1.Eric Martin and Simon Tremblay-Pepin, “Québec Students Teach the World a Lesson,” Canadian Dimension, May 2012, p. 21.

2.Louis-Philippe Véronneau, “De l’éducation humaniste à l’éducation marchande,” Presse-toi à gauche!, November 13, 2012.

3.Cost of College Degree in U.S. Soars 12 Fold: Chart of the Day,” Bloomberg, August 15, 2012.

4.Tyler Cowen, “Graduates’ Pay Is Slipping, but Still Outpaces Others,” New York Times, March 2, 2012.

5.Wall Street Journal, November 5, 2012.

6.Financial Post, September 5, 2012.

7.Rob Carrick, “Why we should all care about student debt,” The Globe and Mail, August 29, 2012.

8.Tamara Baluja, “Students' fee fears shared across the country,” The Globe and Mail, May 7, 2012.

9.Andrea Levy and Fanny Theurillat-Cloutier, “Le Printemps érable: An Education in Dissent,” Canadian Dimension, May 2012, p. 20.

10.Martin Robert, “The Organizations Behind Québec's 2012 Student Strike,” Canadian Dimension, Sept. 2012.

11.Gabriel Nadeau-Dubois, “Student Strike, Popular Struggle,” People's Voice, June 1, 2012.

12.Nel 1980 il CSN ha ufficialmente rinunciato alla lotta di classe ma mantiene la reputazione di essere il sindacato più a sinistra. Dal 1990 è apertamente "separatista" e sostiene la causa dell'indipendenza del Quebec dal Canada.

13.Sabine Friesinger, “Reporting the Strike: Campus Television Embeds Itself in the Student Movement,” Canadian Dimension, Sept. 2012.

14.Cited in Democracy Now, May 25, 2012.

15.Levy and Theurillat-Cloutier, ibid., p.19.

16.Guardian, May 5, 2012.

17.Richard Fidler, “Quebec's Election: An Initial Balance Sheet,” The Bullet No. 695, September 12, 2012.

18.David Camfield, “Quebec's Red Square Movement,” The Bullet No. 680, August 13, 2012.

19.Robert, ibid., p. 28.